Sono arrivato a considerare il suicidio come un'opzione..

Filippo177Filippo177
in Crisi esistenziale

Probabilmente riceverò solo rimproveri, attacchi.. sarò considerato un debole, ingrato, irrispettoso della vita che mi è stata donata..

ma non mi interessa più.. ho una sola cosa in mente.. un giorno tutto questo finirà.. e ho l'unica fortuna di poter decidere io quando sarà quel giorno.. e paradossalmente è forse l'unica cosa che da ancora un minimo di forza per andare avanti.. sapere di avere sempre un piano b.

Non entro nemmeno nel merito di tutto quello che mi ha portato a scrivere questo post.. e onestamente non so nemmeno cosa aspettarmi.. so solo che sono stanco di soffrire, di vivere in un mondo non adatto a me.. e sono anche stanco di vivere cosi, di dovermi abituare a cosi tanta tristezza che porto dentro.. di dover indossare costantemente una maschera, di far finta che va sempre tutto bene.. quando dentro credo di essere già morto da un po..

grazie a chi avrà dedicato due minuti a leggere questo sfogo.. probabilmente inutile.. come lo è stato ogni mio tentativo di farmi piacere questo mondo..

Commenti

  • FavaLucillaFavaLucilla

    Ti capisco... E sono nella stessa situazione, senza un motivo vero, senza una ragione. Semplicemente sono stanca. Tutto mi pesa, tutto mi sembra pesante, niente mi interessa veramente e... Ironia della sorte la mia situazione economica non mi permette di essere seguita da uno psicologo, cosa che invece probabilmente sarebbe molto utile.

  • Filippo177Filippo177

    Grazie per aver voluto condividere queste parole, e mi dispiace tanto, spero davvero riuscirai a venirne fuori.

    Io potrei permettermelo ma la verità è che non fido di nessuno, e mai riuscirei ad aprirmi completamente con una persona che lo fa solo per lavoro

  • SnazSnaziSnazSnazi

    Mi trovo nella stessa situazione, come inadatto alla vita, perchè ho passato troppo tempo a pensare, e non faccio nulla da più di un mese. Trovo soffocante il fatto che la morte sia lì, inevitabile, ineluttabile, e qualunque cosa facciamo non possiamo uscirne, come fosse un cerchio all'interno del quale c'è tutto il resto.

    Io in verità sono affezionato alla vita, vorrei tanto ricominciare a vivere come prima (non è un prima relativo a qualcosa in particolare, ma solo al pensiero), penso al fatto che gli altri si illudono di essere immortali, e non si rendono conto che a prescindere da ogni cosa arriva la morte. Non riesco ad accettare la morte perchè voglio vivere, e questo mi porta continuamente ad avere i vostri stessi pensieri perchè non riesco a vivere, perchè c'è sempre la morte/cerchio che limita tutto il resto.

    Probabilmente è perchè sono sempre voluto essere il migliore degli altri, ma ho trovato qualcosa che a prescindere da tutto è più forte di me, e questa cosa mi abbatte, non mi fa andare avanti.

    Mi chiedo perchè allora prima vivessi da immortale, pur con la consapevolezza che ci fosse la morte, ma non la sentivo una possibilità davvero mia.

    Anche se c'è un però a tutto questo.

    Io come voi sono alla ricerca di qualcosa prima di tutto, perchè è da stupidi pensare che pur essendo la morte ineluttabile in ogni nostra dimensione prima stavamo bene ed adesso non più.

    Pregiudicare la ricerca uccidendosi non è una soluzione, dal momento che di fatto nulla è cambiato. E allora cosa resta? Continuare a cercare, credo.

    Credetemi se vi dico che penso le stesse identiche cose, però uccidersi pregiudica ogni cosa, e se poi scopriste che avete sbagliato? Come tornate indietro? Non si può fare.

