Aiutare una persona tendenzialmente depressa

Inviata da Barbara Diaz · 27 ott 2017 Depressione

Buongiorno a tutti,
vi scrivo perché da qualche mese sto vivendo molto da vicino una situazione che sta diventando sempre più frustrante. Da 5 anni sto con un ragazzo che in precedenza era il mio migliore amico, quindi in realtà ci conosciamo da più tempo e quando lui mi ha scelta mi ha detto che grazie a me era riuscito a sconfiggere il nichilismo e ogni proposito di autodistruzione. Questo per dire che lui già da tempo ha problemi e ne è consapevole.
Ora, dopo una lite avvenuta tra di noi ad agosto in cui lui dice che io l'ho lasciato (non siamo mai stati una coppia litigiosa e anzi credo sia stata la prima vera lite), la situazione è precipitata. Un mese dopo questa lite lui ha iniziato un corso lavorativo molto importante, determinante per lui (è militare). Il corso purtroppo è andato male e la situazione che già era precipitata in precedenza è diventata disastrosa. Noi abbiamo continuato a vederci, ma non stando insieme. Lui dice che non vuole staccarsi da me, che sono la sua partner ideale, la donna dei suoi sogni, ma che non riusciamo ad essere felici, perché lui è destinato ad essere infelice. Dice che annichilisce ogni cosa/persona gli stia intorno, che dovrei solo ringraziarlo per essersi allontanato perché lui fa male alle persone. Tre giorni fa mi ha detto che nessuno riesce a capire come sta, come si sveglia la mattina, che addirittura ha pensieri suicidi (non so quanto prenderlo seriamente). Dice che ormai non ha più futuro (ha 29 anni).
Io noto che quando viene da me, sempre di sua volontà, io per lo più non gli scrivo e non lo cerco, lasciando che sia lui liberamente a decidere di cercarmi, arriva con una faccia da funerale, passa ore a lamentarsi della sua situazione e della sua eterna infelicità, ma poi va via con il sorriso. Cerco di coinvolgerlo in attività che lo distraggano, una volta cucinando una torta, un'altra facendogli vedere le mie nuove coreografie, e vedo che reagisce bene, ride, gioca, scherza. Ma non credo questo basti. So che passa molto tempo chiuso in camera a dormire, che raramente esce dalla caserma.
Io mi sto facendo seguire da una psicoterapeuta, che continua a dirmi che dovrebbe andare lui in analisi e che io devo pensare a me. Lui sa che ci sto andando, ma a parte chiedermi cosa lei abbia detto su di noi, non ha detto altro; anzi, ha detto che lui mai e poi mai ci andrebbe. Io vorrei che la mia terapeuta mi aiutasse a fare in modo di coinvolgere anche lui.
Mi chiedo, e chiedo a voi, se possa essere utile provare a fargli capire che il suo stato potrebbe essere notato dai suoi superiori e potrebbe compromettere per sempre la sua carriera e addirittura essere cacciato dall'esercito. Magari in questo modo potrei "convincerlo" a farsi aiutare, oppure potrebbe essere più dannoso/rischioso accrescendo le sue paure e quindi peggiorando il suo stato depressivo?
Lui dice che è fatto così, che non può cambiare, che non tutti siamo nati per essere felici ed evidentemente il suo destino è questo. Vedo anche che è incapace di prendere decisioni, per esempio ora vuole che i genitori lo aiutino a decidere cosa fare con la sua carriera, in 2 mesi non è stato in grado di decidere se provare a ripartire con me o meno (avevamo molti progetti, tra cui matrimonio, figli e casa, ma lui ora non vede più nessun futuro, né con me né con nessun'altra persona). Insomma sembra deleghi altri altri tutte le decisioni più importanti della sua vita, e cosa ancora più frustrante, si da colpe che non ha, soprattutto nei miei confronti: se io sto male è colpa sua.
Scusate la lunghezza... ma non sono riuscita a riassumere meglio! Attendo vostri consigli, grazie in anticipo e buona giornata!
Francesca

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Miglior risposta 30 OTT 2017

