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Ansia , paura del giudizio degli altri e stanchezza mentale

Inviata da Andrea il 10 mar 2019 Ansia

Buonasera a voi, sono Andrea Versari, un ragazzo di 24 anni . Perdonate la lunghezza del testo, ma c’è tanto di cui dovrei parlare - per farvi avere un idea almeno della situazione.

Fin dalle medie avevo insicurezze varie e paura del giudizio degli altri. Ciò mi portava ad isolarmi o rimanere passivo se venivo preso in giro. La scuola dell’obbligo è stata molto difficile per me: oltre al fatto che andavo male per via del suddetto problema, a causa di qualche sgallettato, la varie classi che ho avuto finivano per vedermi male e ad allontanarmi. Non ho mai avuto problemi fisici di sorta, non sono male di aspetto , quello che scatenava ilarità era il mio modo di rispondere, goffo e sciocco, a volte inopportuno, alle frecciatine , agli insulti, o a qualche bonario scherzetto. Avevo paura di essere “menato” o di essere criticato con violenza se rispondevo a tono. Durante la mia adolescenza ho subito di più le parole che l’atto fisico del bullismo , anche se ogni tanto capitava. Adesso sembrerà un esagerazione, ma voglio citare ogni episodio di cui ho un buon ricordo . Una volta un ragazzino mi ha quasi affogato in piscina, in un campo estivo, perché gli avevo detto di lasciar stare me e mio fratello. Un altra volta , alle medie, un altro bambino mi ha dato uno schiaffo in faccia perché ho riso di un suo atteggiamento dominante. Alle superiori un altro ragazzo ancora mi sbattuto sul tavolo prendendomi per la testa.

Non ho mai risposto con le mani, ma quando stavo ripetendo in un altra scuola, perché avevo lasciato quella precedente, stanco di essere preso in giro pure lì dentro, non ci ho visto più, e ho tirato una sberla a uno del gruppo che mi stava infastidendo. Voleva mettermi le mani addosso, ma lo ho risbattuto al suo posto. Voleva fare a botte una volta fuori, ma non mi spaventava nulla, al contrario ho pensato di fargli molto male. Non è accaduto alla fine, e ognuno se ne è andato per i fatti suoi. Il giorno dopo, a parte qualche insulto, hanno cessato da lì in poi ogni atto “pesante” di bullismo. Non mi hanno nemmeno più toccato fisicamente. I rapporti sono persino leggermente migliorati, anche se alla fine restavo sempre un coglione ai loro occhi, scusate il termine.

In sostanza, ora mi ritrovo meglio, ho un piccolo gruppo di amici di cui mi fido con cui esco, ma continuo sempre a detestare e a temere alcuni ragazzini che mi girano intorno, sopratutto se dimostrano un certo modo aggressivo di rapportarsi con gli altri.

A 24 anni avere paura di ragazzi più piccoli di te è una cosa veramente patetica. Non trovate? È come essere sempre piccoli e spaventati. Ma non è solo questo. Nel tempo, dopo aver dato lo schiaffo, ho cominciato ad avere pensieri più o meno violenti nei confronti dei miei coetanei maschi. Immagino colluttazioni che alle fine nemmeno iniziano , perché mi piacerebbe farlo, ma ho troppa paura per provarci.

La mia famiglia è piuttosto complicata, i miei genitori non sono cattivi, ma hanno dei modi un po’ troppo accesi a volte, sopratutto mio padre, è molto complicato averci una discussione senza animarsi. Sono due tipi all’antica. Da bambino ad esempio venivo schiaffeggiato se dicevo una bugia o quando prendevo troppi votacci a scuola. Mi hanno sempre spaventato quando si arrabbiavano. Le cose adesso sono molto diverse, parliamo molto di più, ma siamo in grado di litigare pure per delle sciocchezze. Mio fratello è un altro testardo in famiglia, forse il più testardo tra noi quattro. Ha avuto anche lui problemi a scuola , ma rispetto a me ha perdonato i suoi compagni, tuttavia, quando può, ci da colpa per la persona insicura che è diventato. Risultato? Litigi su litigi.

Riguardo il darmi la colpa, ho fatto molte cose sbagliate in preda al nervoso, per questo mio fratello mi attacca: gli ho fatto del male una volta , e anche a mia madre, le ho dato una spinta facendole un livido. Mi rendo conto di non poter andare avanti così, con questi pensieri. Voglio molto bene alla mia famiglia, anche se siamo problematici.

Mi chiedevo quindi se, per accompagnare il fatto che mi sto riprendendo, possa servire l’aiuto di qualcuno.

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Buon giorno Andrea, è vero la Tua lettera è molto circostanziata, ma vedi, per uno psicoanalista le nostre manifestazioni vitali, il nostro umore, il nostro carattere, anche quello che ci accade, apparentemente per ragioni esterne a noi, sono manifestazioni sintomatiche di problemi psichici, traumi precoci inconsci ( e perciò che sfuggono alla vista della coscenza, e anche adolescenziali ( e anche questi sono correlati ai primi, inconsci ).
Considera i Tuoi accenni ai problemi di rapporto con i Tuoi genitori, di oggi, ma, ovviamente, presumibilmente anche quando eri molto piccolo, e comprenderai che la Tua vicenda di vita non ha origine nel qui e ora ma in un tempo molto più antico.
Se non si arriva a comprendere e sentire emotivamente quelle antiche, dimenticate, rimosse vicende, non si può cambiare l'oggi.
Perciò Ti consiglio di trovare un bravo psicoterapeuta ad orientamento psicodinamico ( ossia uno psicoanalista ) con cui Tu senta di poter costruire una relazione di aiuto basata sulla reciproca fiducia.
Vedrai che la Tua vita potrà cambiare radicalmente.
Se ritieni io sono a Tua disposizione e se vuoi potrai sapere meglio chi sono e come lavoro puoi visitare il mio sito Marco-Tartari.it.
Un caro saluto.
Dr. Marco Tartari

Dott. Marco Tartari Psicologo a Roatto

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