Ansia e studio

Inviata da Camilla74 · 19 mag 2021

Buonasera, sono una studentessa universitaria (primo anno di psicologia) di 21 anni. Mi trovo particolarmente in difficoltà e avrei bisogno di sentire il parere di uno specialista riguardo alla mia attuale situazione.
Premetto che ho da sempre sofferto d’ansia, sin da quando sono bambina. Ricordo che intorno ai 5 o 6 anni i miei genitori mi portarono da una psicologa a causa di frequenti attacchi d’ansia e di panico… e da lì la situazione sicuramente non andò migliorando. Soltanto gli attacchi di panico, per fortuna, ad un certo punto hanno smesso di presentarsi.
Sin da piccola, quindi, ho avuto a che fare con questo costante malessere, mai curato e anzi acuito da varie situazioni (bullismo, problemi famigliari, false amicizie, ecc.), portandomi col tempo a sentirmi sempre più “depressa”. Ansia e “depressione” mi hanno accompagnata per quasi tutta la mia vita fino ad oggi e sicuramente l’ambiente in cui vivo non aiuta (mia madre è ansiosa/depressa mentre mio padre soffre lievemente d’ansia). Nella mia famiglia non esterniamo mai le nostre emozioni, i malesseri e le malattie vengono considerati un taboo e dunque è improbabile che se ne parli senza sfociare in qualche lite. A causa di ciò non mi è mai stato possibile intraprendere un percorso psicoterapeutico, sebbene lo desiderassi tanto… posso dire, però, che ci sto lavorando e sto cercando di convincere i miei genitori, ma il giorno in cui si convinceranno completamente è ancora lontano. Se potessi lavorerei, ma non ho le forze, non sono nelle condizioni.
Ho sempre vissuto nella paura e nella negatività. A scuola ero sempre quella silenziosa, timida, che aveva timore di aprire bocca per paura di dire qualcosa di sbagliato. Pensavo sempre che gli altri avessero una marcia in più perché vedevo che gli altri bambini/ragazzi riuscivano a pensare e a ragionare in modo “elaborato”, ad esempio ponevano domande che personalmente non sarei riuscita ad elaborare nemmeno riflettendoci ore o giorni. Elementari, medie, superiori… questa paura non mi ha mai abbandonata, anzi col tempo se ne sono aggiunte sempre più, insieme ad altri problemi!
Cercherò di essere il più concisa possibile.

A partire dalla quinta elementare, per ciò che io possa ricordare, ci sono i primi cambiamenti “evidenti”. Il mio rendimento scolastico diminuisce, passavo molto tempo davanti a tv o videogiochi, inizia a vacillare la mia autostima a causa dell’acne, che mi ricopre tutto il volto (i miei amici/compagni di classe me lo facevano notare e non positivamente). Per questo motivo, inizio a soli 10 anni col make-up;

alle medie il “colpo di grazia”: i miei nuovi compagni di classe iniziano a prendermi di mira e ad insultarmi ogni giorno, facendo leva sul mio aspetto. La mia autostima qui crolla completamente… mi convinco di essere “esteticamente orrenda” e di non meritare qualcuno accanto (in amore). Nel frattempo, a casa avevo a che fare con problemi che mi stressavano ulteriormente. Per fortuna, la situazione “bullismo” alla fine della terza media si risolve;

alle superiori cambia tutto, sin da subito ho stretto amicizia con i miei compagni. Ma ormai il danno era stato fatto… sebbene mi trovassi in un contesto migliore, le mie paure e i miei altri problemi erano ancora lì. Subentrano la paura di non farcela, di non essere abbastanza, le delusioni in amicizia che mi portano a sentirmi ulteriormente fuori posto ed inferiore. Dal quarto anno di superiori non riuscivo più ad esprimermi all’interno del mio gruppo di amici, sentivo gli altri fossero più acculturati, intelligenti, validi di me. Inizio quindi a convincermi di essere “Inutile”, senza contenuti e senza una personalità ben definita, che le persone stiano accanto a me “ per pena” (ho una cerchia di amici davvero ristretta).

Lo scorso anno ho iniziato gli studi universitari in psicologia, dopo aver attraversato un anno difficile a causa di una scelta universitaria di cui pensavo di essere sicura… due anni fa, infatti, subito dopo il liceo, decisi di tentare ingegneria, pensando di potercela fare (una carica di autostima anomala, considerando la mia vita passata nella negatività). Purtroppo, sin dall’inizio iniziai ad avere difficoltà, sia a sostenere il ritmo delle lezioni (episodi di depressione mi costringevano a rimanere chiusa in casa), sia a sostenere lo studio. Infatti, durante gli anni scolastici, a causa dell’ansia cominciai ad accusare problemi con la memoria… non riuscivo a studiare bene, avevo continui vuoti di memoria sia preparandomi per un’interrogazione sia durante. I miei genitori non sostenevano molto la mia scelta di studiare ingegneria, per cui presa dallo sconforto e dalla mia insicurezza, abbandonai. Scelta che procurò molti disguidi tra me e i miei genitori, facendomi vivere un periodo di enorme stress. Puntai allora su psicologia, un ambito che mi ha sempre affascinato sin da quando ero bambina, ma che avevo escluso inizialmente perché in molti mi dicevano “ci sono poche possibilità lavorative, non ne vale la pena”. Se non si fosse capito, tendo molto a lasciarmi influenzare e questo perché mi importa tanto del giudizio altrui.
Nel frattempo, alcune delle mie amicizie si allontanano, fatto che mi fa soffrire tutt’ora.

