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Aggressività e ira di una adolescente

Inviata da Mariella il 23 giu 2012 Aggressività

Mia figlia di 13 anni ha sovente scatti di ira incontrollata e aggressività in famiglia dovuta da piccole cose. Fuori dalla famiglia è una ragazza affettuosa e normale ma quando entra in casa è aggressiva,, insulta e aggredisce molto spesso con parole e fatti il fratello e i genitori. Ha momenti di ira e panico veramente preoccupanti. dopo questi episodi non chiede scusa per i suoi scatti di rabbia ma dimentica e torna affettuosa e normale come se niente fosse successo Come gestire la situazione. Non vuole andare dal medico. Devo obbligarla?
saluti

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Buonasera Mariella,
parlare di opinioni contrastanti, incomprensioni che possono generare rabbia e frustrazione in ambo le parti, è naturale nella fase dello sviluppo in cui si trova attualmente sua figlia: l'intero sistema famigliare viene messo in crisi, bisogna trovare nuovi equilibri. Parlo di sistema famigliare per sottolineare che un simile momento evolutivo non riguarda solo i figli ma anche i genitori. Meno naturale sono gli scatti d'ira incontrollati e un'eccesso di aggressività: sicuramente se la situazione è "eccessiva", così come lascia intendere, sarà bene rivolgersi ad uno psicoterapeuta, specializzato nel trattamento dei disagi specifici dell'età evolutiva e della coppia genitoriale. Una persona specificatamente formata in tale ambito saprà certamente accogliere le vostre angosce e quelle della ragazza. Resto a vostra disposizione per eventuali chiarimenti
Dr. ssa Alessia Serra

Dott.ssa Alessia Serra Psicologo a Santa Maria delle Mole

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Ciao,
So che sono passati alcuni anni da quando ha scritto questo ed è proprio per questo che vorrei sapere com'è la situazione adesso. Vivo lo stesso problema e sto impazzendo ...
grazie

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Buongiorno gentile Mariella,
L'età della sua figliola è un'età importante evolutivamente per rinsaldare l'identità personale e unica nella giovane persona; iniziano i confronti e le lotte di potere volte ad affermarsi, a fare del mondo in cui si vive il "proprio mondo". Probabilmente le piccole cose di cui lei - come genitore - parla, non sono per sua figlia tali ma sulle quali viene veicolato altro per potersi sentire rispettata e compresa. L'ascolto attento di voi genitori verso i messaggi che vostra figlia vi comunica è segno di apertura e rispetto verso la donna che diventerà. Se avete molte difficoltà a comprendere, sarebbe il caso di rivolgervi voi genitori ad uno Psicologo Psicoterapeuta o cercare nella vostra città gruppi sulla genitorialità. In questo sito molti di noi ne conducono.
Cordialmente
Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Roma

Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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Cara signora Mariella forse le piccole cose a cui lei fa cenno andrebbero chiarite, se scatenano poi ira in sua figlia! Dovreste assieme, tutta voi famiglia, capire cosa stia succedendo in casa vostra; magari iniziando voi genitori a rivolgervi ad uno psicologo esperto di tematiche familiari.
Lei, Mariella, ha avuto molto coraggio a scrivere di sua figlia, vada avanti, non si perda d'animo, cerchi un aiuto esterno per affrontare la situazione, certamente nella sua zona di residenza esistono psicologi capaci di seguirla.
Un caro saluto!
Dott. Giovanna Ferro – psicologa psicoterapeuta - Savona

Dott.ssa Giovanna Ferro Psicologo a Savona

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La mitica adolescenza, definita età sospesa, in alcuni casi, acutizza spesso difficoltà relazionali e comunicative. E' opportuno in questi casi cercare ci parlare e comunicare con i propri figli, cogliendo le difficoltà, senza porci in posizione di superiorità o di critica. Potrebbe farsi aiutare da un professionista, naturalmente anche una psicoterapia familiare potrebbe essere d'aiuto.
buona giornata
dott.ssa Carmela Di Blasio

Psicologa Psicoterapeuta Naturopata Di Blasio Carmela Psicologo a Pescara

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L'adolescente è un pianeta affascinante e tutto da scoprire, purtroppo a volte, entra in "rotta di collisione" col mondo adulto e allora si vedono scintille...

Evidentemente quelle che lei considera "piccole cose" non sono tali per sua figlia e da ciò deriva la sua incomprensione.

Tuttavia è possibile capirsi superando delle apparenti barriere create dalla non comunicazione.

