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Ansia nel dormire da solo

Inviata da silvana il 25 ago 2016 Psicologia sociale e legale

Buongiorno
vi contatto per avere un consiglio in merito al problema che sto riscontrando con mio figlio che ha ormai quasi 14 anni e non vuole dormire da solo nella sua camera, chiede ancora la compagnia del suo papà o mia, anche se è più tranquillo col papà
Lui trascorre tutta la giornata da solo in casa senza alcun problema ma la notte ci vuole vicini evita anche di invitare qualche amichetto perchè teme una brutta figura con l'amico, se gli viene l'ansia. Ammetto che non l'abbiamo mai forzato ad andare nella sua camera gli abbiamo lasciato sempre libera scelta. Ora però sta diventando un grosso problema perchè anche lui è consapevole che la cosa è ridicola ma purtroppo è più forte l'ansia che la voglia di "crescere" sotto quest aspetto.
io e mio marito non sappiamo se insistere in maniera forzata o farlo aiutare da uno psicoterapeuta, anche se temiamo che se lo assecondiamo ulteriormente, creiamo un problema più grosso di quello che possa sembrare.
Se per favore potete darci un consiglio pratico da attuare onde evitare "traumi" adolescenziali.
ultima cosa, a breve dovrebbe andare in ritiro con la sua squadra del calcio ma nonostante sia la sua passione ... è disposto a rinunciare per questo problema.
Grazie Silvana

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Cara Silvana
quello che mi viene da pensare è che il ragazzo trascorra troppo tempo da solo durante la giornata e la sera ha questa piccola "regressione" e sente il bisogno di avervi vicini, di percepire il "gruppo famiglia" per affrontare la notte.
E' come che sia stata pretesa da lui una maturità "superiore" nel condursi autonomamente e però questa risulta un poco forzata.
Il ragazzo credo che abbia bisogno di maggior sostegno e di poter manifestare adeguatamente le sue debolezze di adolescente, ha bisogno di essere sostenuto e aiutato.
Lui, fa l'adulto che si sa gestire, ma la sera, la notte, mostra la sua debolezza.
E' un segnale che va colto.
Con L'aiuto di uno psicoterapeuta si può comprendere meglio la situazione e i rimedi.
Un caro saluto
Dott. Silvana Ceccucci Psicologa Psicoterapeuta

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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Cara Silvana,
l'addormentamento, così come la nutrizione e altre funzioni umane, è un funzione biologica di base, ma ha anche significati psicologici precisi. Sta ad indicare una fase di separazione tra ciò che è il mondo conscio, reale e controllabile e ciò che è inconscio, onirico e non sotto diretto controllo. Inoltre, il sonno richiede anche la separazione di ciascun individuo dalle figure significative, quali lei e suo marito, per questo, spesso nell'infanzia, per facilitare tale distacco, si accende la luce nella cameretta dei bambini e si danno loro orsacchiotti, che lo instradino nel mondo di Morfeo in sostituzione ai genitori.
Tuttavia, il vostro ragazzo non è più un bambino, ha 14 anni ed è un adolescente.
L'adolescenza è una fase della vita che riattiva sempre degli istinti di separazione, poichè si lascia fisicamente e/o metaforicamente la famiglia di origine, il proprio corpo infantile, costruendosi una propria identità e le basi per una futura famiglia, ad una distanza ottimale da quella di partenza.
Cosa sta accadendo a vostro figlio?
Solitamente, l'impulso di crescere supera le paure nel farlo, mentre in questo caso, si rischia che le paure del ragazzo sovrastino la sua spinta evolutiva. Se osserviamo bene lui, quello che ci sta dicendo è che preferisce essere bambino e accudito dai genitori, piuttosto che affrontare le nuove sfide che ha davanti a sé e che non si vuole separare, o non sa come farlo adeguatamente.
Come fare? Sicuramente contattare un professionista sarebbe una buona scelta per permettere al ragazzo di riarmonizzare la sua fase e a voi per accompagnarlo nel modo corretto. Visto che vostro figlio si renderà conto della limitazione che questa situazione comporta, sarebbe sicuramente il caso di parlargliene sia per proporgli il professionista, che per proporgli delle cose da poter fare sin da subito. In questo caso, non sarebbe efficace nè forzare il ragazzo a dormire nella sua stanza da solo di punto in bianco, nè continuare a sostenere la sua dipendenza nei vostri confronti, ma è più auspicabile scegliere, parlando con lui del fatto che questa cosa va affrontata, per le prime volte di addormentarsi con lui nella sua stanza, in modo che riprenda confidenza con la stessa, successivamente comunicare che si lascerà la porta aperta e via dicendo.
Siamo tutti spaventati ad affrontare ciò che non conosciamo e se ciò che conosciamo è più che rassicurante, che motivo avremmo per andarcene?

Saluti,
Sara Moruzzi.

