Affetta da disturbo bipolare che non vuol prendere le medicine...

Inviata da Roberta · 5 giu 2014 Disturbo bipolare

Salve a tutti, mi chiamo Roberta ed abito a Roma. A mia madre di 56 anni quasi 10 anni fa è stato diagnosticato un disturbo bipolare per il quale non c'è stato verso di farla curare, se non in modo discontinuo e frammentario. Ad oggi non ammette la malattia, vive di false convinzioni e spesso si sente al centro di immaginari complotti. Dopo episodi di aggressività verbale e nervosismo incontrollato, mi sono trovata costretta a curarla di nascosto somministrandole 1,25 di Risperdal al giorno. La situazione è appena sotto controllo e lei non conduce una vita normale e di conseguenza nemmeno io. Non nascondo la mia disperazione. Vorrei entrare in contatto con un medico specializzato in tali disturbi che possa aiutarmi a capire come comportarmi con lei e come fare a curarla in modo efficace. Non ho problemi per quanto riguarda un programma privato provvedendo ad onorario richiesto. Vi prego, aiutatemi! Sono sola ad affrontare tutto questo (mio padre è morto e non ci sono altri parenti), non so piu' che cosa fare.
Grazie, Roberta

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Miglior risposta 10 GIU 2014

Gentile signora Roberta,
solitamente lo psicoterapeuta comportamentale opera anche a domicilio o, ancor meglio, attraverso lei come figlia si instaura un percorso di consulenza allo scopo di portare ala mamma a farsi curare per lo meno a convincersi della sua patologia che è il primo passo per la cura. Oggi ci sono protocolli di cura anche sul versante psicoterapeutico, non solo psicofarmacologico
dr paolo zucconi, sessuologo clinico e psicoterapeuta comportamentale a udine

Dr. Paolo G. Zucconi (sessuologia clinica & Psicoterapia) Psicologo a Udine

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11 GIU 2014

Gentile Roberta,
Posso capire il suo disagio e le sue difficoltà anche a livello pratico.
È molto difficile gestire un disturbo bipolare, in più per quanto riguarda i "complotti" indicano pensieri paranoici.
Quindi, anche il mio consiglio è di rivolgersi ad un terapeuta per essere supportata e non alimentare dinamiche disfunzionali. Ancora più importante è trovare il modo di far collaborare sua mamma, perché è lei che ha bisogno di un aiuto costante da parte di un terapeuta ed uno psichiatra.
Rimango a disposizione x chiarimenti.
Cordiali saluti.
Dott. Petrozzi.

Petrozzi Roberto Alex Psicologo a Savona

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10 GIU 2014

Gentile Roberta, le consiglio di agire in questo modo : si rivolga a uno psicologo della sua zona che possa supportare sua madre anche nell'uso consapevole dei farmaci come elemento di cura, perché è importante che sua madre non si senta in qualche modo "imbrogliata" ma sia lei a volersi prendere cura di se stessa in tutti i modi utili per stare meglio. Probabilmente sarà poi lo psicoterapeuta stesso a consigliarle uno psichiatra o un farmacologo che si occupi della presa in carico di sua madre dal punto di vista farmacologico; sarà importante per i due professionisti lavorare in sinergia. Un saluto
Dott.ssa Lucia Firinu, Psicologa e Psicoterapeuta Cagliari, Oristano , Serrenti

Dott.ssa Firinu Lucia, Psicologo - Psicoterapeuta Psicologo a Cagliari

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10 GIU 2014

Grazie a tutti i medici per le risposte ed i suggerimenti; il medicinale che le somministro (Risperdal) le era stato prescritto da una psichiatra a seguito di un ricovero in Tso subito quasi dieci anni, ma che dopo un anno si è riufiutata di continuare ad assumere. Ci sono state molte altre visite specialistiche,periodi di colloqui piscologici ma ora lei ha avversione per tutto cio'che riguarda medicina psichiatrica e psicologica e non c'è verso di convincerla. Per questo speravo di trovare uno specialista che possa seguire il discorso in privato, piuttosto che la Asl dove daranno appuntamento dopo svariati mesi e non credo abbiano il tempo per seguire in modo approfondito un caso un po' complesso come si presenta questo.
Cari Saluti,Roberta

