Aiuto per mio figlio adolescente in crisi

Inviata da Alessandra · 20 nov 2013 Crisi adolescenziali

Buongiorno,

ho un figlio, unico, di quasi 15 anni che sta mostrando un totale rifiuto della scuola (già da tempo si lamentava, ma la situazione ora è precipitata). La mattina tirarlo giú dal letto (con le buone e non) è un vero incubo e per non fargli perdere le giornate di scuola io faccio ritardo al lavoro. Pur essendo un ragazzo molto intelligente dice di far fatica a memorizzare, non si applica e di conseguenza colleziona facilmente una serie di insufficienze. Dice di non farcela, di non aver voglia e che tanto quello che si studia a scuola non serve. Se gli si chiede cosa c'è che non va, dice tutto e che a scuola "collassa", non ce la fa... e che piuttosto vorrebbe morire!!! L'ambiente scolastico sembrerebbe a posto e non mi risulta abbia problemi con i coetanei, con i quali va d'accordo.
Frequenta la 2°liceo scientifico, scuola che ha scelto liberamente. Il primo anno l'ha superato con fatica (due esami a settembre) ma quando abbiamo provato a prospettargli un cambio di indirizzo a sua scelta, non ha voluto. Io e mio marito lavoriamo molto entrambi e lui a casa è da solo ma io lo seguo piú che posso, e lo chiamo nel pomeriggio; mio marito in verità con lui è piuttosto "assente" in genere, e se c'è, è praticamente solo per richiamarlo con toni sempre molto bruschi. Intuisco che anche questo sia un problema, ma non riesco a far ragionare mio marito... e sostiene che sia colpa mia. Ho provato mille volte a farl parlare mio figlio e ad ascoltarlo, e mi sono rivolta già ad una psicoterapeuta che per un po' l'ha seguito, ma lui ora non vuole piú andarci. Purtroppo ad oggi non ne vengo a capo e non so proprio piú come fare. Aiutatemi per favore!

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Miglior risposta 9 DIC 2013

Ciao Alessandra, non so una dottoressa ma una mamma come te che si è ritrovata nella descrizione della tua situazione.
Stessa "tipologia" di figlio, stessa "tipologia" di marito, stessa situazione di conflitto con me stessa per non riuscire a sbrogliare la situazione.
Ho deciso di cominciare un percorso di psicoterapia per farmi aiutare, inizialmente andrò io che cercherò di stabilire con il suo aiuto il tipo di atteggiamento da adottare ma non so se nel tempo mi farà affiancare dal ragazzo o da mio marito, sempre che loro accettino.
Volevo solo esprimerti tanta solidarietà, come vedi non sei sola ad affrontare questi "piccoli mostri"...... cerchiamo di fare del nostro meglio ed essere positive, prima o poi ne usciremo!
Se hai bisogno di sfogarti un pò ci sentiamo!
Ciao, buona giornata

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5 DIC 2014

Cara Signora Alessandra,
suo figlio come altri ragazzi della sua età si trova in una fase evolutiva della sua vita molto difficile ovvero L'Adolescenza. In questo momento i ragazzi si sento in conflitto con sè e con il mondo e difficilmente riescono a comprende cosa sia più giusto, hanno spesso difficoltà a relazionarsi e a gestire le proprie emozioni hanno molte paure, si focalizzano sugli aspetti negativi vedendo sempre il bicchiere "mezzo vuoto".
Dalle sue parole comprendo che suo figlio in questo momento vive proprio una fase di pessimismo e tende a sminuire molto sè stesso non riuscendo a cogliere i propri aspetti positivi e ciò che riesce davvero a fare.
Naturalmente le informazioni che lei riporta sono riduttive per poterla aiutare concretamente per tale motivo le consiglio di affidarsi ad un esperto che vi saprà dare il sostegno che meritate. Non si arrenda e vedrà che suo figlio crescendo la ringrazierà.

Dott.ssa Roberta Famulari
Psicologa Cognitivo Comportamentale specializzata in disturbi dell'età evolutiva

Dott.ssa Roberta Famulari Psicologo a Messina

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21 MAG 2014

Cara Alessandra, dalla sua descrizione emerge sicuramente quanto lei si stia impegnando per trovare una soluzione alle fatiche di suo figlio, cosa che sicuramente lui in qualche modo percepirà e gli farà soltanto che bene. Concordo con la sig.ra che ha commentato dicendole che può essere un buon punto di partenza rivolgersi ad uno psicologo facendo un percorso che possa sostenerla in questa fatica, considerando che in un secondo momento potrebbero partecipare agli incontri anche gli altri componenti della sua famiglia. Ma se questo non avvenisse non si preoccupi, può provare a pensare alla situazione come una tavolozza di colori in cui, anche se il colore differente lo posizionerà lei, ne potranno giovare anche gli altri.
Un caro saluto,e se necessita mi contatti direttamente.
Dott.ssa Diana Prada

