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23 anni e non so cosa succede...con una storia clinica importante alle spalle

Inviata da valentina il 10 gen 2016 Disturbi della personalità

Salve
ho 23 e non sto molto bene.
Racconto brevemente: sono entrata in terapia analitica junghiana a 16-17 anni...per una forte depressione..ne sono poi uscita , ma l analisi è durata ben 6 anni...ho avuto anche disturb alimentari da cui sono uscita...ho avuto problemi a scegliere l'uni..e dal terzo quarto anno di liceo, seppure i primi 2, e nelle scuole precedenti fossi andata piuttosto bene...non volevo più andare avanti, nn ero più ottimata a studiare...ho finito a calci il liceo..ma sempre sostenuta dai prof perché mi avevano conosciuto come molto brava nel biennio ecc, o comunque avevo vissuto in terza 1 intero anno in depressione...questo un po' mi ha messo dei compagno contro..ma...nn potevo far nulla per cambiare la situazione....comunque...ho finito il liceo e sempre lottando contro una parte di me che non voleva andar avanti..ho fatto un anno di infermieristica (passando il test, anche se la mia prima scelta era dietistica)...pensavo mi sarebbe piaciuto perché mi piaceva studiare il corpo umano e perché mi sarebbe piaciuto aiutare le persone..dall altra parte avrei scelto psicologia....non ho dato esami il primo semestre per quei problemi..ne ho dati 4 nel secondo..con voti medio alti..ho fatto anche 2 tirocini pratici in ospedale..ma non mi vedevo..solo poche volte mi son vista in quel lavoro..e non avevo un'alternativa nella testa però.. all inizio del secondo anno ho lasciato..non potendo iscrivermi più a nulla, ho preso un anno sabbatico, in cui pensare...e ho trovato lavoro come dialogatrice per agenzie umanitarie (porta a porta)..ero felicissima, e mi è servita un sacco quell esperienza perché non ero mai uscita molto di casa...non ho saputo di nuovo scegliere...e ho ripreso un anno sabbatico..in cui ho lavorato per un azienda che vendeva integratori alimentari..anche lì un campo che mi piaceva, ma ero convinta di voler fare un lavoro più qualificato..e molte cose del modo in cui si lavorava poco scientifiche..non mi piacevano..ero troppo indipendente di pensiero per star bene in un lavoro così....ho fatto altri test, ma ogni anno provavo test diversi..ne ho passato uno,mossa da ideali..mi sono iscritta.a tecnologie alimentari.ma dal secondo gg mi sono accorta che nn mi sentivo a casa..ho cambiato terapeuta ...dopo 5 anni, il terapeuta junghiano mi ha detto che la mia identità era fittizia..quella che avevo costruito con lui nel tempo passo dopo passo..in più avevo iniziato a leggere molto di psicologia ..mi ero appassionata...e ho visto quanto alcun approcci criticassero la psicoanalisi (terapia breve strategica e logoterapia)..ho cominciato ad avere dei dubbi..che ho detto al terapeuta, e lui mi ha detto che era lecito che li avessi...e per via dello stallo e dell'incomprensione del terapeuta verso di me...ho deciso di cambiare per disperazione...ho cercato una breve strategica dopo essermi a lungo informata perché credevo potesse far per me leggendo com era fatta---e dopo 2 sedute mi sono accorta che non poteva far per me perché diametralmente all'opposto a quella precedente con cui ero cresciuta e che aveva plasmato la mia forma mentis..sono andata avanti con 12 sedute (la durata media di questa terapia..serve informarsi per saperlo..è di 7 sedute..è molto pratica..avevo dei preconcetti ..poi informandomi a fondo e avendo un 'amica che si formava in questa mi sembra avere un senso la terapia)..dopo 12 sedute mi ha lasciato lui..ci siam lasciati..e a quel punto ero disperata..il medico di base mi ha suggerito un terapeuta vicino a casa psicodinamico, ma nn mi sono trovata bene con lui. Ho avuto dei grossi peggioramenti e ora ho cercato una persona che facesse schema terapy perché mi hanno parlato di personalità borderline..che conosco benissimo...non mi ritrovo, se nn nell'identità priva di definizione..prima era solo nella scelta universitaria..a forza di terapie si è diffusa la cosa..e il tempo che passa non mi aiuta...il mio primo terapeuta era la mia base sicura..poi si è incrinata la fiducia con lui..e non riesco più ad avere fiducia nella disciplina..anche per le cose successemi in terapia,..e lette sui libri. Si dice un po' tutto e il contrario di tutto in psicologia..e faccio fatica...in più dopo l'ultimo psicodinamico mi ha proposto dei colloqui conoscitivi gratuti con altri 2 terapeuti per scegliere..ma mi ha sfiduciata ancor più vedere quanto fossero diversi nel parlarmi e nel trattarmi, seppur dello stesso orientamento ...attualmente sono iscritta a psicologia, ma sarebbe lungo da spiegare come ho fatto...non volevo farlo..mi sentivo in una trappola...perchè avevo fatto il test nel dubbio..l ultimo terapeuta mi ha un po' influenzata inducendomi a nn criticarmi..ma io sapevo cosa dicevo..dolo che lui nn mi sconosceva da molto a differenza del primo che avrebbe capito...ora nn sento più il desiderio di andare avanti..di lavorare o studiare..per tutti questi anni ho sempre pensato di voler fare l uni, un lavoro qualificatodi dare un contributo imp alla società...anche perché son sempre stata più curiosa e intellettuale dei miei 2 fratelli seppure loro ora siano laureati e che lavorano..e adesso sento quesito..più che altro da qualche mese nn sento più la me di prima..molto indipendente , che si sentiva indignata a essere mantenuta dai suoi, con interessi imp in dietistica e psicologia, salute min generale...ero curiosa in generale..è venuta meno la curiosità intellettuale, il mio super io, la mia disciplina, la mia sensibilità..io sono sempre stata molto sensibile..adesso nn sento neanche più il come prima l importanza della scelta alimentare(vegetariana e poi vegana, da 1 anno circa) che per me era molto ma molto sentita...,la mia sensibilità nelle relazioni nn c 'è più..nn sento più come prima..ma nn è depressione..nn mi sento in colpa e nn mi critico..è proprio cambiato il sentir.e...e ho perso un sacco di cose che avevo maturato nella prima analisi, tutti miei punti di forza..molto ma molto importanti per me..che passando da una trapia all altra sono stati svalutati, sminuiti o poco riconosciuti..adesso non so bene cosa fare..da quando ho letto quelle cose e vissuto queste cose in terapia nn so più fidarmi molto della psicologia ..e il legame col primo terapeuta è un pilastro che non s è rimarginato..incrinata la fiducia onn so come fare....lo so è lunghissimo..a presto

