ansia e paura di essere giudicata da mio padre

Inviata da Silvia · 10 dic 2018 Ansia

Salve a tutti.
Scrivo per un problema che ormai mi perseguita da molto tempo. Ho un padre un po' oppressivo, nel senso che ha determinati concetti su alcuni temi (come rapporti prematrimoniali, "viaggi di nozze anticipati", ecc).
Qualche anno fa, stavo con un ragazzo, con cui sono stata per 3 anni circa, dopo di che, ci siamo lasciati (io avevo 24 anni) per incomprensioni legate a questo fatto, io ero molto succube del pensiero dei miei all'epoca (più di mio padre sottolineo), per cui non ho mai cercato di sganciarmi totalmente da loro, per vivermi con spensieratezza quel rapporto. Io a quel ragazzo ci tenevo davvero, lo amavo sul serio, ma non sono stata in grado di mettermi al primo posto. Oggi, non si sa per quale strano caso del destino, siamo tornati insieme e abbiamo deciso di fare un viaggio di due giorni. Panico! Mio padre pensa che uno vada in viaggio, solo per stare insieme, mi ha chiesto come dormivamo (vado anche con un'altra coppia) e fa domande a mia madre dicendo che è preoccupato di quello che potrebbe succedere. Attualmente ho 27 anni e sono molto sfiduciata nei suoi confronti, credo che non evolverà mai il suo pensiero e l'idea mi rattrista molto, specialmente perché credo che alla mia età fare queste cose non è nulla di grave, anzi. Nonostante ciò però, ha la capacità di farmi sentire quasi in colpa per "aver trasgredito " ai suoi insegnamenti, e non credo riesca mai a rassegnarsi all' idea. Io a volte vorrei anche fermarmi a dormire dal mio ragazzo, ma evito perché so come la pensa mio padre, però ho paura anche di ricadere negli stessi errori di prima con il mio ragazzo (anche se adesso sto tentando di fare dei passi in avanti).
Qualche consiglio utile per me, per non avere cedimenti a livello psicologico, e per come poter affrontare la questione al meglio? Grazie e scusate lo sfogo lungo, ma sono anni che non ce la faccio più.

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Miglior risposta 12 DIC 2018

Cara Silvia,
dalla tua lettera sembra di raccogliere la richiesta di una "legittimazione" da parte di altri di un tuo bisogno che è però in contrasto con un "divieto" paterno.
Non posso essere io né può essere nessuno al di fuori di te a darti questa approvazione, perché il senso di colpa che tu puoi provare dipende solo da un conflitto che è DENTRO DI TE, non riguarda nessuna legge oggettiva.
Quello che posso fare, però, come contributo a farti sentire un po' più libera nelle scelte della tua vita è una considerazione di tipo psicologico... ed anche "legale": se la maggiore età è posta nel mondo occidentale a 18 anni ....una ragione ci sarà! Vuol dire che per quanto i genitori possano essere protettivi o ispirati dalle migliori intenzioni nei confronti dei figli , non POSSONO occuparsi delle loro scelte oltre una certa fase della loro crescita conologica, cui dovrebbe corrispondere un'età di emancipazione anche emotiva e relazionale . Questo significa che i figli, superata una fase di ragionevole appoggio alle scelte dei genitori, in una fase più adulta non solo possono, ma devono assumersi le proprie responsabilità.
Questo significa che da un certo periodo della loro vita in poi, devono preoccuparsi più delle responsabilità verso se stessi , che dei "mandati" o dei "divieti" che i propri genitori hanno loro utilmente trasmesso quando erano bambini od adolescenti.
Se questa fase di "emancipazione" sia arrivata per te o tarda, ancora ad arrivare, puoi saperlo soltanto tu; se volare fuori del nido ti faccia ancora paura o pensi di avere ormai ali abbastanza forti, puoi saperlo soltanto tu; se nel futuro pensi che possa ancora contare più il senso di colpa per tuo padre che i rimpianti relativi alle tue scelte, puoi saperlo solo tu. Dal mio punto di vista, posso solo restituirti la sensazione che la tua lettera e la tua richiesta rappresentino proprio che sei sulla soglia della porta aperta, che hai una gran voglia di uscire, ma non sai se ne hai fino in fondo il coraggio. Se questo coraggio ce lo hai oppure no, non può dirtelo nessuno dall'esterno: PUOI DIRTELO SOLO TU.
Tantissimi auguri!
paola miele caccavale - Centro PER.FA.RE. Napoli

Centro PER.FA.RE. PERsona FAmiglia RElazione Psicologo a Napoli

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11 DIC 2018

Gentile Silvia,
il suo scritto è all’Insegna della dipendenza da suo padre, con conseguenze emotive: ansia, paura, e giudizio. Tutto ciò mi sembra incida nella sua vita personale e sentimentale al punto da interrompere una storia sentimentale a cui teneva. E che hanno una forte latenza nella sua vita in merito a ciò che lei crede, pensa, desidera fare per vivere un rapporto di coppia, come fare un viaggio, rimanere a dormire dal suo compagno, ecc. Mi sembra si privi di quello che la riguarda e che le permetterebbe di crescere. Visto che tutto ciò se lo porta dietro da tempo, e non riesce a sostenere le sue aspirazioni, le consiglio di farsi aiutare da uno Psicoterapeuta al fine di conoscere le sue debolezze, incapacità e sostenere se stessa e quel che la riguarda.
Disponibile per approfondimenti
Dr.ssa Elisabetta Ciaccia

Dott.ssa Elisabetta Ciaccia studio di psicologia Psicologo a Milano

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11 DIC 2018

Buongiorno Silvia,

Capisco ed immagino che la situazione sia molto stressante e imbarazzante, a 27 anni non deve essere semplice accettare di doversi sempre giustificare su quello che si fa e perché. Arrivati ad una certa età risulta difficile cambiare chi vive accanto a noi, in questo caso suo padre, tuttavia possiamo fare in modo di non farci influenza troppo dal loro pensiero, se riteniamo sia sbagliato e antico. Suo padre ,o meglio il suo pensiero, la influenza anche in altri contesti? Le consiglio di intraprendere un breve percorso psicologico, magari online, al fine di comprendere meglio la situazione ed imparare ad affrontarla.
Resto a disposizione per eventuali chiarimenti, mi scriva
Cordiali saluti
Dott.ssa Alice Noseda

Dott.ssa Alice Noseda Psicologo a Lecco

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