Ansia generalizzata, attacchi di panico, dipendenza affettiva

Inviata da CB97 · 15 ott 2020

ho 23 anni, sono una studentessa universitaria, ho sempre avuto disturbi d'ansia, ma dopo un incidente d'auto e degli interventi, ho cominciato a soffrire di attacchi di panico. L'ansia generalizzata mi porta a procrastinare tutto quello che devo fare e a scappare da situazioni ansiogene, annullando tutto. Sono molto severa con me stessa e con gli altri, vorrei fosse sempre tutto perfetto. Non mi sento mai a mio agio e non mi fido di nessuno, ma nonostante la mia severità, lascio passare diverse cose che non mi stanno bene, per la paura di perdere le persone. Ci rimango comunque male e questo mi porta a non fidarmi, a non sentirmi a mio agio e a non sentirmi apprezzata e/o voluta bene, anche da parte di amicizie decennali. Tutto ciò è accompagnato da uno sfogo sul cibo. Se sono in compagnia e faccio cose, non ho fame e non ci penso; ma ogni qual volta sono da sola e la mia testa si riempe di pensieri brutti, uso il cibo come valvola di sfogo, nonostante durante e poi mi senta molto in colpa e cerchi di non farlo, perchè non mi vedo bene nel mio corpo.

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Miglior risposta 16 OTT 2020

Buongiorno, è piuttosto comune che cerchi di attivare il corpo come modalità alternativa di sentir-si laddove arrivano disconferme da parte di altri significativi. Il meccanismo Le è abbastanza chiaro: quello che Le sfugge, comprensibilmente, è il modo in cui poterlo limitare, nonché i motivi per i quali si sente sempre così in difficoltà nei rapporti e nelle relazioni. Per capire meglio cosa accade in quei momenti, è importanti aprire i contesti in cui queste difficoltà assumono senso. Un colloquio terapeutico è il mezzo per comprendere cosa succede, la psicoterapia quello per stare meglio. Si rivolga a un terapeuta. Cordialità, DP

Dott. Daniel Michael Portolani Psicologo a Brescia

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19 OTT 2020

Buongiorno CB97,
sicuramente essere in una situazione di malessere generalizzato come quello che descrive, non fa proprio star bene!
La invito a contattare un professionista della salute psicologica per iniziare a narrare il suo disagio; provi a chiedersi da quale ambito inizierebbe a parlare, quale sarebbe di primaria importanza in modo da provare a fare un po' di chiarezza sui vari ambiti di sofferenza fisica e psicologica di cui parla.
Mi rendo disponibile in tal senso eventualmente anche tramite colloqui on line.
Cordialmente,
dott.ssa Carucci.

Dott.ssa Elena Carucci Psicologo a Torino

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16 OTT 2020

Gentile utente,
l'ansia non si supera scappando ma fermandosi e decidendo di "affrontare" volta per volta le difficoltà che si incontrano nella vita.
Anche se si sforza di lasciar passare quello che non le sta bene, fondamentalmente lei ha una struttura di personalità rigida incentrata sulla sfiducia e sul controllo eccessivo e ciò è causa di malessere che cerca di anestetizzare consolandosi col cibo senza peraltro riuscire nell'intento.
Il suggerimento è di intraprendere un percorso di psicoterapia preferibilmente cognitivo-comportamentale.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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16 OTT 2020

Certamente l'evento I"incidente" ha rotto un equilibrio già precario, considerando che ricorda di avere sempre avuto disturbi d'ansia. La severità e il bisogno di perfezione probabilmente nascondono un gran bisogno d'amore, che la porta a "consolarsi" col cibo: d'altra parte il cibo è il primo strumento col quale noi tutti abbiamo sperimentato l'interesse nei nostri confronti nei primi giorni di vita. Il problema che più frequentemente ne consegue è un tentativo di controllo di sè e dell'altro che non permette lo scorrere soddisfacente della carica affettiva nelle relazioni. Sono d'accordo con il collega che la rassicura sulla possibilità di intervento. Aggiungo un invito a non aver paura, perchè so bene quanto possa esserle difficile affidarsi.
Saluti
Dott.ssa Daniela Arborini

Daniela Arborini Psicologo a Roma

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16 OTT 2020

Cara CB97, descrive la Sua ansia e il modo in cui si definisce attraverso il corpo, compreso il cibo come valvola di sfogo, in maniera molto lucida e razionale. Lo stesso vale per la descrizione di sè in relazione al mondo esterno e ai rapporti con le altre persone. La manifestazione dell'ansia ci informa che qualcosa di più profondo dentro di noi "grida" per essere tirato fuori ed elaborato. E' come fosse un campanello d'allarme, ma non per qualcosa che accade all'esterno, ma per qualcosa che accade all'interno, di cui forse non siamo del tutto consapevoli. I comportamenti e i pensieri che, invece, mettiamo in atto nei confronti dell'esterno derivano da interiorizzazioni di esperienze passate e relazioni significative, attraverso cui abbiamo appreso come stare al mondo. Sarebbe efficace per Lei chiedere un aiuto psicologico che Le dia la possibilità di affrontare ciò che Le causa malessere, per consapevolizzarsi delle Sue dinamiche interne e modificarle laddove possano creare disagio. Il fine è quello di acquisire risorse attraverso cui raggiungere il proprio benessere.
Buona fortuna.
Dr.ssa Amanda D'Ambra.

Dr.ssa Amanda D'Ambra Psicologo a Torino

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16 OTT 2020

Gentile Utente,
i disturbi della sfera ansiosa possono causare una limitazione nelle capacità di adattarsi e nell'affrontare la quotidianità. L'ansia può essere pervasiva in ogni ambito di vita e compromettere il benessere personale e relazionale. Il mio consiglio è di rivolgersi ad un professionista che la possa guidare in un percorso che le permetta di comprendere l'origine del suo malessere e la guidi alla risoluzione delle sue problematiche.
Un augurio,
Dott.ssa Ferraro Francesca

Dott.ssa Francesca Ferraro Psicologo a Firenze

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16 OTT 2020

Salve, nonostante la sua condizione sia in questo momento alquanto complessa e profonda, considerata anche la sua giovane età, tenga in considerazione l' opportunità di rivolgersi ad uno psicoterapeuta per un percorso.
Questo tipo di disagio può essere affrontato bene
Dott. Masucci A.

Dott. Armando Masucci Psicologo a Avellino

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