Ansia e depressione: ce l'avevo quasi fatta

Inviata da Euridice il 9 ago 2016 Ansia

Buona sera,
ho 35 anni, sono sempre stata una ragazza molto insicura nei rapporti sociali e anche molto ansiosa, perfezionista (sebbene riesca a parlare in pubblico e comportarmi "normalmente" in situazioni convenzionali, come lavoro ecc. tuttavia non ho mai avuto, per esempio, una relazione con un uomo per la mia paura di essere inadeguata, non all'altezza, o abbastanza interessante). Vivo all'estero da 6 anni, a febbraio ho cominciato un nuovo lavoro per cui ho lottato tantissimo e che volevo con tutte le mie forze. All'inizio è stressantissimo perché si rivela molto più denso di cose da fare di quel che mi aspettavo. Comincio a sviluppare un'ansia e agitazione fortissime che rasentano l'attacco di panico (sudorazione tremiti tachicardia, difficoltà a prendere decisioni e concentrarmi ecc). Sebbene sia sempre stata molto ansiosa, questo non mi capitava da molti anni così mi rivolgo a una psichiatra che mi prescrive una pillola per regolare la serotonina, prima 50 mg al giorno poi 75mg. Dopo 2 settimane rinasco, l'ansia se ne va, mi sento più leggera piena di voglia di vedere gente parlare socializzare, al lavoro mi sento rinata apprezzo finalmente quello che faccio provo piacere immenso nel fare le cose, paziente, razionale, ponderata, prendo tutto con filosofia e niente mi butta giù, mi sento euforica e felice come non era mai stata, tanto è il sollievo di non sentire piu quell'ansia e agitazione permanenti. Poi 3 giorni fa esco con una collega la quale per un fraintendimento /incomprensione si offende a morte per dei consigli/incoraggiamenti che le ho dato e che lei prende per il verso sbagliato, mi toglie il saluto e non mi rivolge più la parola. L'episodio mi riscatena l'ansia e l'agitazione (sebbene non ai livelli precedenti). L'episodio mi ha molto prostrato e ferito e non posso credere di esser riprecipitata nello stato precedente, speravo di aver finalmente risolto e, sia pure non potendo perennemente restare in quello stato euforico per sempre, di aver raggiunto un equilibrio "chimico" (serotonina ecc) grazie alla pillola che mi consentisse di affrontare molto meglio le contrarietà e invece. La mia psichiatra ha detto che posso aumentare a 100mg al giorno ma soprattutto per i sintomi fisici, su quelli psicologici dovrò lavorare con psicoterapia, che pure sto per cominciare. Io al momento vorrei solo rapidamente poter tornare a quello stato di benessere e grazia sperimentato nell'ultimo mese; lo so è infantile ma ne ho davvero bisogno, dopo averlo provato davvero mi deprime incredibilmente essere tornata a grigiore alla paura costanti, a quella tristezza e mancanza di voglia e di piacere nel fare le cose e stare con gli altri. È possibile aumentando le dosi che possa tornare a provare quel sollievo, serenità e benessere di prima e dimenticare questo episodio spiacevole? Lo so che le sofferenze della vita vanno affrontate ma io davvero non ne posso più, ho sempre sognato di essere diversa da quella che sona e questa pillola mi ha fatto provare per un mese come sarebbe essere diversa da quella che sono, una cosa che tantissime persone vorrebbero sperimentare. Non potevo credere di aver trovato finalmente un rimedio così rapido ed efficace e ora quella me stessa che ho desiderato di essere da una vita intera mi manca terribilmente. Grazie mille. Euridice

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Cara Euridice,
immagino il profondo sollievo che deve aver vissuto sperimentando in cosí poco tempo una Sé cosí a lungo desiderata. Il farmaco é stato veloce ma, come ha potuto sperimentare, non del tutto risolutivo, tant'é che l'ultimo litigio l'ha riportata ad uno stato d'ansia e tristezza. La psicoterapia, come Le ha proposto la psichiatra, puó davvero rivelarsi un modo a lungo termine per ritrovare la Euridice di un mese fa ma il lavoro per arrivarci é inevitabilmente piú lungo ma anche piú interessante e costruttivo dell'assunzione di una dose sempre maggiore di farmaco.
La invito a concedersi la possibilità di sperimentare questa soluzione con pazienza e curiosità.
In bocca al lupo!
Rimango a disposizione,
Cordialmente

Annalisa Anni
Psicologa Psicoterapeuta Padova

Dott.ssa Annalisa Anni Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Padova

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buongiorno Euridice,
l'effetto repentino del farmaco lascia spesso insolute le questioni importanti che hanno determinato il malessere. Viceversa è opportuno ritrovare "quella me stessa che ho desiderato di essere da una vita". E' proprio il desiderio che muove verso una ricerca attraverso un percorso avviato con un altro disponibile all'ascolto e all'accompagnamento.
Restando disponibile porgo cordiali saluti
Studio dr. Gramaglia Giancarlo
Torino

Gramaglia Dr. Giancarlo Psicologo a Torino

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Gentile Euridice,
come ha potuto sperimentare di persona, i farmaci antidepressivi (come pure quelli ansiolitici) possono aiutare solo temporaneamente a tenere a bada i sintomi di un disturbo di personalità o di una psicopatologia su base ansiosa ma questa non è una soluzione definitiva oltre al fatto che può comportare assuefazione ed effetti collaterali con l'aumentare delle dosi.
E' consigliabile perciò una buona psicoterapia che pur essendo più impegnativa per durata e costi passa attraverso la comprensione dei sintomi e l'acquisizione di nuovi postulati per ottenere una guarigione stabile.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Carissima....se vai su google e cerchi "Disturbo evitante di personalita'", molto probabilmente ti ci rispecchierai.
In parole povere, il tuo problema è caratteriale, e la versione moderna del vino, come gli antidepressivi e gli ansiolitici, come vedi non risolvono.
Purtroppo, pillole che cambiano il carattere, sinora non ne hanno inventato.
Ti occorrerebbe una psicoterapia da uno psicologo-psicoterapeuta capace, che dubito sia la tua psichiatra.

Emozioni Umane - Dott.ssa Papadia Psicologo a Montebelluna

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Gentile Euridice,
spesso il corpo si abitua alle sostanze, reagendovi di meno, altre volte i farmaci hanno effetti collaterali. Insomma giustamente la psichiatra le ha detto che i fattori psicologici, se finora non si sono risolti spontaneamente con l'aiuto indiretto del farmaco, vanno risolti con la psicoterapia.
Quest'ultima, se ben condotta e di successo, le dovrebbe dare quella serenità e sicurezza che ha sempre desiderato e stavolta senza paure di ricadute o comunque di entità molto minori, a seconda dell'esito.
Le segnalo che le Terapie Brevi sono molto efficaci per i disturbi d'ansia.
cordiali saluti

Valentina Sciubba Psicologo a Roma

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