Ansia e possibile depressione

Inviata da Cri · 26 mar 2021

Buon pomeriggio. Per l’ennesima volta mi trovo alla ricerca di risposte e di conforto . Premetto che sto seguendo un percorso con uno psicologo iniziato a Gennaio, mese a partire dal quale non sono stata bene . Ma non vedo ancora nessun miglioramento anzi sto peggio . Ho iniziato la psicoterapia dopo un periodo di isolamento dovuto alla positività al COVID di mio padre con cui convivo durata più di un mese. In quel lungo periodo mi sono occupata di lui e di mio fratello che grazie al cielo siamo rimasti sempre negativi. Nello stesso mese è venuto a mancare mio nonno e non sono potuta esserci come avrei voluto perché non potevo uscire di casa. Inoltre il mio inconscio mi fa pensare che mio nonno sia morto di COVID anche se non abbiamo avuto contatti e nessuno che lo ha assistito è risultato positivo. Questo pensiero mi genera un senso di colpa anche se infondato. Comunque finito l’isolamento e eseguito tutti i controlli medici a mio padre ho avuto un crollo. Paura di stare nella stessa stanza con i miei familiari , attacchi di panico , e sintomi fisici per i quali ho eseguito degli accertamenti medici che hanno escluso problemi organici. Il mio medico mi ribadiva che si trattava di ansia e mi ha consigliato il nome di una psicologa . Inizio la terapia, piano piano la paura del COVID sparisce o per lo meno non gli do molto peso, inizio ad uscire , vedo amici con le dovute precauzioni però viene fuori qualcosa di più brutto : convivo ormai da due mesi con pensieri ossessivi/esistenziali. Mi chiedo perché si nasce se poi la vita finisce . Che io non ho scelto di essere messa al mondo. Ho paura che possa succedermi qualcosa di brutto da un momento a l’altro e vivo con l’angoscia per ogni giorno nuovo che nasce . Mi domando se domani ci sarò , se ci saremo tutti... questo è un piccolo sunto che però credo renda l’idea di quanto la mia vita sia invalidata da questo stato . Passo gran parte delle mie giornate a letto perché mi sento più sicura, la notte a volte ho paura di addormentarmi , non ho stimoli, non mi piace nulla, mangio per sopravvivere e non per il gusto di farlo . Mi chiedo anche che senso abbia mangiare o gioire per una giornata di sole se poi tutto questo un giorno finirà . Ho fatto una visita pure con uno psichiatra il quale mi ha prescritto una cura con paroxetina graduata a causa della mia paura di assumere farmaci . Non l’ho ancora iniziata a causa della mia paura e non so se la comincerò . Penso che non mi serva e mi dico che l’unico modo per stare bene è sapere che la vita non finisce . Ma so che questa risposta non me la potrà mai dare nessuno. Ho paura del domani . So che si deve vivere il presente ma non ci riesco . Se può servire ho 30 anni. Ho lasciato il lavoro la scorsa estate per finire gli studi universitari ma ho perso l’uno e l’altro. Non lavoro e non so fino a quando potrò riuscire a pagarmi le sedute . A parte questo quello che temo è che non riuscirò a tornare normale e avrò per sempre questi pensieri che mi stanno uccidendo piano piano. Grazie a chi vorrà dirmi la sua .

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Miglior risposta 28 MAR 2021

Salve. La sua situazione è molto frequente e in parte indotta dalla situazione coercitiva e inabilitante della pandemia e sue conseguenze. In quest'anno passato, ho visto decine di pazienti che lamentavano i suoi sintomi e il suo modo di sentire. È evidente che non tutti reagiscono così, quindi è chiaro che lei ha un substrato di vulnerabilità e che, se sottoposta a pressioni, produce sintomi ossessivi che non controlla per niente bene. La morte è inevitabile ed è necessario farci i conti, in ogni caso. La paroxetina, cioè il farmaco che le è stato consigliato, in tre o quattro settimane, questi sintomi glieli toglie, ma il fatto stesso che lei si sia rivolta ad uno specialista e non ne abbia seguito le prescrizioni, indica quanto è rigido il suo modo di pensare, nonché di fantasticare magicamente di come togliersi dalla mente le sue rimuginazioni ossessive. Una revisione accurata, attraverso una psicoterapia, potrà essere svolta con efficacia solo quando sarà desintomatizzata, altrimenti il colloquio si risolverebbe in una lamentazione infruttuosa. Segua i suggerimenti del suo psichiatra e poi, una volta che sta meglio, cerchi un bravo psicoterapeuta psicoanalitico che la aiuti. Buone cose

Dott. Pier Luigi Rocco Psicologo a Udine

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26 MAR 2021

Cara Cri, abbia pazienza e fiducia nei confronti di se stessa e della suo terapeuta.
I cambiamenti profondi necessitano tempo, in più in questo periodo della sua vita le sono accaduti diversi eventi che necessitano di un elaborazione adeguata.
Continui il suo percorso e si confronti con il dottore che la segue.
I mei auguri
Dott.ssa Riso Maria Lucrezia
Psicologo psicoterapeuta
Specialista in psicoterapia cognitiva e neuropsicologia

Dott.ssa Maria Lucrezia Riso Psicologo a Padova

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