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Ansia e cibo

Inviata da melissa il 16 dic 2019 Ansia

Buonasera avrei bisogno di aiuto riguardo una problematica che mi si presenta da circa 8/9 mesi. Soffro di crisi d ansia( cosa che non mi è mai successa) e una cosa costante a volte quasi mi vengono gli attacchi di panico e non so come fare per capire da dove nascano... Anche perche poi inevitabilmente questa cosa si sfoga sul cibo e non va assolutamente bene.
Come faccio a capire da dove deriva e come affrontarla grazie mille

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Gentile Melissa,
per comprendere l'origine della sua ansia occorre conoscere la sua storia di vita.
Lei dice che prima di 8 - 9 mesi fa non ha mai avuto ansia ma questa affermazione è da prendere con riserva perchè, se davvero fosse così, molto probabilmente l'origine di essa sarebbe da ricercare in qualche evento traumatico piuttosto recente e antecedente a questo periodo, magari sottovalutato o negato alla consapevolezza.
Parla anche di attacco di panico che quasi sempre è l'esasperazione acuta di un'ansia ipocondriaca non più gestita dalla razionalità e incanalata in un vortice paura-sintomo-paura che porta a improvvisa sensazione o convinzione di pericolo di vita mentre l'ansia cronica o sub-acuta trova in lei sedazione e consolazione temporanea col cibo.
Per imparare ad affrontare e gestire la sua ansia occorre contestualizzarla nella sua esperienza di vita per cui lei dovrebbe intraprendere un adeguato percorso di psicoterapia preferibilmente cognitivo-comportamentale.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Gentile Melissa,
l'ansia porta con sé un significato e cerca di comunicare qualcosa. Sarebbe importante conoscere la sua storia di vita, passata ed attuale per riuscire a comprendere le origini del suo malessere. Indica, poi, che si sfoga sul cibo: come mai? La aiuta a calmarsi? E' un modo per consolarsi? La invito a cercare un professionista con cui poter capire cosa sta accadendo e avere uno spazio per sé.
Cordialmente,
Dott.ssa Alessia Pace, Psicologa Novara

Dott.ssa Alessia Pace Psicologo a Novara

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Buongiorno Melissa, come prima cosa, visti i giorni trascorsi, spero che lei abbia già trovato una risposta esaustiva alla sua richiesta. In ogni caso le posso dire ad integrazione che queste problematiche possono avere un'eziopatogenesi circostanziata o legata a fattori remoti. In entrambi i casi si tratta di risposte riflesse che il suo sistema neurovegetativo mette in atto a seguito di cosi detti "errori cognitivi"che la sua mente mette in atto. In quei momenti si generano convinzioni catastrofiche che scatenano una forte e intensa risposta fisiologica che le da l'illusione di impazzire o di stare malissimo fisicamente. Il trattamento elettivo indicato per la risoluzione di questi problemi è una psicoterapia di tipo Cognitivo Comportamentale e non andrebbero assunti psicofarmaci se non strettamente concordati all'interno della psicoterapia. Questi infatti vanno usati solo in alcuni casi e sempre con l'obiettivo di essere azzerati nei tempi opportuni in quanto potrebbero rafforzare i sintomi e il meccanismo che genera il malessere. Per qualsiasi altra informazione non esiti a contattarmi. Cordiali saluti dott Rosario Caruso

Dott. Rosario Caruso Psicologo a Genova

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Buongiorno. Per capire da dovevengono ansia e attacchi di panico bisogna indagare sugli eventi concomitanti a questi sintomi e sulle cause remote che ad essi predispongono. Poi fatta una ipotesi di diagnosi si sceglie un trattamento mediante un piano di lavoro. Al momento al di là degli approcci terapeutici tradizionali è molto valido l' approccio EMDR e c'è la fondata speranza dai dati della ricerca che in 10-15 sedute si possa risolvere. Ogni caso comunque è da valutare specificatamente. Se vuole ulteriori info solo a disposizione. Dr. Paolo Ciotti psicologo psicoterapeuta Carate Brianza MB.

Dr. Paolo Ciotti Psicologo a Carate Brianza

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Salve Melissa, l'ansia è il sintomo di una sofferenza che porta sofferenza. Probabilmente fino a 8/9 mesi fa, aveva messo in atto qualche strategia che poi è diventata non funzionale. Perché 8/9 mesi fa? Cosa e successo? Le consiglio di iniziare un percorso di psicoterapia che la aiuti a dare un significato al sintomo.
Le auguro una buona giornata.
Dott.ssa Antonella Minutella.

