Ansia o disinnamoramento?

Inviata da Emanuele Ascione · 24 giu 2018 Ansia

Mi scuso per la lunghezza del messaggio , ma cercherò di essere esaustivo. Tutto è iniziato senza preavviso, la relazione con la mia ragazza andava abbastanza bene e non avevo nulla su cui lamentarmi tranne momenti di noia legati alla mia natura pigra. Noia dovuta molto spesso al fatto che la mia ragazza non abita nella mia città. In ogni caso l’episodio scatenante fu uno stato di apatia riscontrato durante un momento con la mia ragazza , alla quale io raccontai, e si rispose dicendo che se provavo quelle sensazioni stando con lei, significava che lei non era capace di rendermi felice. Così preso dallo sconforto per non riuscire a dare una risposta , decisi di vedermi qualche giorno dopo con lei , ed era come se volessi testare cosa provavo. Il giorno giunse e partii da casa con la consapevolezza che di lì a poco avrei provato ansia , così fu. Ebbi una crisi di panico davanti a lei , alla quale dicevo che non volevo lasciarla ma è come se la mia mente dicesse il contrario.Di lì tutta una serie di dubbi , relativi alla constistenza del mio sentimento , mi hanno trascinato in un loop infinito di domande , causandomi uno stato di ansia tremendo. Inizialmente non diedi peso a ciò che accadde , ma in seguito decisi di parlarne con lei , avviandomi verso un periodo fatto di pause di riflessione in cui non riuscivo a capire se fosse solo ansia o disinnamoramento. Nei momenti di pausa , mi capitava che , quando pensavo alla mia ragazza provavo ansia. Inoltre iniziai a farmi domande del tipo : e se fosse qui cosa proverei ? E se si presentasse da me improvvisamente ?. Notavo che quando pensavo a me che le davo delle attenzioni , la sensazione di ansia spariva , se invece immaginavo lei a darmi carezze o coccole l’ansia mi attanagliava. Dopo un periodo di silenzio decido di affrontare la situazione con lei , ma ogni volta finivo per riprovare quella sensazione terribile pur sapendo che il sol pensiero di lasciarla mi causerebbe un dolore molto grande proprio perché non sento di farlo in virtù dei miei sentimenti.Ebbi una nuova crisi di panico stando con lei e alla fine decisi di prendermi altro tempo perché non ritenevo giusto che lei si trovasse a vivere tanto dolore insieme a me. La sensazione che provavo stando con lei era la seguente : essere convinti di starle mentendo circa la natura del mio sentimento. Dopo una settimana di pausa decidemmo di incontrarci, lei mi disse che se non avessi preso una decisione , lo avrebbe fatto lei. Quel giorno con le lacrime agli occhi le dissi di amarla e che volevo di nuovo affrontare le cose con lei. Iniziai ad immaginarla con altri ragazza e la consapevolezza di arrivare al punto in cui lei non avrebbe provato più nulla per me mi distrusse. Durante quella conversazione , le dissi involontariamente che un giorno ho chattato con una ragazza. Chat alla quale io non diedi alcuna importanza bensì voglia estrema di allontanarmi da quella sensazione di dolore. La mia ragazza quindi volle vedere le conversazioni e leggendole lo ha ritenuto tradimento. Ad ora non vuole più sapere nulla di me , nei giorni iniziali sono stato male perché mi mancava molto , dimenticando tutte le ansie precedenti. Di nuovo però ho iniziato a chiedermi se stessi mentendo e da lì l’ansia è risalita. Non so cosa fare ormai vado avanti da due mesi così , e non so se è meglio lasciarla andare , considerando il fatto che non starei meglio , oppure valutare che nel momento in cui penso a cosa provo entro in un labirito infinito in cui non ho risposte ma solo ansia.

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Miglior risposta 26 GIU 2018

Caro Emanuele, comprendo l'angoscia che ha provato e prova, paradossalmente sia al pensiero di vivere serenamente la storia con la sua ragazza, sia al pensiero di lasciarla per sempre. Da quello che dice è come se avesse una sorta di "martello pneumatico" nella testa, che le impedisce di viversi il suo rapporto con serenità e spontaneità...Credo che in questo caso le difficoltà non siano propriamente della coppia, ma che il suo disagio derivi da difficoltà più personali. I suoi pensieri la stanno portando in un circolo vizioso poco produttivo dal quale sembra fare tanta fatica ad uscire: per questo, consideri l'idea di iniziare una psicoterapia per lavorare su se stesso e le sue paure.
Auguri di cuore, Dott.ssa Daniela Cannistrà.

Daniela Cannistrà - Psicologa e Psicoterapeuta Psicologo a Seregno

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25 GIU 2018

Carissimo...credo che il Suo problema non sia sentimentale, ma dovuto ad una personalita' di tipo ossessivo (suggerisco di documentarsi). credo le occorra una psicoterapia

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25 GIU 2018

Buongiorno Emanuele,
considero innanzitutto che nel momento in cui ci scrive, la sua relazione sembra, almeno per il momento, terminata. Questo, da una parte la sconforta, dall'altra però sono sicuro le dia la possibilità di avere un po' di tempo per poter riflettere approfonditamente su se stesso. Non posso darle indicazioni precise o effettuare una valutazione clinica senza una conoscenza personale adeguata, come nessuno di noi psicologi, ma mi sento di consigliarle un approfondimento della natura di queste ansie con un professionista. Considerando la natura, e i risvolti emotivi dei suoi dubbi/pensieri ritengo infatti possibile, non certo ma possibile, che un nuovo sguardo, più ampio e nuovo, sui suoi desideri e le sue esigenze, potrebbero giovarle nella gestione di relazione ed ansia. D'altra parte con una mail, seppur esaustiva nel contenuto della relazione, non si possono affrontare temi molto importanti al fine dell'identificazione del problema e della soluzione: la sua personalità, la sua età, lo stile di pensiero in altri episodi relazionali e in altre aree di vita. Tutti questi approfondimenti sono molto utili e, se lo stato di ansia perdurasse ancora un po' le consiglio di rivolgersi ad uno/a psicologo/a della sua zona per una percorso, no necessariamente di psicoterapia, ma sicuramente almeno una consulenza.
Cordiali saluti,

Dott. Paolo Zandomeneghi

Dott. Paolo Zandomeneghi Psicologo a Rovereto

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