Ansia, depressione?

Inviata da Mar. 18 giu 2018 12 Risposte  · Depressione

É da un bel pò che non mi sento piú me stessa... Ho rotto 7 mesi fa con il mio ex, era un drogato, mi metteva le mani addosso, mi insultava e mi impediva ogni cosa, ero diventata "vuota" a tal punto da non far caso nemmeno al male che ricevevo... dopo averlo lasciato, credevo che mi sarei sentita migliore, avevo preso la cosa come una rivincita personale, una specie di rinascita... Ma niente.
Da 5 mesi ad oggi, mi ritrovo un miscuglio di cose a cui non riesco a dare una spiegazione, il senso di vuoto aumenta giorno per giorno, mi sento agitata, ansiosa, a volte mi manca addirittura l'aria e faccio fatica a respirare, il cuore batte a mille,non dormo piu la notte a causa di incubi strani, e finisco per passare le giornate in stile zombie, non riesco piu a trarre piacere da nulla, non riesco piu a lavorare,mi sento sempre osservata, seguita, ma non cé mai nessuno, credo che ogni persona ce l'abbia con me, divento ancora piu nervosa, allontano tutti e rispondo male, finendo sempre a prendere a pugni qualcosa per evitare di farlo con qualcuno... Ho crisi di pianto continue, anche senza motivazione, mi sento un peso per me e per chi mi sta intorno, mi sento sbagliata e di sbagliare ogni cosa, non ho piu nessun amica, ho allontanato tutti persino i miei familiari che continuano sempre a litigare per i loro motivi idioti. Sono sempre esausta, ho giramenti,mal di testa continui, e spesso mal di stomaco, ma non importa a nessuno, per gli altri sono quella forte, quella che sta bene... Di rado mi capita di pensare di voler farla finita, ma non ho abbastanza coraggio, non riesco nemmeno a fare questo... Da quasi due mesi, esco con un ragazzo, ma non vuole che si sappia, ci stò male ma non riesco a chiedergli il motivo di questa sua decisione, all'inizio m'intusiasmava l'idea di noi due, provavo addirittura qualcosa,ho sempre avuto un debole per lui, ma l'entusiasmo si é spento subito dopo, penso che mi stia prendendo in giro, che per lui, sia solo un passatempo anche se afferma tutto il contrario... Non provo piu piacere durante il sesso, anche nel piu delicato dei modi, provo dolore, e a volte quasi schifo, quindi fingo per evitare di farlo star "male", quando mi abbraccia, mi bacia o mi tocca, niente di niente, nemmeno quel pò che provavo all'inizio... quello che consideravo essere mio amico, mette chiacchiere in giro su di me e lui, cose non vere, e questo mi distrugge, non riesco a non pensarci, ogni giorno inventa qualcosa di nuovo solo per un banale rifiuto da parte mia... Se provo a parlare di come mi sento, se piango, sono arrabbiata, o sono sconvolta, non va bene a nessuno, hanno sempre da ridire, ma perché gli altri possono essere se stessi? Perche gli altri possono, e a me viene impedito? Non so cosa fare, ho pensato di parlare con uno psicologo, ma poi penso che queste, siano solo cavolate, che cé di peggio e di non averne bisogno... cosa mi consiglia? Grazie per la disponibilità

crisi

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Gentile Mar,
credo che dopo l'errore del primo rapporto e la relativa sofferenza, lei abbia avuto aspettative di benessere troppo premature non sopportando la frustrazione di un periodo di solitudine e non facendo alcun lavoro mentale per la sua rinascita.
Questo l'ha spinta verso un altro rapporto comunque negativo e insoddisfacente che sta ancora tollerando.
Tutto ciò è causa del corteo di sintomi che ha descritto e che le comporta notevole malessere.
Di fronte a tutto questo non si capisce come lei possa davvero pensare che tutte le cose che le stanno capitando siano cavolate ed ha ancora dei dubbi a "parlare" con uno psicologo.
Più che parlare lei avrebbe bisogno di un adeguato periodo di psicoterapia che le consiglio per provare a costruire un'autostima al momento pressocchè inesistente e soffocata da fragile rigidità.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

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Depressione? Ansia! Attacchi di panico!!!! Quanto vuole soffrire ancora? Non crede nella psicoterapia, ma chiede aiuto a psicologi.... Ottimo primo passo per poter poi continuare a camminare...lei sta imparando a camminare e imparerà a farlo senza sapere come.
Lo abbiamo imparato tutti è qualcosa che ci appartiene geneticamente.
Continui a camminare un passo alla volta, senza correre e decida di intraprendere al più presto un suo percorso.
Potrà così affrontare le sue paure e i disagi insieme a un terapeuta , che la saprà aiutare a trovare le sue risorse e a maturare una nuova visione di se.
Colga l'attimo e non esiti ancora ....

