Ancora non so se voglio o non voglio sposarmi

Inviata da Laura. 6 set 2015 7 Risposte  · Autorealizzazione e orientamiento personale

Salve, ho 27 anni, mi chiamo Laura, laureata, ho un lavoro che ho voluto con tutta me stessa perché l' ho sempre ritenuto la mia salvezza, a volte mi rammarico per la scelta universitaria, troppo lunga e dispendiosa! Dove lavoro, da un anno a seguito di un tirocinio, posso permettermi la possibilità di poter badare a me stessa, sono felice quando uso i miei soldi per fare la spesa, quando decido di comprare quella cosa in più che poteva risultare un tempo non necessaria!
A casa ho sempre avuto il minimo, forse il giusto, a me non è mai bastato; mi sono state garantite delle cose, negate altre. Il sabato sera non c’erano soldi per uscire con gli amici ma c’era il mio fidanzato, incontrato a quindici anni, bulimica, con la voglia di una vita che non bastava mai a riempirmi, lui una sorta di cura, conosceva il mio problema, l’ha attaccato, sventrato. Ha pensato di dovermi trasmettere dei valori, i suoi, di famiglia, del condividere, valori che io avevo, i miei ma non i suoi! Io ero vuota e dovevo riempirmi, lui riempiva ed io ho accettato! A 18 anni comincio a sentire il peso, ricordo che ero triste con lui, non mi piaceva neanche fare sesso; fu la prima crisi, ma c eravamo giurati di riuscirci, dovevamo superarla. Io giuravo, ma continuavo ad ingannarmi, ad ingannarlo! Comincia l’università, tutto si concentra sulla crescita personale, dopo avrei dovuto trovare un lavoro; lui fa lo stesso, ha un’impresa, e quindi migliora la sua posizione aggiungendo un titolo che lo completa! Per cinque anni metto un po’ tutto in standby, sere a studiare che spesso ci tenevano lontani; era bello vederlo dopo qualche giorno! Poi tre anni fa, a tre esami dalla fine, la crisi vera: mi lascio corteggiare da uno spasimante, telefonate notturne, messaggi, un bacio piccolo, molto piccolo!
Lo lascio, non gli ho mai svelato questo flirt terminato nel giro di due mesi, lo lascio perché devo capire cosa sarà di me, da sola! Quindici giorni e ritorniamo insieme, non vederlo e poi rivederlo di un tratto accende tutte le mie fantasie! Poi avevo paura, e se avessi sbagliato?
E se l’avessi riscelto solo perché non avevo altre certezze? Venti giorni e lo rilascio per altri dieci! Ritorniamo a giurare amore, lui non si fida, mesi duri, io sopportavo ma a giorni l amavo e altri volevo stare sola! Continuavo a pensare a quel flirt, mi sentivo, in dodici anni ne ho avuto solo due, il promo a 18 anni ai tempo dell’altra crisi!
Di solito accoglievo complimenti ma non davo adito, invece per due volte avrei fatto ben altro, ma non ci sono mai riuscita! Prima dell’ultima crisi, in lui si concretizzava l’idea del matrimonio immediato dopo la laurea!
Assurdo, pensai! Io dovevo trovare un lavoro, essere indipendente da tutti, da lui! Dopo la crisi accantoniamo il discorso, ripreso qualche volta a mo’ di rimprovero, lui mi tratta come una bambina! Durante quella crisi riesco comunque a laurearmi, con tutti i tentativi di sventrare la seduta, ma il desiderio di laurearmi era più forte! Mi laureo, tirocinio, lavoro , nel mentre abilitazione!
Lui mi da l’ultimatum, io individuo le possibili date, il giorno dopo guardo in internet come posso fare per trasferirmi in America! Non voglio sposarmi, ma se lui mi lascia so che lo vorrò!
Non voglio sposarmi perché la sua idea di famiglia non è la mia, mi annoiano i rapporti familiari, che negli anni ho ridotto sempre più, destando malumori! Andrò a vivere in suo appartamento a soli due piani di distanza da quello della sua famiglia!
Il pensiero mi rabbrividisce .., sono riuscita a dirglielo, ma i suoi valori non prevedono questo torto e tra l’altro schiaffo alla miseria!
So che mi sposerò, continuerò a vivere felice come spesso lo sono con lui, ma continuando ad alternare momento di totale incertezza e dipendenza! Vorrei una formula matematica che esprimesse un risultato positivo o negativo! Come per dire : tranquilla funzioni bene e funziona così!
O sei fuori strada, ti stai accartocciando su di te e a breve esploderai o finirai depressa a rimuginare su quelle rughe che non avevo un tempo! Sono giovane ma mi sento in trappola, costruita da me! La trappola non è il matrimonio ma sono io!
Vorrei qualcuno che vedesse o leggesse cose che io non vedo! Ah i miei tentativo di cambiamento, presa di decisione e responsabilità verso me stessa sono pari a zero rispetto a ciò, quindi o mi dite come incrementarli o inutile citarli! Grazie per le eventuali risposte ...

