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A chi rivolgersi per superare la fobia di urinarsi addosso?

Inviata da Miriam il 27 gen 2018 Fobie

Buongiorno,
sono una ragazza di 20 anni. Poco più di un anno fa ho vissuto due eventi a poca distanza l'uno dall'altro che mi hanno portato in qualche modo a sviluppare una fobia mai avuta prima, ossia quella di non riuscire a trattenere le mie urine. In entrambi i casi mi trovavo in luoghi in cui non era presente un bagno (ero in auto), quando improvvisamente ho iniziato a sentire il bisogno di urinare. Un bisogno che nell'arco di un minuto è diventato talmente forte da dover far fermare l'auto e urinare per strada (con grande imbarazzo dato che non ero sola nella macchina). Da quel momento la pipì è diventata un pensiero costante. Continuavo a pensare 'Devo fare pipì ora?
Devo fare pipì ora?' e il risultato era quello ovviamente di 'farmi scappare' (se si può dire) la pipì da sola, pur non avendone un bisogno urgente. Inizialmente pensavo fosse un problema fisico, credevo di avere una cistite (e forse l'avevo, perchè comunque lo stimolo che provavo era piuttosto forte e reale anche se poi in realtà la quantità di urina non era molta), difatti il mio medico mi ha prescritto il Monouril. Non è cambiato nulla però. La mia minzione è rimasta molto frequente (non appena urinavo, subito ritornavo a pensare di dover fare la pipì), tant'è che ho eseguito una serie di esami dai quali ovviamente non è emerso nessun problema fisico a livello vescicale, renale ecc. A quel punto ho iniziato a pensare, così come i medici che hanno effettuato questi esami, che il problema fosse psicologico. Effettivamente potrebbe essere così, dal momento che quando mi ritrovo ad avere la mente impegnata riesco a trattenere la pipì per ore, idem per quando sono a casa (ho lavorato quest'estate otto ore al giorno e non andavo mai in bagno praticamente, perchè proprio non sentivo il bisogno, non ci pensavo, ero troppo occupata a svolgere le mansioni). Sfortunatamente le cose cambiano quando mi trovo fuori casa o devo uscire: sono arrivata a rinunciare a molte situazioni, ad esempio a viaggi in pullman o uscite in luoghi in cui non sono certa della presenza di bagni. Se so che devo uscire smetto di bere già a partire da qualche ora prima (su questo punto sto 'migliorando', nel senso che sapendo quanto sia sbagliato tale comportamento spesso evito e bevo ugualmente, pentendomene subito dopo), se devo andare in un luogo mi informo prima sulla presenza di un bagno e così via. Ho iniziato ad attuare una serie di 'precauzioni', che però non mi aiutano affatto, anzi mi danno l'idea di star accentuando ancora di più il problema.
Non riesco a levarmi dalla mente il pensiero della pipì, ad esempio se devo uscire inizio a pensare ancora prima di aprire la porta: 'E se mi scappasse la pipì cosa farò?' oppure se ad esempio mi trovo in università nel bel mezzo di un esame anzichè essere concentrata sul compito inizio a pensare 'E se mi scappasse ora?E se me la faccio addosso'. Tutto questo mi genera il panico, letteralmente. A livello fisico spesso mi fa anche male la pancia e i reni, come se la mia mente in qualche modo mi danneggiasse anche fisicamente. Mi sento molto in imbarazzo, non riesco a spiegarlo ai miei amici e l'unica persona a cui l'ho detto ha minimizzato il problema facendomi sentire ulteriormente sbagliata. Ho paura di essere l'unica al mondo con questo problema, anche se razionalmente so che non è così, perchè non posso essere la sola ad avere l'ansia per questa cosa. Mi sento molto in difficoltà perchè fino a un anno e mezzo fa non ho mai avuto alcun problema, anzi. Ero una normale ragazza che andava in bagno quando le scappava e poi non ci pensava più. Ora ogni volta che mi viene proposto di fare qualcosa la prima cosa che penso è 'E se in quell'occasione mi scappasse la pipì? Non voglio farmela addosso, meglio dire di no e rimanere a casa'. Nel corso di quest'anno le cose sono migliorate devo dire, tant'è che pensavo di averla risolta, ma mi sbagliavo. Prima non riuscivo nemmeno ad arrivare in università senza sentire lo stimolo fortissimo di dover urinare (la mia scuola dista a un'ora da dove abito e durante il viaggio in treno continuavo ad avere l'ansia di dover andare in bagno, tant'è che ho iniziato a sedermi davanti ad esso utilizzandolo spessissimo inizialmente) ora invece riesco a mantenere la 'mente impegnata' e non ho quasi più difficoltà; prima non uscivo quasi mai, ora perlomeno se so che c'è un bagno rischio ed esco. Però non basta! Io voglio riprendere a viaggiare, ad andare dove voglio, proprio come facevo un tempo senza dovermi preoccupare ogni secondo di questa benedetta vescica. Sono stufa, stanca e anche arrabbiata, perchè sono arrivata a un punto in cui voglio risolvere questo problema definitivamente. Quindi ho deciso di rivolgermi a uno specialista, il problema è che non so chi possa essere e soprattutto non so nemmeno se esista, non ho mai sentito nessuno essere specializzato in 'fobie urinarie' (sto scherzando ovviamente, perchè altrimenti mi deprimo se non faccio ironia) quindi ho paura di essere derisa persino da un eventuale psicologo, psicanalista o qualsiasi altra figura di quest'ambito. Perciò, la mia domanda è questa: a quale figura professionale dovrei rivolgermi ed eventualmente con quali specializzazioni?