    Allora direttamente mentre scrivo penso ad una cosa, il fatto che la vita sia unica, prima di qualsiasi altra cosa, è un'esperienza, ma che non facciamo in terza persona, bensì in prima persona, non è una cosa altra da noi, un oggetto, qualcosa su cui riflettere. E' noi stessi, siamo tutt'uno con essa, perchè senza di essa non ne avremmo neppure di questi problemi. Se ci pensate ogni uomo ha in sè la mortalità e l'immortalità, la prima da vivo, la seconda da morto. Perchè gli dei sono immortali, e agli dei non interessa nulla, men che meno il tempo e ciò che prova un vivo. E non è esattamente questa la dimensione della morte? Quella di essere una livella? La morte rende tutti immortali, tutti piatti, senza più nulla per cui esistere. Essere morto è più soffocante di essere vivo, perchè dalla morte non si fugge, in essa siamo immortali, siamo uguali, mentre da vivo hai la possibilità di scelta ed esperienza, ed eventualmente di scegliere di non vivere.

    E' la vita quella che ci fa scegliere, non la morte, ed ecco perchè in vita non ha senso sentirsi soffocati dalla morte, perchè non la conosciamo e non è una dimensione ci riguarda, noi siamo vivi, e la livella vale per i morti, non per noi.

    Ecco perchè da vivi non ha senso pensare alla morte più che ad una eventualità, tra le varie scelte che possiamo fare, ed ecco perchè il fatto che la vita sia limitata e unica la rende infinitamente più preziosa della morte, dimensione atemporale e piatta.

    Poi, se qualcuno crede che scegliere la morte sia meglio, vorrei ricordare che non siamo ancora dei, e che noi abbiamo la vita, non la morte.

    Allo stesso modo, vivere non è una distrazione dalla morte inevitabile, ma è solo ed esclusivamente vita.

    Pensateci, noi prima, o gli uomini della preistoria, che pensiero potevano avere della morte? Credo che più di averne paura per una questione istintiva del dolore, dal momento che era difficile morire di vecchiaia, non provassero nulla. Loro vivevano soltanto. E se la ragione con i suoi pensieri questo ce l'ha fatto dimenticare, andando a minare il nostro stesso istinto, allora vuol dire che c'è qualcosa di sbagliato nella ragione, e che non dobbiamo darle corda solo perchè può pensare. E considerando poi che noi non siamo ciò che pensiamo.

    Per concludere, vorrei dirvi che io, come voi, come 7 miliardi persone, siamo tutti sotto la morte, non cambia per nessuno. Per tutti arriva la morte, per tutti è inevitabile, è ineluttabile. Per molti è un tabù, per molti altri no, altri la accolgono, altri non riescono e la rigettano, ma alla fine dei conti che resta? C'è chi sta bene, e chi sta male, per uno stesso identico problema, che poi non è neanche giusto chiamarlo problema perchè non è tale.

    Tutti e 7 miliardi di persone sono destinate alla morte, ma prima di tutto sono vive, e chi sta bene si dà un'altra interpretazione della morte.

    Perchè dall'ineluttabilità della morte, che si può erigere a principio per tutti, vuol dire che chi la sente come un problema ci sta pensando in modo sbagliato. Chi sta bene non sente la natura pressante della morte, chi sta bene ha obbiettivi, molto probabilmente ha sogni, e vede la morte come qualcosa che può strapparglieli via prima che possano esseri conclusi. Non è forse un modo tutto diverso di pensare alla morte, pur accettando che esiste? Un obbiettivo nella vita non è soltanto una distrazione, ma a partire dal fatto che la morte è inevitabile, e che non la sente come problema, se non nei termini della non realizzazione, vuol dire che avere un obbiettivo non è solo un giochetto mentale per non pensare alla morte, ma qualcosa di incredibilmente più profondo.

    Se vi dicessi che invece questa visione unilaterale della morte, tale che la vita sia una linea e termini con la morte, sia soltanto una costruzione sbagliata che ne facciamo? Se vi dicessi che noi in verità, moriamo continuamente? Il me stesso di un anno fa non è lo stesso del me stesso di ora, sia mentalmente sia fisicamente, perchè le cellule muoiono e le ha cambiate, così come l'interpretazione che fa di un ricordo, è possibile che mentre prima lo vedeva in un modo, ora possa vederlo in altro modo, eppure prima neanche lo immaginava. E a 2 anni invece? Ricordiamo quali erano i nostri pensieri a 2 anni? Certo che no, la memoria non era ancora abbastanza sviluppata e non avevamo chissà quante informazioni immagazzinate da collegarle insieme e sviluppare una rete di ricordi.