Sperando che questo quadro possa aiutare a comprendere un po’ la situazione, adesso giungo al problema che attualmente mi tormenta: la paura degli esami orali. Non è, però, la classica paura di “non sapere ciò che il professore richiede” o di “non studiare abbastanza” … La mia paura è quella di non essere adatta alla vita universitaria nonostante io voglia studiare con tutta me stessa, quella di non riuscirci nonostante gli sforzi e la buona volontà. L’orale lo vedo come un incubo: non sono capace di esprimermi verbalmente e/o di elaborare ragionamenti e collegamenti, ho terribili vuoti di memoria, l’ansia mi porta malesseri fisici tali da farmi pensare qualche volta di non riuscire a farcela e di aver bisogno di abbandonare l’esame. La ripetizione, per me, durante lo studio è qualcosa di infattibile, ho cercato in tutti i modi di trovare il metodo di studio più adatto a me, ma non posso comunque sfuggire alla ripetizione.

Sebbene io abbia scritto veramente tanto, ci vorrebbe molto altro per capire meglio la mia situazione, spero davvero di potermi esprimere con uno psicoterapeuta, ma per ora non mi è possibile e non mi è concesso. I miei genitori non credono che io stia male, purtroppo, e anche dicendoglielo credono che io sia solo “esagerata”.
Grazie molte a coloro i quali leggeranno questo lunghissimo testo.

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Miglior risposta 19 MAG 2021

Ciao Camilla,
il solo fatto che tu stia riuscendo a riconoscere di aver bisogno di aiuto e che stia cercando di ottenerlo, è una risorsa grandissima e denota una grande forza. Sai descrivere ciò che senti, ciò che provi e le difficoltà che hai affrontato e che affronti con la volontà ed il desiderio di trovarne una soluzione; non è semplice e non è da tutti.
Riconosciti questa qualità, prova a vedere gli aspetti positivi di te e continua ad insistere affinché ti sia possibile iniziare un percorso di aiuto psicologico.
Anna Freud diceva: "Ho sempre cercato fuori di me forza e fiducia, ma esse vengono dall'interno. Sono lì sempre."
Un caro saluto e insisti!

Dr.ssa Danila Cerrato
Psicologa - Psicoterapeuta

Dott.ssa Danila Cerrato Psicologo a Torino

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19 MAG 2021

Cara Camilla, la condizione d'ansia che totalizza la Sua realtà La porta a vedersi come non capace in un mondo ai Suoi occhi cosí pericoloso e brutto. Certamente, uno spazio di ascolto competente può guidarLa all'elaborazione dei Suoi vissuti, alla comprensione del Suo funzionamento e alla modifica di quegli aspetti che condizionano negativamente l'immagine che ha di sé stessa.
Riconoscere i propri bisogni e le proprie esigenze é una risorsa e non una esagerazione.
Buona fortuna.
Dr.ssa Amanda D'Ambra.

Dr.ssa Amanda D'Ambra Psicologo a Torino

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19 MAG 2021

Cara Camilla,
ho letto con attenzione quello che hai scritto e posso immaginare la sofferenza che ti provochi questa situazione.
La paura di oggi degli esami orali credo sia frutto della tua storia di vita e dei pensieri su di te che sono ben radicati ("sono inutile", "non valgo", "non ce la faccio" e così via). Quello che mi sento di consigliarti, e che tu stessa hai ben compreso, è di intraprendere un percorso individuale che punti a lavorare proprio su questi pensieri, sull'ansia e sulla depressione che hai descritto, per ritrovare un certo benessere personale, anche nell'approccio allo studio.
Per quanto riguarda il metodo di studio, hai valutato l'opzione di studiare con qualche compagna di corso?
Non credo di aver capito bene la parte sulla ripetizione: ti crea disagio ripetere ad alta voce? Sarebbe stata una tecnica che ti avrei consigliato per "allenarti" a parlare, magari anche davanti allo specchio man mano che acquisisci sicurezza.
Rimango a disposizione nel caso in cui avessi bisogno di un confronto ulteriore.
Un caro saluto e in bocca al lupo!

Marcella Giacon
Psicologa Psicoterapeuta

Dott.ssa Marcella Giacon Psicologo a Padova

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