Gentile Barbara,
comprendo il desiderio di aiutare il proprio ragazzo a stare meglio,
è meritevole che lei cerchi di sollevargli l'umore con piccole attenzioni quotidiane.
Tuttavia per scelgliere di accedere alla psicoterapia occorre aver maturato un certo grado di consapevolezza del proprio disagio.
Per il momento questo passaggio non sembra avvenuto nel partner nonostante i rischi possibili nella sfera lavorativa.
Le consiglio di proseguire il suo percorso, lentamente possono comunque avvenire alcuni piccoli cambiamenti anche tramite il suo lavoro terapeutico.
Cari saluti
Dott.ssa Donatella Costa

Dr.ssa Donatella Costa Psicologo a Rezzato

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29 OTT 2017

Gentile Francesca,
comprendo il disagio che sta provando e il suo desiderio di trovare soluzioni per una persona che da migliore amico è diventato poi fidanzato.
Ha fatto la giusta scelta pensando di farsi sostenere da un terapeuta, ma non può costringere lui a fare altrettanto.
Faccia attenzione a non lasciarsi trascinare del ruolo di crocerossina, sempre pronta e disponibile. Un atteggiamento di questo genere, con il tempo, le precluderebbe di pensare con serenità alle proprie progettualità.
I miei migliori auguri
Dott.ssa Vanda Braga

Dott.ssa Braga Vanda Psicologo a Rezzato

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29 OTT 2017

Cara Francesca, comprendo bene quanto sia faticoso e doloroso stare accanto ad una persona che continua a scaricare su di Te le Sue sofferenze, che sono in realtà sintomi di un disturbo psichico che da un lato lo fà soffrire e dall'altro non vuole abbandonare nè combattere in nessun modo. Dice bene la Tua terapeuta: prima di tutto devi pensare a Te stessa e al perchè Ti sei legata a una persona come lui che infine fà soffrire anche Te.
D'altronde non si può aiutare chi non vuole essere aiutato.
Non cadere nella trappola di pensare che se lo lasciassi lo faresti soffrire troppo e così sentirti costretta a prenderTi cura di lui. In realtà non pui fare niente di realmente risolutivo e/o terapeutico per lui.
Se non vuole essere aiutato sarebbe bene che Tu valutassi l'opportunità di continuare in questo legame. E forse la paura di perderTi potrebbe essere una prima motivazione ad affrontare i suoi problemi.
Cordialmente, Dr. Marco Tartari, Roatto Asti

Dott. Marco Tartari Psicologo a Roatto

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28 OTT 2017

Cara Francesca, stare accanto a persone che soffrono di depressione è molto estenuante e spesso ci depriva di molte energie vitali. A volte un sano egoismo ci salvaguarda dal coinvolgerci in relazioni affettive che procurano tanta sofferenza. Quello che dovresti chiederti, Francesca, non è cosa puoi fare di diverso per aiutare il tuo fidanzato, ma domandarti come puoi agire diversamente per aiutare te stessa a raggiungere il tuo benessere. Buona fortuna per tutto! Un abbraccio. Dott.ssa Grimaldi

Dott.ssa Francesca Grimaldi Psicologo a Roma

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27 OTT 2017

Gentile Francesca,
lei può decidere sulla sua vita e si sta già facendo aiutare. Per quanto possa essere doloroso, vedere soffrire le persone a noi vicine, non è nostra responsabilità. Chiarisco: se lei gli sta vicino, gli propone di andare da uno psicologo, di darsi da fare e con lui costruirebbe anche il suo futuro, non mi viene in mente altro che lei possa fare. Se lui è convinto che le cose debbano essere nere, negative e simili, avrà le sue ragioni. Sono d'accordo con la sua terapeuta che dice, lei si occupi di sé, lui farà la sua vita.
Sta a lei decidere se stargli vicino, ma non può pretendere (benché lo faccia per il suo bene) che lui sia diverso. Nessuno può imporre di andare in terapia, giustamente. La sua vita gli serve per imparare. Cosa imparerà, lo dirà il tempo. Forse farebbe bene ad apprezzare una persona come lei al fianco? L'unica forse che lo capisce e fa sorridere? Chi può dirlo?
Cordialmente, Dottor Savasta Antonino, Psicologo Clinico, Pistoia.

Dottor Antonino Savasta Psicologo Clinico Psicologo a Pistoia

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