amici , amore , capire

Miglior risposta

Gentile Laura,
il suo scritto mi lascia alquanto perplesso ma cerco di focalizzarne i punti nodali :
1°) lei ha dimostrato di tenere molto alla sua autorealizzazione e si è impegnata per ottenere dei risultati in questo senso ( e fin quà va bene!...)
2°) nel suo lungo periodo di fidanzamento ( circa 12 anni ) ha attraversato dei periodi di crisi sia con se stessa che col fidanzato ( e anche questo può succedere!...)
Mi sembra però di capire che queste crisi persistono tuttora in parte per le sue insicurezze ed in parte per certi suoi eccessi nei desideri per altro non sempre chiari.
Lei infatti ha ammesso di aver ricevuto tanto da quest'uomo ma non mi sembra gli abbia mostrato mai grande riconoscenza e nemmeno ha trovato la forza di rinunciare a lui dal momento che non riesce mai ad accontentarsi.
Così, la annoiano i rapporti familiari ma andrà ad abitare a due piani di distanza dalla famiglia di lui.
Continuerà a prendere da lui tutto ciò che è possibile ma sempre senza essere riconoscente bensì continuando ad avere dubbi sulla relazione e rabbia per il sentirsi da essa dipendente.
Ed in tutto questo chiede a noi una formula matematica tranquillizzante!
Scusi, ma mi sembra un pò troppo!!...
Penso che lei si debba far aiutare in psicoterapia per mettere un pò di ordine in questo caos e in queste contraddizioni che a lungo andare potrebbero definitivamente compromettere i buoni auspici del suo prossimo matrimonio.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chiruro, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno)

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Gentile Laura,
leggendo questa mail la prima cosa che mi viene da dirle è che lei è molto più consapevole e lucida di quanto lasci trasparire o voglia lasciare trasparire. Ha descritto chiaramente la relazione con il suo fidanzato, la sua evoluzione, le dinamiche funzionali e disfunzionali che la contraddistinguono, quello che l'ha tenuta in piedi sino ad ora. Quello di cui probabilmente in questo momento ha bisogno è fermarsi, concedersi uno spazio in cui lei è la priorità e nel quale riflettere e capire su come procedere per sentirsi la priorità anche nella sua vita, uno spazio per capire come i bisogni che la relazione le consente di soddisfare possano essere soddisfatti in altro modo. La risposta alla domanda che pone...matrimonio sì, matrimonio no la sa...si deve solo concedere il diritto di dirsela.

Cordiali saluti,
Dott.ssa Stefania Valagussa

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8 SET 2015

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Carissima Laura,
la tua più che una domanda mi sembra un'affermazione che non ho compreso se tu voglia cambiare.
Ho letto attentamente il tuo messaggio e mi hanno colpita due cose.
La prima e' ciò che dici del tuo ragazzo: ti riempiva. Lui ti ha aiutata a uscire dalla bulimia e ti riempiva.
Ora affermi che non condividi la tua idea di famiglia...e dalle tue righe ciò che emerge e' una profonda angoscia.
La seconda e' la frase con cui termini il messaggio...che tu non ti prendi cura di te.

Vuoi aumentare la tua responsabilità nei confronti di te stessa? Ti consiglio di seguire una terapia psicoanalitica lacaniana. Una terapia ti aiuterà ad assumerti delle responsabilità verso te stessa e potrebbe anche aiutarti a capire che cosa è per te il tuo ragazzo.

A disposizione.
Un caro saluto,
Dott.ssa Fornari Daniela

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8 SET 2015

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371 Risposte

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Io credo che questa lunga lettera sia facilmente sintetizzabile in un semplice discorso: non ti vuoi sposare con lui, molto chiaramente. Lui è quello che c'è sempre stato, il sostegno alle tue insicurezze, ai tuoi problemi adolescenziali, il faro nella notte, il salvagente nel mare in tempesta, il rifugio nei mali. Ma l'amore adulto e "centrato", quello che fa venir voglia VERA di sposarsi e condividere, non ha nulla a che vedere con tutto ciò. E' evidente e chiaro che la tua anima non vuole saperne di sposarsi con lui: è il tuo sostegno e il tuo appoggio, non ti farà mai evolvere. Questo la tua anima lo sa e vuole tenerti lontana da lui. Puoi pure scegliere di continuare a crederti "quella bisognosa del suo appoggio" e quindi sposarlo, ma gli esiti potranno solo esser quelli a te già noti, nessuna novità. Lo scenario è praticamente già delineato. Il suo ruolo di bastone di sostegno è già finito da un pezzo e all'anima non piace tenersi attorno qualcosa che non le serve più per la sua evoluzione

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8 SET 2015

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317 Risposte

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Forse il suo ragazzo sta pensando al matrimonio per evitare il suo comportamento oscillatorio che la porta a lasciarlo e poi a rimettersi con lui.
Tuttavia non sembra essere il problema. Sembra piuttosto che lo abbia svelato.

