Aiuto, non so piu cosa fare

Inviata da Serena · 8 set 2015 Crisi esistenziale

Salve psicologi,
Mi chiamo Serena e da quando sono nata ho paura della morte. Della mia, morte, ma anche di quella altrui (però più della mia). Mi sento in trappola perché so che un giorno me ne andrò e diventerò polvere e non vedrò più niente e nessuno. Mi sento senza uscita e così passo le giornate a piangere e disperarmi. Non voglio morire! E ho fortissimi attacchi di panico, crisi di pianto, e i miei ansiolitici non contano niente. Scrivo a voi perché non so a chi scrivere, non ho nessuno con cui confidarmi. Mio padre mi ha detto di risolvere alla svelta altrimenti mi fa piangere lui, mia madre mi ha detto di imbottirmi di farmaci così non ci penserò più (certo, l'importante è non rompergli i c ***** a loro....). Se qualcuno può, mi aiuti. Grazie

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Miglior risposta 9 SET 2015

Gentile Serena,
le informazioni che fornisce non sono molte per poterle essere concretamente di aiuto, ma la sua angoscia, la sua paura, la sua sensazione di essere in trappola emergono chiaramente.
Dal momento che descrive un vuoto relazionale attorno a sè ed una difficoltà ad identificare qualcuno con cui affrontare la questione potrebbe esserle di aiuto iniziare un percorso psicologico. In uno spazio di ascolto non giudicante e protettivo potrebbe avere la possibilità di riflettere su questa paura, ricostruirne la storia, capire da cosa è alimentata e quale significato/funzione può avere per lei. In uno spazio di ascolto non giudicante e protettivo potrebbe avere la possibilità di riflettere su come questa paura si ripercuote sulla sua quotidianità e pensare a come contenerla riprendendo le redini della sua vita e migliorando la qualità della sua vita. In uno spazio di ascolto non giudicante e protettivo potrebbe avere la possibilità di fermarsi a riflettere su di sè, sul suo presente, sul suo futuro e capire su cosa e come investire, oltre che aiutarla a definire una rete sociale cui fare affidamento nella quotidianità.
Per quanto concerne l'assunzione di farmaci potrebbe essere utile rivolgersi, per iniziare, al suo medico di base. Laddove decidesse di intraprendere un percorso psicologico avrà modo di confrontarsi con il suo terapeuta e riflettere con lui.

Cordiali saluti,
Dott.ssa Stefania Valagussa

Dott.ssa Stefania Valagussa Psicologo a Concorezzo

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15 OTT 2015

Cara Serena, prova a pensare che dietro la tua paura di morire c'è voglia di vivere e che per questo motivo chiedi aiuto. Questo è il tuo primo passo, il prossimo potrebbe essere quello di rivolgerti a qualche professionista anche nel pubblico, in un consultorio o chiedi al tuo medico di base. Se vai ancora a scuola prova a rivolgerti a un insegnante di fiducia o a un familiare a te vicino. Se prendi degli psicofarmaci avrai un medico che te li ha prescritti, segui le sue indicazioni e prova a parlare con lui di come ti senti. Buona serata e in bocca al lupo

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22 SET 2015

Buonasera Serena...mi sembra di capire di nome e non di fatto ... e sicuramente sei anche molto giovane...Che pensieri negativi ti frullano nella mente mi chiedo chi può averteli trasmessi... e quanta 'rabbia ' custodisci nel tuo cuore per non avere la forza di lasciare andare anche le piccole cose..certo la Morte è un lasciare andare Tutto e questo non può che terrorizzarti! e' importante che tu inizi a prendere consapevolezza e fiducia in te stessa..non devi aver paura ..punta all'azione..non essere rinunciataria in tutto ciò che pensi e fai...impara a dare fiducia a ciò che senti . Ti consiglierei per prima cosa di fare un lavoro di "consapevolezza del tuo corpo "..imparando ad utilizzare al meglio la respirazione..come lo yoga o altre attività simili..e successivamente qualche consulenza finalizzata a prendere consapevolezza e potenziare le Abilità che tu già possiedi . Dai Serena sei in gamba e puoi farcela..la Vita scorre davanti a te..afferrala e sii felice. Un abbraccio

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16 SET 2015

Gentile Serena,
Le sue parole sembrano rimandare a un vuoto profondo di affetti e significati, un vuoto di senso che le fa pensare con terrore di poter essere solo polvere, e di restare appiccicata a tale pensiero impotente, senza appigli. Credo che questa sua angoscia profonda meriterebbe ascolto e comprensione, perché lei stessa possa sentire di aver composto un disegno della sua vita nutritivo. I farmaci o le chiacchierate da bar non sono certo la soluzione, che io intravedo in un aiuto serio e profondo, in una terapia dove trovi un spazio per se', per il suo Se' vero.

