Ansia alla guida

Inviata da Kikka · 26 set 2019 Ansia

Buongiorno, scusatemi, a giugno ho avuto un attacco di panico in macchina, da allora guidare è diventato uno sfacelo, se sono sola ho ansia perenne e non faccio più di qualche km. Quello che ho notato è che se mi fisso su una cosa che non so fare cercando in tutti i modi di risolverla non riesco, nel momento in cui lascio andare quel problema lo risolvo. Precedentemente avevo paura di non superare gli esami e non li davo, quando ho iniziato a dire provo senza l'ossessione è cambiato tutto.
Quale soluzione mi consigliate di mettere in atto?
Vi ringrazio

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Miglior risposta 27 SET 2019

Buongiorno Kikka.
Da ciò che racconta stiamo vivendo in pieno quello che Clarck definisce come "circolo del panico".
Dopo un attacco di panico, ovviamente da approfindire per poterne capire le cause, si può creare sia un'ansia che si presenta prima di dover affrontare la situazione in cui si è presentato l'attacco di panico a causa di pensieri che possono essere in linea con il timore che esso ritorni, e del tutto normali e comprensibili, o, in caso si intraprenda nel suo caso l'azione della guida pensieri ansiogeni riguardanti il possibile attacco di panico. Tali pensieri ci conducono a dare una maggiore attenzione al nostro corpo che, attivato dai pensieri precedentemente fatti, ci fa sperimentare sensazioni sgradevoli riconducibili all'attacco tali da confermare il pensiero negativo.
Quando afferma che per gli esami è riuscita a darli quando ha smesso di pensare a controllare il risultato, osservando il circolo che le ho descritto, potrà notare che ha rotto il meccanismo sia di attivazione corporea che di conferme a livello di pensiero eliminando l'ansia anticipatoria dell'esame.
In ogni caso le consiglio di contattare un esperto per poter capire cosa sia che origina il problema perché comprendendo e lavorando su di esso potremo evitare che, spezzato il circolo in un ambito della vita, esso si ripresenti in uno diverso.
Saluti Dott.ssa Ciacci

Dott.ssa Maria Noemi Ciacci Psicologo a Grosseto

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2 OTT 2019

Gentile Kikka,
accade spesso che dopo un primo attacco di panico, si innesca un meccanismo particolare che, come in un circolo vizioso, aumenta la paura che possa accadere di nuovo. Ciò arriva a condizionare pesantemente la vita di una persona, al punto che lo stato d'ansia continuo genera una sorta "paura della paura" che si autoalimenta, fino a quando la persona non è più capace di uscire da sola. Questa situazione più essere superata anche con un percorso breve (non più di 12-13 sedute) di consulenza on-line.
Un saluto
Dott.ssa Maria Giovanna Zocco - Psicologa clinica on-line

Dr.ssa Maria Giovanna Zocco Psicologo a Modica

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1 OTT 2019

Buongiorno, il mio unico consiglio è effettuare un percorso di psicoterapia per trovare gli strumenti per fronteggiare l'ansia. In questo frangente per gestire la guida ed eventualmente in futuro per altro. L'ansia ritorna in forme diverse ma avere i mezzi per fronteggiarla puo' aiutarla in molti contesti diversi. Ora ed in futuro.
Buona giornata.

Dott. Matteo Peli Psicologo a Cellatica

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1 OTT 2019

Consiglio di rivolgersi ad un terapeuta strategico o cognitivo comportamentale che in pochi incontri saprà aiutarla a sbloccare il cortocircuito della paura.

Dott.ssa Fedriga Elisa Psicologo a Iseo

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28 SET 2019

Lei ha già dimostrato di essere resiliente. Ha quindi affrontato la paura degli esami con la strategia giusta per lei. Provi anche con la guida, magari facendo prima qualche km e poi aumentando sempre di più la distanza da casa. Se questa volta non riuscirà da sola provi a contattare un terapeuta.

