Ansia da università e di spazi abbastanza affollati, attacchi di panico

Inviata da depression_obsession · 5 nov 2019

Salve, sono un ragazzo di 20 anni. Ora come ora frequento l'Accademia delle belle arti, però purtroppo non riesco a frequentarla per vari motivi. Andiamo per ordine. Verso l'età dei 12-13 anni (Periodo della scuola media) ho avuti i primi traumi, essendo una scuola formata da pochissimi alunni, venivo picchiato e preso in giro da un po' di gente, le ragazze mi odiavano a causa del mio carattere definito da loro "Antipatico". Li ho avuto la mia prima esperienza nell’essere al centro dell'attenzione di fronte a tutta la scuola; Dopo essere stato picchiato, preso a pedate, spinto per terra, la professoressa ha notato questo casino e allora ha deciso di intervenire. Ricordo la scena come se fossi ieri, io davanti a tutti che piangevo mentre la professoressa rimproverava chi aveva fatto queste ingiustizie nei miei confronti, peccato che loro l'hanno passato liscia, infatti hanno preso solamente una nota, mentre io sono rimasto con i traumi... Da lì in poi per l'interrogazione avevo il cuore in gola, il cuore mi batteva fortissimo, avevo paura di sbagliare ed essere giudicato di fronte la classe. Finisco la scuola media e incomincio la scuola superiore, nuovo ambiente e nuovi compagni di classe, ma purtroppo la violenza continua anche qui. A causa della mia timidezza in primo anno non sono riuscito a relazionare con qualcuno, ero anche in sovrappeso e c'era chi mi toccava le "tettine" per farmi sentire diverso e grasso nei loro confronti. Ho incominciato ad auto-lesionarmi il polso, la mia professoressa l'ha notato, i miei compagni l'avevano capito, lei voleva che chiamassi i miei genitori per risolvere la situazione. Mi sentivo mortificato, a disagio, deluso di fronte ai miei genitori per la cazz*ta che avevo combinato. Da lì in poi i miei compagni avevano capito il mio carattere timido e molto sensibile che avevo, allora da quel momento in poi hanno deciso di rispettarmi. Dal 2° anno fino al 3° tutto filava liscio, finché la comitiva di amici che mi ero fatto (Non a scuola) incomincia prendermi di mira, e li diventai soggetto per prese per il culo; Io sono un ragazzo un po' con la testa fra le nuvole, molte volte distratto, loro mi offendevano pesantemente quando parlavano di alcuni argomenti e magari io mi facevo i fatti miei, avevo paura di sbagliare e loro mi dicevano che grazie a questi rimproveri mi rendevano “migliore”. C'è stato periodo in cui non sono uscito per circa 2-3 mesi, perché sapevo che se fossi uscito con loro mi avrebbero preso per il culo, e io avevo molta ansia per questo. Allora ho conosciuto un’altra comitiva, però per farmi accettare da loro ho cominciato a fumare cannabis. Durante la fase adolescenziale è facile incominciare a fare uso di queste sostanze, chi magari per sentirsi più grande, chi più figo, chi per farsi accettare dal gruppo, io invece l’avevo fatto solo per avere dei nuovi amici che potevano accettarmi per quello che ero. Da quel momento in poi (Fine 3° anno superiore) fino al 5° anno sono stati anni meravigliosi, sentivo che ero diverso, più deciso, più sicuro di me stesso, non mi vergognavo di niente e il mio carattere timido era quasi del tutto sparito. Poi iniziai l’università, e da lì l’inferno. Ho conosciuto due coinquilini cattivi, soprattutto una ragazza che mi comandava la mente, mi urlava contro, tante’ che è arrivata bestemmiarmi in faccia. Era una doppiogiochista, parlava male dell’altro coinquilino ma poi davanti a lui faceva tutta la brava. All’università non avevo fatto amicizia con nessuno, stavo sempre solo e sempre a casa. Non ci vedevo più, la rabbia, il dolore, l’odio mi avevano fatto impazzire, tante’ che ho litigato con lei mettendo di in mezzo anche i miei genitori e i proprietari della casa. Da lì in poi non riuscivo più a studiare, quando studiavo mi venivano attacchi di panico e ansia a mille pensando a quei momenti, allora ho deciso di lasciare quell’università e di incominciare un’altra facoltà in un'altra città, anche perché avevo frequentato una psicologa e mi ero ripreso un po’ mentalmente, quindi pensavo di potercela fare anche se dentro di me sentivo un vuoto incolmabile e un terrore allucinare. Tutt’ora mi trovo qui, ho conosciuto un professore davvero severo che gioca sulla psiche degli alunni, io sono terrorizzato, non riesco ad andare all’università, appena incomincio a studiare sudo, il cuore mi batte a mille, mi gira la testa in una maniera allucinante. Ogni tanto il prof chiama a qualcuno di noi e ci fa leggere diverse righe di testo, io non ce la faccio, mi sento a disagio quando parlo davanti a tante persone o comunque mi trovo in un luogo affollato. Non riesco più a vivere la vita come prima, ormai gli attacchi di panico sono sempre più frequenti, l’ansia ce l’ho sempre, ho i pregiudizi per ogni cosa che faccio, noto che i miei genitori sono delusi dalle mie scelte, in quanto non me la sento di continuare con gli studi e vorrei dedicarmi al lavoro anche se loro dicono che ho tante doti. Spero di essere stato il più chiaro possibile e mi scuso per eventuali errori grammaticali. Grazie in anticipo a chi mi aiuta, sono in una situazione davvero difficile.

