Ambivalenza, Ambiguità, Narcisismo

Inviata da David · 23 apr 2013 Disturbi della personalità

Caro dottore,
ringraziandola anticipatamente , tenterò di essere breve perche la storia sarebbe lunga. Parlo della mia ex con cui ho un figlio. Appena venuti in Italia ( lei è rumena, i primi due anni del bambino abbiamo vissuto in Romania), lei inizia ad eccentuare fortemente i comportamenti che manifestava prima : 1)Attacchi continui immotivati e totalmente infondati 2) Egoismo sfrenato e sfrontato (proprio becero)3) Forte tendenza a rinfacciare anche questioni davvero puntiformi 4)Incapacità totale di riconoscere le proprie responsabilità 5)Cura e dedizione assolute per il proprio corpo (ed interessi) 6)Variazioni dell'umore 7)Capovolgimento totale nella descrizione dei fatti o anche cambiamento repentino di intepretazione degli stessi 8)Empatia zero 9) I miei bisogni valevano meno che zero...io non ero certo uno remissivo, e le urla in casa erano diventate una quotidianità. Verso la fine gli atteggiamenti di lei erano diventati davvero incredibili ( minaccia di ammazzarmi, attacchi verbali fuori controllo, addirittura false accuse alla polizia). Esco di casa. E per lunghi mesi inizia un "tira-molla" (ci si vede/non ci si vede etc..soprattutto da parte di lei) infine dopo un anno lei decide di tornare da me "definitivamente"("ho capito che ti amo cosi come sei").Passano 7 mesi bellissimi (davvero un'altra persona e voleva un figlio) e poi di nuovo - a seguito di un episodio secondario - nuovo battibecco, io esco di casa(sono impulsivo), cerco la pacificazione ( dopo 1 gg le chiedo scusa io per la forza della mia reazione sebbene la prima ad agire come al solito era stata lei ), dopo 3 lunghe settimane di chiamate da parte mia la ottengo, ma dopo 3 gg di nuovo lei mi attacca (di nuovo su futiità)- io perdo le staffe (non dico di essere io la persona piu calma di questo mondo ma non ne potevo piu....ero stato predentemente ricoverato per stress) - e da quel punto passano circa 6 mesi: durante i quali 1 solo tentativo di riavvincinamento da parte di lei ( andato sempre all'aria per ragioni secondarie), mentre i miei erano rifiutati, ma soprattutto molta freddezza, ed all'occasione tanta rabbia. Ora mi dice " io e te non staremo piu insieme" se tento di parlare, farla ragionare...scateno le ire dell'inferno e mi fioccano accuse di ogni genere ( sembra davvero sia delirare che essere mossa da una rabbia sovraumana). E' sempre stata molto ambigua, mai chiarificatrice, sempre poca disposta al dialogo. Pochi gg fa, durante un mio estremo tentativo di riconciliazione mi dice: per stare assieme dovremo fare un altro figlio, sposarci e fare tutto quello che voglio io, altrimenti niente 1 mese fa in effetti a seguito di un nostro rapporto mi aveva ciamando piangendo dicendomi che gli erano venute le mestruazioni e quindi non era incinta : dispiaciuta per non essere incinta insomma). Sembrava un robot. ovviamente rifiuto, abbiamo altre scaramucce in seguito. A me sembra Ambivalente, Ambigua (soprattutto) e con forti tratti narcisisti. Lei che ne dice? Ci sta anche il borderline? Cosa ne pensa dottore? Grazie in anticipo

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Miglior risposta 24 APR 2013

Buongiorno David,
la relazione che lei descrive é carica di aggressivitá distruttiva e quindi immagino quanta sofferenza abbia generato e quanta ancora ne possa generare, visto che lei condivide il prendersi cura di un bimbo con questa persona. Non credo che sia importante dare un nome o mettere un'etichetta alla carica emotiva che la sua ex-compagna esprime quando si relazione con lei. Non si possono fare diagnosi così nette in questo modo, mi spiace. Posso comunque dire che lei, David, col suo stato d'animo può contribuire ad alimentare tutta questa carica aggressiva, ma può anche contribuire a ridurla, invece, se prende le distanze da quello che questa donna dice e pensa. Mi sembra infatti dalle sue righe che lei faccia fatica a mantenersene lontano. Come può fare? Ho la sensazione che lei stesso debba rivolgersi ad uno psicoterapeuta di persona, chiedere una consultazione per sè. In questo modo potrá comprendere quali elementi giochino a suo sfavore. Noi non possiamo cambiare gli altri, David, questo non é in nostro potere. Possiamo però provare a cambiare noi stessi per stare meglio nella nostra vita e renderla meno faticosa e più gratificante.
Un saluto
Luisa De Mari

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27 APR 2013

Caro David,
la prima cosa da fare è non fare subito un altro figlio perché i bambini hanno bisogno di stabilità. Le indicherei un percorso personale per sua moglie e/o di coppia con un terapeuta della sua zona.