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10 GIU 2014

Gentile Roberta,il disturbo bipolare va trattato con una cura farmacologica affiancata da una psicoterapia. Quando lavoro con pazienti con diagnosi di disturbo bipolare lavoro in questo modo: io mi occupo della psicoterapia e affido a un collega farmacologo o psichiatra la presa in carico del paziente dal punto di vista farmacologico.Nella prima fase della psicoterapia miro a sensibilizzare il paziente sul ruolo fondamentale che ha il farmaco per la riuscita della psicoterapia.Ritengo che il farmaco assunto consapevolmente sia molto più efficace di un farmaco assunto inconsapevolmente e penso che sia fondamentale per il paziente prendersi cura in maniera attiva di se stesso.Ho visto pazienti inizialmente restii all'assunzione di farmaci che poi si sono resi conto che il farmaco era importante per la loro salute e che quindi dovevano prenderlo.Il mio consiglio è di rivolgerti a uno psicoterapeuta della tua zona che lavori con tua madre per sull'importanza della cura farmacologica;nel contempo lo psicoterapeuta dovrebbe inviare tua madre da un collega psichiatra o farmacologo di sua fiducia che si occupi dell'aspetto farmacologico.Saluti
Dott.ssa Lucia Firinu psicologa e psicoterapeuta a Cagliari,Oristano,Serrenti

Dott.ssa Firinu Lucia, Psicologo - Psicoterapeuta Psicologo a Cagliari

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10 GIU 2014

Cara Roberta, le consiglio di rivolgersi ad uno psichiatra che possa tenere sotto controllo dal punto di vista farmacologico il disturbo di sua madre e che lavori in equipe con uno psicoterapeuta ad indirizzo cognitivo-comportamentale. Questo perché è fondamentale lavorare anche sulla aderenza al trattamento e sull'accettazione della patologia, cosa che sua madre non riesce a fare proprio per le caratteristiche del disturbo e per la sofferenza che provoca.Cosa succederebbe se sua madre scoprisse che lei somministra farmaci di nascosto? Come sarebbe il vostro rapporto, date le paranoie tipiche della patologia e la mancanza di fiducia che si aggiungerebbe?
Trovi al più presto questi specialisti. Cordiali saluti
Dott.ssa Elisa Zocchi

Dott.ssa Elisa Zocchi Psicologo a Samarate

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6 GIU 2014

Gentile Roberta,
in situazioni come quella che ci descrive la strategia migliore è quella di rivolgersi al Servizio Pubblico. Questo perché la presenza di una equipe di curanti, composta da psicologo, psichiatra, educatore, ecc, è il tipo di intervento che probabilmente le serve e che solo la Asl può offrire.
Al Servizio potranno darle tutte le indicazioni su come muoversi al meglio.

Restiamo in ascolto

Dr Mori, Psicologo Sessuologo Psicoterapeuta Psicologo a Siena

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6 GIU 2014

Gentile Roberta,
le consiglio di rivolgersi a un Consultorio o un Centro specializzato della sua zona, così che le possano indicare i passi da muovere.
Scrive che in questo momento la situazione è "appena sotto controllo", ma potrebbe anche diventare difficilmente controllabile, con conseguenze sia per lei sia per sua madre.
Facendo qualche ricerca in internet o rivolgendosi all'ospedale della sua città potrà trovare sicuramente le informazioni che cerca.
Cordiali saluti,
dott.ssa Irene Onnis, psicologa psicoterapeuta - Milano

Dott.ssa Irene Onnis - Psicoterapeuta, Terapeuta EMDR Psicologo a Milano

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6 GIU 2014

Cara Roberta,
certamente stai vivendo un enorme disagio, ma il prodotto che tu somministri di nascosto a tua madre, da chi è stato prescritto? Presumo da uno specialista in Psichiatria, e se così fosse, lo stesso dovrebbe essere in grado di darti i suggerimenti di cui hai bisogno. Il farmaco adeguato ,comunque indispensabile, dovrebbe essere accompagnato da altrettanto indispensabili colloqui psicologici e per questo potresti rivolgerti ad un Consultorio Psicologico a te vicino. Se economicamente puoi permetterti uno specialista privato, effettua una accurata ricerca di uno Psichiatra il cui orientamento sia conforme al mio suggerimento. Rimango a tua disposizione per ulteriori comunicazioni. Un caro saluto.
Dott.ssa Carla Panno
psicologa-psicoterapeuta

Dott.ssa Carla Panno Psicologo a Milano

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