Dott.ssa Daniela Germano Psicologo a Bari

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27 SET 2019

Buon giorno , da quello che racconti del tuo disturbo, Ti suggerirei di cercare un bravo terapeuta che applichi la metodologia cognitivo comportamentale.
Se con questo approccio terapeutico risolvi, magari per la maggior parte il Tuo disturbo tanto da permetterTi di vivere in modo sufficientemente soddisfacente allora tutto bene, Se invece vedi che le cose non cambiano in modo significativo allora l'unica alternativa è una terapia psicodinamica intensiva ( una psicoanalisi ).
Ho cercato di rispondere direttamente alla Tua domanda, ma ci sarebbe molto di più da dire e spiegare, e lo si può fare solo in un colloquio di persona.
Resto a Tua disposizione e Ti saluto molto cordialmente.
Dr. Marco Tartari, Roatto Asti

Dott. Marco Tartari Psicologo a Roatto

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27 SET 2019

Salve Kikka, provi a contattare uno specialista che si occupa di disturbi d'ansia nella sua zona, esistono protocolli molto collaudati per trattare una difficoltà così specifica come la sua e, con un po' di impegno, in non molto tempo dovrebbe riuscire a venirne fuori e riprendere la sua vita regolarmente.
Saluti,
Dott. D'Angelo

Dott. D'Angelo Salvatore Psicologo a San Donato Milanese

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27 SET 2019

Buongiorno Kikka. La situazione che descrive rappresenta il tipico meccanismo degli attacchi di panico: dopo il primo attacco, improvviso e apparentemente immotivato, la nostra mente associa questa spiacevole esperienza al contesto in cui è avvenuta e pian piano tendiamo a cercare di evitare le situazioni che potrebbero scatenare un nuovo attacco. La soluzione che le consiglio è quella di approfondire questi suoi sintomi con un professionista (psicologo e/o psicoterapeuta). Imparare ad osservare ciò che ci accade, diventandone più consapevoli è uno dei metodi per avere nuovi strumenti per conoscere e gestire anche le situazioni più spiacevoli e dolorose.

Dott.ssa Silvia Tessarin Psicologo a Chiari

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27 SET 2019

Buongiorno Kikka, da ciò che riporta sembra che il “ciclo del panico” che si è generato sia dovuto ad un’insicurezza di fondo con tendenze dimostrative e doveristiche. Nel senso che si autoimpone di dimostrare di essere capace con molto probabilmente pensieri di tipo tutto o nulla e catastrofici, del tipo” devo riuscire per forza altrimenti sono un’incapace”. Le consiglio di trovare l’esperto adatto a lei che possa aiutarla a ridimensionare questo tipo di pensieri e gestire così anche il panico. Un cordiale saluto.

Anonimo-121670 Psicologo a Montecatini-Terme

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27 SET 2019

Gentile Kikka,

come Lei ha giustamente ben inquadrato, essendo l'ansia un essere presso qualcosa che deve accadere secondo una tonalità emotiva di preoccupazione, un possibile accorgimento per limitarne gli effetti sulla riuscita di ciò che affronta è adottare alcuni semplici accorgimenti quali, ad es: fare le cose più lentamente; applicare esercizi di respirazione controllata e rilassamento muscolare (soprattutto laddove Lei percepisca segnali di panico); organizzare i suoi impegni in micro-obiettivi, pratici e concreti, da raggiungere in tempistiche realistiche e a lei congeniali, ecc..

Questi piccoli esercizi sono utili a gestire le normali ansie che, seppur spiacevoli, tutti noi abbiamo, e che sono spesso funzionali ad affrontare i compiti che ci poniamo con la giusta concentrazione; tuttavia, quando le sensazioni di ansia diventano quotidiane e limitano le nostre attività di tutti i giorni, è importante rivolgersi a un aiuto professionale. Infatti, oltre a imparare strumenti di gestione nell'immediato della difficoltà, è necessario esplorarne le cause al fine di eradicarla. Il percorso sarebbe di certo faticoso, ma Le darebbe soddisfazioni notevoli aiutandoLa a migliorare concretamente la Sua qualità di vita. Sembra, da come scrive, che ci siano tutte le risorse per fare un ottimo lavoro.

Provi a consultare un collega della Sua zona.

In bocca al lupo!
DMP

Dott. Daniel Michael Portolani Psicologo a Brescia

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