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Buongiorno Miriam,
Non sei da sola e soprattutto non sei l'unica con questa difficoltà, anzi! Il tuo è un classico meccanismo di tipo ossessivo, in cui ciò che pensi non viene considerato solo un pensiero come tanti altri ma la realtà, successivamente alle due occasioni che hai sperimentato. Se lo penso allora è vero, quando non è così, è solo un pensiero e hai provato da sola a verificare come non costituisca la realtà quando il tuo pensiero è rivolto altrove, ad esempio al lavoro.
In pratica, a differenza di un qualsiasi altro pensiero che può passarti per la testa, questo che per te è saliente diventa l'unico pensiero e ti ci appigli come a un palloncino che quindi ti porterà in giro perché non riesci a trovare il modo di prenderne le distanze e lasciarlo volare via.
Ovviamente è una metafora, ma mi serviva per farti capire facilmente la sensazione e il concetto.
Dalle due occasioni iniziali da cui fai risalire il tutto, in cui hai sperimentato emozioni spiacevoli (ansia, imbarazzo ecc), hai sviluppato questo funzionamento di tipo ossessivo di continuo monitoraggio per evitare di ritrovarti in quelle situazioni già sperimentate e soprattutto a contatto con quelle emozioni per te spiacevoli, il risultato però è che questa attenzione focalizzata sullo stimolo non può far altro che predisporlo e far sì che diventi vero. Una profezia che si autoavvera insomma. Per evitare ciò che temi, attui meccanismi che non fanno altro che provare proprio lo scenario per te peggiore.
Ovviamente come ironizzi, non esiste uno specialista in fobie urinarie (anche se carino!), ma uno Psicoterapeuta di approccio breve strategico o cognitivo-comportamentale possono essere un'ottima soluzione, in quanto per il funzionamento ossessivo funzionano bene.
Resto a disposizione per qualunque chiarimento e approfondimento,
Dott.ssa E. Parise

Dott.ssa Elena Parise Psicologo a Pontedera

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Hai probabilmente una vescica nevrotizzata che risente dei condizionamenti e dai processi mentali..Prima di rivolgeti ad uno Psicanalista dovresti andare da un buon Urologo per verificare la funzionalità dell'Organo Urinario.Se tutto è in ordine,si potrebbe pensare ad un falso desiderio di una vita dinamica che ha trovato la giustificazione in un impedimento fisico.Lo psicoanalista sa come esserti di aiuto.
Dr,LUCIANO DI RIENZO

Luciano Di Rienzo Psicologo a Avellino

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Buon giorno Miriam, la paura e poi la messa in atto della azione di urinare sono sintomi di un vissuto inconscio. Mi sembra inoltre di capire che il problema si manifesta principalmente in presenza di altre persone.
Le occorrerebbe l'aiuto di uno psicoterapeuta psicodinamico.
Sul come scegliere lo specialista a cui affidarsi può leggere un articolo sul tema, che ho pubblicato sul sito GUIDAPSICOLOGI.
La saluto cordialmente. Dr. Marco Tartari, Roatto Asti

Dott. Marco Tartari Psicologo a Roatto

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Buongiorno Miriam il tuo è un problema che conosciamo molto bene. Si tratta di una ossessione fobica, ovvero una paura che si trasforma in idea fissa che a sua volta provoca quella che noi chiamiamo la profezia che si autodetermina. IN pratica il fatto di pensarci provoca effettivamente lo stimolo ad andare. Con la terapia breve strategica ho visto risolvere queste situazioni nell'arco di poche sedute e senza grandi sofferenze per cui te la consiglio vivamente.

Dott.Carlo Paradisi Miconi Psicologo a Roma

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