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Cara Valentina
è stato molto interessante leggerere la sua lunga lettera anche se dispiace molto la situazione attuale dove lei non sta bene e ha perso fiducia nella psicoterapia, di qualsiasi indirizzo sia.
Certo che la sua prima terapia Junghiana le è rimasta nel cuore anche se il finale (che proprio non comprendo) è amaro in quanto il suo psicoterapeuta (se ho ben capito) le ha detto che lei avrebbe costruito una "personalità fittizia"...che strana cosa da dire visto che avete lavorato insieme per 6 anni e quindi questa "personalità fittizia" sarebbe stata costruita sotto la sua guida? Mi sembra una cosa che non ci sta proprio.
Poi, le altre esperienze non sono state soddisfacenti.
Comunque sia, in tutto il racconto, colpisce la sua costanza e la sua buona volontà nel cercare di risolvere; c'è movimento e ci sono esperienze fatte, studi e lavoro e, se si considera che lei ha appena 23 anni, la cosa mi colpisce molto.
Lei ha ancora molto tempo per poter continuare lo studio (ha abbandonato psicologia?) e per trovare una collocazione lavorativa.
Ora però c'è questo stato di forte demotivazione su tutto e qui occorre riprendere la cura; cosa fare? da chi andare?
Certo nel settore della psicoterapia si trova di "tutto e il contrario di tutto" (come lei ci fa osservare), ma forse, le chiedo: non è anche questo il suo bello?
Penso che molto importante sia che la figura dello psicoterapeuta che sceglierà (indipendentemente dal suo orientamento), sia una persona con cui trovarsi a suo agio completamente e che possa ispirarle la voglia di parlare e di comunicare a fondo. Occorre di nuovo che lei si possa aprire liberamente e possa "raccontarsi" libera da etichette e diagnosi che la chiudono in confini.
Penso solo così la cura possa riprendere e portarle progressi reali.
Quindi cerchi una persona con cui costruire una forte "alleanza terapeutica" sulla base di un suo sentire interiore.
Non importa se tanti terapeuti hanno fallito con lei; è possibile ancora che esista qualcuno in grado di capirla ed aiutarla.
Non dubiti mai di questo e vada avanti nella ricerca.
Mi piace pensare che, in un prossimo futuro, tutte queste sue esperienze possano trovare unità d'insieme ed essere base di un suo futuro lavoro di utilità ad altri ed, ovviamente, a quel punto, lei avrà trovato se stessa ed elaborato positivamente il tutto superando gli attuali problemi.
Un caro saluto e auguri
Dott. Silvana Ceccucci psicologa psicoterapeuta.