Dott.ssa Antonella Minutella Psicologo a Monteriggioni

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Gentile Melissa, è piuttosto comprensibile come Lei in questo momento non sia in grado di cogliere i motivi che sottendono L'attacco di panico, che per definizione si configura come la mancata appropriazione identitaria della situazione in corso, riconfigurata secondo tematiche non autentiche! L'utilizzo del cibo in linea generale risponde a due differenti scopi: da un lato una attivazione dell'Alterità corporea mediante visceralità, dall'altro una sedazione del vissuto negativo della disconferma di sè. Quale delle due possibilità Le è propria, è lo scopo di un percorso terapeutico che declini tali teorie entro la fatticità della Sua vita e della Sua storia personale. Solo scoprendo i Suoi modi di mantenere il senso di stabilità personale è possibile rendere conto della sofferenza e dei motivi della stessa. Il percorso verrebbe quindi a declinarsi da un lato nella contestualizzazione e nell'analisi dell'esperienza degli attacchi di panico e delle crisi d'ansia perché Lei possa riconfigurarle in modo più identitario; dall'altro nella comprensione di come il cibo risponda a uno scopo ben preciso che ha a che fare con l'Alteritá e la visceralità. Contatti un terapeuta nella Sua zona per poter cominciare quanto prima il percorso; saranno richiesti motivazione e impegno, ma i risultati La premieranno. In bocca al lupo, cordialità. DMP

Dott. Daniel Michael Portolani Psicologo a Brescia

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Buongiorno Melissa,
occorre accogliere questa ansia e comprederne il senso all'interno della propria storia personale. Il cibo rappresenta il legame materno a livello simbolico, spesso le mancanze, le carenze o altre difficoltà si compensano con il cibo. Le consiglierei di pensare a se stessa attraverso l'inizio di un percorso personale il quale le permetterà di accrescere la consapevolezza delle eventuali difficoltà e migliorare il rapporto con se stessa.
Resto a disposizione per informazioni,
cordialmente
Dr.ssa Donatella Costa (Brescia e provincia)

Dr.ssa Donatella Costa Psicologo a Rezzato

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Gentile Melissa, gli attacchi d'ansia e di panico, ( sempre associati ad uno stato depressivo ) hanno la loro origine nei rapporti precoci, sin dalla nascita, con i genitori, soprattutto con la mamma. E lo puoi vedere bene anche nel tuo rapporto col cibo. Ricorda che il primo cibo è il latte, sperabilmente naturale.
Sono cose che non puoi ricordare coscientemente, sono sofferenze, traumi inconsci ma che si riverberano, ripetendosi in forma mascherata, ma veicolando lo stesso affetto, nella vita attuale.
Per liberartene è indispensabile un serio intenso percorso psicoterapeutico, meglio una vera e propria psicoanalisi.
Pensaci, è impegnativo ma ti può cambiare la vita, vorrei dire salvare.
Resto a Tua disposizione, anche via mail, se vuoi. Un caro saluto.
Dr. Marco Tartari

Dott. Marco Tartari Psicologo a Roatto

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Gentile Melissa,
La problematica d’ansia di cui ci parla si presenta da molto tempo, facendo una analisi generica della situazione. Deve essere dura affrontare la giornata così, vero? Proprio perché questa condizione di Iper-attivazione Riguarda probabilmente molti contesti e non più soltanto quelli che normalmente la sollecitano. Per questo motivo l’ansia che lei prova non ha più un ruolo adattivo,bensì le crea disagio. Capire da cosa dipende non è facile da soli e ci vuole senz’altro il supporto di qualcuno, ma prima di consigliarlo io solitamente mi chiedo se dall’altra parte di è disposti a riceverlo..perché se lei ha fatto questa domanda allora non è molto sicura di andare da subito personalmente presso uno psicologo. Ci pensi un po’ ..consideri che si tratta della sua salute psicofisica ed è molto importante accettare un parere esterno..che senza disponibilità a mettersi in gioco non può essere dato.
A sua disposizione per qualsiasi cosa,
Dott.ssa Comi e Dott.ssa Creaco

Studio clinico Creaco-Comi Psicologo a Villa San Giovanni

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Buongiorno, per capire da dove nesce e per quale motivo l'intensità di tale emozione arriva a tali alti livelli, visto che mi ha parlato di "quasi attacchi di panico", credo non si possa prescindere dell'aiuto di uno specialista del campo.
Andare a comprendere quali situazioni portano all'elecitazione di quale pensiero,legato in un qualche modo a una sensazione di minaccia o pericolo che porta alla sperimentazione dell'emozione e am ricorso al cibo è possibile grazie, appunto, ad un lavoro con un terapeuta.
Compreso il meccanismo di funzionamento sottostante le manifestazioni descritte sarà possibile elaborare una modalità alternativa e di gestione delle stesse.
Le auguro una buona giornata, dottoressa Ciacci Maria Noemi