Cordiali saluti.

Dr. Antonio Cisternino

Anonimo-128762 Psicologo a Torino

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24 APR 2013

gentile David,
si comprende dal suo racconto quanto abbia bisogno di capire il comportamento della sua compagna e di tradurlo in un modo comprensibile e coerente per se stesso e la vostra relazione.
è alquanto improbabile da qui stilare un quadro diagnostico corretto: i comportamenti son modalita' acquisite dalle persone,sempre soggette a cambiamenti,modificazioni,modellamenti,perche siamo fatti anche di relazioni, attraverso le quali rispondiamo a parti di noi e viceversa.
Percio', è nella vostra relazione,per come si è costituita e vive, che va posta l'attenzione. Un terapeuta della coppia puo' decisamente aiutarvi in questo.
Vi consiglio di chiedere aiuto quanto prima,in visione di una auspicata serenita, dato che c'e un bimbo che osserva e vive questa crisi ed incomprensione fra voi.
Credo sia piu opportuno e sano che il secondo bambino nasca in una coppia serena e non sotto mandato di tenervi uniti.
un grosso augurio

Dott.ssa Elisa Fagotto Psicologo a Portogruaro

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24 APR 2013

Gentile paziente, ho letto con molta attenzione la sua storia che pone come protagonista la coppia, la vostra coppia. La coppia che è composta di tre parti: due individui ( lei e la sua compagana ) e una relazione ( io, tu, noi ). Ognuna di queste tre parti deve sempre essere presa in considerazione. Ciò in termini pratici significa che qualunque cosa la sua compagna faccia bisogna che lei David risponda e questa risposta che lei darà modellerà la sua compagna; parallelamente la sua risposta modellerà il sè. Questa sequenza, come emerge in maniera evidente dal suo racconto, si ripete , dando origine a un modello che si traduce in regole per la relazione stabilendo i parametri del vostro rapporto. La cosa fondamentale per la sua storia non consiste nel dare una diagnosi alla sua compagna ma nel prendere in esame voi come coppia che attraverso i sintomi, prodotti ora dall'uno e ora dall'altro, combattete per diventare un intero. Per raggiungere questa interezza è necessario che uno specialista vi aiuti a cambiare le basi della vostra relazione aiutando ciascuno a diventare un tutto. Ciò implica un notevole sforzo sia da parte sua che della sua compagna e un cambiamento nella coscienza. Con uno sforzo notevole da parte sua e della sua compagna, una messa in gioco, una presa di responsabilità da entrambe le parti riuscirete a sentirvi due persone di uguale valore l'uno rispetto all'altra e in questo modo a instaurare una relazione sana. Il mio consiglio è quello di rivolgervi a uno psicoterapeuta della coppia che vi aiuti a intraprendere questo percorso difficile ma necessario sia per la coppia che per il vostro bambino.

Dott.ssa Firinu Lucia, Psicologo - Psicoterapeuta Psicologo a Cagliari

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24 APR 2013

Ambiguità... ambivalenza... narcisismo.... tutti termini molto lontani da un concetto di sana e matura relazione.
In base a quanto ci comunica, David, sembrerebbe davvero che la sua compagna possa soffrire di un disturbo borderline ma mi asterrei per il momento dall'apporre facili etichette, poichè ho ricevuto solo la Sua versione dei fatti, il Suo vissuto. In ogni caso lascerei perdere la poco risolutoria idea del secondo figlio, già solo per il fatto che scaturirebbe da un ricatto emotivo e fomenterebbe una dinamica di questo tipo. In secondo luogo penso che in primis andrebbero rintracciate le ragioni profonde che sostengono i Vostri equilibri/squilibri di coppia, contattando un terapeuta che possa aiutarvi ad intraprendere questo percorso. Credo che lo dobbiate a voi stessi e a vostro figlio. Un augurio. Dott.ssa S. Orlandini, Torino

Dott.ssa Sabina Orlandini Psicologo a Torino

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