Amici?

Inviata da Emily · 15 ott 2020

Buongiorno, vi scrivo e cercherò di essere breve. Mi chiamo Veronica e ho 29 anni. Da quasi 5 sono fidanzata e attualmente convivo. La nostra storia ha sempre avuto alti e bassi, litigate furiose e a volte violente, periodi bui e altri in cui stavamo da dio.. molti ci hanno consigliato negli anni di lasciarci ma un po’ per i sentimenti un po’ perché lui ha un carattere spesso manipolativo siamo ancora una coppia. Il problema è peggiorato da quando ho stretto amicizia con un mio collega, dipendente come me di uno studio di commercialisti. Questo mio collega, che si definisce oltretutto “gay ma aperto all’amore” e il mio ragazzo proprio non si sopportano. Inizialmente si, ma dopo un litigio in cui il mio collega è stato coinvolto perché mi ha vista veramente a pezzi e giustamente si è preoccupato, le cose non vanno. Mentre mi confidavo con lui per un attimo mi sembrava quasi che lui mi spingesse a lasciarlo, anche se prima d’allora a parte qualche frecciatina non avevo colto una sua antipatia nei confronti del mio ragazzo. Si era offerto di accompagnarmi a casa e anche di cantarne quattro al mio compagno ma ho evitato, sapendo bene che l’antipatia era reciproca. Dopo una lunga chiacchierata ho deciso di dare un’altra possibilità al mio ragazzo, ma da allora le cose sono ambigue. Innanzitutto ho capito di avere un interesse per il mio collega, anche se sono contraria al tradimento quindi del tutto platonico, il mio collega che fino ad allora mi parlava di avere un interesse per una sua collega che non riusciva a dichiarare ha inaspettatamente dichiarato di essere appunto gay e di avere anche un fidanzato, ma continua ogni volta che ne ha occasione a dare addosso al mio ragazzo dicendo che proprio non lo sopporta, anche se nelle volte che si incrociano si mostra gentile. Non capisco cosa fare, cosa pensare, se è normale questo interesse anche se mai attuato, se il mio amico secondo voi potrebbe avere un interesse nascosto, se il mio fidanzato potrebbe migliorare. Siamo alla soglia dei 6 anni ed essendo io commercialista da 3 mi piacerebbe pensare a una casa è una famiglia, e a sto punto non so cosa pensare.

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Miglior risposta 16 OTT 2020

Buongiorno Emily,
proverò a rispondere alla sua richiesta dicendole però che le risposte che cerca ce l'ha già lei stessa e nessun'altra persona potrà presentarle delle soluzioni a riguardo.
Innanzitutto mi sento di dirle che può essere normale essere interessati, seppur in modo non manifesto, ad un'altra persona; probabilmente ha scorto nel suo collega delle affinità o un modus operandi che la fa sentire più protetta e al sicuro. Inoltre poter confrontarsi col suo collega potrebbe aiutarla ad uscire dalla situazione di ambiguità e confusione che la attanaglia. Infine penso proprio che il suo fidanzato possa migliorare, come chiunque lo desideri, ma appunto dev'essere lui stesso motivato ad intraprendere un percorso di consapevolezza e di cambiamento.
In conclusione le consiglio di spostare il focus su sè stessa e chiedersi come sta nel vivere una relazione che si trascina da tempo, come vive il carattere manipolativo del suo fidanzato e quali caratteristiche o situazioni del suo collega le hanno fatto nascere un interesse. Provi ad interrogarsi su sè stessa, di conseguenza arriverà alle risposte che cerca in merito alle situazioni in cui è immersa. Mi rendo disponibile ad approfondire il discorso in studio o tramite un colloquio Skype.
Cordialmente,
dott.ssa Carucci.

Dott.ssa Elena Carucci Psicologo a Torino

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19 OTT 2020

Buongiorno. Cosa pensa il Suo collega lo sa solamente lui; allo stesso modo, la traiettoria personale e caratteriale del Suo compagno non è prevedibile, e non è possibile, professionale nè sensato risponderLe altrimenti. La cosa curiosa, tuttavia, è il fatto che Lei sia particolarmente centrata sull'Altro: il collega, il compagno, gli amici che consigliano. Le stesse motivazioni che adduce al fatto di non aver ancora lasciato il compagno riguardano altro da sè (ad es, il suo carattere manipolativo). Sembra che sia un pò in balia dell'Altro, con poco senso di proprietà della Sua esperienza e molta etero-direzione. Lei parla di futuro e di progetto (famiglia, casa) ma perchè siano davvero Suoi sarebbe opportuno che Lei divenisse proprietaria e padrona della Sua esperienza e della Sua esistenza. Un primo moto di presa di responsabilità e di scelta, ad es rivolgersi a un terapeuta, sarebbe un bell'inizio. Valuti questa possibilità. Cordialità, DP

Dott. Daniel Michael Portolani Psicologo a Brescia

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16 OTT 2020

Gentile Veronica,
sembra che lei abbia nella mente un pò di confusione e che altrettanta ne mostri il suo collega relativamente alle attenzioni per lei.
In particolare, la definizione che quest'ultimo ha dato di sè e cioè "gay aperto all'amore" lascerebbe supporre un orientamento verso la bisessualità.
E' poi probabile che lei sia attratta prevalentemente dalla premura e gentilezza nei suoi confronti che questo suo collega ha mostrato.
Sembra peraltro che, sia pure con sforzo, lei riesca ad avere un discreto dialogo con il suo fidanzato per cui è lecito pensare che potrebbe essere utile per entrambi un percorso di psicoterapia di coppia che suggerisco di intraprendere.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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15 OTT 2020

Cara Veronica, mi viene da dirLe che l'interesse che inizia a manifestare per il Suo collega potrebbe essere legato al fatto che vede in questa persona un atteggiamento nei Suoi confronti totalmente diverso (anche premuroso) da quello del Suo attuale compagno. E questo quindi potrebbe mandarLa in confusione (questa é solo un'ipotesi, e solo Lei stessa, guardando dentro sé, può capire cosa La spinge verso quest'altra persona). Detto questo, rispetto al Suo attuale compagno, bisogna che Lei rifletta sul come si sente in questa relazione, in base alle dinamiche instaurare tra voi: sta bene? Sta male? Potrebbe stare meglio o peggio, considerati i modi attraverso cui agisce l'altro?
Buona fortuna.
Dr.ssa Amanda D'Ambra.

Dr.ssa Amanda D'Ambra Psicologo a Torino

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