21 anni nel mezzo della confusione.

Inviata da NP · 20 gen 2021

Buongiorno, sono un ragazzo di 21 anni al terzo anno di Ingegneria. Il mio problema riguarda l'università, gli studi e la vita universitaria.

Tutto è partito proprio durante il primo anno, ma prima due parole su di me.
A me studiare (anche molto) è sempre piaciuto, ho frequentato un liceo scientifico che iniziai molto male (tanti debiti e rischio bocciatura), ma che ho terminato dopo molta fatica (piacevole) con 82/100 e tanta soddisfazione personale. Avevo sempre visto lo studio come qualcosa di appunto piacevole da fare e da organizzare, e, vista anche la mia esperienza al liceo quasi al limite ho sempre pensato che nella vita fossi pronto al rischio o comunque all'affrontare realtà che alla prima vista potevano sembrare poco stimolanti (come appunto i primi anni del liceo che non mollai). Dunque vista la mia preparazione all'ultimo anno di scuola feci il test di ammissione al Politecnico di Milano e lo passai, decisi di iscrivermi a Ingegneria Chimica nonostante non avessimo fatto chimica così bene al liceo, il corso di studi e gli sbocchi lavorativi mi interessavano davvero tanto ed ero fiducioso, ammetto che ero anche stimolato dal fatto che la fatica iniziale di Ingegneria sarebbe stata poi ripagata nel mondo del lavoro.
Tuttavia, le materie che amavo al liceo erano praticamente tutte, sia quelle umanistiche (dove avevo voti più alti) sia ovviamente quelle scientifiche che mi interessavano nonostante avessi medie più basse.

Dal primo anno in università sono iniziati i problemi, pensavo di essermi costruito un buon bagaglio culturale a scuola, ma mi accorsi che non era così, che il metodo di studio non era più valido e che dovevo impegnarmi molto di più.
Passarono molti mesi in cui alcuni esami li passavo (con voti non soddisfacenti che dovevo accettare) e altri che ripetevo all'infinito. In tutto questo la mia voglia di studiare diminuiva seppur a un ritmo lento, complice anche il fatto di vedere che molti miei amici e colleghi conosciuti in uni procedevano regolari nella loro strada.
La fase di studio e di frequenza durante il periodo lezioni mi intrigava, ma poi durante la sessione e gli esami non riuscivo a rendere, ci ho riflettuto e, anche grazie agli esami che arrivarono nei successivi anni (sempre più specifici), ho capito che non era un solo un problema di metodo di studio. Ho paura ad ammettere che forse nemmeno i contenuti mi interessano così tanto. Non voglio trovarmi in una situazione che non mi appartiene.

Penso sia arrivato il momento di ristabilire un po’ di ordine e di riflettere, mi verrebbe voglia di seguire l’istinto e iscrivermi a Storia, materia che amavo a scuola e che trovo interessante tuttora. Certo dovrei rinunciare a un futuro lavorativo più stabile, ma almeno starei studiando cose che effettivamente mi interessano.

A tutto questo si aggiungono i miei genitori, che sono bravi genitori, ma molto duri e talvolta poco comprensivi, so che non posso continuare a studiare cose che non voglio, ma dall’altra parte (in modo immaturo) sono spaventato dal sorprenderli con questo mio problema, che conoscendoli so che li farà arrabbiare. Mi sembra di essere un peso durante questi ultimi anni, ho già 21 anni e mi sento come se fossi in ritardo ormai per tutto.

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Miglior risposta 21 GEN 2021

Buonasera NP, la Sua situazione non è insolita, capita a molti studenti di avere dei ripensamenti e di porsi, al contempo,tanti problemi riguardanti le possibili reazioni dei familiari. Così come le colleghe, anche io Le suggerisco di affrontare apertamente la questione con la Sua famiglia, onde evitare di continuare a sperimentare frustrazioni e o di essere intrappolato in futuro in un circuito di segreti e bugie. Potrebbe essere auspicabile rivolgersi ad un professionista che La supporti in questa fase di transizione.
In bocca al lupo!
Dottoressa Daniela Raffa

Dottoressa Daniela Raffa Psicologo a San Giovanni la Punta

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22 GEN 2021

Carissimo, hai bisogno di fare un po' di chiarezza: comprendere se gli studi intrapresi, realmente non sono più di tuo interesse o se ti sei semplicemente demotivato nel vedere la difficoltà nel superare tanti esami. Nel caso, qualora desiderassi iniziare un nuovo percorso diverso dal precedente è bene che ti attivi, a 21 anni sei giovanissimo, puoi rimetterti i gioco come e quando vuoi. Un caro saluto, d.ssa Antonella Ricci

Dott.ssa Antonella Ricci Psicologo a Tivoli

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21 GEN 2021

Gentile, sostituirei il Suo "ho già 21 anni anni" con "ho solo 21 anni", per aprirsi alle opportunità e ai progetti che desidera realizzare. Non intraprendere il percorso che desideriamo ci farebbe sentire inadeguati e fallimentari. Se Lei parlerà ai Suoi genitori di ciò che prova e del malessere che deriverebbe nel continuare a frequentare la facoltà di studio attuale, potrà aprire ad un maggior confronto e ad una maggiore comprensione la Sua famiglia nell'affrontare questo cambiamento. Lei si concentri su di sé soprattutto, per quanto la reazione dei Suoi possa essere dura, quello che conta é che Lei stia bene e si realizzi al meglio.
Buona fortuna!
Dr.ssa Amanda D'Ambra.

Dr.ssa Amanda D'Ambra Psicologo a Torino

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21 GEN 2021

Caro NP,
Ha solo 21 anni e se sente che il percorso che ha scelto non le piace, ha tutto il diritto di cambiare strada verso qualcosa che la soddisfi di più e che le dia la giusta motivazione allo studio. Se spiega ai suoi genitori come si sente può essere che capiranno, ma se non dovessero capirla al momento, prima o poi accetteranno la sua scelta, d'altronde è lei che ha le redini della sua vita.
Buona fortuna!
Dott.ssa Antonella Bascià

Dott.ssa Antonella Bascià Psicologo a Milano

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21 GEN 2021

Carissimo,
forse la scelta migliore e più salubre per lei è proprio quella di comunicare ai suoi genitori la sua decisione. Proseguire in un corso di studi che non ci piace è una sofferenza enorme, perché a questo di norma si aggiunge la frustrazione dei risultati non conformi alle aspettative.
Se Storia le interessa, se le piacciono maggiormente le materie umanistiche (come ha evidenziato anche per quanto riguarda il liceo), non tema il cambiamento e prenda in considerazione l'ipotesi di scegliere un nuovo corso di laurea.
Provi, intanto, a spiegare ai suoi genitori il suo malessere legato all'attuale situazione universitaria.
In bocca al lupo!
Dott.ssa Federica Beglini

Dott.ssa Federica Beglini Psicologo a Milano

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