Ansia e gestione delle emozioni?

Inviata da Alessandra · 25 feb 2016 Autorealizzazione e orientamiento personale

Buongiorno,
premetto che sarebbe mia intenzione rivolgermi prossimamente ad uno specialista nella mia zona ma vorrei avere un primo riscontro per inquadrare le possibili problematiche. Ho 31 anni, sono laureata e ho un lavoro stabile anche se non appagante. Sono sposata da poco con un uomo che amo e che mi ama ma apparte questo non sento di aver raggiunto grandi obiettivi.
Sono sempre stata introversa e ho sempre fatto fatica a legare con le persone: con alcune ho un atteggiamento naturalmente spontaneo e solare ma con la maggior parte non riesco a legare (faccio più fatica in situazioni di gruppo) e non riesco a lasciarmi andare (ballare, divertirmi). Mi stresso molto facilmente con ripercussioni sulla tensione muscolare e di riflesso sulla salute con tendenza all'emicrania nei weekend. I problemi che trovo tuttavia più "invalidanti" sono:
- eccessiva emotività (con tendenza al pianto) e la persistenza di pensieri negativi (ma non tragici)
- tendenza all'onicofagia
- preoccupazione leggera ma frequente: nulla di drammatico ma faccio fatica a vivere il presente e ad essere serena
- mancanza di energie, entusiasmo e motivazione: sento di avere poche energie e a volte provo una sensazione di leggera confusione, provo raramente slancio o entusiasmo, spesso non porto a termine attività che intraprendo per diletto personale e purtoppo negli ultimi anni ho avuto anche un calo significativo della libido.
Non accuso problemi del sonno nè alimentari.
Tenderei a ricondurre almeno parte delle problematiche all'ambiente familiare (tranquillo ma per niente comunicativo nè motivante e madre con le stesse tendenze e temperamento).
Grazie anticipatamente

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Miglior risposta 25 FEB 2016

buonasera alessandra,
si penso farebbe bene a confrontarsi con un collega per questi motivi:
- è evidente che possiede un'ottima capacità analitica
- buone doti di insight
- consapevolezza dei problemi riscontrati
Tuttavia le consiglio di rivolgersi ad un collega con orientamento psicodinamico per la particolare formazione di questi ultimi ad espandere prima di trattare e "schemare" gli aspetti emotivi, che (così a pelle) mi sembra costituire il suo bisogno terapeutico primario.
cmq a disposizione se desidera approfondimenti
dott. daniele cason

Dott. Daniele Cason Psicologo a Vicenza

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2 MAR 2016

Cara Alessandra
sono daccordo sul fatto che le sue problematiche possano derivare da un ambiente familiare che non ha costituito adeguato nutrimento e slancio vitale.
Noto che lei ha una forte razionalità e organizzazione mentale buona.
La sua parte emotiva è suscettibile e "in allarme" anche perché ha grande sensibilità
Si tratta, a mio parere, di trovare in terapia giusto equilibrio e buona motivazione al vivere anche dandosi progetti importanti e obiettivi pratici da raggiungere, in modo che possa rafforzarsi e trovare maggiore entusiasmo.
Auguri
Dott. Silvana Ceccucci Psicologa Psicoterapeuta

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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29 FEB 2016

Cara Alessandra,
come già gli altri colleghi hanno evidenziato, l'aspetto che più colpisce nella sua richiesta è la modalità di esposizione che ha scelto: più che un racconto di sé sembra il referto di un medico.
Ovviamente in questa sede non è possibile né dare dei consigli più o meno generici né fare delle diagnosi.
Quello che mi sento di dirle è che sicuramente la scelta di rivolgersi ad un professionista è quella giusta.
Personalmente tradurrei il suo "approfondire le possibili problematiche" nel primo obiettivo che dovrebbe porsi in questa fase di consultazione: capire quale sia il percorso più efficace da intraprendere; le alternative che ha davanti sono, in sintesi, un intervento terapeutico psicodinamico (a prescindere dalla scuola di riferimento) o un percorso di counseling - supporto.
Starà al collega chiarirle le differenze e, sopratutto, indirizzarla correttamente in base alla sua situazione.
Le faccio i miei miglior auguri e se desidera approfondimenti sono a disposizione.
Dott. Davide Ramenghi

