Ancora combattuta dopo 2 anni, non c'è la faccio più

Inviata da Sabina_or · 22 giu 2020 Terapia di coppia

Salve a tutti,
Mi chiamo Ornella, ho 36 anni e da più di due anni sono in una condizione sentimentale disastrosa.
Partiamo dall'inizio: nel 2012 conosco colui che è stato il mio compagno per 7 anni, Andrea, ma ci conosciamo in un periodo per me delicatissimo, perché stavo affrontando da poco la terapia per uscire da depressione e attacchi di panico (superando il tutto alla grande). Il rapporto con Andrea va alla grande, anche se con molti alti e bassi, e penso seriamente che lui è l'uomo della mia vita, con cui voglio una famiglia. Tra me e lui c'è molta affinità, complicità, comprensione, dialogo, e lo amo ogni volta che lo guardo negli occhi, letteralmente mi sciolgo soprattutto quando lo vedo relazionarsi con i bambini. Nel 2016 approdo nella mia attuale azienda e conosco un ragazzo di nome Adriano di 7 anni più giovane. Da subito scatta una pulsione fortissima nei suoi confronti, ma che ho dovuto reprimere primo perché ero fidanzata e secondo perche lui in quel periodo si era lasciato da pochissimo. Dopo un anno e mezzo decido di confessare quello che provo ad Adriano, anche perché vedevo che venivo molto ricambiata da sguardi e favori lavorativi spesso molto espliciti. Nasce così una relazione estremamente passionale, travolgente, il miglior sesso di tutta la mia vita e un'intesa personale che non pensavo potessero esserci. Con Andrea le cose, invece, non andavano bene, era sempre assente per lavoro, spesso nervoso e dava tutto per scontato, anche se non ha mai smesso di essere premuroso e affettuoso nei miei confronti e io non riesco a fare a meno dei nostri dialoghi (per intenderci, non c'è situazione o problema che io riesca a non condividere con lui, per. Me la sua opinione è importante, anche se non vuol dire che seguo alla lettera quello che lui mi dice). L'anno scorso, dopo un anno e mezzo, Adriano decide di chiudere la storia con me, perché pensa che non lascerò mai Andrea, e inizia a frequentare una ragazza del lavoro. Io impazzisco e a quel punto decido di lasciare Andrea e andare via di casa per sperare che Adriano ci ripensi e così va. Intanto confesso tutto ad Andrea, anche se lui aveva già il sospetto, e lui mi dice che è pronto a perdonarmi e vuole che ritorni a casa e io ci stavo seriamente pensando, anche se ormai la storia tra me e Adriano era alla luce del giorno. Intanto Andrea mi dà un ultimatum, ma nel frattempo conosce un'altra ragazza di cui si prende molto. Io di nuovo disperata mollo Adriano e faccio di tutto per rimettermi con Andrea. Ci rimettiamo insieme, ma non torno subito a casa, perche ci sono spesso litigate e perché vogliamo prenderci un po di tempo per assestare il tutto. Nel mentre non riesco a chiudere definitivamente con Adriano e porto avanti la relazione clandestina. A dicembre 2019 intanto torno definitivamente a casa con Andrea, ma lui controlla i miei tabulati e vede che mi sento ancora con Adriano. Così a febbraio 2020 mi becca sotto casa di Adriano e mi butta fuori casa. Io lo supplico di non credere a cose che non sono successe e che ero lì solo perché era il mio compleanno e Adriano mi aveva fatto un regalo e mi spiaceva continuate a maltrattarlo e a sentirlo soffrire per me. In realtà non avevo avuto il coraggio di dire ad Adriano che ero tornata dal mio ex, ma nello stesso tempo non riuscivo a rinunciare a lui. Adriano mi perdona e mi conforta dicendomi che capisce perché l'ho fatto, capisce il mio problema di dipendenza affettiva e decide di starmi a fianco a patto che chiuda definitivamente con il mio ex e che mi faccia aiutare da lui. Ma io continuo a rifrequentarmi con Andrea e lui mi rivuole a casa con tutte le sue forze. Intanto Adriano capisce l'ennesimo mio distacco, perché di nuovo mi distacco da lui e lo tratto malissimo, e inizia ad uscire con un'altra ragazza del lavoro. A quel punto, maggio 2020, io rimetto in standby Andrea e cerco di riconquistare Adriano, ma consapevole di avere un problema anche molto grosso. Mentre convinco Adriano a restare con me, capisco che faccio fatica ad accettare di non avere mai più tutta quella passione e quelle attenzioni che solo lui ha saputo darmi. Capisco anche che non riesco a rinunciare ad un rapporto di complicità smodata, affetto e ammirazione che ho con Andrea, anche se il sesso con lui non è mai stato passionale.
La situazione attuale è che Andrea vuole chiudere con me e vedere come andrà in futuro, non precludendosi la possibilità di conoscere altre ragazze, mentre Adriano ha allontanato l'altra ragazza, perché quello che prova per me è ancora molto forte, ma ha paura che io possa di nuovo voltargli le spalle e abbandonarlo. Io non capisco cosa voglio, ma soprattutto capisco di avere un problema molto grosso, forse di narcisismo, forse di eccessiva dipendenza affettiva? Fatto sta che racconto troppe bugie, vorrei non farlo più, ma in questa situazione non riesco e mi sento male ogni volta.
Vi prego, aiutatemi!

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Miglior risposta 10 AGO 2020

Gentile Ornella,
sembra che lei si muova prevalentemente sotto la spinta della passionalità temendo però che di essa non ci si possa fidare per cui sembra aver bisogno altresì di sentirsi accolta incondizionatamente e tutelata.
Questa dicotomia l'ha portata a continui tira e molla con i due uomini tra cui si è divisa senza riuscire a fare una scelta definitiva.
Sarebbe poi da approfondire anche il punto di vista di questi due uomini entrambi disposti ad accettare l'incertezza della relazione e il rischio di perderla.
Indipendentemente dall'etichetta diagnostica, emerge che il suo comportamento è comunque ambiguo ed egodistonico per cui è consigliabile un percorso di psicoterapia individuale al fine di fare chiarezza nelle sue relazioni sentimentali.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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26 GIU 2020

Buongiorno. Lei sembra incastrata tra due possibilità, tra due progetti molto diversi tra loro che rispondono a bisogni differenti e non è in grado, al momento, di abbandonarne nessuno. Quello che colpisce è lo scarso senso di proprietà dell'esperienza che sembra emergere dal Suo testo: Lei racconta di muoversi tra queste due persone come se non avesse alcun controllo sulle Sue scelte e sulle Sue giustificazioni. Cerca l'altro quando questo si allontana, e "si trova" a dire bugie per la paura di perderlo, come se tutto questo non fosse sotto la Sua scelta responsabile. Lo stesso significato di "dipendenza affettiva" che Lei associa alla situazione è deresponsabilizzante. Potrebbe essere opportuno un percorso psicologico volto a comprendere cosa sente e come si muove nel mondo e nei confronti dell'altro per assumere il senso di proprietà dell sua esistenza e delle Sue scelte, che avverranno di conseguenza. Il dubbio tra queste due persone È il riflesso di modi di essere con l'Altro che Le appartengono e che Lei non afferra del tutto, trovandosi così "in balia" delle circostanze. Valuti l'inizio di un percorso psicoterapeutico. In bocca al lupo, DP

Dott. Daniel Michael Portolani Psicologo a Brescia

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