Ansia e depressione, come posso fare?

Inviata da Maria tappino. 23 ago 2016 3 Risposte  · Depressione

Salve cerco di riassumere il mio problema, sono quasi 7 anni che soffro di ansia ,dopo una crisi di panico è iniziato il mio tunnel. All inizio siccome l'ho avuto lavorando in un bar, ho iniziato ad aver paura di sentirmi male, cosi puntualmente come mi trovavo dietro al bancone del bar mi venivano le crisi. Cosi mi licenziai, evitavo solo di lavorare, fino a che ho iniziato a soffrire se mi allontanavo dal paese, se dovevo dormire fuori casa, se dovevo prendere mezzi pubblici, se dovevo stare in mezzo alla folla. Non ho mai chiesto aiuto anche perché tutti mi dicevano che era un problema psicologico e dovevo farmelo passare da sola. Così ho iniziato a far uso di alcol, quando bevevo riuscivo ad allontanarmi, a restare sola a casa, diciamo mi sentivo bene, superavo tutto ciò che mi creava ansia, mi sentivo autonoma fino a un giorno che per colpa della mia famiglia (che mi tratta male, mi umiliano, non hanno mai accettato la mia storia col mio ragazzo che ci sto da 5 anni) scappai da casa per andare a convivere (scelta forzata dai comportamenti di mia mamma) premetto che lei in passato quando io avevo 12 anni ha sofferto di depressione maggiore e ancora oggi soffre di qualcosa tipo schizofrenia o bipolare non l`hoo mai capito perché non si è mai fatta curare. Quella convivenza per me è stato tutto tranne felice, soffrivo a stare sola a casa, la mattina non mi svegliavo perche soffro molto di crisi mattutine, non avevo euforia, ne emozioni per questo dopo un anno sono ritornata a casa. Mi sono recata da una psicologa che purtroppo non è psicoterapeuta (esperta in psicodiagnosi clinica e peritale) sono stata in terapia per 6 mesi, vedevo un po di miglioramenti, ma lei mi costringeva molto a far uso di psicofarmaci, cosa a cui sono contraria) purtroppo in quel periodo l anno scorso, ebbi un grande trauma, stavo per perdere il mio ragazzo in un incidente stradale, (stato in coma e in fin di vita) ho sofferto molto e bevevo come una matta, non dormivo ne mangiavo per circa 20 giorni, fino a quando fortunatamente lui si è ripreso e io caddi peggio di prima. Ho iniziato ad avere pensieri brutti, tipo di farmi del male, di suicidarmi, di far del male a mia sorella più piccola, e questo mi causava tanta angoscia, paura di impazzire ecc. sono andata avanti cosi con alti e bassi, fino a pochi mesi fa, quando ho avuto un grande periodo di stress ho riniziato ad avere crisi di panico, la mattina appena sveglia e questo mi ha portato a chiedermi in casa, a perdere le speranze. Faccio uso di gocce omeopatiche nel momento del bisogno, ma mi sento di cadere in depressione. Il mio fidanzato ha ripreso a lavorare e ci vediamo poco e niente, questo mi causa tristezza, mi ha chiesto di andare a vivere con lui tra pochi mesi in un altra città, ma ho paura, come faccio? So già di sentirmi male, la mattina ho crisi di ansia, il fatto di stare lontana da casa, di stare da sola quando lui va a lavoro, ma so che devo abbandonare la mia casa perché vivere nel mio contesto soprattutto con mia mamma non guarirei mai. Come devo fare, voglio tornare libera come prima, libera dall'ansia.

crisi

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Gentile Sara,
ha dovuto affrontare molte difficoltá nella sua vita e comprendo la sofferenza che ne deriva. Mi dispiace sapere che andando in terapia da una psicologa non si è trovata bene. A volte puó capitare di trovare professionisti che non fanno al caso nostro, in tal caso è bene cambiare e cercare un professionista che la faccia sentire maggiormente a suo agio e che comprenda cosa della precedente terapia non ha funzionato.
Se giá ha provato a superare i suoi problemi da sola, ma non ci è riuscita, un percorso di terapia è necessario. Non dia retta a chi le dice che il problema deve farselo passare da sola, spesso l'incontro con un professionista è necessario quando da soli non ce la si fa, e non c'è nulla di male nell'affidarsi a un professionista qualificato.
Se la vita con la sua famiglia di origine è difficile, accetti la convivenza con il suo ragazzo oppure valuti, se ne ha la possiibilitá, di vivere da sola. Se il problema della convivenza è legato alla sua paura che il ragazzo debba sopportare le crisi ogni mattina, ne parli con lui e chieda la sua comprensione e appoggio. Spesso il timore che il nostro problema si riveli un problema anche per chi ci sta intorno si rivela infondato e al contrario chi ci vuole bene è disposto a fare del suo meglio per darci il suo appoggio ed aiutarci.
Le auguro tutto il meglio.

Cordiali saluti,

dott.ssa Elisa Canossa, psicologa psicoterapeuta, Mantova

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Cara Sara,

la situazione che descrive è sicuramente difficile capisco la sofferenza che vive da anni in solitudine. Purtroppo il disturbo da panico ha esattamente le conseguenze che descrive lei: si ha paura ad andare ovunque, a fare qualsiasi cosa, si limitano le proprie possibilità e la propria libertà e anche l'umore ne risente. Il fatto che sia un disturbo di natura psicologica non significa però che lei deve farselo passare da sola, tutto il contrario: il suo è un disturbo vero e proprio e ne può guarire solo se lo cura adeguatamente, rivolgendosi a un professionista preparato.
Abbia fiducia nelle sue capacità di guarigione e cerchi un terapeuta che la faccia sentire a suo agio: sono i primi due passi per riprendersi in mano la sua vita. Il percorso potrebbe essere lungo e faticoso, anche perchè lei ha vissuto dei traumi molto grandi che dovrà affrontare e superare, ma sono certa che, se non perde la speranza e la voglia di migliorare, con un aiuto adeguato ce la farà.

Le faccio i migliori auguri

Dott.ssa Chiara Ostini
Sesto San Giovanni - Milano

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24 AGO 2016

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Cara Sara,
come dev'essere difficile per lei l'idea di non sentirsi libera, tanto piú che questa sensazione dura da anni.
Penso sia giunto il momento di pensare a prendersi cura di sé. Immagino abbia già tentato varie soluzioni, dall' "automedicazione" per mezzo degli alcolici (soluzione momentanea ma che puó portare ad un aggravamento del suo disagio) alla consultazione di una collega. La inviterei a pensare ad un percorso con uno/a psicoterapeuta per approfondire maggiormente le dinamiche che la vedono coinvolta, e ricostruire un nuovo modo di poter affrontare la sua vita, con tutti i cambiamenti che potrà incontrare.
Avere una lunga storia di sofferenza non significa che la propria vita rimanga segnata in questo senso. Coraggio! Lei ha il timone della propria barca, lei ha il potere di governarla, sia che essa salpi per mari tranquilli o che si avventuri in tempeste burrascose.
Rimango a disposizione.
Cordialmente,

Annalisa Anni
Psicologa Psicoterapeuta Padova

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24 AGO 2016

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