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Amo sia il mio attuale ragazzo che il mio ex

Inviata da Chiara Cerna il 2 set 2019 Terapia di coppia

Salve, ringrazio in anticipo per eventuali risposte.
Mi rivolgo qui perché ho letto molte domande simili alla mia a cui sono state date risposte interessanti e che mi hanno dato ottimi spunti di riflessione. Ma scrivo per disperazione, ma con speranza, in quanto non sono mai stati abbastanza.
La questione è questa, ho ventuno anni, sono fidanzata da più di un anno con un ragazzo che ho la certezza di amare. Ma amo anche il mio ex, e anche di questo ne sono sicura.

Le cose sono andate così:
A sedici anni conosco questo ragazzo nella mia città natale, che diventa la mia prima relazione degna di essere chiamata tale (ma non il primo con cui con cui ho avuto rapporti, ci tengo a specificarlo. Io sono stata invece la prima per lui) Lo chiameremo Carlo. Stiamo insieme per circa otto mesi, ma, nonostante la perenne ricerca di comunicazione da parte di entrambi, qualcosa non va. Forse troppo piccoli e immaturi, decido di lasciarlo.
Da allora, per i quattro/cinque anni successivi, cioè fino a circa un anno fa, questo ragazzo entra ed esce dalla mia vita, in mille modi. Siamo stati solo amici, solo amanti, fidanzati di nuovo, sconosciuti etc. Nel mentre sia io che lui abbiamo altre storie ma, in un modo o nell’altro ci rincontriamo sempre. Nonostante entrambi siamo persone poco romantiche e difficili da fare affezionare, nessuno dei due riesce mai ad essere indifferente all’altro. Arrivano i primi ti amo da parte sua, poco prima rispetto a quando io mi sto per trasferire in un altro stato per studiare. Amore che non contraccambio e che non mi impedisce dal vivere la mia vita da diciottenne in una nuova città. Per lui è troppo, e dopo qualche mese la chiude nuovamente.
Al che, non so cosa succeda nella mia testa dopo un po’, mi ossessiono. Mi sveglio pensando a lui, penso a lui tutto il giorno, non riesco a dormire la notte. Lui nel frattempo trova una nuova compagna.
Dopo mesi, ritorno nella nostra città nelle vacanze estive, e ci ritroviamo, come sempre. Lui chiude la sua storia per me, nonostante quanto lo avessi fatto soffrire (per me, non su mia richiesta, ci tengo a specificare che io nemmeno sapevo lo avrebbe fatto e non l’hai mai tradita con me). E finalmente ricambio il suo amore, ed il primo “ti amo” della mia vita (non il suo; oltre ad averlo detto a me, c’erano state altre ragazze) esce dalla mia bocca.
Passiamo l’estate più bella di sempre, godendoci e gioendo di quel rapporto che abbiamo sempre cercato tra noi ma che, forse per la giovane età, non eravamo mai riusciti a raggiungere. Sia io che lui abbiamo circa 19 anni.
Arriva per me il momento di ritornare nella città in cui studio, e di comune accordo optiamo per una relazione aperta. Sapevamo che avremmo avuto poca possibilità di vederci, essendo così lontani e con gli impegni universitari, e ci è sembrata la scelta migliore.
Se non che, una volta partita, me ne pento immediatamente. Ne parlo con lui, sfruttando la comunicazione finalmente trovata, ma lui rimane irremovibile.
E poi accade, e per primo a lui. Me ne parla, come d’accordo, e io mi ritrovo distrutta.
Inizio ad avere mile dubbi, e in questo periodo conosco quest’altro ragazzo, che chiameremo Francesco. Qualche anno più grande di me, divertente, affascinante e che per la prima volta in mesi riesce a farmi andare a dormire senza disperarmi tutta la notte per Carlo. E mi ritrovo a portare anche io a compimento ciò che la “relazione aperta” implicava, comunicando ovviamente ogni cosa Carlo.
Tornata nella mia città per delle vacanze, mi ritrovo a dover prendere una decisione. Chiudere una storia sofferta, travagliata ma che mi ha provocato sensazioni che mai avrei immaginato o sperato, da cinica quale sono, e portare avanti una relazione fresca, nuova, che mi avrebbe aperto mille possibilità?
Così faccio. Passano i mesi, passa il tempo e io rimango convinta della mia scelta.
Passa un anno, Carlo nel mentre mi scrive più volte, ci vediamo anche una volta in cui mi dice che mi ama ancora. Io rimango irremovibile, anche di fronte alle sue lacrime che mi supplicavano un ultimo bacio. Essere sempre fedele, quando non di comune accordo altro, è una cosa scontata per me.
E la mia relazione con Francesco va a gonfie vele, con qualche intoppo lungo il percorso, ma che non ci impedisce di costruire un rapporto meraviglio, fondato sul rispetto e la sincerità.

