Alimentazione

Inviata da Alessandra il 13 ago 2019 Disturbi Alimentari

Salve,mi chiamo Alessandra e ho 21 anni. Sin da quando ero bambina ho vissuto solo con mia madre e mia nonna perché i miei si sono separati subito dopo la mia nascita. Vedo e sento a malapena mio padre e questa mancanza mi disturba abbastanza.Da piccola mangiavo pochissimo e in alcuni momenti tendevo a nascondere il cibo nei fazzoletti e a gettarli via senza che mia madre lo scoprisse. Crescendo invece,ho cominiciato a mangiare e a scoprire piacere e gratitudine nel farlo. Da premettere che non sono affetta da obesità e che l’anno scorso, dopo una dieta sono riuscita a perdere peso e ad avere un corpo armonioso che adoravo tanto. Ho perso poi una persona che mi è stata accanto molto tempo e in quel momento tutto quello che avevo imparato sulla corretta alimentazione e i kg persi grazie anche all’aiuto di uno specialista sono tornati. Il cibo in quel momento mi forniva completezza,sapevo di dover mangiare cibo spazzatura e avvertivo felicità,anche adesso mi ossessiona,nonostante non abbia fame volgo comunque un pensiero ad esso,questo mi fa stare male perché nonostante sia in sovrappeso e non mi piaccia non riesco a recuperare le corrette abitudini alimentari. So che il cibo è solo un appiglio di soddisfazione momentanea e che dopo mi lascia l’amaro in bocca perché continuo a non piacermi. Crede che sia legato a qualche fattore psicologico oppure è solo un mio capriccio?

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Buongiorno Alessandra,
delle volte il senso di vuoto e la sofferenza Fanny cercare delle strade per porvi rimedio, strade che magari all'inizio funzionano ma che poi si fissano nel comportamento e diventano dannose. Penso che nella sua storia, non so perché non so come non so quando, abbia scoperto il cibo, il cibo come consolazione, come luogo in cui rifuggiarsi. Da lì sembra essersi innescata quasi una dipendenza.
Ovviamente la mia è un'ipotesi, basata sulle poche informazioni che ha scritto, le suggerisco di rivolgersi ad uno/a psicoterapeuta che l'aiuti a scoprire come è nato tutto ciò, che la liberi da questa abitudine prendendo consapevolezza della sua vita.
Le faccio un in bocca al lupo
Dott.ssa Monia Crimaldi
Psicologa psicoterapeuta
Palermo

Dott.ssa Monia Crimaldi Psicologo a Palermo

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Buongiorno Alessandra,
indipendentemente dalle cause, ci sono modalità per risolvere il problema. Innanzitutto occorre capire come funziona nel dettaglio la sua disperata ricerca di conforto e poi trovare una strategia per gestire l' ansia e una modalità nuova di rendere piacevole il cibo. Resto a disposizione per un colloquio, anche online. In breve tempo ritornerà il sereno, sono certa.

Monticone Alessandra Psicologo a Asti

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Ciao Alessandra,
Tutto ciò che porta ad una sofferenza non è mai un capriccio. Sembra che per te il cibo sia la principale valvola di sfogo, ma non sarà dimagrendo che risolverai la situazione, proprio perché quello su cui bisognerebbe lavorare è proprio il meccanismo che ti fa usare il cibo come risposta agli eventi (il rischio altrimenti è che tu dimagrisca ma ingrassi di nuovo a seguito di qualche episodio di vita). Posso solo consigliarti di intraprendere un percorso personale per cercare di scoprire le cause di questa tua abitudine, e come cercare di trovare altri metodi per far fronte agli eventi stressanti e dolorosi della vita.
Nel frattempo, voglio dirti con tutto il cuore che non sarà mai il tuo peso a definirti ed a misurare il tuo valore, e che per quanto tu ti piaccia maggiormente con qualche chilo in meno, la felicità e i chili non sono direttamente proporzionali.

Dott.ssa Giulia Bonsegna Psicologo a La Spezia

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