Studio Psicoterapico Dottoressa Merighi Chiara Psicologo a Napoli

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15 SET 2015

Salve leggendo la sua lettera percpico una grande emozione, sicurmamente il primo passo lo ha gia fatto rivolgendosi in questo spazio di consultazione a professionisti. Non mi sento però di darle nessuna soluzione in quanto i problemi vanno valutati appieno e nella loro interezza. La invito solo a vedere e a riflettere quale psicologo faccia al suo caso e infine rivolgersi a lui per iniziare una eventuale psicoterapia. Le auguro una buona giornata.

Dott. Pierluigi Dattoli Psicologo a Pescara

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15 SET 2015

Gli ansiolitici non sono adatti a tutte le persone, e in più possono causare dipendenza.
Se parliamo di un disturbo di attacchi di panico, senza altre problematiche psicologiche in mezzo, una buona psicoterapia cognitivo comportamentale può risolvere il problema in 20 sedute al massimo.

Dott.tancredi Pascucci Psicologo a Roma

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15 SET 2015

non può continuare a vivere pensando alla morte, questo è certo, e non può imbottirsi di farmaci per addormentare il pensiero negativo.
Sempre e comunque c'è una causa che dà origine a questa negatività, che in realtà è diventata un ossessione. Le suggerisco vivamente una psicoterapia, che se anche ha un costo maggiore rispetto al farmaco , a lungo tempo è sicuramente un risparmio non solo economico ma in sofferenza . Contatti uno psicologo ma meglio ancora uno psicologo/ psicoterapeuta e inizi con lui/ lei un percorso . spero che abbia la possibilità di prendere la giusta decisione .. F. Stefania Pagano

Dott.ssa Francesca Stefania Pagano Psicologo a Gela

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9 SET 2015

Cara Serena,
Vorrei davvero esserle di aiuto. Questo messaggio che ci scrive è già sinonimo di consapevolezza, coraggio e voglia di cambiare lo stato attuale della sua vita, e noi siamo qui per aiutarla a fare ancora qualche passo avanti.
Lei non è sola, l'argomento della morte spaventa moltissime persone, chi più chi meno, per questo spesso ci si ripete di vivere al meglio questa vita, assaporarla per intero, perchè abbiamo solo questa, salvo non esista realmente un qualcosa dopo la morte. Quello che la distingue da tante altre persone è aver ammesso questa sua paura e viverla con un stato d'animo di estrema agitazione.
Il consiglio che mi sento di darle è proprio quello di rivolgersi ad uno psicologo della sua zona. Lo spazio dello studio è uno spazio pronto ad accogliere le sue ansie e le sue paure e risolverle insieme al professionista che sceglierà.
Si ricordi che nessuno ha il diritto di giudicarla e di sminuire quello che Lei prova.
SI faccia forza e creda in sè stessa,
Le invio un affettuoso saluto.
Dott.ssa Annalisa Foti

Dott.ssa Annalisa Foti Psicologo a Roma

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9 SET 2015

Buongiorno Serena,
capisco benissimo la sua sensazione di disperazione. I sintomi che percepisce e vive sono quelli del panico, e la paura di morire la sta intrappolando senza permetterle di vivere serena.

Le consiglio un intervento focalizzato sui suoi sintomi che le permetta per prima cosa di trovare un po di sollievo e poi che le permetta anche di costruire una nuova vita con un equilibrio diverso.

Saluti,
Dott. Guido D'Acuti

Dott. Guido D'acuti Psicologo a Padova

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9 SET 2015

Cara Serena, da quanto descrivi il tuo problema è un disturbo d'ansia. Prova a parlarne con uno psicologo della tua zona. Vorrei tranquillizzarti sul fatto che da queste situazioni , con un po di pazienza, e a patto di farsi aiutare , se ne esce. L'assunzione dei farmaci da sola non serve se non accompagnata da un percorso terapeutico.