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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Cara Valentina,
penso che la psicoterapia analitica junghiana che dici di aver fatto, pur essendo durata 5 ( o 6? ) anni (per quante sedute complessive?), non sia riuscita a darti stabilità e struttura, tant'è che a tutt'oggi non sai ancora chi sei o vuoi essere e cosa vuoi fare da "grande".
Tuttavia sembra che ti abbia comunque aiutata ed abbia lasciato un segno importante dentro di te anche se ne parli in modo contraddittorio, ora come una base sicura ora come un pilastro rotto.
La tua instabilità appare di grado elevato specie riguardo alla scelta degli studi, ma visto che alla fine sembri curiosa e critica nei confronti della psicologia, ti suggerirei di provare a trasformare, se ci riesci (e per questo devi continuare a farti aiutare), il tuo punto di debolezza (e cioè l'instabilità) in un oggetto di studio
(e quindi futuro punto di forza) portando avanti fino alla fine gli studi di psicologia senza farti distrarre da altro.
Ovviamente, in questo percorso devi rispettare le regole accademiche e ufficiali senza pretendere di fare l'autodidatta.
Se arriverai al traguardo della laurea, potrai poi approfondire e fare scelte riguardanti l'approccio più congeniale a te.
Nel frattempo, per provare a tenere sotto controllo e possibilmente sotto cura il tuo problema (che è sempre l'instabilità), ti suggerisco di riprendere la psicoterapia personale (sapendo che è fondamentale la fiducia e l'alleanza terapeutica) sia presso altro professionista che presso lo stesso vecchio terapeuta junghiano in merito alla cui terapia, tra l'altro, non sono chiari i motivi del tuo drop-out dopo un percorso, stando a quello che hai detto, discretamente lungo.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Buongiorno Valentina,
dice che la fiducia con il primo terapeuta è venuta meno, ma poi ne parla come la sua "base sicura". E' sempre la sua prima terapia che le ha fatto valutare come inappropriate le altre. La conoscenza dell'altro è fondamentale in un rapporto terapeutico, le consiglierei di contattare il suo primo terapeuta e di discutere con lui di tutti questi suoi cambiamenti ed eventualmente essere indirizzata. Le parli anche del cambiamento del suo "non sentire più come prima." Mi faccia sapere se vuole. Buona giornata

Dott.ssa Valeria Bugatti Psicologo a Roma

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