Agofobia e emofobia, come fare?

Inviata da Silvia · 17 mag 2016 Fobie

Buonasera,
Sono stata in terapia un anno ma mi sono principalmente occupata di altri problemi, sono sicuramente migliorata ma forse ho interrotto troppo presto a causa di una motivazione economica. Dico troppo presto anche perché non c'è stato il tempo di trattare una questione che ho paura possa compromettere seriamente la mia salute in un futuro, dato che non se ne parla, per me, di fare inizioni, tanto meno analisi del sangue. Credo di essere fortemente agorofobica e sopratutto emofobica. Ricordo che da molto piccola, forse 3 o 4 anni, feci una o più punture nel sederino in cui mi dovevano tenere ferma mentre piangevo, mia madre dice di non ricordarselo ma non credo sia possibile che sia un sogno, possibile che lei se lo sia dimenticata. Poi sono cresciuta con questa paura per punture e sopratutto analisi del sangue, tanto che ricordo che una volta feci le analisi, a 18 anni, era tanto tempo che non le facevo ma fui costretta, ero terrorizzata tutto il tempo, le infermiere non hanno preso bene la vena e hanno dovuto fare più buchi, erano in due e commentavano ad alta voce tutto, tipo "non gli si vede la vena", e "ecco, qui", ecc, ed io mi sentivo svenire ad ogni parola anche se non guardavo, tanto che ancora oggi faccio fatica a ripensarci, mi sento quasi un mancamento. Beh, quella volta, appena finito, mi alzai sconvolta e e subito svenni cadendo dal lettino, mi risvegliai a terra, con una spalla dolorante, piansi e chiesi si parlare al telefono con mio papà, il quale mi confesso che anche lui sveniva sempre quando gli facevano le analisi; informandomi ho scoperto che spesso in queste fobie c'è una componente genetica, o ereditaria, ed anche nel mio caso è così, il che, tra l'altro è molto strano perché mio padre è un uomo molto forte, per nulla emofobico, stava per diventare medico addirittura, e quando mi sono ferita con perdita copiosa di sangue (almeno un paio di volte da ragazzina) lui mi ha sempre soccorso prontamente e senza difficoltà, anche con le proprie ferite non ha mai avuto problemi. Io invece no, per me la situazione è più grave: una volta un mio coinquilino si è ferito gravemente con una porta di vetro sul braccio di fronte ai miei occhi e io sono rimasta paralizzata quasi letteralmente tanto da non essere riuscito minimamente ad aiutarlo, ed un'altra volta, sono svenuta vedendo in Tv un calciatore che si feriva alla testa. Quando invece ho visto persone perdere sangue ma non in maniera, diciamo, a schizzo, sono stata piuttosto presente ed in grado di affrontare la situazione, sia che fossi io, sia che fossero persone altre. Vorrei capire cos'ho di preciso, e come posso superare questa cosa perché ho 28 anni e forse non fare mai analisi e quindi non sapere come sto mi mette una certa ansia; inoltre ogni volta che ne parlo tutti mi ridono in faccia, compresa mia madre e il mio medico di famiglia, nessuno mi prende sul serio e quindi io preferisco rifugiarmi in risposte sbrigative senza affrontare la questione. Addirittura una volta, al liceo, durante la lezione di biologia, un racconto troppo preciso su un funzionamento anatomico, forse le vene o le arterie, non ricordo, alzai la mano chiedendo di andare al bagno perché mi sentivo di svenire a sentir parlare di queste cose; il professore non mi ha neanche creduto, quindi non mi ha lasciato andare in bagno. Ho dovuto tapparmi le orecchie e cercare di pensare ad altro. Potreste aiutarmi?
Grazie mille a chiunque mi risponderà

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Miglior risposta 18 MAG 2016

Buongiorno gentile Silvia,
per risolvere questo problema dovrebbe ricontattare la/lo psicoterapeuta con cui ha svolto la terapia precedente e affrontare il suo disagio proprio come l'ha raccontato qui. E' tutto collegato e sorprende che questo non sia stato affrontato, ma on line non si supera il disagio, noi siamo qui per orientare.
Cordiali saluti
Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Roma

Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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3 APR 2017

Gentile Silvia,

In generale le fobie sono tra i disturbi psicologici la cui cura del sintomo e conseguente remissione può risultare in molti casi rapida, se trattate con un intervento specifico.

Un possibile percorso prevede un aiuto a gestire le proprie reazioni psicologiche e fisiologiche attraverso tecniche di rilassamento e un intervento che si basi sull’esposizione allo stimolo fobico per favorire una conseguente desensibilizzazione.

In particolare, l'intervento da me proposto si basa sull'utilizzo di tali tecniche, potenziate dall'ausilio di nuove tecnologie come la Realtà Virtuale.

Se vuole approfondire rimango a disposizione per eventuali chiarimenti.

Cordiali saluti,
Stefano Barbieri

Dott. Stefano Barbieri Psicologo a Milano

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19 MAG 2016

Cara Silvia,
come tu stessa hai riconosciuto, hai interrotto troppo presto la psicoterapia e dovresti riprenderla.
Le fobie a cui vai soggetta sono molto frequenti ma tutte hanno un comune denominatore nella insicurezza e struttura fragile di personalità, a sua volta correlata a fattori bio-psico-sociali.
E' noto che le fobie limitano, a volte in modo pesante, la vita di relazione delle persone ma possono essere vinte con una buona psicoterapia preferibilmente di tipo cognitivo-comportamentale.
La scelta da fare è sempre quella di non evitare ma affrontare in maniera graduale (step by step) oppure decisa (full immersion) l'oggetto fobico, meglio se con l'aiuto del terapeuta.
Riguardo poi al tuo ricordo traumatico del prelievo di sangue con successiva caduta per svenimento e trauma anche fisico, sarebbe bastata la cautela di fare il prelievo facendoti stare distesa sul lettino e facendoti rialzare con attenzione solo dopo alcuni minuti e dopo aver controllato la pressione arteriosa.
In conclusione, per guarire dalle tue fobie, devi al più presto riprendere il percorso di psicoterapia.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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19 MAG 2016

Carissima,i tuoi problemi si curano con la psicoterapia cognitivocomportamentale attraverso una tecnica che si chiama "desensibilizzazione sistematica".
Quindi, ti consiglio di trovare un buon psicoterapeuta specilizzato in cognitivo-comportamentale.
In questi casi, io,super io,ego,super ego,benzina,gasolio, non servono a niente.
Coraggio, tutto si risolve

Anonimo-157342 Psicologo a Montebelluna

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