Accettare la fine dell'amore con il migliore amico

Inviata da ilenia il 18 nov 2015 Terapia di coppia

Conosco lui da 15 anni, dalle scuole superiori. Negli anni universitari (io a Firenze lui a Palermo) eravamo le prime persone che chiamavamo rientrati in città dalle vacanze. Confidavamo tutto, anche le reciproche storie d'amore. Ma c'è sempre stata una forte curiosità e attrazione tra noi, ma in modo alternato eravamo sempre impegnati in un'altra relazione.
2 anni fa viene lasciato, e mi chiede di provare a fare un passo in più. Fallisce perchè lui si era trasferito a Milano e io in Sicilia, ma il fallimento era dovuto perchè amava ancora la sua ex.
Un anno dopo, cioè lo scorso settembre, lascia Milano e rientra nella mia città e mi chiede di riprovarci. Io nel frattempo avevo problemi di lavoro, mia madre stava superando un cancro, non ero serena con me stessa ma amavo lui. Lui doveva organizzarsi il nuovo lavoro e non c'era mai. Lo accettavo, lo capivo, ma ad un tratto sentivo fosse una storia nascosta, senza aver condiviso momenti importanti e mi sentivo da sola a crederci nonostante avessi avuto bisogno di un compagno forte anche le poche volte che ci vedevamo.
Dopo 5 mesi, la mia autostima era a terra: nè amici, nè amanti. Non riuscivo a parlare con lui per paura di litigare perchè 3 volte abbiamo litigato e 3 volte scompariva per una settimana. Ho avuto disturbi alimentari, poca autostima. Avevo bisogno di una sua conferma, di sentirmi speciale per lui. E quando l'ho chiesto è scappato mandando un messaggio. 5 mesi di silenzio, senza salutarsi per la strada, abbiamo un progetto in comune e non mi salutava nemmeno lì. Stavo iniziando a impazzire e abbiamo parlato finalmente. Il sunto è stato che si è sentito responsabile nei miei confronti, che ha paura di amare di nuovo, che si è sentito cattivo al punto di non salutarmi, ma che vede un futuro con me perché lo conosco fino nei suoi abissi, ma che adesso non potrebbe essere attento a me, che vorrebbe condividere cose più concrete e non quello che ha adesso, che se mai parlerà con me sarà una volta e per sempre. Qualche settimana prima andava a letto con un'amica in comune, con la quale aveva staccato dopo il nostro discorso dicendomi che era una cosa effimera che non riesce ad affezionarsi più.
Tutt'oggi io continuo a ossessionarmi a causa delle sue parole di speranza, mentre lui si vede con questa ragazza di nascosto da tutti. La mia è l'ossessione verso una persona con la quale sono cresciuta, viviamo nella stessa città, siamo entrambi artisti, si frequenta con un'amica dello stesso giro di amicizie, e che non riesce a parlarmi e dirmi è finita, piuttosto continua a evitarmi dicendomi che adesso ci potremmo fraintendere. Devo accettare che la persona che conoscevo come me stessa mi abbia abbandonata e mancata di rispetto. Come si va avanti con troppe situazioni in comune che ci portano a incontrarci? Indifferenza? Provare a parlare di nuovo esigendo una risposta schietta?
Ho bisogno di sentirmi libera da lui prima che la mia ossessioni di lui peggiori.

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Gentile Laura,
la conclusione corretta l'ha data lei stessa alla fine della sua mail : deve sentirsi libera prima che la sua ossessione peggiori.
A me sembra che in questa storia ci siano troppe controindicazioni e troppa ambiguità.
Tra le controindicazioni vi è la distanza logistica e i diversi spostamenti, tra le ambiguità vi sono i silenzi, le fughe e l'andare a letto con altre donne.
Il suggerimento è di non continuare ad essere dispersiva e chiedere un sostegno psicologico per essere aiutata a fare chiarezza dentro si sè.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Gentile Laura,
solo dalle parole scritte si percepisce la sofferenza e il dolore che prova, derivanti dai suoi vissuti passati e attuali.
A mio avviso, sarebbe opportuno che inizi ad intraprendere un percorso su se stessa, un percorso che la aiuti a diventare nuovamente padrona della sua vita.
Solo con la consapevolezza che è lei l'unica che può decidere del suo futuro e facendo un buon lavoro sulla sua autostima (come lei stessa ha descritto, risulta essere molto bassa) potrà poi capire e scegliere se la persona che vuole realmente al suo fianco è questo suo "amico".
Un grandissimo in bocca al lupo.
Dott.ssa Monica Di Giambattista

