Ansia o depressione?

Inviata da Marco Bonatti il 6 ott 2018 Depressione

Buongiorno Dottore,
da ormai un mese, cioe' da quando ho ripreso il mio lavoro, come direttore acquisti, da 15 anni in un'azienda della ristorazione, non riesco piu' a dormire ed ho perso la pace di spirito, ho incubi la notte, vuoti di stomaco durante il giorno, frequenti farfalle nello stomaco, insolite paure che mi assalgono e controllano.

La cosa piu' strana dottore e' che questa sensazione di malessere peggiora quando cerco di combatterla. Quando il malessere sembra che ti dia una tregua ritorna piu' forte di prima. Piu' ci penso e piu' sto male.

L'elemento scatenante e' stato il nuovo amministratore delegato, che da quando ha assunto l'incarico ha fatto di tutto per umiliarmi, escludendomi dalle decisioni aziendali di mia competenza, vietandomi la liberta' di azione, facendomi annullare tutti gi appuntamenti con i fornitori con atti espliciti e alla presenza di colleghi. Una cattiveria e violenza gratuita, senza motivo.

Lui ha creato intorno a me un ambiente di tensione insostenibile. Addirittura nel primo colloquio mi ha detto che il suo obbiettivo era licenziarmi, pur essendo io in possesso di un regolare contratto firmato dall'amministratore precedente, peraltro suo socio.

Sempre nel primo colloquio mi ha detto che non aveva piu' bisogno di me, (malgrado abbia sembre svolto il mio lavoro con professionlita' e abbia raggiunto importanti risultati negli anni) e che al limite mi avrebbe tenuto sino a dicembre a patto che mostrassi una totale "flessibilita'".

Secondo lui avrei dovuto fare i caffe' e le pizze (invece del direttore acquisti) in uno dei nostri tanti locali nel Veneto (tra Affi, Verona e Bussolengo). O forse in tutti e tre e allo stesso tempo.

Quando gli ho risposto che non ero preparato per questo lavoro manuale, si e' messo a ridere dicendo che dopo 20 anni nella ristorazione pure sua figlia sapeva fare il caffe' e la pizza...

Quindi il nuovo AD, come ritorsione o strategia, non lo capisco, mi ha ridotto al massimo l'operavita', privandomi della possibilita' di crescita personale e professionale, creando intorno a me un atmosfera di tensione insostenibile. Mi ha reso inerme, una larva.

Vede dottore, il problema non e' la perdita di potere o il blocco di carriera, non ho questa ambizione, ma la dequalificazione e il degrado umano, le continue umiliazioni davanti a colleghi e fornitori a cui non posso dare spiegazioni dettagliate...

Non ho piu' liberta' di azione, di movimento, di iniziativa e forse anche di pensare. Tutto questo e' successo all'improviso, da un momento all'altro. Come se fossi stato investito da un treno impazzito. Da una violenza bruta.

Amici e colleghi mi chiedono perche' sono triste e turbato, ma non so' cosa rispondere. Mi chiedono dov'e' finita quell'aurea celestiale, quel piglo e luccichio negli occhi... Dove?

Alla sera quando torno a casa mi assale una solitudine incredibile, di notte non riesco piu' a dormire nel mio letto, mi sono ridotto al divano, mi addormento improvvisamente, mi sveglio improvvisamente alle 3 di mattina. Ho bisogno di sentire la voce della televisione e della publicita' per porter conciliare il sonno. Mi alzo alla mattina piu' stanco e demotivato di prima.

Eppoi ho delle paure che prima non avevo, insucurezza e un senso di instabilita che mi blocca nelle decisioni.

Vivere la vita, non solo lavorativa, e' gia' una grande sfida, ma l'ansia e la depressione la rendono peggiore. Tutto sembra un ostacolo enorme. Anche le cose piu' semplici sembrano difficili. Non ho piu' voglia di uscire dal mio guscio per paura dei giudizi, preferisco un film ad un libro e ho sempre un senso di pigrizia e impotenza addosso.

Quando arrivo in ufficio vedo i colleghi e sento addosso la loro commiserazione-solidarieta' e, si produce un vuoto terribile dentro di me. La forza e l'energia che ho sempre avuto sembrano avermi abbandonato... E'triste!

Non so proprio cosa stia succedendo nella mia mente, non riesco piu' a controllare l'ansia, lo stress, il rumore nello stomaco... sento come una seconda voce che mi parla, che grida vendetta, che vorrebbere distruggere tutto.

Avrei voglia di vomitare e di buttar il tavolo dell'ufficio all'aria con tutti i contratti, contatti, trattative e semplicemente dare le dimissioni. Come loro vorrebbero!

Poi ascolo un'altra voce che mi sussurra di combattere, di resistere, che e' solo un momento passeggero e che non tutti i mali vengono per nuocere. Ma e' proprio cosi?

