ANGOSCIA DOPO ESSERE DIVENTO PADRE

Inviata da Stefano · 31 ago 2017 Psicologia sociale e legale

Buongiorno
ho 43 anni e sono padre di 2 splendidi bambini di 5 anni e 7 mesi e ormai convivo con l'angoscia
Sono arrivato ad un punto che ho bisogno di sfogarmi e capire se mi serve aiuto.
Un mese dopo la nascita del mio primo figlio sono comparsi dubbi legati alle nuove responsabilità di padre che mi hanno sconvolto la vita.
Tutti i pensieri si sono focalizzati su mio figlio e la mia compagna, ma piano piano la gioia ha fatto posto alla tristezza, le notti insonni per il nuovo nato si accompagnavano a notti insonni date da pensieri sulle nuove responsabilità e timori legati al posto di lavoro, situazione economica familiare
Timori che non avevano motivo di esistere dato dal fatto che sia io che la mia compagna lavoriamo con contratti a tempo indeterminato.
Il pensiero di perdere stabilità economica, quindi perdita di benessere per la mia famiglia (mi immagino povero, da solo, sotto a un ponte con i figli dati in adozione) ha iniziato a trasformarsi in senso di angoscia che mi ha portato a isolarmi esclusivamente con me stesso mantenendo una maschera di tranquillità verso tutti le persone che conosco.
Facendo una auto analisi ho capito che il problema, il nemico, è nella mia testa e non nel mondo che mi circonda.

Questo sentimento di ansia/angoscia, a fasi alterne, è andato avanti per anni sino alla nascita del mio secondo figlio lo scorso gennaio.

In questo orribile periodo durato 4 anni ne ho parlato con la mia compagna che mi ha aiutato ma soprattutto ne ho parlato e continuo a parlerne periodicamente con mio padre, il quale ha sempre cercato di consigliarmi e incoraggiarmi dato che, anche lui in passato, ha avuto un lungo periodo “depressivo” a seguito del divorzio con mia madre.

Però con la nascita del mio secondo figlio questa sensazione di angoscia si è placata, ho iniziato ad apprezzare molto di più la vita familiare, il passare il tempo con la mia famiglia e soprattutto con i miei figli ma… questa estate l’angoscia è tornata o forse non è mai andata via.

Questa volta è causata dalle preoccupazioni legate al mio posto di lavoro, l’azienda sta attraversando un momento di fragilità e tutte le nubi che offuscano la visione del mio futuro sono tornate minacciose.

Vorrei cambiare azienda, ma oggi mi sembra un azzardo, ma nemmeno voglio aspettare il lento declino che accompagna quella dove lavoro che sembra accompagnare, per una “strana” coincidenza, la sensazione di angoscia che vivo interiormente.
In questo momento la mia sensazione è quella di impotenza legata ad una situazione lavorativa che, nonostante tutti i miei sforzi volenterosi nel cercare di migliorare le condizioni economiche della azienda per cui lavoro, mi porta apatia, scarsa concentrazione, mancanza di interesse nel lavoro che faccio.

Questa sensazione scompare e/o si placa nel momento che sono con la mia compagna e i miei figli

Penso che parlare con altri padri che vivono o hanno vissuto la mia stessa esperienza possa aiutarmi ma non so come fare ad incontrarli

Risposta inviata

A breve convalideremo la tua risposta e la pubblicheremo

C’è stato un errore

Per favore, provaci di nuovo più tardi.

Miglior risposta 4 SET 2017

Buonasera Stefano,
nel corso della vita ci sono tappe evolutive che si possono raggiungere (autonomia dalla famiglia di origine, lavoro, matrimonio, figli, pensione, ecc) con cambiamenti e l'assunzione di nuovi ruoli come quello di marito e successivamente padre. Da quello che racconta sembra aver riscontrato delle difficoltà legate al ruolo di padre, tra le principali quelle dovute alla responsabilità e sicurezza verso la sua famiglia, che come anche lei ha analizzato si sono placati analizzando la vostra e sua situazione lavorativa. Il confronto con suo padre l'ha inoltre aiutata a capire che le sue preoccapuzioni e pensieri possono essere normali e non indicatori preoccupanti. La paternità, come la maternità, può ceare difficoltà nel neo genitore, pensieri e paure rispetto alla salute, sicurezza del figlio e rispetto alle proprie capacità rispetto al nuovo ruolo. Se vuole confrontarsi con altri padri le consiglio di cercare, nella sua città, corsi sulla genitorialità o gruppi di supporto alla genitorialità. Di solito sono organizzati dall'asl, dai consultori di zona o anche da cooperative e associazioni. Potrà così confrontarsi con altri genitori, non sentendosi più da solo a vivere questi pensieri e situazioni.
Cordiali saluti
Dr.ssa Ambra Caselli (Brescia)

Dott.ssa Ambra Caselli Psicologo a Castegnato

119 Risposte

127 voti positivi

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

Psicologi specializzati in Psicologia sociale e legale

Vedere più psicologi specializzati in Psicologia sociale e legale

Altre domande su Psicologia sociale e legale

Spiega il tuo caso ai nostri psicologi

Invia la tua richiesta in forma anonima e riceverai orientamento psicologico in 48h.

50 È necessario scrivere 24850 caratteri in più

La tua domanda e le relative risposte verranno pubblicate sul portale. Questo servizio è gratuito e non sostituisce una seduta psicologica.

Manderemo la tua domanda ai nostri esperti nel tema che si offriranno di occuparsi del tuo caso.

Il prezzo delle sedute non è gratuito e sarà soggetto alle tariffe dei professionisti.

Il prezzo delle sedute non è gratuito e sarà soggetto alle tariffe dei professionisti.

Introduci un nickname per mantenere l'anonimato

La tua domanda è in fase di revisione

Ti avvisaremo per e-mail non appena verrà pubblicata

Questa domanda esiste già

Per favore, cerca tra le domande esistenti per conoscere la risposta

psicologi 17300

psicologi

domande 24850

domande

Risposte 88550

Risposte