Cari saluti,
Dott. Alessandro Bertocchi

Dott. Alessandro Bertocchi Psicologo a Bentivoglio

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9 SET 2015

Attenta bene alla mia risposta, perchè in essa c'è una chiave di lettura simbolica che sta dietro a questa paura. La vita è fatta per la morte. Noi nasciamo, diventiamo bambini, ragazzi, adulti, anziani per poi morire...a volte invece capitano incidenti prematuri. Senza la morte la vita non avrebbe senso come senza la notte il giorno non esisterebbe. Ogni giorno dovremmo ricordarci che dobbiamo morire, il famoso detto: "memento mori". In questo modo, ricordandoci che la nostra vita è fatta per la morte, impareremmo a goderci veramente la vita, ogni piccolo gesto, scendendo pienamente in capo nella realtà e smettendo di vivere vite che non ci appartengono. A volte in terapia chiedo una cosa in questi casi: cosa faresti se ti dessero solo un anno di vita? E vengono fuori le vere inclinazioni e volontà di quella persona, che ella però non mette in atto perchè è bloccata da mille se e ma. peccato però che poi, a conti fatti, è solo quello che conta. E allora chiedo: "e cosa ti impedisce di vivere così adesso? Ci vuole davvero la paura della morte per risvegliarci dal torpore?" Quindi dato che non è possibile decidere della vita e della morte possiamo solo fare una cosa, quella si e anche bene: decidere di impiegare al meglio per noi stessi il tempo che ci viene concesso. quindi tempo in cui facciamo ciò che ci va di fare e non ciò che la società, li amici, i parenti ci impongono; cercare sè stessi sempre; seguire la propria natura, il proprio cammino, dar parto a sè stessi e a chi siamo nel nostro seme originario... questo ci permetterà di sentire che non stiamo sprecando la nostra vita, vivendo ogni giorno come fosse l'ultimo in pienezza di sé. Chi ha paura di morire, infatti, in realtà ha paura di vivere, nel senso che ha paura di essere sè stesso perchè questo significa andare contro la famiglia, la società, gli amici, il fidanzato. Ma se il prezzo da pagare per mantenere in piedi queste sovrastrutture è quello di rischiare la morte peggiore, ovvero quella interiore, non dovremmo pensarci due volte a mandare al diavolo chi o costa cerca di ostacolare questo nostro cammino

Dott.ssa Chiara Pica - Studio SomaticaMente Psicologo a Grosseto

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8 SET 2015

Cara Serena,
da un certo punto di vista siamo in trappola rispetto alla morte. Ha ragione. Alcune persone, come lei, hanno la sensibilità di ricordare l'esistenza della morte nel proprio quotidiano e questo può essere un fardello pesante.

Può pensarci, può piangere per quello che spetta ad ogni essere vivente, ma faccia in modo di farlo solo un paio di volte al giorno, in momenti specifici. Poi prosegua con le sue faccende di vita.

Per quanto riguarda l'assunzione di ansiolitici, è bene si rivolga al medico che glieli ha prescritti.

Un saluto
Dott.ssa Francesca Fontanella

Dott.ssa Francesca Fontanella Psicologo a Rovereto

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8 SET 2015

Cara Serena,
immagino che tu sia abbastanza giovane, tanto da sentirti onnipotente e nello stesso momento impotente data la certezza della morte che un giorno ( si spera il più lontano possibile) verrà per tutti.
La morte è insita nella vita e la vita stessa non avrebbe senso se non ci fosse la morte perchè il senso non è dato dall'immortalità ma da quello che si realizza e si costruisce nel percorso di vita che a ognuno è dato.
Di conseguenza, invece di pensare alla morte e piangere, faresti bene a pensare cosa realizzare e costruire di buono nella tua vita e, sotto questo aspetto, un pò do ragione a tuo padre....
D'altra parte non credo che i tuoi genitori ti possano aiutare a guarire da queste tue angosce esistenziali ma forse possono sostenerti affinchè invece di addormentarti con gli ansiolitici tu possa risvegliarti con una psicoterapia.
Personalmente ti auguro di vivere tanto a lungo da capire che ad una certa tarda età la morte è proprio necessaria!...
Cordiali saluti e buona vita.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio Campagna (Salerno)

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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8 SET 2015

