Aiuto voglio lasciare l'università!

Inviata da Claudia · 17 feb 2014 Autorealizzazione e orientamiento personale

Gentili signori, ho ventitré anni e ho tanto bisogno di aiuto. I miei genitori hanno voluto per me la carriera universitaria , dopo svariati insuccessi nella vita scolastica del liceo, e mi hanno dato però la possibilità di scegliere una facoltà di mio gusto. Non riuscivo a trovarne una , perché a me proprio non piace studiare, ma alla fine ho scelto una privata di moda, pensando che fosse un corso pratico di cucito. sono all ultimo di tre anni di corso e beh, che dire, sono nei guai, odio quello che faccio, perché di cucito non si fa quasi nulla e tutto il resto sono materie da studiare o disegnare cosa in cui sono impedita,l ambiente e selettivo e solo per forti, e io sono debole e odio il confronto di esami e compiti in classe.ne ho dati pochissimo di esami, e ora vorrei tanto, tanto lasciare perché sono infelice da morire.
Mi consolo dicendomi che quantomeno ho frequentato i tre anni e anche se non avrò la laurea sarò diplomata ,ma so che per i miei sarebbe un colpo al cuore, dopo tutti i soldi, loro si aspettano solo questo da me che io studi ma io non ce la faccio. Vorrei morire ma gli procurerei solo tanto dolore, perché hanno già perso un figlio. Che fare? Ho provato a spiegar gli a grandi linee ma mi dicono solo che devo laurearmi perché non farò nulla nella vita altrimenti.

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Miglior risposta 18 FEB 2014

Gentile Claudia,
spesso vogliamo proteggere così tanto i nostri figli da errori e scelte sbagliate, che a volte si dimentica che la vita è una continua scelta, dove nessuno dovrebbe scegliere al posto nostro. Faccia un rapido calcolo delle materie che le mancano per finire gli studi in atto. Se si tratta di pochi esami, e a conti fatti è necessario sforzarsi qualche mese, probabilmente le converrebbe finire questo percorso, anche solo per avere il titolo. Se altrimenti la situazione è davvero ingestibile per lei e richiedo uno sforzo eccessivo, troppo pesante e non giustificato dall'obiettivo da raggiungere, trovi il modo migliore per parlarne con i suoi genitori. Se in questo percorso le sarà necessario un aiuto a livello psicologico, cerchi uno specialista nella sua zona.
Cordialmente,
Dottor Antonino Savasta,
Pistoia.

Dottor Antonino Savasta Psicologo Clinico Psicologo a Pistoia

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19 FEB 2014

Innanzitutto grazie per le riposte e l'attenzione concessami.
Purtroppo la situazione e complessa ed effettivamente devo ammettere che da un anno a questa parte non sono più serena. Mi trovo costantemente in balia delle mie paure, soffro di attacchi di ansia e persino recarmi alle lezioni mi provoca un panico tremendo,quando mi chiedono a scuola perché sono così indietro, perché non mi sono impegnata , o mi dicono che non sono abbastanza brava per il livello della scuola richiesto al terzo anno, mi sento inutile e vuota.provo ad impegnarmi , anche se ci sono materie che proprio non mi riescono ma ottengo blandi risultati e gli esami mi terrorizzano. Mi sono data tempo fino a giugno per cercare di recuperare più esami possibili ,se allora vedrò che sono punto a capo allora dovrò affrontare la situazione ed andare per la mia strada sapendo che quantomeno ho cercato di recuperare impegnandomi. Tuttavia concordo che ne va della mia salute mentale , perché vivere così pieni di paure e di giudizi da parte della mia famiglia, di quello che diranno in famiglia dell ipotesi si non concludere gli studi, dei giudizi dei professori nei confronti di quella che non si impegna, non dovrebbero ridurre così una ragazza normale, quindi credo che ci sia qualcosa di sbagliato in me. Mi rendo conto che avevi dovuto affrontare subito i miei genitori ,dopo gli insuccessi del liceo, chiarendo che lo studio non faceva per me , invece mi sono limitata a dirlo senza oppormi e loro come sempre ,hanno alzato la voce, facendomi arrendere. Io vorrei fare la truccatrice , ma loro non volevano assolutamente una figlia -estetista- e me l hanno impedito dicendomi che dopo la laurea sarò libera di scegliere cosa fare....ma non so se crederci dato che anche al liceo dicevano così e poi mi sono comunque ritrovata incastrata.
Spero di non sembrare l ingrata che sento di essere, io so che hanno fatto tanti sacrifici per pagare la mia scuola , e per questo credo di dovergli un ultimo tentativo anche se mi fa stare male, ma mi chiedo perché per loro e più importante un pezzo di carta che non mi interessa piuttosto che sapermi serena nel fare quello che mi piace.

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19 FEB 2014

Sono abbastanza indietro ma mi sono data tempo fino a giugno per cercare comunque di recuperare, se a giugno vedrò di non aver ottenuto nulla impegnandomi allora mi arrenderò , anche se le paure e le ansie mi rendono davvero difficile il solo recarmi alle lezioni ogni giorno...sono diventata spenta,e triste piena di rimorsi e mi dispiace perché tutto sommato dovrebbero essere gli anni più belli della mia vita.
Io avrei voluto diventare makeup artist e credo che cercherò lavoro , una volta finita questa storia, in quel campo o nel campo della sartoria pratica.
vi ringrazio per le risposte che condivido, anche se sono comunque convinta che l'errore più grande e stato il mio perché non ho mai pensato prima di ora di poter dire no a quell'occasione eh mi veniva richiesto dalla mia famiglia.

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18 FEB 2014

Gentile Claudia,
lei è maggiorenne e dovrebbe fare le sue scelte di vita (scolastiche, lavorative ecc.) in completa autonomia. La laurea senza una motivazione di base, serve a poco. Credo sia opportuno parlarne con i suoi genitori e chiarire la questione.
Lei cosa vorrebbe fare nelle vita?
Ha dei desideri, aspettative?

Cordiali saluti,
Dott. Giuseppe Del Signore - Psicologo, Psicoterapeuta Viterbo

Dott. Giuseppe Del Signore Psicologo a Viterbo

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18 FEB 2014

Buongiorno gentile Claudia,
il suo problema è complesso in quanto per come Lei pone la questione sembra che in gioco ci sia addirittura la sua sopravvivenza fisica. Dunque ci troviamo difronte ad un problema che va oltre quello della scelta universitaria e per questo le suggerisco di valutare se non è il caso di incontrare uno psicologo psicoterapeuta de visu che l'aiuti a fare chiarezza e a stabilire quali sono le sue priorità anche in relazione al forte rapporto con i suoi genitori già così provati dalla perdita di un figlio. Si faccia coraggio e chieda aiuto.
Cordialmente

Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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