Dott.ssa Diana Margherita Prada Psicologo a Milano

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5 MAG 2014

Ciao Alessandra, sono qui a rispondere a te ma in realtà stavo cercando risposte per me...che non trovo. Ci sono coloro che sanno tutto quello che è giusto (e allora non sono credibili) e gli altri, poveracci, come te e come me che vanno cercando risposte. Io ho tre figli: due ragazze e il secondo, un ragazzaccio che a luglio avrà 16 anni, che mi sta facendo impazzire...pensavo di essere stata brava e capace con la prima, che studia matematica al terzo anno di Università, si è diplomata con 100 al Liceo scientifico, è fidanzata con lo stesso bravo ragazzo da cinque anni, non ha mai fumato né bevuto...è sempre stata matura e responsabile. Invece no! Ho avuto una gran fortuna perché con lui mi sento un fallimento...ha finito il primo l'anno scorso con la media dell' otto e quest'anno non ne vuole più sapere, niente da fare, non studia più, sta tutto il giorno in giro, fuma, bestemmia, spacca le cose se lo si contraria, probabilmente si fa le canne e...non so...sono semplicemente disperata! Tu penserai che è una bella consolazione sentirmelo dire e che non ti è affatto di aiuto, io vorrei chiederti invece se hai trovato un modo, se qualcosa o qualcuno ti è stato di aiuto...spero di sentirti. Un bacio. Anna

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21 NOV 2013

Buongiorno Alessandra.
La situazione che lei descrive è tutt'altro che rara: molti ragazzi capaci, intelligenti, anche socievoli - almeno fino alla comparsa dei primi problemi - manifestano le loro difficoltà con un rifiuto della scuola e dello studio. Ma questo non è il problema vero e proprio; questo è il sintomo, ovvero il modo in cui il problema si manifesta (un po' come la febbre, che non è la malattia ma è il modo in cui l'infezione segnala che c'è bisogno di cure).
Al Porto di Telemaco ci occupiamo con successo di queste situazioni praticamente ogni giorno. Le suggerisco di contattare direttamente uno/a psicoterapeuta esperto/a di problemi adolescenziali al più presto per individuare e risolvere la causa che ha prodotto il "blocco": più tempo passa più diventa faticoso riprendere a vivere.
Con i migliori auguri di una pronta e definitiva soluzione
cordiali saluti
Porto di Telemaco

Porto di Telemaco Psicologo a Bergamo

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21 NOV 2013

Gentile Alessandra,
capita spesso che i genitori di fronte a situazioni del genere tendano a colpevolizzarsi o a concentrarsi unicamente sul problema del ragazzo. Le dico questo per sottolineare come da quanto scrive quella veramente in difficoltà sembra essere lei; mi sembra molto stanca e frustrata e questo probabilmente fa sì che lei non possa dare in termini di efficacia a suo figlio. Figlio che inevitabilmente sembra avvitarsi attorno alle "normali" difficoltà che ogni adolescente affronta prima o poi.
Il consiglio che le do è quello di non sottovalutare la sua stanchezza. Un genitore motivato e "in forma" può essere la risorsa decisiva per un adolescente che affronta una crisi.

Cordiali saluti,

SC

Dott. Simone Cucchetti Psicologo a Inveruno

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21 NOV 2013

Gentile utente,
è difficile aiutarla essendo risolutivi. Tra l'altro suo figlio tra poco raggiungerà l'età in cui potrà scegliere da solo se continuare o meno la scuola. Forse potrebbe essere importante capire come il comportamento di suo figlio si "incastra" all'interno delle dinamiche della vostra coppia.
Più la vostra relazione sarà unita più riuscirete a far fronte alle difficoltà genitoriali.
I ragazzi sono molto "bravi" a creare conflitti e capro espiatori e scuse, per trarne benefici.
Forse potreste essere voi a rivolgervi ad uno psicologo, come coppia, per fronteggiare il problema.

Restiamo in ascolto

Dr Mori, Psicologo Sessuologo Psicoterapeuta Psicologo a Siena

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21 NOV 2013

Buongiorno gentile Signora,
come genitore di un ragazzo minorenne avrebbe dovuto avere un riscontro con la psicoterapeuta che l'ha seguito per avere un'idea del piano terapeutico e delle problematiche che il ragazzino ha espresso in terapia. Noi da qui non possiamo fare di più. Richieda un incontro con la terapeuta ed eventualmente si faccia seguire Lei per aiutare suo figlio se lui non vuole proseguire.
Cordialmente

Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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