ansia di mangiare quando sono fuori casa

Inviata da melissa il 25 gen 2013 7 Risposte  · Ansia

Ciao a tutti!

ho 33 anni e da qualche mese soffro di un disturbo che sta rendendo la mia vita un po' complicata! Infatti non riesco più a mangiare fuori casa oppure se ci riesco mangio pochissimo. Quando arriva il momento di mangiare, anche a casa di amici intimi, mi si chiude lo stomaco e sento proprio salire l'ansia con vampate di calore.
Secondo me il tutto è dovuto ad un grande trauma legato ad una separazione avvenuta alcuni mesi fa con il mio ragazzo. La nostra convivenza è finita in maniera improvvisa per volontà di lui e dal momento che vivevamo nella casa di proprietà della sua famiglia , sono stata io a dover fare le valigie ...il tutto è avvenuto in 48 ore e per me è stato un grande trauma. Ho dovuto improvvisamente lasciare quella che era stata la mia casa per tre anni, animali e amici e praticamente tutta la vita che avevo costruito lì. Mi trovavo in un paese diverso dall'Italia e lasciarmi con lui ha significato ritornare a "casa" in Italia.

Di conseguenza ora che sono ritornata a "casa" in Italia ho un blocco a staccarmene a quanto pare e non riesco a trovare un modo per farlo! Il fatto che non abbia ricevuto dal mio ex fidanzato le spiegazioni necessarie a capire la fine di questo rapporto sicuramente non mi aiuta a metabolizzare il tutto e a recuperare la mia sicurezza fuori "casa".

Premetto che io sono sempre stata una persona socievole e molto coraggiosa, dicono i miei amici, in grado di andare a vivere da sola ovunque mi portasse la vita!

Spero che qualcuno riesca a darmi un consiglio su come superare questo mio disagio che non sento parte della mia personalità!

Grazie in anticipo a chiunque mi risponderà!

famiglia , amici , consiglio , disagio , capire

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Buongiorno gentile Minerva,
ho letto attentamente la sua richiesta dove traspare la delusione e l'affaticamento che sta attraversando a causa del suo repentino cambiamento di vita. E' difficile poterle consigliare qualcosa così on line, dopo che sembra evidente il suo bisogno di elaborare quanto accaduto. L'angoscia che l'assale vuole comunicarle che è giunto il momento di farsi aiutare, di permettersi uno spazio per lasciarsi andare al flusso dei ricordi e delle sue considerazioni sull'abbandono del suo fidanzato. Richieda una consulenza psicologica per valutare l'opportunità di intraprendere un percosrso di psicoterapia e vedrà che piano piano ritornerà ad essere serena e a nutrirsi come si deve.Se lo desidera, resto a sua disposizione.
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Buongiorno Melissa,
ogni separazione lascia un vuoto interiore che deve essere elaborato, lei probabilmente non l'ha ancora fatto e il colmare questo vuoto, anche solo con il cibo potrebbe rappresentare il superamento di questo distacco improvviso, ma il suo corpo si rifiuta, come si rifiuta anche lei, in questo momento, di accettare quanto accadutole. Si dia tempo, è una reazione normale soffrire quando si perde una persona cara e ciascuno di noi reagisce in maniera del tutto personale e singolare. Lei ha reagito a modo suo... forse la condivisione del cibo e delle uscite erano caratteristiche del vostro rapporto e il riviverle oggi senza di lui la rimanda emotivamente a quei momenti, che, purtroppo le alimentano malinconia e tristezza.
Non esiti a chiedere aiuto se dovesse rendersi conto che fatica a risollevarsi, un confronto con uno psicologo/psicoterapeuta non può che essere costruttivo.
Cordiali saluti
Dott.ssa Elena Favole

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23 DIC 2013

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vorrei ringraziare tutti per le parole ed i consigli.

In effetti questa mia ansia è sicuramente sintomo del mio malessere interiore, che diventa più forte quando sono fuori e più esposta agli altri. Il fatto che mi sento anche meno coraggiosa ne è un elemento chiave.

Cercherò di riflettere meglio e cercare di capire da che parte andare senza avere troppa fretta perché evidentemente ognuno di noi è fatto in maniera diversa ed anche le tempistiche di recupero sono diverse, l'importante è trovare alla fine la serenità e accettarsi anche nei propri fallimenti.

Volevo solo aggiungere che di fronte a dei miei possibili sbagli che possono aver contribuito alla fine della relazione nessuno toglie che lui abbia dimostrato sempre di più la sua vigliaccheria. Non ci posso fare niente e devo accettarlo!

Grazie ancora delle parole che mi aiutano sempre tantissimo !

Minerva

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7 FEB 2013

melissa

Gentile Minerva, come dice lei questo "sintomo" sembra essere molto legato a quello che ha vissuto nella separazione dal partner e da tutte le cose a lui legate. Può essere un grande sconvolgimento nella propria vita, ed è quindi comprensibile quello che le sta accadendo e non per questo significa che lei sia meno coraggiosa del solito. Se fossi in lei non mi preoccuperei troppo del sintomo, ma cercherei di comprendere che senso ha quello che le sta accadendo per andare avanti in una nuova direzione. Se lo vuole fare da sola o con l'aiuto di qualcuno, questo spetta a lei deciderlo.

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5 FEB 2013

Valentina Villani

Gent.le Minerva, non entro nel merito del sintomo e mi sento di consigliarle semplicemente questo: se tutto é legato alla separazione, come ritiene, si conceda il tempo di elaborare tale sofferenza, senza opporsi e senza cercare soluzioni rapide. Solo quando questo evento sarà alle spalle, se i sintomi persistessero, si rivolga a qualcuno per farsi aiutare.
Un caro saluto.

C.J.G

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4 FEB 2013

Anonimo

Carissima Minerva, la tua reazione di sofferenza è molto comprensibile, hai dovuto stravolgere la tua vita all'improvviso e senza una giusta causa, è quindi lecito che il corpo abbia una reazione e il tuo ha scelto il rifiuto ad accettare il cibo?( o forse anche l'amore) che proviene da fuori casa. Credo quindi che sarebbe l'ideale provare a contattare il tuo ex per farti dare le spiegazioni che meriti e così riprendere in mano la tua vita con coraggio così come hai sempre fatto, tuttavia se lui non ti dà chiarimenti e si comporta da vigliacco, prova a pensare che non valeva la pena vivere con uno così, ma ad ogni modo se continui a stare male contatta lo psicologo nelle tue vicinanze, sicuramente saprà accompagnarti in questo tuo momento difficile.
Ti faccio un grande in bocca al lupo!

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28 GEN 2013

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Gentile Minerva,
il disturbo di cui soffre può sicuramente rappresentare una reazione di natura ansiosa alla situazione traumatica che lei ha ben descritto rispetto alla fine della relazione con il suo ex compagno e sembra strettamente legata alla sua idea e immagina interna di "casa", termine che nel suo scritto nomina e sottolinea spesso: credo che un percorso psicologico di elaborazione di quanto le è accaduto potrà aiutarla a fare chiarezza in quanto le accade, per capire bene cosa il sintomo le vuole comunicare e come poterlo superare per ritrovare una dimensione di maggiore benessere. Se lo desidera sono a sua disposizione per incontrarla! Un cordiale saluto, dott.ssa Lucia Mantovani, Milano

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28 GEN 2013

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