Ansia causata da inadeguatezza rapporti interpersonali

Inviata da Elena · 15 mag 2020 Ansia

Salve, ho 20 anni e dalla prima superiore soffro di ansia.
Ultimamente però ciò che mi preoccupa di più é la paura di relazionarmi in modo sbagliato con le persone. Sono sempre stata una ragazza accogliente che ascolta molto e da consigli, facendosi anche carico dei problemi altrui. Forse a causa della vita frenetica che conduciamo normalmente non mi sono mai fermata ad analizzare il fatto che però a me nessuno mai chieda come stia o se ci sia qualcosa che non vada e attualmente mi pesa molto anche perché i problemi aumentano e avrei bisogno di sentire la presenza di una persona davvero interessata almeno in piccola misura a me. Sono sempre quella che da e non riceve mai nulla in cambio, forse la gente mi da per scontata oppure è convinta che io sia solo una sorta di psicologa prêt à porter?
Anche se attraverso momenti difficili ho sempre il sorriso e non mi piace piangermi addosso ; inoltre mi mette a disagio parlare dei miei problemi personali in quanto mi sembra di appesantire le persone che mi ascoltano, ma al tempo stesso vorrei che qualcuno quando mi sente sottotono mi chiedesse cosa non va , soprattutto le persone che reputo importanti -dovrebbero conoscermi meglio di chiunque altro- che se attraversano un periodo brutto trovano sempre aiuto e conforto da me. Sento solo indifferenza e freddezza da parte di tutti, zero riconoscenza e voglia di capire il mio stato d’animo. Mi sembra di non poter contare su nessuno e più sto sola più mi sento a mio agio nella solitudine, forse c’è qualcosa che non va o non riesco a gestire le mie emozioni. Questi pensieri mi tormentano ad ogni ora del giorno e mi hanno fatto chiudere molto in quest’ultimo periodo.
L’unica eccezione é una persona lontana ma che comunque mi dimostra di esserci nello stesso modo in cui lo faccio io.
Mi rendo conto che però sia appunto rara e non posso pretendere di smettere di frequentare tutte le persone che conosco altrimenti rimarrei davvero sola e temo non sarebbe la cosa migliore.
Quindi come fare per non farsi trasportare dalle emozioni altrui trascurando le proprie e di conseguenza dare importanza a noi stessi in primo luogo, dando ascolto ai nostri bisogni?
Grazie in anticipo anche solo le leggerete la mia richiesta!

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Miglior risposta 20 MAG 2020

Cara Sara, dal Tuo messaggio emergono alcuni temi fondamentali: il riconoscimento da parte dell'Altro (ovvero, il fatto che gli altri ti vedano! ad esempio, nel Tuo stare bene/male, e nel Tuo essere più di una "psicologa prêt à porter" da dare per scontata); una modalità ambivalente fatta di aspettative (non parli dei Tuoi problemi ma Ti aspetti che gli altri Ti chiedano quando "si accorgono" che sei giù); il valore personale e il "merito"; un'ansia che c'è dalla prima superiore e alla quale Tu sembri dare poco peso e non collegarla alle difficoltà attuali. Tutti questi temi sono da declinare nella Tua storia di vita e nelle Tue relazioni quotidiane per comprenderne significati e aspetti di identitarietà/disidentitarietà. Anche la Tua età è importante: a 20 anni è fondamentale che le persone ci riconoscano per Chi siamo, e che noi stessi siamo in grado di cominciare a definirci a livello identitario. Tutte le Tue domande sono quindi normali e positive. Quello che accade, è che ci sono alcuni modi di essere nel mondo che entrano in scacco in determinate situazioni e relazioni, impedendoci di muoverci con disinvoltura e di sentirci "a casa" nel mondo e con l'Altro. Chiusura e ritiro, a fronte di questi avvenimenti, sono qualcosa di molto comune e Tu sei molto lucida e puntuale nel sottolinearne da un lato l'attrattiva e dall'altro i potenziali rischi. Sarebbe importante affrontare i temi che Ti ho velocemente elencato per comprendere in che modo Tu entri in difficoltà rispetto ad essi e come sbloccare la situazione. Valuta anche, se lo ritieni opportuno, un sostegno psicologico che Ti guidi nel percorso difficile, e mai concluso, di definire Chi sei per Te stessa e con l'Altro. A disposizione, cordialità. DP

Dott. Daniel Michael Portolani Psicologo a Brescia

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