Dott.ssa Moruzzi Sara Psicologo a Parma

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Cara Silvana,
l'addormentamento, così come il nutrirsi e altri funzioni umane, è una fase in cui solitamente il bambino deve abituarsi a separarsi dal mondo conscio, reale, su cui si ha controllo, al mondo inconscio, onirico, su cui non si ha controllo diretto. Inoltre, la separazione che richiede il sonno è quella dalle figure significative, quali siete lei e suo marito, per questo spesso ai bambini si tiene accesa la luce, o si dà loro un peluches, proprio perchè possano accompagnarlo nel mondo di Orfeo in sostituzione ai genitori. Tuttavia, mentre questa capacità di separazione viene imparata nell'infanzia, vostro figlio ha 14 anni ed è un adolescente. Nell'adolescenza si riattivano tantissimo i vissuti di separazione con i genitori, poichè questa fase della vita ha la funzione di scoprire se stessi e la distanza ottimale dalla famiglia di origine, ponendo le basi per averne in futuro una propria.
Cosa ci sta dicendo vostro figlio con questo? Probabilmente che preferirebbe tornare bambino, piuttosto che affrontare tale separazione reale e metaforica. Tuttavia, mentre è umano che ci sia paura nell'affrontare una nuova versione di sè e che l'adolescenza mandi in crisi, ma è comunque presente il desiderio del ragazzo a separarsi, qui la paura sta vincendo sulla spinta ad evolversi.
Cosa fare? Credo che possa sicuramente essere utile portarlo da un professionista che lo aiuti in questa separazione ed aiuti, anche voi a gestirla nel modo corretto. Le cose da fare sul momento sarebbero però di parlarne apertamente con il vostro ragazzo, dato che lui ormai é consapevole della sua difficoltà. Oltre a proporgli il professionista, proponetegli anche di trovare dei compromessi insieme, dove nè lo forzerete a rimanere a dormire solo di punto in bianco, nè continuerete a sostenere la sua dipendenza nei vostri confronti, ad esempio offrendovi per i primi tempi di addormentarvi con lui nella sua stanza, in modo che riprenda contatto con essa ed il suo letto, vedendo che nulla gli accade e che anche se si allontana, potrà comunque contare su di voi!

Saluti,
Sara Moruzzi.

Dott.ssa Moruzzi Sara Psicologo a Parma

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Gentile Silvana,
data l'età del ragazzo, lei e suo marito potreste prendere spunto proprio dal fatto che anche lui è consapevole che c'è qualcosa che non va nel darla vinta più all'ansia che alla voglia di crescere, per potergli parlare chiedendogli cosa lo spaventa fino a tal punto e dandogli rassicurazioni ed incoraggiamenti ad affrontare le sue paure con il vostro sostegno.
Se non si ottiene alcun risultato suggerisco una psicoterapia con alternanza di sedute individuali e di famiglia.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).
.

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Gentile Silvana,
vale la pena chiedersi quali paure ruotano attorno al non voler addormentarsi da solo in camera sua? Cosa ha paura che succeda suo figlio nel caso in cui debba addormentarsi in camera da solo?
Cercate di capire quali sono le sue paure e di rassicurarlo sul fatto che non accadrá nulla di male se anche si addormenta da solo nella sua stanza.
Potreste pensare di favorire il suo addormentamento nella sua stanza da solo con un distacco graduale: per esempio, fategli presente che se anche lui è nella sua cameretta da solo, voi inizialmente sarete presenti davanti alla porta (ma non in camera con lui) e man mano che si tranquillizza, le volte successive gli dite che per qualsiasi cosa voi rimanete nella stanza adiacente e infine che vi puó trovare nella vostra stanza in caso di bisogno.
Puó darsi che sia anche il buio a spaventarlo un po', pertanto potrebbe essere utile che si addormetasse nella sua stanza avendo una luce accesa e sapendo che comunque ci siete voi in stanze vicine, in caso di bisogno.
È un peccato che rinunci al ritiro con la squadra di calcio per questi motivi. Se ci tiene tanto al calcio, potreste usare questo come leva per incoraggiarlo ad andare ugualmente al ritiro, sottolineando che comunque anche se non dormirá in casa sua, ci saranno comunque altre persone a condividere la camera con lui al ritiro e ci saranno persone su cui contare e con cui puó stare comunque tranquillo, anche se non siete voi genitori.
Cercate di non assecondarlo ulteriormente, perché temo che il vostro venirgli incontro continuerá a mantenere il problema, invece di risolverlo.
Se il problema persiste nonostante i vostri tentativi di risolverlo, vi suggerisco di mandare vostro figlio da uno/a psicologo/a della vostra zona.
Vi auguro tutto il meglio.

Cordiali saluti,

dott.ssa Elisa Canossa, psicologa psicoterapeuta, Sustinente (Mantova)

Dott.ssa Elisa Canossa - Studio di psicologia e psicoterapia Psicologo a Sustinente

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