Acuta manifestazione della sindrome dell'impostore

Inviata da O. P. N. il 19 apr 2018 1 Risposta

Salve,

possiedo un problema e non mi prenderei la briga di illustrarlo se non fosse sufficientemente grave. Vado dritto al punto.

Ho perso stima delle mie abilità cognitive, o intellettuali che dir si voglia. Anzi, non so neppure affermare di averle mai possedute, a dispetto di quanto insegnanti, conoscenti e familiari abbiano sempre voluto sostenere. Ho posseduto per diversi anni - ora sono 22enne - diversi interessi in informatica, letteratura, filosofia e matematica, fin dove il tempo mi ha permesso coltivare. Ma recentemente la presunzione di dover riuscire in ciò che faccio con relativa facilità ha preso il sopravvento, facendomi credere sempre di più di non essere portato a ciò in cui mi dedico. Procastinazioni, abbattimenti e periodi di panico e di depressione si sono fatti più frequenti negli ultimi tempi.

Potrebbe o no sorprendervi quanto di grave questo significhi per me. Sottoscrivermi a questa nuova identità significherebbe un cambio di prospettive lavorative, di interessi e decisamente anche dei miei studi. Sarebbe il crollo di quanto ho faticosamente coltivato finora.

Appare strano, dopo aver assistito a questo mio timore, che io sia membro di una ben nota società che raccoglie partecipanti con un QI nel 98 percentile in centinaia di nazioni in tutto il mondo. Consapevole dell'esistenza della sindrome dell'impostore, temo di averla sviluppata radicalmente nel corso della mia formazione, unita ad una profondamente connaturata dose di perfezionismo.

Non possiedo amici o partner né il più percettibile desiderio di averne. Per quanto sciocco possa apparirvi, la fonte di una qualunque speranza e gioia di vivere fino ad adesso è sempre e solo stata quella dei miei interessi intellettuali. Scomparsa questa si annienta in me un qualunque interesse nel continuare a vivere, alla stregua di come accade a chi ha perso un caro amico od un familiare: la disperata intenzione, in seguito a sempre più profondi abbattimenti, di porre fine a tutto questo togliendomi la vita si è ripresentata più e più volte ultimamente.

Non possiedo idee per migliorare questo stato. Non accetterei di far ciò abbassando il livello delle mie aspettative o cedendo a vincoli più sostenibili: come già osservato, l'autosuperamento è sempre stata fonte di ogni mia azione: abbandonerei questa sfera di valori rinunciando piuttosto alla mia esistenza.

Viceversa vorrei sapere quali brutti, orribili scherzi la sindrome dell'impostore stia giocando su di me. Per questo, vi domando: dove posso trovare un professionista che somministri un test di intelligenza quale il WAIS IV? Il SSN e le ASL offrono supporto per questo tipo di prestazioni, considerato il deterioramento della mia autostima, e il ripresentarsi di fasi depressive sempre più frequenti?

Mi duole in ultimo farvi notare quanto sia sensibile riguardo la mia intelligenza. È motivo di sorpresa, per me stesso, notare quanto insensibile possa essere alle relazioni umane e allo stesso tempo vulnerabile dalla stima della mia capacità mentale. In effetti, però, su questa si basano i miei interessi, e su quest'ultimi l'intera mia vita.

Mi auguro di poter ottenere validi suggerimenti

amici

Miglior risposta

Gentile Oscar,
parli dei tuoi interessi e dei tuoi studi ma intanto non dici che facoltà universitaria frequenti e con che media dei voti d'esame.
Ad ogni modo e purtroppo per te, all'uomo non appartiene solo la sfera della razionalità e delle capacità cognitive ma anche quella della emotività, della fantasia e della corporeità.
In effetti, non è un buon segno di salute mentale il non avere amici nè una partner sentimentale e confermano ciò i tuoi disturbi di ansia e di depressione.
Pertanto ti consiglio di lasciar perdere i test di intelligenza ed intraprendere un percorso di psicoterapia che faccia nascere e crescere le tue competenze emotive.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

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