un ragazzo che conosco e tossicodipendenza: 3 ricadute dopo la comunità

Laura486Laura486
modificato October 2019 in Dipendenza
Buongiorno, un ragazzo che conosco, a circa 14 anni ha iniziato a fumare canne (da quello che mi ha raccontato, in primis si sentiva trascurato perchè i suoi (bravissime persone) lavoravano sempre e poi perchè aveva sentito, addirittura all età di 6 anni, che i suoi si stavano separando. Cosa che poi non è mai avvenuta e i suoi sono ancora insieme, da circa 40 anni. A 15 anni cocaina e a 19 eroina. A circa 21 anni (se non mi sbaglio) è entrato in comunità e ci è stato circa 2 anni. Quando è uscito (anno 2006, 11 anni fa) ha iniziato a vivere normalmente, il padre l ha aiutato a trovare un lavoro e ancora oggi lavora per quella ditta. Oggi ha 34 anni e ha una vita regolare. Solo che mi ha raccontato che un anno dopo che è uscito dalla comunità ha ricominciato a farsi di eroina, i suoi non se ne sono mai accorti perchè non si è fatto scoprire. Poi, in questi 11 anni (so x certo tra il 2007 e il 2009 perchè poi si è fidanzato e ha smesso del tutto) ha tirato coca un paio di volte. Poi + niente per anni e poi a dicembre 2016 ha fumato coca insieme a un suo amico che stava x entrare in comunità. Il mio amico ha fumato perchè aveva appena avuto una grandissima delusione d amore. Ora io vorrei sapere, (diciamo che in 11 anni ha avuto 3 ricadute, a cui lui non ha dato peso, forse perchè avvenute con molta distanza di tempo fra loro. Mi ha detto poco tempo fa "sto bene, non ti preoccupare" ). il mio amico, con 3 ricadute in 11 anni non è mai + andato in comunità dal 2006, è da considerasi nuovamente tossicodipendente (domanda. scusate, non mi funziona il tasto del punto di domanda). oppure non lo è + dal 2006 perchè sono stati casi sporadici in 11 anni. Se lo è nuovamente (anche se ora non si droga da dicembre 2016) cosa deve fare. può rispondere x mail o cmq per iscritto. grazie

Commenti

  • Fra_GuidaPsicologiFra_GuidaPsicologi
    Ciao Laura,
    benvenuta nella Comunità di GuidaPsicologi. Mi dispiace molto per il tuo amico, da quello che racconti mi sembra di capire che abbia ceduto nei momenti di debolezza. Vorrei prima di tutto consigliarti la lettura di un articulo che tratta il tema della dipendenza: https://www.guidapsicologi.it/articoli/la-dipendenza-e-se-la-causa-fosse-la-solitudine Ti consiglio anche di inserire una domanda pubbblica qui: https://www.guidapsicologi.it/domande Sono certa i nostri professionisti sapranno darti i consigli di cui hai bisogno. Facci sapere!