Il punto, dopo questo papiro, è questo.
Nonostante tutto ciò, io non riesco a dimenticare Carlo. Sembra come se, in questo anno e come sempre, io abbia sempre percepito un filo che mi seguiva ovunque andassi. Un filo sottile e invisibile, che non riuscivo a toccare o vedere, ma che percepivo. E questo filo è Carlo. E passano i mesi, e inizio a intravedere quel filo, e a volermi riavvicinare a lui.
Ma amo Francesco, lo amo alla follia.
Ultimo appunto: potrebbe sembrare una storia come tante altre, e sicuramente lo è, ma il mio egocentrismo mi porta a volere chiarire una cosa. Io non sono fatta così. Da quando, da adolescente, sono entrata nel mondo delle relazioni, non sono mai stata una romantica, anzi. Se necessario, chiudevo una relazione senza troppi patemi e preoccupazioni, dicendomi che così doveva andare. Ho avuto relazioni più o meno importanti, a parte loro due, e non sono MAI tornata indietro sui miei passi. Chiudevo la porta e buttavo la chiave. Non senza un po’ di dolore, chiaramente. Far sparire qualcuno dalla tua vita è sempre spiacevole, a prescindere dalla profondità del rapporto, ma non me ne sono mai fatta un dramma. Sono sempre stata estremamente orgogliosa della mia indipendenza emotiva.

Adesso, io non so cosa fare. Per quanto in un anno non abbia mai fatto nulla di irrispettoso verso Francesco, continuare questo rapporto amando ancora Carlo mi sembra la cosa peggiore che potrei fare a una persona che mi ama come lui ama me. Ma, al tempo stesso so che è probabile che con Carlo andrebbe come è sempre andata: tanta passione, un amore implacabile ma un’inevitabile chiusura sofferta come finale. So che Carlo mi ama ancora, perché questo filo lo ha sempre sentito anche lui. E io Francesco lo amo davvero. Chiaramente è un amore diverso, più maturo, con un po’ meno batticuore ma con più dialogo, rispetto e comprensione reciproca.
È come se entrambi fossero l’amore della mia vita (almeno fino ad adesso, so di essere molto giovane e non so cosa mi accadrà) anche se in maniera estremamente diversa.
Quali sono i vostri consigli?
(Domanda bonus, pensate sia possibile amare due persone contemporaneamente, anche se in maniera diversa? O mi sto solo raccontando un qualche tipo di favola senza rendermene conto?)

Scusate la lunghezza, grazie davvero in anticipo.

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Buongiorno Chiara,
Devo confessare che non ho letto tutto quanto quello che ha scritto.
Il fatto che Lei abbia scritto cosi tanto mi fa pensare che lei ha voglia di raccontare la sua storia e ha voglia di capire, ma penso che una chat come questa non sia la più adatta.
Dice di aver letto delle risposte ad altre domande sul sito, che l’hanno aiutata ma comunque non sono state abbastanza. E mi chiedo, come mai non si è convinta ancora di iniziare un sostegno psicologico?
Ad alcune delle sue risposte posso rispondere: si, penso che sia possibile amare più di una persona alla volta in modi diversi, e bisognerebbe capire bene che tipo di amore è, quali sono gli aspetti che la legano a ognuno di questi ragazzi, come mai non riesce a staccarsi dal suo ex, cosa perderebbe, quali sono gli aspetti che generano conflitto o disaggio, come poter gestire meglio queste situazioni, emozioni e sentimenti.
Vede, ci sono tanti argomenti che si possono approfondire per aiutarla a capire meglio la sua situazione però, ribadisco, non è questo il contesto giusto e quindi il miglior consiglio che posso darle è di cercare uno psicologo nella sua zona e iniziare.
In bocca al lupo

Dott.ssa P.Dorado, psicologa di famiglia e di coppia (Como)

Dott.ssa Paola Dorado Psicologo a Casnate con Bernate

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Gentile Chiara,
è abbastanza evidente che la relazione col primo ragazzo (Carlo), così instabile, incerta e variabile è stata contrassegnata, da parte di entrambi e per tutta la sua durata, da confusione e contraddizioni che hanno raggiunto il culmine nel comune accordo per la "relazione aperta" ma suppongo che lei abbia evitato di confrontarsi su questo punto col secondo ragazzo (Francesco) per sapere cosa ne pensava.
Credo sia stata senz'altro più coerente e leale quando in precedenza, fatta una scelta, chiudeva una relazione senza rimpianto per ciò che aveva scartato.
A mio parere, col suo atteggiamento attuale rischia di vivere male essendo all'interno di una dissociazione.
D'altra parte, la teoria del "poliamore" cioè dell'amare più persone contemporaneamente richiede, come minimo, che i diversi protagonisti siano informati e consenzienti, cosa che lei può sempre verificare.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Gentile Chiara,
è abbastanza evidente che la relazione col primo ragazzo (Carlo), così instabile, incerta e variabile è stata contrassegnata, da parte di entrambi e per tutta la sua durata, da confusione e contraddizioni che hanno raggiunto il culmine nel comune accordo per la "relazione aperta" ma suppongo che lei abbia evitato di confrontarsi su questo punto col secondo ragazzo (Francesco) per sapere cosa ne pensava.
Credo sia stata senz'altro più coerente e leale quando in precedenza, fatta una scelta, chiudeva una relazione senza rimpianto per ciò che aveva scartato.
A mio parere, col suo atteggiamento attuale rischia di vivere male essendo all'interno di una dissociazione.
D'altra parte, la teoria del "poliamore" cioè dell'amare più persone contemporaneamente richiede, come minimo, che i diversi protagonisti siano informati e consenzienti, cosa che lei può sempre verificare.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
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