Ansia da mezzi di trasporto e spostamenti con diarrea e attacchi di panico

Inviata da PaolaPa · 20 ott 2020

Salve, sono una ragazza di 22 anni e da quasi un anno soffro di attacchi di ansia che si manifestano quando devo prendere dei mezzi pubblici o andare in macchina con qualcuno (non guido).
Il disturbo è iniziato quando, durante una visita organizzata, ho avuto un attacco di diarrea che mi ha impedito di fare il viaggio di ritorno in corriera insieme al gruppo per il timore di dover andare nuovamente in bagno.
Frequentando l'università mi sono ritrovata a dover prendere ogni giorno i mezzi pubblici. Allora riuscivo a convivere con il disturbo nonostante una volta arrivata in sede mi ritrovavo a dover andare in bagno però poi riuscivo a trascorrere la giornata in tranquillità. Il disturbo ha iniziato ad aggravarsi quando, dopo aver fatto degli accertamenti medici (intolleranze, celiachia ecc), sono stati esclusi problemi di salute che avrebbero potuto causare questo mio malessere fisico e si è concluso che fosse di natura psicologica. Da quel momento la situazione ha iniziato a degenerare e ho iniziato ad avere difficoltà nello stare in spazi chiusi con molte persone perché non mi sentivo libera di andare in bagno senza attirare l'attenzione nel caso ne avessi avuta la necessità. La situazione è poi migliorata (si fa per dire) quando siamo stati costretti a didattica a distanza causa covid. Ho iniziato a fare esercizio fisico, il mio rendimento scolastico è migliorato e anche il mio umore. Il problema si è ripresentato in estate quando ho dovuto svolgere un'esperienza di tirocinio (alcuni giorni in presenza e alcuni in smartworking) e sono stata costretta a riprendere i mezzi pubblici. Ho fatto questo, per me grandissimo, sforzo per quasi due mesi. Trovavo sollievo solo riponendo tutta la mia attenzione durante il tragitto in un gioco per smartphone ma tante volte nemmeno questo bastava e ho iniziato ad avere dei veri e propri attacchi di panico (sudorazione, battito accelerato, mancanza di salivazione, intorpidimento delle dita e conseguente diarrea) che mi costringevano a scendere dal mezzo ovunque mi trovassi. Il mio rifiuto totale per i mezzi è arrivato quando ho avuto uno di questi episodi di attacco di panico che mi ha costretta a scendere dal mezzo e farmi venire a prendere in macchina. Solitamente una volta scesa dalla corriera e salita in macchina con qualche familiare trovavo sollievo ma quella volta, forse per la fortissima agitazione, durante un tragitto in macchina di 10 minuti mi sono dovuta fermare in diversi bar e stazioni di servizio per andare in bagno. Da quella volta mi è nato il completo rifiuto e paura di allontanarmi da casa con qualsiasi mezzo per il timore di rivivere quella situazione terribile e ho passato all'incirca un mese senza uscire di casa se non per brevi spostamenti a piedi. Da poco più di un mese ho ricominciato ad uscire in macchina con persone fidate un paio di volte a settimana facendo il tragitto che facevo per andare all'università, con grande sforzo per provare a superare questi timori. Adesso che le lezioni sono ricominciate però non mi sento ancora pronta a riprendere i mezzi pubblici giornalmente (il solo pensiero non mi fa dormire la notte e mi causa attacchi di panico anche notturni e crisi di pianto) e non ho chi mi potrebbe portare in macchina.
Per questo mi chiedo se sia possibile avere un qualche tipo di certificazione o permesso che mi consenta di frequentare a distanza dandomi la possibilità di riprendere gradualmente fiducia.
Avendo un'idea lucida del problema ho sempre cercato di porvi rimedio senza l'aiuto di uno specialista in quanto non dispongo di denaro sufficiente per affrontare questa spesa e la mia famiglia ritiene che basti convincermi che non starò male per evitare i disturbi che ho descritto sopra e che uno specialista non possa dirmi altro se non "va affrontato e superato".
Mi scuso per la lunghezza del messaggio ma è l'analisi di una problematica che mi fa molto soffrire da un anno e mi ha portata ad isolarmi.
Spero che possiate aiutarmi.

