Sono molto indecisa sulla magistrale da intraprendere

FedericaSianiFedericaSiani
modificato September 2020 in Orientamento scolastico

Salve a tutti. Parto specificando che purtroppo sono un'indecisa di natura, paranoie e momenti di ansia sono il mio pane quotidiano ormai.

Riassumendo ho intrapreso la triennale di Biologia non sapendo neanche a cosa sarei andata incontro, gli orientamenti universitari non mi hanno minimamente aiutata a decidere consapevolmente e di conseguenza ho seguito un po' la mia passione e ciò che mi interessava studiare, la genetica. Durante questo percorso mi sono resa conto pian piano di non avere obiettivi concreti, studiavo perchè mi piaceva studiare, mi entusiasmavano tutte le materie anche se estremamente diverse tra loro. La svolta però c'è stata quando ho perso mio papà, evento che ha avuto un enorme impatto nella vita, sia emotivamente che economicamente parlando. Ho capito che non potevo permettermi di stare a tergiversare, ma dovevo laurearmi per ottenere un posto nel mondo del lavoro il prima possibile, ed è proprio questo pensiero che ha iniziato a insediarsi nella mia testa in maniera sempre più ossessiva. La voglia di indipendenza si è fatta sempre più forte. Per aiutare mia mamma ho iniziato a fare la baby sitter e a dare ripetizioni, e oltre ad avere successo con i ragazzi, ho scoperto che ricoprire il ruolo di docente mi potrebbe interessare, ruolo che mai ho preso in considerazione in vita mia.

Nel frattempo ho terminato la triennale e ho avuto un po' di tempo per decidere quale magistrale affrontare, e qui sorge il dubbio della vita.

Sono sempre stata appassionata di genetica, biologia molecolare, biochimica, mi è sempre piaciuto stare in laboratorio, ma intraprendere un percorso universitario basato su queste materie significa dirigersi principalmente nel mondo della ricerca, un mondo tanto bello quanto difficile, incerto, di cui ho un po' paura e che credo di non potermi permettere, non avendo economicamente spalle abbastanza solide su cui affidarmi. Un percorso lungo, che mi porterebbe inevitabilmente a specializzazioni non retribuite o dottorati vari.

Ho pensato quindi di buttarmi su un'altra magistrale, basata sull'ambiente e la botanica e più indicato per l'insegnamento, anche se è un corso di laurea che in realtà mi piace leggermente meno. E qui partono le paranoie, ho paura di uscire di qui e pentirmi di non aver seguito la mia passione originaria, ma al tempo stesso analizzo la mia vita e mi rendo conto di non poter intraprendere una strada così incerta, io voglio lavorare e rendermi indipendente il prima possibile. Invidio i miei coetanei che seguono ciò che amano e non sopporto l'idea che loro, rischiando, possano arrivare in alto e realizzare in pieno i loro sogni, mentre io, cercando di mantenere i piedi per terra e "accontentandomi", possa comunque fallire, trovandomi un giorno a chiedermi "ma cosa sarebbe successo se...". Poi però ci ripenso, e torno sui miei passi, io voglio lavorare. E se questa magistrale mi dà più possibilità, forse devo intraprenderla. E poi a me l'insegnamento piace, così come la botanica. Forse non erano i miei piani A, ma sono comunque dei piani che prendo in considerazione. E se me ne pentissi? Se diventassi una di quelle persone frustrate e infelici?

Insomma questi sono tutti i miei pensieri. In realtà non so neanche cosa mi aspetti di leggere come risposta a questo papiro, so solo che ho questa lotta interna che mi sta logorando, e vorrei tanto che qualcuno mi desse qualche indicazione.

Grazie a chiunque abbia letto e decida di rispondere.

Commenti

  • Andrea_C_3Andrea_C_3

    Ciao Federica,

    grazie del tuo intervento. Però perdonami se non entro tanto nel merito del tuo percorso di studi. Personalmente credo che quel tuo "pane quotidiano" di ansia e paranoie, ti stiano creando conflitti dove magari neanche ce ne sarebbero, o comunque non ti permettono di giudicare con serenità le tue scelte.

    Allora penso che prima di tutto dovresti fermarti un istante e ripartire da te, da questo tuo problema ansioso, che se non erro, non è mai stato affrontato prima, ma sempre "sopportato". Questo alla lunga ci sfinisce, ci porta a chiuderci, rassegnarci, angosciarci. Tutte cose che è meglio ridimensionare, soprattutto quando dobbiamo prendere importanti decisioni.

    Hai mai provato a parlare ad uno psicologo di questi tuoi stati di animo ansiosi o con il medico di famiglia? Hai mai provato a contattare dei gruppi di aiuto/ ascolto (ormai ve ne sono anche online)? Hai mai provato a intraprendere la meditazione quotidianamente?

    Sono tutte strade che possono aiutarti ad inquadrare il tuo disagio e gestirlo e iniziare a riprendere in mano con serenità il tuo presente e i tuoi progetti.

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