Dietro una "presa di posizione" c'è sempre la difesa di un interesse.
Questo è valido sia per adolescenti sia per adulti.

Senza giudicare le reazioni che le sembrano essere sproporzionate, cerchi di capire che "interessi"
difende sua figlia e le vada incontro.

A volte siamo anche noi adulti a sbagliare.

Cordialissimi saluti.
Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicoterapeuta

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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Gentile Mariella,
13 anni sono un'età molto particolare e delicata: sua figlia sta entrando nell'adolescenza e dei cambi, anche molto repentini, nel tono dell'umore e nelle relazioni con i genitori sono all'ordine del giorno. Sua figlia si sta formando, sta sperimentando i cambiamenti del suo corpo e di conseguenza anche nella sua psiche. Attraveso il confronto, anche acceso, con l'altro, costruisce sè stessa passo dopo passo. Può accadere che, in questo periodo, la ragazza possa trovarsi in balia di sensazioni ed emozioni contrastanti e proprio per questo gli scatti d'ira possono altenarsi a momenti di calma e serenità: quello che Le consiglio è di contattare uno psicoterapeuta che possa aiutare sua figlia nella gestione delle emozioni e, di conseguenza, della rabbia, accompagnandola in questa importantissima fase di transizione che è l'adolescenza.

I miei migliori auguri

Dott. Luca Pivetti

Studio Associato Chrysalis Psicologo a Arese

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Gentile Mariella,
variazioni del tono dell'umore sono normali in adolescenza. In questa fase prima di "portare" sua figlia da uno specialista, Le consiglierei di consultare uno psicoterapeuta, insieme al padre della ragazza.
Da quanto Lei racconta sembra che abbiate bisogno di essere guidati nella gestione emotiva della ragazza.
Gestire in delega, potrebbe rinforzare l'ansia della ragazza rispetto al fatto che nessuno la capisce. Una maggiore coesione educativa nella coppia genitoriale e una disponibilità all'ascolto potrebbero bastare.
Solo se i sintomi dovessero continuare si rivolga ad un terapeuta esperto in problematiche adolescenziali.
Dott. ssa Valeria Rinaldini,Napoli

Dott.ssa Valeria Rinaldini Psicologo a Napoli

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Salve Mariella,
prima di obbligarla, credo sia importante provare altre strade: intanto cercare di capire cosa sta succedendo, da quando vede questo cambiamento, a cosa secondo voi genitori può essere legato; cercate di parlare con lei nei momenti in cui è tranquilla esprimendo la vostra preoccupazione e il vostro desiderio di aiutarla. Infine, potete cercare voi di contattare uno psicoterapeuta che si occupa di bambini e adolescenti (anche alla Asl ce ne sono di molto bravi), per approfondire il discorso e chiedere un aiuto più specifico.
Cordiali Saluti
Dr.ssa Alfonsina Pica, psicologa e psicoterapeuta

Dott.ssa Alfonsina Pica Psicologo a San Miniato

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Gentilissima Mariella, la situazione da lei descritta sembra fuori controllo e si avverte la sua preoccupazione. Ciò che mi sembra interessante sono i momenti di ira e di panico.... panico, perchè?
panico e ira sono assai diversi... avvengono isieme? in quali momenti l'uno e l'altro?
Cosa vuol dire che poi fa come se nulla fosse successo? e voi, come vi comportate? Cerchi di capire su che stimolo avvengono le situazioni descritte.
Forse sarebbe importante che a sentire un collega andaste voi genitori..... descrivete cosa accade e potrete magari, lavorare insieme per sistemare la situazione.
Mi tenga informata sugli sviluppi.
Dott.ssa Patrizia Amici

Dott.ssa Amici Patrizia Psicologo a Seriate

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Cara Mariella,
sua figlia è nella fase in cui si sta misurando con l'"altro" e in specialmodo con le figure di riferimento, cioè la famiglia e in particolare quelle che rappresentano l'autorità, le persone adulte.
E' una delle fasi della sua costruzione dell'identità.
Obbligarla non credo sia una utile modalità. Ma aprirsi all'ascolto, darle disponibilità e apertura nella comunicazione, con amore e comprensione saranno modi più adatti e fruttuosi.
Invece potrebbe utile a VOI genitori confrontarsi con uno psicoterapeuta che vi ascolti e vi dia una rilettura della situazione e vi supporti in questa fase della genitorialità impegnativa, aiutandovi a comprendere da vicino che vostra figlia sta crescendo, a volte silenziosamente, a volte burrascosamente per aprirsi la via!
I miei migliori auguri

