Aiuto, ho paura di avere qualcosa che non va

Inviata da Alice · 20 mag 2021

Salve, sono una ragazza di 22 anni che da circa 5 vive una strana condizione.
Ho sempre avuto un carattere molto particolare, facilmente irritabile, molto simile a quello di mia madre, e nonostante ami la mia famiglia, riconosco che in casa mia ci siano state sempre tensioni(piccole o grandi)che persistono tutt’oggi. Come dicevo, cinque anni fa ebbi un malore per strada, e da lì partì uno strano disturbo d’ansia che spesso mi ha portato ad evitare gli ambienti esterni. Prima di quel giorno non avevo mai avuto episodi d’ansia, anzi, vivevo la vita con estrema leggerezza e tranquillità pur riconoscendo in me sempre quel tratto nervoso, soprattutto quando le gente non si comportava nel modo che io ritenevo “corretto”, e il tutto sfociava in forti episodi di rabbia. Amavo la mia sensazione di forza, anche tramite quel carattere brusco, la mia libertà, quando poi è arrivata l’ansia però ho cominciato a non sentirmi più me stessa, come ingabbiata dalla mia stessa mente, nonostante abbia cercato di aiutare me stessa in tutti i modi, a cercare di tranquillizzarmi evitando tutto ciò che mi procurava tristezza.
Ho attribuito tutto alla paura del futuro, in quanto quell’episodio di malore/panico avvenne il giorno dopo l’iscrizione all’università (scelsi lettere, su forte contrarietà di mio padre). a causa degli attacchi di panico, che inizialmente attribuivo all’idea di aver sbagliato facoltà, si intensificarono quando mi iscrissi ad un secondo ateneo e andai a vivere da sola in un’altra città(e tutto ciò nonostante riuscissi tranquillamente a superare gli esami senza studiare molto). “Incontrai”la musica iscrivendomi ad un corso di chitarra e facendo amicizia con tante persone nuove, al punto che pensai “se la musica mi fa stare bene, forse è veramente la mia strada” e decisi di lasciare l’università, questo con grande rammarico dei miei genitori, che hanno sempre messo grande pressione sulla questione e mio padre in particolare lo fa ancora (vorrebbe che facessi medicina, me lo ripete spesso da più di cinque anni). Da quando ho comunicato in casa l’idea di voler trasformare la musica in un lavoro mi è stato più volte ripetuto che con la musica non andrò da nessuna parte, che una laurea è fondamentale. In parte questa cosa sono riuscita a mitigarla imponendomi, ribadendo la volontà di voler prendere le mie scelte senza nessuno che stia lì a dirmi cosa fare o non fare, ma complice la pandemia, sono stata costretta a tornare a casa dai miei(provando una sensazione di strappo dalla città in cui mi ero trasferita, in quanto in tre anni avevo stretto amicizie solidissime e avevo una realtà nuova) e a sentire spesso parole di scarsa considerazione riguardo le mie scelte, intervallate da attimi di massima approvazione e supporto da parte di mia madre. Ora entra in gioco il vero problema: da qualche tempo, complice forse l’immobilità, ho sviluppato forti dubbi sulla strada della musica. È come se non ci credessi più, come se avessi perso totale fiducia nelle mie capacità(che prima ritenevo molto alte). Mi sento una nullità, e questo mi porta ansia, crisi di pianto, fortissimi sbalzi d’umore, voglia di non fare più nulla, attacchi di rabbia. Prima sentivo una specie di “vocazione”, mi sentivo quasi guidata, ora invece penso “ma cosa voglio fare io, faccio pure schifo” e cose del genere. Avrei la possibilità di trasferirmi per un paio di mesi fuori e fare corsi intensivi di musica, eppure ne ho paura, sento una strana ansia, la cosa non mi da gioia, e come se non bastasse continuo imperterrita a suonare, ad esercitarmi. Mi sento completamente confusa, non so cosa fare, ho paura di essere bipolare, ho paura che questo invalidi la mia vita.
E se questi episodi di rabbia e di ansia fossero sintomo di qualcosa di grave? Se quel malore di cinque anni fa fosse stato il manifestarsi di un disturbo psichiatrico? Se quel mio sentirmi inizialmente “guidata”, quella “vocazione” non fossero altro che allucinazioni della mia mente?
Mi scuso per aver scritto così tanto e vi ringrazio per l’attenzione.
Cordiali saluti!