E' chiaro che del mio lavoro e professionalita' non gliene frega niente piu' a nessuno. Giocano con me come il gatto con il topo, prima di mangiarlo. Me lo hanno detto, me lo hanno scritto e me lo hanno appiccicato adosso come una malattia. Continuo con il mio lavoro ignorato dalla proprieta', che poi dovrebbe ratificare dei contratti, che loro stessi tentano di ostacolare per dimostrare che il mio lavoro e' inutile. Una presa in giro!

Non so' proprio cosa dirle dottore, il mio amico Ettore mi ha detto di scriverle come mi sento, come se fosse una cosa facile. Neanche io sono cosciente di tutto quello che sento. Forse e' una cosa piu' profonda.

Vede, il mio umore oscilla come un pendolo, tra il senso di colpa (cosa avro' fatto di male per meritare tutto questo) e la bassa autostima (forse non valgo piu' niente).

Sono stufo di fingere che vada tutto bene. Di rispondere al telefono ai fornitori e colleghi con una bella voce, non spezzata dall'emozione, per non pregiudicare la situazione aziendale. Sono stufo!

Mi hanno fatto correre per 15 anni come un cavallo da corsa al palio di Siena, sempre in lotta per i primi posti e adesso che ho raggiunto 50 anni suonati, invece di tenermi in scuderia e avvalersi della mia esperienza, formare magari i piu' giovani, mi mettono al macello... Triturano la mia carne e la mia anima. Sono diventato anch'io una pizza da consumare o un oggetto da buttare?

Mi fanno sentire come una scarpa vecchia da buttare o una carne bollita, eppure ho sempre fatto tante cose belle nella mia vita. Ho imparato 5 lingue, ho vissuto in molti paesi, mi sono laureato, ho scritto anche tante cose (che magari nessuno ha mai letto, ma mi hanno dato un immenso piacere) ed ho aiutato tanti bambini in giro per il mondo con il volontariato (tra Africa, Brasile e il Sud America).

Ma adesso, aime' sono io il bambino ad aver bisogno di aiuto. Non vorrei imbottirmi di medicine e sedativi per dormire e trovare la pace e, neppure dover fuggire chissa' dove o lottare contro chissa' chi... Una battaglia persa se dall'altra parte non c'e' volonta', buona fede e interesse di intenti.

Magari sarebbe meglio scomparire lontano, nel dimenticatoio. Abbandonare il lavoro, isolarmi dagli altri e da me stesso?

Io vorrei solamente ritornare a essere quello di prima, valorizzato sul lavoro, rispettato come persona, avere dignita', essere orgoglioso di me stesso.

Anche se tutto questo sembra un lontano ricordo, non dipende solamente dai miei sforzi, ma anche dall'ambiente e dalle persone circostanti. C'e' tanta gente cattiva, falsa e ingiusta ovunque, ma quando hai la sfortuna di toccare con mano certe cose o di imbatterti in questa gente e' un'altra cosa...

Vorrei poter tornare a vivere con leggerezza, a respirare senza ansia, a concentrarmi, a non interrogatmi su tutto, a non aver paura del presente, ad avere speranza nel futuro e ad avere fiducia in me stesso...

Vorrei trovare una risposta e vorrei che mi lasciassero in pace a fare il mio lavoro. E magari che mi giudicassero alla fine e non all"inizio, dopo 15 anni.

Vorrei anche trovare una cura non solo per il corpo, ma per l'anima ferita.

Grazie dottore per aver trovato il tempo di ascoltarmi. Spero che Lei possa fare qualcosa per me e per quelli che sono caduti in questa spirale tritatutto dove non e' piu' importante la persona, i valori e le virtu', ma il suo costo.

Grazie

Marco B.

Risposta inviata

A breve convalideremo la tua risposta e la pubblicheremo

C’è stato un errore

Per favore, provaci di nuovo più tardi.

Miglior risposta

Caro Marco,
la sofferenza esistenziale che vivi sul lavoro è una delle cose peggiori che possano capitare.
Tra l'altro mi sembra che vi siano gli estremi per definirla un'azione di mobbing, che potrebbe configurare gli estremi per un'azione legale.
Ma non è questo il punto più serio: queste situazioni sono potentemente stressogene, impattano sull'autostima e possono spesso essere causa anche di danni fisici, a volte seri.
Il miglior suggerimento è di appoggiarti all'aiuto di un bravo terpeuta che Ti sostenga e guidi nell'elaborazione di questo, vero e proprio, trauma. Sò per esperienza che così potrai recuperare fiducia in Te stesso e liberare le risorse latenti che possiedi per cambiare la Tua vita. Vi sono vari possibili approcci terapeutici, e sarei lieto di ilustrarteli,se ritieni, in un incontro di persona.
Per questo sono a Tua disposizione e Ti saluto Molto cordialmente.
Dr. Marco Tartari