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Miglior risposta 21 OTT 2020

Gentile Paola,
gli attacchi di panico sono il segnale di un disagio interiore che va conosciuto nella sua origine e significato e che non vanno sottovalutati.
Mi sembra descriva una condizione di ansia che progressivamente la sta invalidando in aspetti della sua vita, e si accentuano non trovando comprensione da parte dei suoi genitori. Mi chiedo se lei avesse un problema fisico invalidante forse si farebbe di tutto per risolverlo. Proverei a riflettere a quanto poco valore sia dato alla sua parte psichica.
Le consiglio di rivolgersi a una struttura pubblica e chiedere un consulto psicologico.
Un cordiale saluto
Dr.ssa Elisabetta Ciaccia

Dott.ssa Elisabetta Ciaccia studio di psicologia Psicologo a Milano

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27 OTT 2020

Gentile Paola,
nonostante abbia la consapevolezza del suo disagio, non sottovaluti il disturbo che sta invalidando gran parte della sua quotidianità.
Si rivolga ad un consultorio della sua zona di residenza e vedrà che con l'aiuto di un professionista riuscirà a superare questa fase critica e ritrovare il benessere .
Un caro saluto
Dott.ssa Vanda Braga

Dott.ssa Braga Vanda Psicologo a Rezzato

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21 OTT 2020

Gentile Paola, mi puó chiamare e le posso spiegare come funziona la terapia per questi disturbi e poi può trovare uno psicoterapeuta nella sua zona. Cordialmente. Anna A. Davanzo

Dott.ssa Anna Augusta Davanzo Psicologo a Silea

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20 OTT 2020

Cara Paola, in realtà uno specialista potrebbe guidarLa nella consapevolizzazione della Sua problematica per risolverla. Purtroppo convincerci che andrà tutto bene non basta affinché il malessere si argini. Va fatto un lavoro di analisi sul motivo per cui prova questo disagio, per apprendere da parte Sua come gestirlo e, pian piano, eliminare il problema. Valuti di chiedere aiuto, perché purtroppo questi vissuti stanno invalidando la Sua quotidianità, e, da soli, non si riesce a fare un lavoro su se stessi di questo tipo. E' necessaria la presenza di una figura -di professione sanitaria- della salute mentale. Uno psicologo.
Per la questione economica può riferirsi all'Asl o ad associazioni nel Suo territorio che si occupano di dare un aiuto psicologico, in forma gratuita, a chi vuole risolvere le proprie condizioni di malessere, per stare bene. Mentre, Le dico, privatamente ogni psicologo organizza il Suo lavoro rispettando un onorario che, ad oggi, non è fisso e uguale per tutti. Non essendoci degli onorari fissi, può trovare qualcuno che venga incontro alle Sue esigenze. Scelga Lei la soluzione più adatta a Lei, ma prenda in considerazione di parlare con un esperto della Sua situazione, così da poter tornare a stare bene e a viversi serenamente la Sua vita.
Le auguro buona fortuna.
Dr.ssa Amanda D'Ambra.

Dr.ssa Amanda D'Ambra Psicologo a Torino

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20 OTT 2020

Cara Paola,
vista la sua giovane età e le tentate soluzioni da lei adoperate per gestire/fronteggiare la situazione che non sono state efficaci credo che possa prendere in considerazione di volersi bene davvero e farsi aiutare da un professionista anche con le poche risorse economiche di cui dispone.
Ci sono percorsi brevi che già dal primo incontro offrono strumenti operativi in grado di mettere in atto soluzioni che generano risultati soddisfacenti.
Una ragazza della sua età merita di avere il sorriso sulle labbra.
Resto a sua disposizione per qualsiasi chiarimento in merito.
Cordialmente
Dr.ssa D'Amico Maria-Francesca

Dott.ssa Maria-Francesca D'amico Psicologo a Selvazzano Dentro

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