Dott.ssa Elisa Fagotto Psicologo a Portogruaro

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Gentile Mariella,
il periodo dell'adolescenza è certamente un momento molto delicato per ogni ragazzo e per la famiglia. Emergono emozioni forti e desiderio di sentirsi autonomi e allo stesso tempo protetti dai propri genitori; in tal senso atteggiamenti oppositivi possono considerarsi come "normali" in quanto espressione di affermazione di sè e andrebbero pertanto riconosciuti e compresi.
Dalle sue parole sembrerebbe però possibile ipotizzare che all'origine della rabbia di sua figlia ci sia dell'altro...non ci dice da quanto tempo ha iniziato a manifestare questi comportamenti aggressivi nè se ne abbiate mai parlato con lei. Al di là di ciò, è importante interrogarsi sulle motivazioni di un simile comportamento sopratutto in considerazione del fatto che da come ci scrive emerge esclusivamente con voi genitori e con il fratello. E' possibile che la ragazza stia esprimendo un disagio attribuibile ad una situazione familiare attuale o pregressa che la fa soffrire. In questo caso a nulla servirebbero atteggiamenti punitivi o rimproveranti che contribuirebbero al contario ad aumentare in lei la rabbia. Se le sembra di non riuscire a trovare un canale di comunicazione consideri la possibilità di consultare uno psicologo che possa aiutarla a vedere la situazione nel suo insieme, dando cioè un senso alla rabbia di sua figlia all'interno del suo contesto di vita. Un saluto

Centro Di Psicologia E Psicoterapia La Fenice Psicologo a Roma

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Cara Marinella,
13 anni sono un età molto difficile e complessa, si scopre il mondo fuori dalla famiglia, gli amici, i primi amori e tutto cambia e diventa complesso. I genitori smettono di essere idealizzati e spesso diventano più nemici che amici, con loro si cerca uno scontro, si sperimenta tramite questo il limite, il confine. E' molto difficile rapportarsi con i nostri figli in continuo cambiamento e nel nuovo ruolo che ci viene richieso ecco perchè può essere utile un confronto con un professionisista per un supporto al vostro ruolo genitoriale. Una figura quindi che sappia guidarvi nella ricerca di una nuova relazione con vostra figlia. Non è infatti giusto costringere lei ad andare da un medico, soprattutto perchè difficilmente avrà la percezione che ci sia un reale problema da risolvere. I miei migliori auguri.

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Gentile signora, non si allarmi troppo per questa situazione, infatti stiamo parlando di una ragazzina che è appena entrata nell'adolescenza, per cui, intanto soffre poiché non si riconosce più nei suoi vecchi panni e nello stesso tempo deve capire chi è che cosa sta diventando, per cui è normale che sia aggressiva, cercate comunque di farle capire che i suoi comportamenti feriscono i membri della famiglia, ma ovviamente fatele sentire il vostro amore! Naturalmente se ne sente la necessità contatti uno psicologo vicino casa, certamente la saprà guidare ed appoggiare in questo tortuoso cammino che la famiglia di un adolescente è obbligata prima o poi a percorrere!
Un in bocca al lupo!

Dott.ssa Angela Virone Psicologo a Agrigento

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Cara Marinella,
13 anni è sicuramente un'età difficile in cui un individuo comincia a costruirsi la propria identità e a vivere i primi grandi problemi a cominciare dai cambiamenti fisici, i rapporti con i pari e anche con i genitori. Cercate innanzitutto di evitare critiche, giudizi, punizioni e ponetevi in posizione di ascolto. Vi suggerisco, a voi genitori, di eventualmente cercare uno psicoterapeuta a cui descrivere meglio la situazione e valutare insieme a lui se e come coinvolgere anche vostra figlia nei sucessivi colloqui. Cordiali saluti, Dott.ssa Francesca Zoppi

Dott.ssa Francesca Zoppi Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Verona

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Buongiorno Mariella,

comunichi con sua figlia. Capisca cosa vive in questo momento. 13 anni sono un' età in cui inizia a svilupparsi una propria identità e si verifica un distacco dal primo punto di riferimento per un figlio/a, ovvero la famiglia, per rivolgersi al gruppo dei pari, degli amici. Quindi vi è un cambiamento che il figlio, il ragazzo/a vive. E' importante accompagnare un figlio in questa fase. Se ritiene utile rivolgersi ad uno psicoterapeuta per avere indicazioni utili lo faccia pure.

Cordiali saluti

Dott.ssa Roberta De Bellis Psicologo a Gallarate

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