Cara Serena,

che serena non sembra esserlo per niente, si concentri fortemente sul periodo precedente alla sua nascita, quando lei, per quanto ne sappiamo, non esisteva: cosa prova se guarda - per esempio - un documentario sul 1918, fine della Grande Guerra? Felicità, angoscia, dispiacere di non esserci stata a condividere il sollievo per la fine del conflitto?
O niente del tutto? Bene, immagini che le stesse emozioni, con ogni probabilità, le proverà nel 2118, quando verosimilmente non sarà di nuovo più nel novero dei viventi su questa terra, come tutti noi o quasi. Ammesso e non concesso che non esistano altri stati dell'essere, nella peggiore delle ipotesi alla nostra morte l'intero universo scomparirà con noi, per la nostra percezione che verrà meno. Ovvero, nella più infausta delle ipotesi, ognuno di noi starà, dopo la propria morte, esattamente come stava prima della propria nascita. Le pare una prospettiva così deprimente? Per intanto la sua paura le impedisce, se capisco bene, di godersi la vita al presente, per cui è illogico che tema di perdere qualcosa di cui si priva volontariamente già ora. Per ogni ulteriore approfondimento del suo problema, si affidi ad uno psicoterapeuta della sua zona, che auspicabilmente saprà guidarla a venire fuori dall'angoscia che la pervade. Un abbraccio e tanti, tanti auguri.

Emanuela Carosso,
psicologa - psicoterapeuta in Torino

Dr.ssa Emanuela Carosso - Psicologa - Psicoterapeuta Psicologo a Torino

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8 SET 2015

Cara serena,
sono d'accordo con la collega.
Ricostruire la storia della tua paura sarebbe molto utile.
Vivi con i tuoi perché sei minorenne?
Sei sicura di non poterti davvero confidarti con qualcuno?
Forse i tuoi genitori non riescono a comprendere questa tua paura, angoscia, non sono in grado di comprendere che un.pensiero fisso può anche impedire di fare ciò che si desidera.
Hai qualche desiderio?
Che cosa fai nella vita? Studi, lavori?

Un percorso terapeutico ti aiuterà per il tuo problema attuale e per il futuro. Spiegalo anche ai tuoi genitori.

Un caro saluto
Dott.ssa Fornari Daniela

Dott.ssa Daniela Fornari Psicologo a Iseo

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8 SET 2015

Buongiorno Serena,probabilmente Lei vorrebbe una risposta on-line al suo grande malessere o un suggerimento immediatamente spendibile (come, appunto, un farmaco che funzioni subito e Le cambi l'umore).Tuttavia,tutto ciò, soprattutto rispetto la Sua situazione è impossibile.Ottenere maggiori informazioni,sulle dinamica di scompenso (ovvero, quando è nata questa paura, e come Lei pensi si sia alimentata nel tempo)da Lei, non servirebbe comunque, in quanto le indicazioni per una psicoterapia sono forti.Il problema è se Lei,in questo momento,possa o non possa cominciarla.Se ci sono problemi economici,bisognerà aspettare tempi migliori o rivolgersi ai colleghi dell'Asl,dove ne trova di bravissimi, e dove pagherebbe solo il ticket.Se,invece,il problema è di una motivazione "ballerina", che viene solo in momenti in cui soffre molto e sparisce nei momenti in cui va leggermente meglio,credo che dovrebbe tentare lo stesso a fare almeno un primo colloquio e vedere come si sente.Se riuscisse a trovare un/una collega con cui relazionarsi in modo buono,la Sua motivazione avrebbe il supporto necessario per essere un po più costante.So che, da questo sito, ci si aspetta un professionista che dia delle risposte,ed io,in altri casi ne ho date,ma nel su,non credo che una risposta data on-line, possa servire a molto,probabilmente si potrebbe sentire anche maggiormente confusa.Se può,cominci una terapia,è la soluzione migliore.

Dott. Massimo Bedetti Psicologo/Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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8 SET 2015

Gentile Serena,
bisognerebbe ricostruire come è nata la paura della morte e come si è alimentata nel corso del tempo, fino a diventare un pensiero dominante che ti ha procurato ansia acuta e panico. In situazioni come la tua gli ansiolitici servono a poco, piuttosto sarebbe molto utile una psicoterapia che ricostruendo la tua storia può fornirti strumenti per controllare i pensieri negativi e gestire l'ansia e il panico.
Un saluto
Dott.ssa Cristina Mencacci

Dott.ssa Cristina Mencacci - Psicologa Psicologo a Perugia

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