Anna Maria Della Grotta.

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21 GIU 2018

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Gentile Mar,
il malessere che prova le impedisce di vivere una vita serena e spensierata, mi dispiace molto. Le precedenti esperienze relazionali negative hanno lasciate ferite profonde e indelebili. La nostra mente ha una grossa influenza sul corpo e sul nostro benessere personale, in questo caso è necessario l'intervento di un professionista come lo psicologo o psicoterapeuta dal mio punto di vista.
Purtroppo esistono ancora numerosi pregiudizi sulla figura dello psicologo e sui processi di cura. Si mette a repentaglio la propria salute aspettando inutilmente.
Per tale motivo le consiglio di farsi aiutare da una persona che sapra' accoglierla e consigliarla al meglio.
I miei migliori auguri
Dr.ssa Donatella Costa

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21 GIU 2018

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Cara Mar, le sofferenze e i disturbi che descrivi sono sintomi di una o più sofferrenze che, rimosse, non sono accessibili alla coscenza.
D' altronde considera solo, come segnale, la Tua scelte di un compagno profondmente disturbato, e comprederai che la Tua situazione deve essere affrontata con l'aiuto di un bravo terapeuta.
Senza inutili giri di parole Ti suggerosco vivamente questa iniziativa perchè, da quello che racconti di Te, ne emerge una sofferenza esistenziale seria.
Non c'è da scherzarci sopra nè da aspettare che le cose si risolvano da sole.
Forse sono stato troppo franco e diretto ma credo sia mio dovere farlo, in situazioni serie come la Tua.
Resto a Tua disposizione e Ti saluto con preoccupata cordialità. Dr. Marco Tartari, Roatto Asti

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21 GIU 2018

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Buonasera, immagino che per lei già scrivere qua sia stato molto importante e questo mi fa pensare che probabilmente una parte di lei desidera superare tutto questo. Da quello che racconta sembra che lei si preoccupi molto per gli altri e che, al contrario, le risulti difficile mostrare che anche lei ha bisogno di sostegno e comprensione visto che la sua richiesta le sembra una "cavolata" e che non meriti la dovuta attenzione.
Questo accade quando i nostri aspetti più "fragili" non vengono adeguatamente riconosciuti e si cerca di diventare "forti" e "grandi" vivendo con la sensazione di non poter essere sé stessi senza doversi giudicare o vergognarsi..
Il vuoto spesso è generato proprio dal sentire di non vivere la vita in modo autentico e, mentre all'inizio lo si fa per adattarsi ad un ambiente difficile, successivamente ci si può ritrovare a non avere più quel contatto con sé stessi che ci fa sentire davvero vivi anche nelle situazioni difficili.
Quando ci allontaniamo da noi stessi è molto probabile che lo facciamo anche con gli altri e questo ptorebbe spiegare i suoi vissuti rispetto a quest'ultima relazione.
La possibilità di ricevere sostegno in questa fase della sua vita dipende dalla fiducia che puo' riporre in qualcuno che le stia accanto. Parlarne con un professionista potrebbe essere un decisivo passo avanti per cambiare (anche, e forse proprio, perché lo ritine difficile o inutile) affinché lei si possa sentire riconosciuta anche nella propria parte bisognosa di aiuto e accoglierla per poterla guarire.
Non mi dilungo ma spero di averle dato almeno qualche spunto di riflessione utile per lei.
Se lo desidera mi contatti pure.
Dott Roberto Pugliese

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20 GIU 2018

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Gentile Mar,

credo che lei stessa non sia convinta che "siano tutte cavolate" visto che chiede consiglio proprio ad un sito di psicologi come questo. Dal punto di vista professionale la descrizione della sua attuale condizione assomiglia molto ad una depressione ma naturalmente una diagnosi richiederebbe un più preciso assessment psicologico. Le consiglio decisamente di rivolgersi ad un terapeuta cognitivo comportamentale nella sua zona, nel frattempo ha assunto una terapia farmacologica?