Studio Ramenghi - Dott. Davide Ramenghi Psicologo a Bergamo

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28 FEB 2016

Gentile Alessandra, la Sua lettera mi lascia una sensazione particolare: è piuttosto fredda e distaccata, quasi una scheda diagnostica. Questo mi fà sospettare che sotto questa apparente, diciamo tiepidità, vi siano problematiche emotivamente ben più intense.
Apparentemente c'è un buon insight ma la mia sensazione è che sia piuttosto superficiale, direi una particolare forma di difesa che utilizza l'intellettualizzazione e la razionalizzazione. Forse con qualche tratto ossessivo e quindi centrato sul controllo. Ma non si può fare una diagnosi seria così, per lettera
Per capire meglio e non dare suggerimenti generici che Le sarebbero di scarsa utilità, dato che dimostra intelligenza e cultura psicologica, Le suggerisco di incontrare un bravo terapeuta psicodinamico e fare il punto della situazione con Lui.
Cordiali saluti. Dr. Marco Tartari, Asti

Dott. Marco Tartari Psicologo a Roatto

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26 FEB 2016

Buongiorno Alessandra,
come già anticipato da Lei farebbe bene a rivolgersi ad un professionista per risalire alla fonte delle sue ansie e alla motivazione di questa sua "incapacità emotiva" che traspare da quanto scrive.
A mio avviso ha già fatto un buon lavoro di osservazione su sé stesso che denota una buona capacità di riflessione e di insight

Cordialmente
dott.ssa Ravasio Debora, psicologa-psicoterapeuta in formazione

Dott.ssa Ravasio Debora Psicologo a Bergamo

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25 FEB 2016

Gentile Alessandra,
nel leggere il suo messaggio, (che somiglia più ad una sorta di referto), ho avuto la sensazione che lei tenda ad "appiattire" le sue emozioni, a confinarle entro dimensioni che le rendano "meno visibili" (preoccupazione leggera, confusione leggera, nulla di drammatico ecc...). Forse solo le crisi di pianto e, in maniera diversa, l'onicofagia, sono modalità, seppur dirsegolate, in cui le sue emozioni sembrano trovare espressione. Anche la sua richiesta di consulto su questo portale sembra rimarcare la stessa tendenza: scrive per poter "inquadrare" le problematiche. Inquadrarle in che senso? Dar loro un nome? Oppure confinarle?
La lascio con questi quesiti e rimango a sua disposizione per qualsiasi informazione o approfondimento.

Cari saluti

Dott.ssa Valentina Bua
Psicologa
Roma

Dott.ssa Valentina Bua Psicologo a Roma

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25 FEB 2016

Salve Alessandra,
il quadro che lei descrive può certamente ottenere dei miglioramenti con un percorso terapeutico, se motivato. Lei dice di ricondurre parte delle problematiche al suo ambiente familiare ed è questa un'area che va meglio indagata e analizzata proprio per una maggiore comprensione delle dinamiche che hanno effetto sulla sua persona, in fondo ognuno di noi è il risultato della propria storia.
Lei sembra avere molte cose belle e positive nella sua vita, ma sembra al momento non essere in grado di gioirne, è per questo che un percorso terapeutico potrebbe rivelarsi un utile strumento nel darle altri punti di vista e nuove consapevolezze.
Saluti
Dott.ssa Cantarano

Dott.ssa Sabrina Cantarano Psicologo a Latina

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25 FEB 2016

Buongiorno Alessandra,
ciò che ci racconta non è sufficiente per poter stabilire un'eventuale diagnosi e il focus di un trattamento terapeutico. Come vedrà se deciderà di intraprendere un percorso interiore, sono necessari vari incontri per formarsi un quadro della situazione e stabilire gli obiettivi della terapia. Certamente sembra essere presente dell'insoddisfazione di vita, che non deve essere sottovalutata soltanto perché per alcune persone avere famiglia e lavoro dovrebbe essere sufficiente ad essere felici! Ognuno di noi ha necessità di realizzare se stesso e i propri desideri, che possono essere (anzi sono sicuramente!) diversi da quelli di altri. Le problematiche che riporta (emotività, onicofagia, tensione, ansia, introversione, mancata spontaneità) dovrebbero essere in primo luogo comprese più a fondo per dare un senso, un significato alla loro "esistenza", in altre parole divenire consapevoli del come e del perché si possono essere create e mantenute nel tempo. Dopo di che, la terapia solitamente procede nel dare "strumenti" alla persona per poter spezzare i circoli viziosi che impediscono l'accesso al benessere e alla serenità, e quindi risolvere o quanto meno mitigare il più possibile il disagio. La terapia cognitivo comportamentale attualmente risulta particolarmente efficace nel trattamento dei sintomi ansiosi, tensivi e nella gestione delle emozioni più globale. Resto a disposizione per ulteriori informazioni, un caro saluto,
dott.ssa Chiara Francesconi

Anonimo-127163 Psicologo a Fano

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