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Miglior risposta 16 MAR 2020

Ciao depression obsession.... non indichi il tuo nome e questo mi dispiace. Da questo inizio. Tu dove sei? Si tu, mi piacerebbe come prima cosa chiederti questo. Tu dove sei? Non è una provocazione. E' una domanda. Sei abbastanza grande per rispondermi e iniziare da questo. Prendere un foglio e iniziare a mettere in parole scritte dove sei tu. L'inizio del tuo lavoro potrebbe essere proprio questo: Io sono ..... e sono seduto su una sedia dell'Ikea, pieghevole, acciaio e plastica bianca, schienale forato per poterle portare in giro. Sono nella mia stanza seduto al tavolo che uso come studio..... e poi continuare descrivendo man mano cosa stai facendo, cosa provi, sia a livello di emozioni che di sensazioni corporee.
Potresti continuare la tua storia raccontando in questo modo le situazioni e le esperienze che ti sono accadute. Da qui inizierei il lavoro con te. Nulla di ciò che ci accade per quanto fonte di sofferenza è vano. Ma a volte per comprenderne il senso è necessario un lavoro di distanziamento e di accoglienza al tempo stesso.
Mi fermo qui, hai scritto che hai visto una psicologa in passato e mi sembra ti sia servita per sostenerti e riprendere con passo più leggero il tuo cammino. Mi sento di suggerirti di riconsiderare questa possibilità ed unirla al lavoro su di te.
Mi sembri una persona che ha tanto da offrire e da vivere. Solo devi trovare il tuo spazio ed il senso del tuo essere qui con tutto ciò che la vita ti ha dato come bagaglio da portare. Puoi solo sentirne il peso o scoprire cosa ne puoi fare....
Ti auguro un buon lavoro di scoperta
Laura Gaido
Se hai bisogno di altre indicazioni contattami pure

Dott.ssa Laura Gaido Psicologo a Grugliasco

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6 NOV 2019

Gentile utente, certo che è stato davvero sfortunato nel suo percorso formativo! Però non ci dice niente della sua famiglia di origine. Sono sicuro che anche lì purtroppo ci sono diversi problemi. Con molto rispetto le chiedo: che tipo di aiuto spera di trovare qui? Anche se riuscissimo a esporre una valutazione corretta del problema, ciò non le sarebbe molto di aiuto. Ho valdi motivi per credere che abbia bisogno di una terapia seria e prolungata. Occorre perciò che investa tempo e impegno se vuole raggiungere un equilibrio migliore.
Cordialmente
dr. Leopoldo Tacchini

Dott. Leopoldo Tacchini Psicologo a Firenze

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