Mi risponda pure privatamente
Rimango a disposizione per qualsiasi chiarimento

Cordialmente,

Dott.ssa Silvia Picazio

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20 GIU 2018

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Gentile utente,
i sintomi che descrive non sono sicuramente cavolate. Il senso di vuoto, i sintomi somatoformi, l'ansia, l'iperattivazione (nervosismo, cuore a mille) e l'ipoattivazione (lo zombie, nessun piacere), fanno pensare che lei sia successo qualcosa che travalica le sue attuali possibilità di superarlo da sola, e non vi è neppure un motivo per affrontare tanto dolore in solitudine.
Noi non possiamo sapere da dove derivi tutto questo, ma sicuramente il suo malessere è per lei notevole e va trattato, con la sicurezza che può stare meglio di così.
Se lo desidera, può contattarmi in privato.
Buon pomeriggio

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20 GIU 2018

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Carissima
La ringrazio di aver condiviso con noi questi suoi stati di malessere.
sicuramente dopo quello che ha scritto le consiglio di fare un percorso personale di psicoterapia dove andrà ad affrontare ogni dubbio sensazione percezione emozione che adesso sta provando e che le sta modificando la vita in negativo questo le permetterà di rivivere e di capire del perché sia successo tutto questo. Non si chiude sempre di più in sé stessa ma si faccia aiutare!
Dott.ssa Enza Pecora
Psicologa e psicoterapeuta
Reggio Calabria

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20 GIU 2018

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41 Risposte

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Carissima, lei sta soffrendo, non riesce a vivere bene. Cosa c'è di peggio? Si ,è vero il mondo scorre e non si occupa di noi. Anzi, se ci mostriamo deboli ci allontana, quasi facessimo schifo o paura. Questo perché le persone spesso trovano un peso il dover essere di aiuto a qualcuno o semplicemente non sono pronte ad essere di aiuto, o ancora provano piacere a sapere che c'è chi sta peggio.. Non tutti sono così mi creda, la persone che ci ascoltano e che ci sostengono ci sono, ma a volte sono quelle da cui ci allontaniamo. In tutti i casi, sarebbe difficile affrontare qui la complessità della sua situazione. Le consiglierei di cercare di capire quale pensiero principalmente, le occupa la mente ora e perché è così importante per lei e poi, le consiglio di patlare di questo con uno psicologo di specializzazione cognitiva, forse il più addatto a lei. ora.
Cari saluti.
Dott.ssa Barbara De Luca

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20 GIU 2018

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391 Risposte

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Gentilissima, lo stato depressivo, l' ansia e le difficoltà relazionali sono problemi veri, non immaginari, e lo può sentire dai vari sintomi fisici che l' accompagnano. Perché lei non dovrebbe essere degna di concedersi la possibilità di stare meglio? Forse la sua disponibilità ad accettare ogni male la sta portando a non vedere il problema che esiste, e la buona notizia è che ci sono metodi efficaci per aiutarla a ritrovare il desiderio di andare avanti, nella salute. Resto a disposizione. Dott. Alessandra Monticone

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20 GIU 2018

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Gentile Mar,
dalle sue parole emerge una profonda sofferenza causata da molti fattori, quali la chiusura di un rapporto violento, la mancanza di supporti esterni e l'incapacità di vivere nuove relazioni serene ed appaganti.
Non esiti a contattare uno psicologo, che le possa offrire uno spazio di ascolto ed un aiuto ad elaborare questi vissuti frustranti e depressivi.
Un caro saluto
Dott.ssa Vanda Braga

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20 GIU 2018

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Gentile Mar,

dal momento in cui chiede consiglio ad un sito di psicologi penso che non sia convinta che "siano tutte cavolate". Non ha mai contattato uno psicologo ma ha provato con la terapia farmacologica?
La sua descrizione assomiglia molto ad una depressione ma una diangosi precisa richiederebbe un esteso assessment psicologico.
Le consiglio di vincere le sue resistenze e di rivolgersi ad uno psicoterapeuta cognitivo comportamentale nella sua zona.

Ci pensi
Rimango a disposizione per qualsiasi chiarimento

Cordialmente,

Dott.ssa Silvia Picazio

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19 GIU 2018

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