Così come ci ha raccontato la sua storia, non credo sia il caso che Lei si sposi per adesso. Potrebbe parlare al suo ragazzo dicendogli che non si sente pronta e che deve ancora chiarire delle cose con se stessa.
Ma poi dovrebbe realmente cominciare una terapia che le permetta di capirsi meglio. Dovrebbe capire cosa vuole da questa relazione, ma soprattutto fare un percorso personale che l'aiuterà ad essere più serena ed affrontare la vita in modo meno sofferto.

Lei chiede: "Vorrei qualcuno che vedesse o leggesse cose che io non vedo".
Bene, non si può essere sicuri, certo, ma forse, da quel poco che abbiamo, sembrerebbe quasi che Lei si autoaccusi di qualcosa.
Sembra arrabbiata, ma forse più con se stessa.

La frase "sono riuscita a dirglielo" fa pensare. Perché in genere non riesce a dirgli quello che sente?
Lei sente di essere se stessa con questa persona?
Come mai è arrivata ad essere spalle al muro e dovergli dare una data?

La prima cosa che le consiglio è di accettare il fatto che cambiare non è una cosa che si fa dall'oggi al domani.
Ci sono voluti molti anni perché la sua personalità di conformasse per come è adesso, quindi un cambiamento richiederà quantomeno un tempo congruo. Non dovrà certo cambiare totalmente, ma dovrà quantomeno rendersi conto di quali schemi mentali mette in atto per interpretare ciò che le accade e di come reagisce.

La seconda è che se tenterà questo percorso da sola, il rischio è che si ritroverà nella stessa situazione, perché mettersi in discussione non significa criticarsi ma capire dove sono i gli intoppi. Questo processo si chiama psicodiagnosi e purtroppo non si fa attraverso un testo inviato su internet.
Bisogna andare di persona da uno psicologo.

Cordialmente,
Dott.ssa Anna Patrizia Guarino - Psicologa, Roma


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8 SET 2015

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197 Risposte

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Buonasera Laura,
una formula matematica ... non esiste visto che "il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce".. ma cercando di uscire dalle frasi fatte Tu hai in mano il più grande misuratore di "giusto e sbagliato per te": TE STESSA.
Riconosci i tuoi problemi e riconosci la necessità di entrarci, sporcarti le mani e strappare il lerciume dale pareti che ti intrappolano.. scoprendo magari che queste pareti non esistono.
Durante la vita passiamo molti momenti simili senza accorgercene, cerca di ricordare magari come sfogliando un album di foto, quante volte hai abbattuto le pareti che ti imprigionavano anche se in quel momento e forse anche ora non le hai mai viste come la "trappola" che senti di avere e che descrivi; eppure questi momenti sono stati tanti, di trappole ne hai eliminate tante senza accorgertene.
Ora sei alla trappola più grande, ma sei lucida ed al contempo emotivamente pronta per affrontarla. Sai di poter chiedere aiuto e sei perfettamente indipendente (soprattutto da te) per poterlo fare!
La decisione l'hai già presa, devi solo scegliere a chi chiedere.
Hai tutte le risorse che ti servono, devi solo scegliere chi può aiutarti a fare ordine in queste risorse e riprendere Riempirti della tua vita.
Un caro Saluto.
a disposizione

Dott. Fabio Glielmi
Roma

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7 SET 2015

Logo Dott. Fabio Glielmi Dott. Fabio Glielmi

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Cara Laura,
comincio la mia risposta citando una delle sue ultime frasi: "i miei tentativi di cambiamento, presa di decisione e responsabilità verso me stessa sono pari a zero rispetto a ciò, quindi o mi dite come incrementarli o inutile citarli".

Trovo questo commento molto duro. Duro verso di noi e verso se stessa. E' duro verso di noi perchè sembra lei sospetti che il nostro aiuto non possa essere concreto e verso se stessa perchè sottovaluta la sua capacità di risposta agli eventi di vita.

Dal suo messaggio è evidente che abbia saputo affrontare momenti più o meno complessi. Ora le risulta difficile e si rassegna, immaginando un matrimonio con incertezze e se stessa infelice. Lei usa parole più accurate: accartocciata, esplosa, depressa, in trappola. In trappola. Senza via di fuga.

Può rassegnarsi oppure incrementare la sua capacità di risposta, la sua respons-abilità. Altri, al posto suo, avrebbero già ceduto, quindi deve avere una qualche risorsa segreta che le ha permesso di farcela finora.

Scrive che un periodo in cui la vostra relazione era serena è quello in cui entrambi eravate impegnati nella creazione di un futuro professionale. Forse la vostra storia funziona meglio quando lei è impegnata in qualcosa che riguarda se stessa e in cui può scegliere cosa è meglio per lei.

Per questo le suggerisco di concedersi uno spazio tutto per sè rivolgendosi ad uno psicologo della sua zona che sappia offrirle il punto di vista alternativo in cui spera.

Un saluto
Dott.ssa Francesca Fontanella

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7 SET 2015

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