Dott. Marco Tartari Psicologo a Roatto

689 Risposte

396 voti positivi

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

Gentile Marco, la lunghezza della sua lettera, perdoni la sincerità, mi intimorisce abbastanza. E forse non sono il solo, visto che vedo una sola risposta prima della mia.
Scusi se ho cercato di sdrammatizzare una situazione che sento pesante e dolorosa.
Ma rispondere, a mia volta, con una lunghissima lettera non mi sembra utile né a Lei né a me.
Non è chiaro che tipo di aiuto si aspetta da noi terapeuti, ed è anche curioso che si rivolga a noi con "grazie dottore". Non è infatti possibile avviare qui un rapporto terapeutico, perché questo richiederebbe tempi che qui non sono possibili per nessuno di noi.
Non ci dice inoltre perché abbia ripreso il lavoro. Qual era prima la Sua situazione?
Lei si trova davanti a due alternative entrambe spiacevoli: ritirarsi o combattere. E' evidente che sarebbe scorretto in questa sede darle qualunque suggerimento.
Ancora una volta, più che una lunga discussione, le pongo alcune domande che vorrei rivolgesse a sé stesso. Se queste domande, invece che aiutarla, le pongono ulteriore ansia e/o confusione, le suggerisco di rivolgersi quanto prima ad uno psicoterapeuta, a mio giudizio di tipo cognitivo-comportamentale.
La sua sofferenza è notevole e quasi palpabile. Non la trascuri e non soffra inutilmente, quando può trovare facilmente aiuto ad un costo sostenibile.
Ha investito tutte le sue energie e la sua intera vita sul lavoro, trascurando tutto il resto? Ha coltivato adeguatamente la sfera affettiva, la famiglia, il tempo libero?
Ha eccessivo timore di perdere il lavoro od ha alternative percorribili?
Perché si lascia rovinare la vita da poche persone (i suoi superiori) che forse non meritano nulla per la loro inettitudine e la loro povertà sul piano umano?
Se fossi il Suo curante partirei in prima seduta da queste banali domande.
Le suggerisco altresì di considerare la possibilità di frequentare un gruppo di terapia o una attività mente-corpo come lo yoga, la danza terapia, il ballo o più banalmente una attività fisica. La sua ansia di fondo ne trarrebbe un gran beneficio.
Spero di averle fornito qualche spunto
dr. Leopoldo Tacchini

Dott. Leopoldo Tacchini Psicologo a Firenze

729 Risposte

305 voti positivi

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

Buongiorno Marco,
non c'è dubbio che lei sia costretto a gestire un momento particolarmente difficile e complesso. Le condizioni lavorative sono peggiorate e la qualità delle relazioni con il suo superiore è molto bassa. Sta sperimentando un disagio psichico del tutto legittimo in risposta a delle condizioni ambientali non favorevoli.
Le consiglierei di richiedere un aiuto di un professionista psicologo per ricevere supporto specialistico in questo momento tanto complesso.
Cordialmente,

Dr. Gianmaria Lunetta,

Psicologo Clinico a Torino

Dr. Gianmaria Lunetta Psicologo a Torino

249 Risposte

397 voti positivi

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

Gentile Marco,
la situazione lavorativa pesante e gli ostacoli che percepisce posti a suo danno stanno potentemente influendo sulla sua salute, non solo psichica ma anche fisica e ha fatto molto bene a rivolgersi a dei professionisti del settore.
Le suggerisco perciò una consultazione con uno psicologo che possa non solo aiutarla ad affrontare e superare il malessere attuale con un percorso psicoterapeutico, ma anche effettuare una accurata valutazione dello stress lavoro-correlato ed eventualmente indicare la presenza di un danno biologico di natura psicologica, per capire se ci siano o meno i presupposti per una eventuale azione legale a sua tutela.
Rimango a disposizione.
Un cordiale saluto,
drs Lucia Mantovani, Milano

Studio di Psicologia Dott.ssa Lucia Mantovani Psicologo a Milano

992 Risposte

458 voti positivi

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

Psicologi specializzati in Depressione

Vedere più psicologi specializzati in Depressione

Altre domande su Depressione

Spiega il tuo caso ai nostri psicologi

Invia la tua richiesta in forma anonima e riceverai orientamento psicologico in 48h.

50 È necessario scrivere 19700 caratteri in più

La tua domanda e le relative risposte verranno pubblicate sul portale. Questo servizio è gratuito e non sostituisce una seduta psicologica.

Manderemo la tua domanda ai nostri esperti nel tema che si offriranno di occuparsi del tuo caso.

Il prezzo delle sedute non è gratuito e sarà soggetto alle tariffe dei professionisti.

Il prezzo delle sedute non è gratuito e sarà soggetto alle tariffe dei professionisti.

Introduci un nickname per mantenere l'anonimato

La tua domanda è in fase di revisione

Ti avvisaremo per e-mail non appena verrà pubblicata

Questa domanda esiste già

Per favore, cerca tra le domande esistenti per conoscere la risposta

psicologi 15300

psicologi

domande 19700

domande

Risposte 77250

Risposte