    Noi siamo qui.
    A presto,
    Francesca
  • Tania28Tania28
    Ciao, secondo molti approcci alle dipendenze (alcolisti anonimi per esempio, ma credo anche Muccioli), non si è mai ex-dipendenti, semplicemente si riesce a controllare la dipendenza. Per cui non saprei sciogliere questo dubbio. Credo che nel caso del tuo amico sia molto importante che riesca a mantenere un certo grado di equilibrio nella sua vita, lovoro e relazioni, in modo da non sentire la necessità di una ricaduta. Tu comunque stagli vicino e osservalo, se puoi.
  • Sandra66Sandra66
    Ciao, credo che difficilmente te ne possa occupare tu, tu al limite ne puoi parlare con lui e stargli vicino e controllare che non succeda niente di strano. La sua compagna è al corrente di tutto?
  • Laura486Laura486
    grazie a tutte!
    Per Tania28: assolutamente si, gli sto vicino
    Per Sandra66: la compagna è al corrente e assolutamente ne parliamo insieme
  • Sandra66Sandra66
    Bene, stategli vicino, ma senza fargli percepire che lo controllate e vedrai che con affetto e amore ce la farà a starne fuori.
  • Fra_GuidaPsicologiFra_GuidaPsicologi
    Ciao Laura!
    Come vanno le cose? Un enorme in bocca al lupo al tuo amico, noi facciamo il tifo per lui!
  • GiirgiaSimonelliGiirgiaSimonelli
    Vivo una situazione simile con mio figlio di 35 anni! In più ha un problema relazionale e tanta rabbia perchè attribuisce tutte le colpe a genitori alla separazione e a quello che non ha avuto da bambino.
    Alcuni terapeuti mi dicono di mettergli limiti e di lasciare che si arrangi.... Ma se lo abbandono e poi le cose peggiorano come potrei sentirmi??
    Che fare? A volte provo un senso di profonda disperazione
  • Tania28Tania28
    Credo che il consiglio che di hanno dato sia valido. È opportuno che tu mantenga ovviamente le antenne dritte ma senza farglielo capire e dargli spazi di libertà e autonomia in modo che capisca che gode della tua fiducia. Guadagnare l'indipendenza è l'unico modo per uscirne da una dipendenza.
  • Fra_GuidaPsicologiFra_GuidaPsicologi
    Ciao Giorgia,
    benvenuta nella Comunità di GuidaPsicologi. Hai voglia di raccontarci meglio la situazione di tuo figlio? Quindi per la vostra separazione ha sofferto molto? Cosa non ha avuto da bambino? Cosa intendi dire esattamente quando scrivi che alcuni terapeuti ti consigliano di "mettergli limiti e di lasciare che si arrangi"?
  • Laura486Laura486
    Per Fra_guidapsicologi, Sandra66 e Tania28: Ciao, le cose vanno bene, in generale. Lui lavora, ma da 4 anni nella sua ditta tessile lo hanno spostato in un altro reparto rispetto a prima per suoi problemi di schiena (ernia ecc..), venuti proprio per il lavoro che faceva (prima svolveva una funzione + pesante fisicamente, di assistente capo macchina e manutenzione macchine, che gli piaceva e si sentiva valorizzato perchè ho capito che la meccanica gli piace). Ora svolge una funzione in cui si sente inutile perchè lavora su una macchina in cui non fa quasi niente, sta lì e controlla che il tessuto che gira non abbia difetti o cose simili, non lavora manualmente ecco. Si annoia molto, il suo lavoro non gli piace, gira intorno alla macchina, controlla e basta. Questo per un turno intero. Esce, si sente invisibile e molto demoralizzato per la demansione che ha subìto (e sente ke lì dentro spreca il suo tempo), il capo reparto non lo sopporta (lui non ne ha mai capito il motivo, lui sa di lavorare bene, quindi proprio non capisce perkè e si arrabbia molto per questo), il suo collega di macchina non gli dice mai una parola (anche se lui ha tentato spesso di chiacchierare, anche offrendo un caffè, ma quell altro niente (quell altro è anke uno dei lecchini del capo reparto, dice lui), nemmeno accetta il caffè e il mio amico ci rimane male e lui si porta a casa tanta frustrazione perchè lui si sente un operaio valido e sa che potrebbe lavorare molto meglio. ha provato a farsi cambiare turno perchè nell altro turno su quella macchina sa che c è una persona che almeno è normale e due parole le scambia, ma non glielo hanno cambiato, ha provato a chiedere di cambiare mansione in quel reparto , ma niente. Nel reparto c è gente ke fuma canne, anke al lavoro stesso e anke il capo reparto le fuma, così dice lui e noi ci crediamo perkè sappiamo che ragazzo è. + e + volte gli hanno offerto di fumare, ma lui ha sempre rifiutato. Ecco dove lavora, è da capire la frustrazione, ma non lascia perkè ha paura di non trovare un altro lavoro. lo abbiamo aiutato a mandare CV, ma nessuno risponde. Per il resto gli piace fare sport per esempio e leggere, ogni tanto ha i suoi momenti no, specie perkè non va d accordo con i genitori (anke se li va a trovare abbastanza spesso), ma diciamo ke nel complesso è sereno, vive da solo e si occupa della sua casa ecc... Non ha + assunto droga da dicembre 2016, ma una cosa mi lascia cmq perplessa: sono sicura ke i suoi genitori non hanno mai saputo delle sue 3 ricadute dopo la comunità. Lui sapeva ke si sarebbero arrabbiati molto ovviamente se lo avessero saputo. ke ne pensate di questo
  • Laura486Laura486
    Scusate la confusione dei tanti messaggi, ma mi vengono in mente altre cose ogni tanto.

