Aiutare un amico (depressione?)

Inviata da MioAmico · 29 ott 2019 Depressione

Buongiorno a tutti.
Chiedo un aiuto per capire come supportare un caro amico trentenne (per me come un fratello) che vive un momento di forte disagio. Condivide la sua vita da circa 15 anni con l'attuale moglie ed hanno un bambino di 2 anni.
Lui è sempre stato un ragazzo introverso, timido e a volte lunatico (più che lunatico ha sempre sofferto i cambi stagionali, grossi cambiamenti, ..) è estremamente metodico e perfezionista. Da qualche tempo ha un forte disagio psicologico che lo ha portato, nella speranza di fare chiarezza nella sua testa, ad allontanarsi da circa 3/4 mesi dalla moglie e figlio tornando a casa dei genitori (senza successo).
Va fatta anche la premessa che con la moglie (bravissima ragazza ma eccessivamente legata alla famiglia di origine e alle volte maniacale sul proprio credo) è sempre stato un rapporto molto "autonomo" reciprocamente perchè entrambi hanno sempre lasciato ampi spazi ai relativi egoismi dando per scontati amore, comunicazione, ..
Arrivando al problema di questo ragazzo da tempo lui è in piena confusione psicologica su vari fronti: non ha mai amato il paese (piccolo paesino isolato) dove viveva e che è il paese della moglie e quindi si è sempre sentito "stretto" in un posto non apprezzato e in una casa (di famiglia di lei) che non sente sua (si colpevolizza per non aver magari seguito lo schema logico convivenza, acquisto casa, matrimonio, figli), seconda problematica il lavoro che ormai non lo soddisfa più e gli crea enorme stress e rimuginazione avendo tanto tempo "libero" (o comunque in solitaria) ma ha paura a cambiare non avendo lei un lavoro ed avendo il bimbo piccolo; legato al lavoro ha anche avuto una enorme delusione dalla famiglia di lei perchè lui aveva seguito e preso in mano una attività di famiglia nella speranza poi di acquisirla ma al momento opportuno è stato defilato in favore di altre strade (e la moglie non si è pienamente resa conto di questa grossa delusione essendo comunque molto devota alla famiglia di origine).
La nascita del bambino ha fatto affiorare le differenze tra di loro e aggiunto questa ulteriore confusione in lui sul futuro della coppia, della famiglia che ha portato all'allontanamento che dicevo prima.
Dalla descrizione ho dipinti due mostri che in realtà non sono, era solo per spiegare in poche righe il tutto ma nelle loro differenze erano davvero molto complementari...a mio avviso, lo ribadisco, hanno forse preso nel tempo troppi spazi allontanandosi ed hanno sempre peccato sulla comunicazione.
La moglie, che lo ama immensamente, gli sta lasciando lo spazio e tempo necessario nella speranza di averlo come o meglio di prima.
Io da amico e giovane marito e padre come lui lo esorto (come la moglie) a seguire una terapia con un professionista (ha provato e poi mollato) per capire la vera natura delle sue confusioni e riprendere le redini della sua vita indipendentemente dal risultato (proseguire o meno la relazione...poi ovviamente mi auguro prosegua) ma soprattutto per il suo benessere psicofisico.
Non riesco però ad essere incisivo, a dare quella sferzata che lo possa aiutare a prendere coscienza che magari c'è una ragione più profonda in lui, magari latente da tempo, che lo ha portato a crearsi tutta questa confusione e che il tempo perso nella speranza che tutto passi o "fai da te" è solo tempo buttato che non potrà fare che accumulare ulteriori rimorsi in futuro per essersi perso anche fasi di vita del figlio che non torneranno più. Vorrei aiutarlo attivamente, sta sprofondando e distruggendo ciò che di buono ha fatto e io sono inerme...
..peraltro altre persone a lui vicine non fanno che alimentare i suoi dubbi ( e distruggere la sua autostima) con critiche distruttive e consigli folli sulla gestione relazionale come se solo quella fosse la natura di questa situazione.
Io voglio solo il meglio per lui ma non so essere convincente o trovare la chiave giusta nonostante lui si stia aprendo con me e, credo, abbia fiducia di me...
Poi a volte anche se sono una persona determinata a volerlo aiutare solo ed esclusivamente per il suo bene vengo sopraffatto da pensieri per me negativi come il fatto che forse lui sia invece lucido e cinico e stia trovando una via di fuga o standby per gestire una situazione nella quale non perde troppo (vede il figlio, ha tempo libero, ..) e non deve esporsi con una decisione drastica come la separazione che comporterebbe indubbi svantaggi su più fronti...non so se rendo l'idea... Però poi vedendolo sempre spento, buio, spaesato capisco che sono forse miei scoramenti non vedendo in lui alcun miglioramento.
Grazie per il vostro tempo e buon lavoro.

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