A chi chiedere aiuto per un disturbo alimentare?

Inviata da Eleonora Gallo · 3 apr 2017 Disturbi Alimentari

Buongiorno. Soffro di Binge eating da circa 4 anni. Voglio superare questa cosa, sono stufa di non avere il controllo su ciò che mangio. Vorrei ricevere un aiuto ma non so a chi rivolgermi. Ho provato a far capire qualcosa ai miei genitori, ma non si rendono conto che si tratta di qualcosa che per me è molto doloroso. Vorrei essere seguita da un professionista e risolvere il tutto per conto mio, senza dire nulla ai miei genitori. Non so come reagirebbero se realizzassero che si tratta di un vero e proprio disturbo alimentare.
Da chi devo andare? Uno psicologo qualsiasi va bene? Inoltre vorrei anche sapere se ci sono alternative più economiche siccome dovrei anche pagare tutto da sola.
La ringrazio in anticipo nella speranza di ricevere una risposta.

Eleonora

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Miglior risposta 4 APR 2017

Buonasera Eleonora,
no uno psicologo qualsiasi non va bene. Innanzitutto deve essere uno psicoterapeuta, e meglio se specializzato in disturbi del comportamento alimentare. Attualmente la terapia cognitivo comportamentale offre validi strumenti ,efficaci ed in grado di portare miglioramenti anche in tempi medio-brevi.
Se sei maggiorenne non ci sono problemi nel tenere "segreto" il percorso ai tuoi genitori. Mentre se sei minorenne è necessario il loro consenso (anche se non è necessario che sappiano il motivo principale per cui vuoi rivolgerti al terapeuta).
I servizi pubblici di ogni comune d'italia hanno consultori o distretti di salute mentale a cui si può ricorrere pagando il solo costo del ticket.
In alterativa vi sono gli psicoterapeuti privati, a cui puoi chiedere le tariffe.
Sono specializzata in questo settore e se desideri ulteriori informazioni in merito scrivimi pure senza impegno, privatamente.
Resto a disposizione,
un saluto,
dott.ssa Chiara Francesconi
psicologa psicoterapeuta cognitiva

Anonimo-127163 Psicologo a Fano

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4 APR 2017

Eleonora....sicuramente tu abusi di cibo....ma e' solo la conseguenza di un altro problema, il principale, non e' IL problema. Mangi per autocurarti tristezza ed ansia....occorrerebbe capirne le cause. Si, ti occorre una psicoterapia, possibilmente di una di efficacia scientificamente testata, altrimenti perdi soldi e tempo. Non posso indicarti la "giusta", ma su internet, cercando su "efficacia psicoterapie", avrai sicuramente indicazioni

Anonimo-157342 Psicologo a Montebelluna

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4 APR 2017

Ciao Eleonora! In quale città ti trovi? Sarebbe utile saperlo in modo da indirizzarti verso il miglior servizio che tu riesca a raggiungere, auspicabilmente specializzato in disturbi del comportamento alimentare! Per un primo consiglio, puoi scrivere alla nostra dott.ssa Francesca Mamo saprà sicuramente consigliarti il modo migliore di procedere!

Associazione MinD - Mettersi in Discussione Psicologo a Roma

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4 APR 2017

Buongiorno Eleonora,
non tutti gli psicologi vanno bene. Ci vuole un professionista formato nella terapia dei disturbi alimentari, perché richiede una formazione specifica, e magari formato nel binge eating.
Trovato il professionista dovreste valutare se l'approccio che usa va bene per lei.
Se sono solo 4 anni potremmo dire che intervenire per risolvere è più facile.
Da quello che scrive mi sembra che tende a farsi carico di tutto, forse il cibo serve ad alleggerirla dalle emozioni che ciò comporta? E' solo una ipotesi.

Per la questione economica si può rivolgere al CSM di zona o in un consultorio, oppure ad associazione che fanno terapia low cost.
dr.ssa Pugno

Associazione Eco Psicologo a Torino

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4 APR 2017

Cara Eleonora,
per rispondere ad alcune delle domande che ha fatto sarebbe utile conoscere la sua età.
I consultori familiari possono essere un primo accesso ma se va da uno psicologo e lei è minorenne non possono non richiederle la firma di uno dei suoi genitori. Inoltre ci sono centri specializzati che potrebbe consultare.
Però sinceramente non le consiglierei di tenerlo nascosto ai suoi genitori, può essere infatti che questo sintomo possa avere un significato all'interno della sua rete familiare.
Permettersi inoltre di fare un pezzetto di questo percorso di aiuto con i suoi genitori potrebbe dare alla terapia una buona spinta. Questo permetterebbe anche ai suoi genitori di mettersi un po' in discussione e di esserle di maggior sostegno.
Un dubbio: ha detto che sono quattro anni che ha questi problemi, è sicura che i suoi genitori non lo sappiano già?

Per quanto riguarda che tipo di professionista dipende un po' anche dal tipo di lavoro che vuole fare. Ci sono approcci che fanno un'azione specifica sul sintomo e altri che fanno un lavoro più sul significato del sintomo nella sua storia personale. Quello che rimane più sul presente e quello che cerca di collegare il sintomo con i motivi di oggi ma anche di un passato.
Questo sta un po' a lei deciderlo.

Spero di esserle stata utile,
Cordiali saluti
Dott.ssa Ceccato Silvia

Dott.ssa Ceccato Silvia Psicologo a Vicenza

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