Agitazione incontrollabile...

Inviata da Anonima. 22 gen 2018 6 Risposte  · Ansia

Salve,
vi scrivo per avere un consiglio. Da circa 4 anni ogni volta che devo parlare con qualche mio familiare o amico di qualche argomento che mi sta a cuore (che mi preoccupa, o anche bello) inizio a sentirmi fortemente agitata. Così agitata che ho paura di sentirmi male. Il cuore mi inizia a battere fortissimo, in modo irregolare e sento una forte costrizione al petto che non mi fa quasi respirare o parlare, inizio a tremare e a sudare... La stessa cosa mi succede se devo parlare in pubblico per lavoro o con il mio ragazzo (anche se lui è una persona tranquillissima)... Credo che questo sia dovuto al fatto che 4 anni fa, ho passato un periodo molto brutto in cui ho litigato molto con il mio ex, con mia sorella, mia madre e sul lavoro con alcuni colleghi. Quel periodo mi ha sfinito, ho provato emozioni fortissime di disperazione, rabbia, tristezza, delusione. Ora è come se fossi diventata ipersensibile a qualsiasi cosa anche le cose più banali. Come avverto anche lontanamente la possibilità di un minimo contrasto con qualcuno, la possibilità di ricevere una critica, un rimprovero, un commento negativo mi agito terribilmente. Non so come risolvere questa cosa. Razionalmente so che anche se gli altri avessero opinioni diverse dalle mie o mi giudicassero non finirebbe il mondo. So di non aver motivo di sentirmi così agitata... ma non riesco proprio a controllare le mie emozioni. Quando tutto passa e ho finito di dire quello che devo dire mi sento stupida e spesso mi viene da piangere. A volte non so nenache bene il motivo per cui alcuni argomenti sono così difficili da trattare, non so neanche di cosa ho paura... Ho provato ad affrontare la cosa cercando di parlare comunque e il più possibile con amici fidati, genitori e il mio ragazzo, ma non funziona... più parlo di certi argomenti, più mi fanno star male (anche se vorrei parlarne). Mi agito anche dopo 10 volte che ne parlo. Avete qualche consiglio?

genitori , lavoro , amici , consiglio

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Salve,
da quello che dice sembra che 4 anni fa è stato un periodo davvero intenso. noi esseri umani superiamo prove anche difficili ma non tutte le prove ci lasciano indifferenti. per vari motivi, anche non visibili, alcuni periodi ci segnano e magari avvertiamo sintomi fisici (es. gastrointestinali), dormiamo meno bene o addirittura male, e quello che lei nota "ipersensibilità" può essere la traccia di quel periodo non ancora archiviato nel passato. se vuole capire meglio, consulti un professionista nella sua zona con cui può indagare le emozioni legate a 4 anni fa e capire se ancora ci sono ricordi negativi vividi che lasciano tracce in lei e non le permettono di essere serena oggi.
auguro in bocca al lupo!
Buona giornata,
Dr.ssa Ines Romy Cutrona


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Potrebbe tutto dipendere da una fortissima stanche mentale e da una banale nevrosi di ansia.Questa estate ti consiglio un lungo periodo di riposo.Nello stesso tempo cerca di cambiare quelle abitudini che nel tempo sono state fin troppo ripetitive
Dr DI RIENZO LUCIANO

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3 FEB 2018

Logo Luciano Di Rienzo Luciano Di Rienzo

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Gentile utente
da quello che scrive si evince sicuramente sofferenza e ansia, manifestata con i sintomi fisiologici che gia ben conosce e immagino anche con pensieri ai quali magari lì per lì nella situazione specifica non fa molto caso. Il consiglio che io, ma immagino anche i miei colleghi, posso darle è quello di rivolgersi ad un professionista per capire il senso di tutto ciò. Dice che è da 4 anni che vive questa situazione e che ha provato emozioni varie (disperazione, tristezza, ecc)...ma le ha sapute collegare al meglio queste emozioni agli eventi che accadevano nella sua vita? E dopo 4 anni come mai oggi chiede un consiglio/aiuto? Come può intuire le domande a cui un terapeuta potrebbe aiutarla a dare delle risposte per dare un senso alle sue esperienze di vita sono tante. Partendo dal sostegno affettivo da cui è circondata e dalla spinta del momento a risolvere questo suo disagio, il consiglio di iniziare un percorso di terapia credo sia il più opportuno.
Rimango a sua disposizione e le auguro una buona giornata.

Dott. Fabio Madeo

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24 GEN 2018

Logo Dott. Fabio Madeo Dott. Fabio Madeo

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Gentile anonima,
sicuramente quel periodo critico di 4 anni fa ha rappresentato per lei un grosso trauma emotivo che non è stato ancora sufficientemente elaborato.
Credo però che esso abbia agito su una struttura di personalità già fragile ed anche per questo motivo sarebbe interessante ed utile che lei intraprendesse una psicoterapia quale percorso qualificato per analizzare il suo vissuto e fornirle gli strumenti tecnici e le competenze necessarie per eliminare o almeno ridurre l'ansia sociale e l'eccessiva risposta neurovegetativa agli stimoli esterni.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

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24 GEN 2018

Logo Dott. Gennaro Fiore Dott. Gennaro Fiore

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Nel leggere quanto scrive, ho percepito di non avere elementi sufficienti per rispondere alla sua domanda perché il tema che espone ha due aspetti: uno pubblico e uno privato.
Sotto l’aspetto pubblico, infatti, è comprensibile che lei provi ansia nel parlare di fronte ad un certo numero di persone; è una cosa che accade a molte persone (e lei, tra l’altro, non ci dice neppure la sua età) e quindi la sua agitazione è da considerarsi abbastanza naturale e legata, probabilmente, al desiderio che il suo intervento sia apprezzato, giudicato interessante, ecc. La sicurezza in se stessi e l’autostima, quindi, giocano un ruolo importante e sono inversamente proporzionali all’ansia cosicché più crescono le une, più diminuisce la seconda.
Sotto l’aspetto privato, invece, mi sono chiesta quali siano gli “argomenti così difficili da trattare” perché lei non fa alcun esempio. Sarebbe importante capire meglio, considerato che ci fa sapere di essere fidanzata forse da cinque anni con il suo tranquillissimo ragazzo ma che anche parlando con lui affiorano i sintomi che ci descrive (battito accelerato, costrizione, tremore, sudore ecc.) quando invece ci si aspetterebbe che con una persona a cui è affettivamente legata e con la quale dovrebbe esserci, ormai, una profonda intimità, lei potesse affrontare qualunque argomento in totale serenità. Il fatto che quattro anni fa lei abbia litigato a lungo con tutti non spiega questo suo malessere. Ha tentato di affrontare “certi argomenti” con amici, parenti e il suo ragazzo, ed ora si è rivolta qui dove le rispondono degli psicologi. Mi sento di dirle che è la strada giusta, nel senso che lei stessa dichiara di voler parlare di qualcosa che le fa male ma, in fondo, di quale sia l’oggetto non ci ha detto nulla. Scelga quindi uno psicoterapeuta e apra totalmente il suo cuore e sono certa che si sentirà molto più leggera.

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24 GEN 2018

Logo Dott.ssa Maria Pichi Dott.ssa Maria Pichi

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Bisogna solo darle la giusta tecnica per essere in grado di gestire queste emozioni in modo da riportarle ad un livello accettabile e controllabile. La paura della critica è un problema molto ben conosciuto e può essere risolto velocemente

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23 GEN 2018

Logo Dott.Carlo Paradisi Miconi Dott.Carlo Paradisi Miconi

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