Dott.ssa Maria Noemi Ciacci Psicologo a Grosseto

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Buonasera Melissa,
è molto importante che si prenda cura di questa questione. Le consiglio di intraprendere un percorso psicologico per rielaborare la sua storia insieme ad un professionista. Ripercorrendo il suo vissuto potrà capirne un po' di più e ritrovare le cause di questo suo disagio. A volte la strada verso la guarigione può sembrare lunga, ma con un lavoro costante potrà ritrovare il suo benessere.
Rimango a disposizione.
Cordiali Saluti
Dott. G. Gramaglia

Gramaglia Dr. Giancarlo Psicologo a Torino

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Buongiorno Melissa
Oltre a un problema di ipotetica ansia lei parla anche di problemi legati al cibo.
Sarebbe utile approfondire tale tematica per poter capire le motivazioni di tale malessere.
Lei dove abita?
Cordiali saluti
Dr. ssa Condina

Dott.ssa Maria Condina Psicologo a Olginate

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Gentile Melissa,
l’ansia è un segnale di un disagio interiore che non se non conosciuto diventa attacchi di panico. È come dire che se ha una carie dentale che non cura coinvolgente in profondità il dente dandole più dolore. Mi sembra che alle manifestazioni ansiogene si associa la ricerca di cibo, che in genere è un modo di sedazione e compensazione. Credo valga la pena di conoscere l’origine, il significato della sua ansia per affrontarla. Proverei a pensare a un aiuto psicoterapeutico.
Disponibile per approfondimenti.
Dr.ssa Elisabetta Ciaccia

Dott.ssa Elisabetta Ciaccia studio di psicologia Psicologo a Milano

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Buongiorno,
l'ansia ha diverse modalità di manifestarsi e ognuno mette in atto delle soluzioni per gestirla, lei ha provato col cibo ed ha funzionato, purtroppo. Purtroppo perché ogni comportamento utilizzato per placare l'ansia, portato all'eccesso, rischia di creare un nuovo problema e soprattutto di mantenere lo stato di ansia. In principio, l'ansia si placa, poi ritorna. Occorre bloccare questo processo che lei ha creato e che, quindi, potra' eliminare con la modalità giusta. Con una consulenza psicologica breve trovera' una soluzione. Sì fidi. Grazie.

Monticone Alessandra Psicologo a Asti

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Cara Melissa, dovresti cercare un aiuto psicoterapico per capire l’origine della tua ansia e modi più funzionali per gestirla e risolverla.

Dott.ssa Michela Roselli Psicologo a Aprilia

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Buongiorno Melissa, capire dove nascano le sue crisi d’ansia è l’obiettivo che in un percorso terapeutico andrebbe a perseguire attraverso l’aiuto di un professionista. È infatti comprendendo le cause dei suoi sintomi (anche quelli alimentari) che potrà acquisire consapevolezza di alcuni meccanismi da cui nascono le sue sensazioni ed i comportamenti conseguenti con il cibo (usato da lei come una sorta di apparente calmante). In tal modo acquisirà capacità e strumenti per gestire il suo malessere. Resto a disposizione e la saluto cordialmente. Dott.ssa Daniela La Porta

Dott.ssa Daniela La Porta Psicologo a Roma

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Cara Melissa, spesso lo sfogo sul cibo piuttosto che sull'alcool o sulle droghe sono modalità disfunzionali di gestire un'emozione (come in questo caso l'ansia) o una problematica. Quello che posso dirti è che l'estrazione dalla sintomatologia ansiosa al panico vero e proprio è dato da una probabile interpretazione catastrofica che si fanno dei sintomi ansiosi.
Il mio consiglio è quello di intraprendere un percorso psicoterapeutico, preferibilmente ad orientamento Cognitivo-Comportamentale per capire anzitutto con che tipo di problematica ti stai confrontando, come gestirla e da dove origina per evitare delle ricadute future.

Un caro saluto,
Dott.ssa Michela Garzia

Dott.ssa Michela Garzia Psicologo a Alliste

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Salve, l'unico modo è intraprendere un percorso psicologico. Cordialità. Dott.ssa Masserdotti Giulia

Dott.ssa Giulia Masserdotti Psicologo a Civitavecchia

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