Dott.ssa Monica Di Giambattista Psicologo a Giulianova

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Cara Laura
certamente una situazione difficile da gestire e molto molto confusa anche solo a leggerla: si parla di amicizia antichissima, di amore non dichiarato e poi sì, di tentativi di stare insieme e non si comprende (almeno io non l'ho capito) se platonici o meno e di amore latente e inespresso, di lui e dei suoi intrighi sessuali con altre... mentre tu?
Vedi quante cose non ho capito?
Quindi adesso vivete nella stessa città? E seppure non insieme (ma in veste di cosa? amici ? fidanzati?) vi incontrate e tu non sai come gestire il tutto?
In fondo la domanda importante mi sembra essere questa: non sai come gestire questa relazione confusa con lui.
Forse occorrerebbe mettere in un disegno più organico tutte le tesserine di questo "pazzo puzle" ripartendo dalla vostra storia e impegnandosi a comprenderne un senso (adesso un senso non ce l'ha!).
Il senso nelle relazioni è un elemento che permette di orientarsi e far comprendere dove si và...è più facile poterlo capire partendo da "dove si viene".
In sostanza a cosa dare priorità in questo rapporto? All' amicizia? All' amore nascente? Ad una collaborazione neutra come artisti? Ad una solidarietà e ad un collaborare per reciproco bene? In fondo "essendo cresciuti" insieme siete anche un poco fratelli.
Credo che, in qualsiasi modo si voglia "disegnare" la storia, dobbiate farlo insieme con molta calma e di base un volersi bene qualunque sia il risultato finale del disegno che potrà poi, nel tempo, anche subire modifiche.
Auguri
Un caro saluto Dott Silvana Ceccucci Psicologa Psicoterapeuta

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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Carissima,

Quanto dolore e quanta poca -ahimè- speranza rimasta nelle sue parole, le consiglio davvero un bravo/brava collega, che possa aiutarla a fare un percorso dentro di se per cercare e trovare se stessa, senza più cercare in lui cui che le manca di se. A lei non manca nulla, mi creda, è forte e sincera nello scrivere queste sue, e credo fermamente che possa riuscire a realizzarsi. Ci provi, si apra con qualcuno di serio e professionale che possa leggere con lei la sua emotività così piena e possa aiutarla a trovarsi, e vedrà che questa sua "ossessione" resterà poi un giorno l'ideazione che era stata da ragazzi, di amarsi, e non più un falso progetto che non si è concretizzato ma la incatena.

Le faccio auguri immensi per un suo percorso futuro

Dott.ssa Elena Bellia
Psicologa & Psicoterapeuta
Albenga, Loano, Andora, Genova

Dott.ssa Elena Bellia Psicologo a Albenga

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Cara Laura, alla fine della sua richiesta lei scrive che ha bisogno di sentirsi libera da lui prima che le sue ossessioni peggiorino. Questa frase chiarisce che lei vorrebbe mettere il punto finale alla vostra storia e proseguire con la sua vita, ma non riesce a farlo. Quando perdiamo una persona proviamo emozioni di rabbia, tristezza, paura, ma è fondamentale chiedersi se tali emozioni siano dovute alla mancanza della persona reale o dell' idea che ci eravamo costruiti di quella persona. Le suggerisco di riflettere se lei si senta più legata alla persona con cui ha avuto una storia un po' burrascosa e che l' ha fatta soffrire nell' ultimo periodo o all' immagine che lei ha del suo migliore amico, con cui ha condiviso parte della sua vita e che potrebbe aver idealizzato. Ad oggi non credo che le due persone coincidano perchè siete cresciuti, avete fatto esperienze, che necessariamente vi hanno segnato e cambiato. Per capire se la persona a cui tiene tanto è veramente quella che ha di fronte in questo periodo la invito a fare una lista dei pregi e difetti del ragazzo che ha frequentato, e non dell' amico di infanzia, basandosi su dati concreti che si legano alla vostra storia recente. Non sarà facile distinguere nella sua testa l' immagine dalla persona reale, ma provi a farlo per avere maggiore chiarezza su quello che vuole e desidera per sè stessa. Nel frattempo la invito a riprendere la sua vita ripartendo dalle piccole cose che la fanno stare bene, programmandosi l' esecuzione di attività che reputa piacevoli, che le impediscono di focalizzarsi sui suoi pensieri negativi e le permettano di sperimentare l' affetto delle persone che ha intorno. Nel caso si rendesse conto che non riesce più ad eseguire le solite attività e a provare soddisfazione ed interesse in esse la invito a consultare uno psicologo che potrebbe esserle di aiuto nel riorganizzarsi la sua vita e le sue priorità

Spero di esserle stata di aiuto. Resto a disposizione

Dott.ssa Linda Mannori

Dott.ssa Linda Mannori Psicologo a Sarzana

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