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Miglior risposta 21 MAG 2021

Cara Alice,
lo strappo di cui lei parla dalla città e dalla sua vocazione musicale, unita alle solide amicizie che si era costruita lì si può paragonare a una sorta di lutto; improvviso, inaspettato e portatore di una sensazione di rewind, come se dovesse ricominciare tutto da capo.
Basti riflettere sui dubbi che, non a caso, le sono venuti proprio quando è tornata dai suoi. Prima era certa che la musica fosse la sua strada, poi da quando srà nuovamente incappata nelle aspettative deluse di mamma e papà il senso di colpa avrà cominciato nuovamente a fare capolino nella sua vita che si stava definendo esattamente come desiderava.
Per approfondire accuratamente il suo malessere dovrebbe intraprendere un percorso psicologico che la aiuti a rimettere in ordine i tasselli sparpagliati delle sue scelte, eventi e relazioni significative che l'hanno definita nel modo di percepirsi e di percepire gli altri.
Rimango a sua completa disposizione, anche online.

Dott.ssa Francesca Orefice.

Dott.ssa Francesca Orefice Psicologo a Bologna

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21 MAG 2021

Carissima Alice,
leggo tanta rabbia e tanta confusione dalle righe che scrive. Prima di tutto non si autodiagnostichi qualcosa. E' assolutamente normale e comprensibile quello che sta provando visto tutti i cambiamenti ed i traumi cui è andata incontro sostenuti ed alimentati anche dal comportamento poco chiaro da parte dei suoi genitori. Un sostegno con un professionista potrebbe aiutarla prima di tutto ad avere un luogo dove potersi raccontare senza giudizi ed in secondo luogo a fare chiarezza sui suoi desiderata, a recuperare energie e risorse, che sicuramente ha, per ritrovare i suoi pensieri e le sue aspirazioni senza il bisogno di approvazione di altri ma guardando solo a se.
Sono a disposizione
Un caro saluto
Dott.ssa Stefania Barbaro
(ricevo anche on line)

Dottoressa Stefania Barbaro Psicologo a Milano

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21 MAG 2021

Ciao Alice
Tantte volte la vita ci mette davanti delle scelte,giuste o sbagliate sono le nostre scelte.
Secondo me non credo che tu devi mettere un diagnosi senza consultare una professionista che ti puo aiutare e guidare.
In particolar modo ti devi concentrare per te stessa.
Se desideri parlare con me contatti li trovi su site.
Cordiali saluti

Dott.ssa Ileana Sighiartau Psicologo a Domodossola

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20 MAG 2021

Cara Alice, credo sia molto importante non cercare di autodiagnosticarsi o autocategorizzarsi in un disturbo. La pandemia L'ha messa di fronte all'impossibilità di praticare e costruire il Suo progetto. Questo L'ha portata a guardare alla difficoltà di costruirsi una strada, e complici forse le aspettative esterne di altra natura, si é sentita inadatta o inadeguata al Suo desiderio. Penso possa esserLe molto utile un supporto psicologico per darsi modo di comprendere ed elaborare le cause della Sua condizione di ansia e anche lavorare sull'immagine di sé migliorandola, riconoscendo e sviluppando le Sue risorse, per poter realizzare il Suo progetto, con soddisfazione.
Buona fortuna.
Dr.ssa Amanda D'Ambra.

Dr.ssa Amanda D'Ambra Psicologo a Torino

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