    Alcune volte gli ho sentito dire queste frasi (+ ke altro un annetto fa):
    1)"l amicizia è una cosa, io ho bisogno di amore";

    2)"con i miei amici mi sento solo" ( so ke purtroppo fino a un anno fa circa, uno dei suoi amici + stretti, tirava cocaina e fumava canne - sinceramente non so con quale frequenza, so solo ke avveniva nei classici sabato sera in cui ci si vuole divertire, si cerca lo sballo o serate simili insomma. è un ragazzo abbastanza mondano tra l altro, nel senso ke il sabato sera o comunque il fine settimana DEVE uscire o si sente perso. Questi discorsi qui insomma. Poi verso novembre scorso ha detto ke il suo amico ha capito ke non lo doveva + fare , in quei mesi non lo faceva +, voleva andare da uno psicologo, cosa ke poi NON ha fatto. Spero anke + recentemente ke non abbia + tirato, ma non ne ho idea. L unico dei suoi amici + stretti ke lo faceva, lui non l a mai fatto insieme però, ne sono sicura. Ecco io immagino ke intendeva "con i miei amici mi sento solo" perkè io ho sempre visto ke ALCUNI dei suoi amici (KE SONO DEI TRENTENNI E PASSA ORMAI) sono molto + superficiali e VUOTI di lui (tranne uno ke è fidanzato e un altro con cui si trova molto bene e ke critica sempre questo altro amico della cocaina), sono single da tanto, pensano solo alle avventure passati i 30 anni (lui vuole fidanzata e famiglia), fanno come i 20enni ke devono andare sempre in discoteca o non si divertono, non gliene frega + di tanto della vita basta ke si divertono, ke hanno un bel fisico palestrato (attenzione al 100% all esterno di questi ragazzi quindi, e mai all interno di loro stessi, cosa ke lui non è) e pensano di potere fare i VIP a vita (Ibiza ad agosto ke costa un sacco, avventure con ragazze discutibili ecc.) Roba così, lui è diverso, pensa anke a cose + profonde. Ma non ha moltissimi amici "fissi" (ma in generale ne ha), però ci tiene molto a questi amici "fissi" (io aggiungerei purtroppo e non li lascerebbe mai) perkè sono amici di vekkia data e l avevo sentito dire così, forse perkè parlano sempre di cavolate e basta secondo lui, e non pensano un minimo al futuro. Sono purtroppo ragazzi prodotti fotocopia di questa società dell immagine e mi fa veramente skifo quando ci penso; lui dice ke quando parla con i ragazzi della sua età, loro non capiscono cos è la vita. così dice. è una frase forte caspita.

    3) "faccio fatica a socializzare". Lui! ke diceva "conosco mezza provincia" riferito al periodo di quando si drogava pesante;

    4) "quando eravamo bambini (ha un fratello + piccolo di 4 anni ke non ha mai avuto di questi problemi) i miei genitori erano 2 tedeschi". Immagino si capisca cosa intendo. Poi, il fratello ha avuto un figlio a 19 anni (lui era ancora in comunità quando la cognata è rimasta incinta), si è sposato e la seconda figlia è nata qualke anno dopo. ho sempre pensato ke vuole essere come lui (però non posso esserne sicura), perkè la ragazza mi dice sempre ke lui vuole un figlio;

    5) "mi sento sfortunato":

    6) "sono un poveretto";

    6) "sono uno sbandato";

    7) "la mia vita è stata dura, ho fatto tanti sacrifici e non ho un caXXo" (riferito anke allo stipendio da operaio, non altissimo ovviamente);

    8) "devo dare un senso a tutto questo" (intende la vita)"

    9) "A volte ho paura di vivere e ho paura per il mio futuro perkè mi ritornano le paure di rimanere a piedi, solo e senza soldi

