Angoscia e ansia persistenti

Inviata da Orazio · 9 nov 2020

Buongiorno cari dottori,

Sono un ragazzo di 28 anni e ho sempre avuto una inclinazione all'ansia ma sempre minima e inizialmente molto specifica, ad esempio: già dai 16/18 anni quando andavo in luoghi nuovi a cena, mi veniva lo stimolo di dover correre a bagno. Non riuscivo nei bagni che non fossero di casa mia o comunque ritenuti sicuri e l'episodio era sempre diarroico. Mi trovavo quindi a dover tornare a casa. Ho imparato che alla fine non me ne frega proprio dove devo andare in bagno e il disturbo è svanito nel nulla. Insieme a questo disturbo, c'era anche l'ipocondria, solo secondaria a sintomi abbastanza marcati e comunque di durata brevissima, non mi limitava in nulla e capitava rarissime volte. Ho vissuto benissimo, a Luglio 2019 ero anche andato ad un concerto, il problema nasce ad Agosto 2019 quando in spiaggia ad un tratto mi sono svegliato con una sensazione stranissima, mai provata, di grande disagio e angoscia. Ho chiamato il 118 e alla vista dell'ambulanza mi era passato tutto. Non mi son fatto portare al P.S. perchè mi sentivo bene e anche la visita fatta da loro era normale. Con il tempo però questo mio disagio è peggiorato, mi veniva specialmente quando dovevo allontanarmi da luoghi considerati sicuri e familiari, fino a quando a Ottobre 2019 ho avuto un crollo netto, dopo la morte di un mio amico per cancro. Avevo vertigini, mi sentivo male, tremavo e non riuscivo ad uscire di casa. Ho fatto mille visite in qualsiasi punto del corpo, tutte negative per fortuna. Questo periodo è continuato per 1/2 mesetti, poi piano piano son tornato ad uscire, finanche a cena ma mai in piena tranquillità.. solo qualche bicchiere di vino riusciva a distendere i nervi e farmi rilassare. Il 2020 è quindi trascorso tra alti e bassi, toccando un periodo di quasi ritrovata serenità nei primi mesi estivi ( ero in terapia Cognitivo comportamentale da Febbraio fino a fine Settembre) Il problema ritorna verso metà ottobre. Inizio ad avvertire extrasistoli, non mi sento più tranquillo, sono in uno stato di lieve angoscia costante ma il peggio arriva qualche giorno fa, quando dopo un ECG sotto sforzo, escono 2 extrasistoli ventricolari polimorfe. Già la prova l'avevo affrontata con una paura bestia, angoscia, ansia a mille (iniziai a sudare ancor prima della prova) ma questo referto mi ha mandato proprio in crisi perchè in nessun esame precedente era mai uscito nulla di simile, mai durante uno sforzo avevo avvertito extrasistoli. Il dottore dice che l'esame rientrava nella norma e che devo fare attività fisica (ora faccio una vita sedentaria) Ho paura di avere qualche malattia cardiaca rara tipo la displasia aritmogena del ventricolo destro o la tachicardia ventricolare polimorfica catecolaminergica. Io onestamente non so più cosa fare, non ho manco più voglia di uscire come prima perchè ho paura che possa succedere qualcosa. Sono convinto di aver qualcosa, qualche problema... vivo la mia giornata facendo il minimo indispensabile e sento di viverla come se fossi in attesa di qualcosa, in attesa di un miglioramento. Trovo pace solo quando vedo la mia ragazza, ci dovremmo pure sposare e far casa l'anno prossimo. Ma io ridotto così come faccio? Aiutatemi vi prego

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Miglior risposta 10 NOV 2020

Buongiorno Orazio,
sento forte la difficoltà che prova in questo momento, ma è anche riuscito a descrivere perfettamente le caratteristiche della sua ansia, sulla quale si può sicuramente lavorare. Nonostante in questo momento si senta sopraffatto da tutte queste sensazioni e pensieri lei stesso ha sottolineato come in alcuni momenti della sua vita è riuscito a ritrovare la serenità lavorando su se stesso. Insieme ad un professionista che la aiuti a mettere in discussione i pensieri disfunzionali e a modificare i comportamenti che reggono il ciclo dell’ansia potrà riprendere in mano la sua vita e ricominciare a progettare il suo futuro con maggiore serenità.
Un caro saluto,
Dott.ssa Elèna Mataloni

Dott.ssa Elèna Mataloni Psicologo a Macerata

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9 NOV 2020

Caro Orazio, sembra che ci siano diversi fattori da valutare: la Sua ansia nell'allontanarsi dai luoghi considerati sicuri e familiari (qui sarebbe da approfondire la causa di questo disagio che va a connettere le esperienze precedenti con quelle successive). La perdita del Suo amico ha lasciato in Lei una ferita, e la mancata elaborazione di questo trauma, sommata alla Sua condizione d'ansia, può aver causato in Lei l'eccessiva preoccupazione per la Sua salute. Quindi, è necessario ricominciare a lavorare su se stesso-con l'aiuto dello psicologo- per comprendere ed elaborare cause e vissuti legati al Suo malessere, per apprendere come gestirlo e arginarlo efficacemente con le giuste risorse.
Le auguro buona fortuna.
Dr.ssa Amanda D'Ambra.

Dr.ssa Amanda D'Ambra Psicologo a Torino

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