    Diciamo ke non brilla di autostima.
    Se avete pareri, vi ringrazio!
  • InesBi_InesBi_
    Ciao Laura, ho letto i racconti sul tuo amico e mi sono commossa...beh per quanto riguarda i suoi genitori immagino lui abbia tenuto nascoste le ricadute. Che poi insomma, se non è stato per lunghissimi periodi non so nemmeno se si possa parlare di ricadute...ma non ho capito perché questa cosa ti lascia perplessa?
  • InesBi_InesBi_
    Per quanto rigurda il resto che scrivi...lui dice di aver bisogno d'amore più che di amicizia, gli hai mai chiesto in che senso?...probabilmente con i suoi amici si sente sola proprio perché come dici tu si sente solo...ma il tuo amico quanti anni ha scusami? Forse fa fatica a socializzare proprio perché certe "etichette" per così dire sono difficili da mandare via. Beh cosa c'è di strano nella sua voglia di paternità? Anzi è una cosa bella :) Sfortunato, poveretto, sbandato...mi sa tanto che la sua autostima non è molto in forma...perché non pensare a un percorso psicologico per migliorarla? Magati potresti dargli questo consiglio! Penso gli farebbe bene anche per cacciare via le paure e credere in se stesso!
  • Fra_GuidaPsicologiFra_GuidaPsicologi
    Forse il suo lavoro non sarà estremamente appagante, così come l'ambiente...ma meglio di nulla o di un'eventuale disoccupazione, no?!
  • Lisa56Lisa56
    Ma fare qualche lavoretto extra lavorativo, per pochi spiccioli ma più per soddisfazione personale, come aiutare persone (per es. donne come me che vanno in crisi con l'automobile) a capire come funziona il motore e controllare olio, cinghia, acqua antigelo (serve per pulire i tergicristalli o per raffreddare il motore?) pressione pneumatici, riparare bici, rispondere a dubbi ...
  • InesBi_InesBi_
    L'idea di Lisa non è male! Qualche piccolo lavoretto che possa dargli un po' di soddisfazione in più :)
  • Laura486Laura486
    Per InesBi: oltre al SERT, sono stati i suoi genitori che l hanno aiutato e intorno ai 20/21 anni è entrato in comunità (dove dice di aver parlato solo 2 o 3 volte in tutto con lo psicologo) perkè era arrivato al limite, con l eroina. Per lui, oltre la comunità, sono stati anke i suoi genitori ke l hanno aiutato a scappare dalla droga e anke se non ci va molto d accordo, intendevo perplessa nel senso ke non ho mai saputo se abbia mai detto ai suoi genitori di avere avuto ricadute (nè glielo kiederò mai, è una cosa troppo delicata) perkè immagino ke non voleva deluderli di nuovo.
    Come ho scritto nel mio racconto iniziale, il mio amico oggi ha 34 anni.
    Io non ho scritto ke è una cosa brutta ke lui voglia diventare papà, è una cosa stupenda.
    ho riportato le parole della sua ragazza e la mia impressione sul fatto ke vuole essere felice come il fratello, cosa altrettanto stupenda e glielo auguro di cuore.

    "lui dice di aver bisogno d'amore più che di amicizia" : penso ke intendesse ke aveva bisogno dell amore e della vicinzanza di una compagna. Sono sue parole dell anno scorso e spero ke adesso ke è fidanzato da un po ormai, stia riuscendo a riempire questo suo vuoto.
    Per il percorso psicologico, un annetto fa ci è andato due o 3 volte, ma poi ha interrotto perkè non ce la faceva con i pagamenti alla psicologa. Per i lavoretti so ke qualke volta nel tempo libero li ha fatti (anke per passione, soprattutto lavori nei giardini ke gli piacciono), magari possiamo cercare di aiutarlo a trovarne di + ,quello si

    Per Fra_GuidaPsicologi: assolutamente si. Poi lui non accetterebbe mai di essere disoccupato, i suoi gli hanno giustamente passato l insegnamento ke per vivere bisogna lavorare e a lui lavorare piace (al di là di quello ke fa ora). Lavora da quando aveva 15 anni

    Per Lisa56: si, lavoretti di meccanica o nei giardini (pulizia, taglio piante ecc...) gli piacciono
  • InesBi_InesBi_
    Ah si Laura hai ragione...scusa, non avevo fatto all'età e al fatto che l'hai scritta fin da subito.
    Anche secondo me non voleva deludere di nuovo i suoi...secondo me comunque c'è cascato solo una volta così...speriamo allora anche la sua compagna voglia un figlio! Sai qualcosa a riguardo?!
    Capisco la difficoltà economica...a volte prendersi cura della salute mentale sembra un lusso anche se non dovrebbe esserlo. Purtroppo gli stipendi medi sono troppo bassi cavolo!! :( Digli comunque di provare all'Asl! Sembrerò ripetitva ma lo dico sempre a tutti, tentar non nuoce :)
  • Fra_GuidaPsicologiFra_GuidaPsicologi
    Ma infatti sono d'accordissimo: è un bene che abbia un lavoro, anche perché avere il tempo impegnato significa non avere troppo tempo per pensare! Cosa che purtroppo, spesso, equivale al pensiero negativo che di certo bene non gli fa!
  • Mafalda2Mafalda2
    Ciao Laura, oltre ai consigli per il tuo amico, mi sento per prima cosa di farti i complimenti perché sei veramente una buona amica. Però mi chiedo anche se questa vicenda non ti stia toccando troppo, o generando eccessive preoccupazioni, riesci a separarla dalla tua vita?
  • I_love_music_1I_love_music_1
    Laura il tuo amico è solo scivolato in un certo momento della sua vita ma poi si è rialzato...se ora è pulito, non vedo motivo per preoccuparsi tanto.
  • Laura486Laura486
    Per Mafalda2: sisi tranquilla riesco a separarla dalla mia vita, lui è solo un amico e ovviamente è la sua ragazza che si occupa di lui.
    ho scritto questo post per conto mio, avevo bisogno di un po di pareri di ki ne sapeva un po + di me di queste cose (cioè tutti, io non ne so quasi niente).
    Sicuramente riporterò i vostri consigli alla ragazza, ma poi è lei ke se ne occupa e vedrà lei quali dei consigli ke sono venuti fuori da qui accettare o meno, non certo io.

    + di una persona, incluso I_Love _music_1 (ringrazio molto anche te per il tuo parere! ) mi hanno tranquillizzato molto e anke gli psicologi nella sezione "lo psicologo risponde" perkè per riassumere molti dei pareri tramite il parere di I_love_music_1 : "il mio amico è solo scivolato in un certo momento della sua vita, ma poi si è rialzato...se ora è pulito, non vedo motivo per preoccuparsi tanto".
    Certo, io spero ke ricominci la terapia e lo incoraggeremo a farlo, oltre ke vedere se si trova qualke altro lavoretto x soddisfazione personale.
    grazie mille a tutti!!!!!
    Laura
  • Leonardo56Leonardo56
    A chi sbaglia bisogna dare le stesse cose che si devono dare ai figli: libertà e affetto. La cosa peggiore è farlo sentire sotto osservazione o tutela.
  • Fra_GuidaPsicologiFra_GuidaPsicologi
    Laura, mi fa piacere saperti più tranquilla! :))
    Tienici aggiornati!
  • GianninaGiannina
    coraggio laura hai tutta la mia comprensione perche anche mio zio era tossicodipendete poi pero ne e uscito e lavora e ha un famiglia e ha le sue passioni sono certa che anche il tuo amico riuscira a realizzarsi poi stategli vicino che la solitudine per certe persone in particlare e una brutta anzi bruttissima bestia e vedrai che andra tutto bene
  • GiirgiaSimonelliGiirgiaSimonelli
    Fra_GuidaPsicologi
    Cosa intendi dire esattamente quando scrivi che alcuni terapeuti ti consigliano di "mettergli limiti e di lasciare che si arrangi"?
    Fra Intendo che il suo legame con me è di "dpendenza" e che anche se conflittuale è fortissimo. per giunta lui riesce a manipolarmi e "tenermi inchiodata" con l'ansia e la paura che potrebbe fare peggio. Ma in realtà non si impegna veramente in un percorso di recupero. Vuole essere rassicurato e accettato così come è ma non si affida. Ogni cosa gli procura stress.. Lo psicologo non è quello giusto... La terapia farmacologica è troppo forte... Andare a lavorare dopo un pò lo stressa perchè non è quello che vorrebbe fare.... Vorrebbe studiare però non ha lo spazio sufficiente perchè gli è stato diagnosticato un disturbo dell'attenzione.... ecc. ecc...
  • Fra_GuidaPsicologiFra_GuidaPsicologi
    Capisco GiirgiaSimonelli, e tu come la vedi? Come ti comporti poi con lui?
  • Tania28Tania28
    Ciao Giorgia, il tuo sforzo per aiutarlo è ammirevole, però non devi dimenticare che devi mantenere, per quanto possibile, un certo distacco. Non cedere al ricatto emotivo della dipendenza da te. Lui in qualche modo se la deve cavare da solo, non significa abbandonarlo, ma fargli capire che la sua vita è una conseguenza delle sue scelte e non di sfortuna o cattiveria altrui.
  • Silvio_Silvio_
    Figa Laura sei davvero una brava ragazza!! Complimenti per non aver lasciato solo il tuo amico! Comunque tranquilla, il fatto che abbia avuto delle piccole ricadute non vuole dire che sia di nuovo un tossicodipendente!!!
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