    Concludo qui perchè il messaggio è diventato troppo lungo, ma vi prego di non fare nulla che possa pregiudicare la vostra libertà e possibilità di scelta in modo definitivo, vi capisco perfettamente e ci sono anche io dentro, ma almeno ho capito questo finora, sia mai che ora non vediamo un altro modo per intendere una cosa, e più avanti, alla luce di scoperte e conoscenze che facciamo, sì.

  • SnazSnaziSnazSnazi

    Resta questo probabilmente, e non riusciamo a rendercene conto. Ricominciare a fare, a vivere, ad avere obbiettivi, non è un giochetto mentale, ma ci farà ricordare perchè ci è stato dato il dono della vita, e risolveremo automaticamente come per magia tutti questi problemi. Perchè di problemi non si tratta, ma solo di modi diversi di intendere le cose.

    Attualmente sono ancora depresso, e penso continuamente alla morte, ma abbastanza lucidamente da rendermi conto che è un risultato di ciò che provo adesso, non della condizione di tutti.

  • Filippo177Filippo177

    ti ringrazio per il tempo che mi hai dedicato, davvero.

    So benissimo che non è la soluzione, cosi come so bene cosa vorrei.. ma ad un certo punto bisogno anche accettare il fatto che potrei non averlo mai.

    Continuo a non sentirmi adatto a questo mondo, in realtà è sempre stato cosi.. ed ora per me è diventato quasi impossibile trovare nuovi stimoli, un senso, una motivazione per andare avanti.. e l'unica cosa che mi impedisce di arrendermi (per il momento) è il dolore che darei a chi mi vuole veramente bene. Ma allo stesso tempo, dentro mi sento morto, e non so ancora per quanto potrei riuscire a reggere.. il solo fatto che faccio certi pensieri mi fa preoccupare.. ma purtroppo è cosi, è la verità, è come mi sento in questo momento.

  • SnazSnaziSnazSnazi

    Allora, personalmente non ho nessun problema particolare, è tutto dentro il problema, non se per te la questione sia la stessa o meno.

    Anche io so cosa vorrei, ma ogni volta che provo a muovermi per farlo ripenso al fatto che la morte mi limita, mi soffoca e non riesco. Eppure la morte non posso proprio aggirarla.

    Se per te il problema è un altro devi riuscire a capire cos'è che ti blocca ogni volta che provi a fare ciò che vuoi. Per me è questo, ma a quanto pare la morte esiste, c'è, sta lì, e non c'è modo di evitarla, quindi l'unica soluzione nel mio caso è trovare un altro modo per interpretarla, da qui la mia ricerca.

  • Filippo177Filippo177

    mettiamola cosi, il mio problema è la mia vita.. per carità, penserò sempre che la vita è stupenda, che sia la meraviglia più bella che l'universo ha creato.. e mai disprezzerò la mia, considerando che al mondo ci sono milioni di persone più sfortunate di me.

    Allo stesso tempo, sento dentro un dolore e una sofferenza che quasi non mi fa respirare più, provo un senso di tristezza enorme, non riesco a trovare un senso per andare avanti, ho perso stimoli ed entusiasmo... e un tempo ne avevo tantissimo.. avevo sogni, speranza.. ora è più un'accettazione passiva di quello che mi capita, e resta solo qualche neurone a credere ancora a quei sogni che tanta energia e voglia di vivere mi hanno dato nella prima parte della mia vita.

    E a tutto questo si somma il fatto che nessuno sa veramente come sto, che sono costretto ad indossare maschere da quando metto i piedi giù dal letto la mattina, fino a quando non ci torno.. Fingo, fingo di stare bene, ma dentro di me sto morendo.. vorrei che qualcuno lo capisse, che mi aiutasse.. ma poi penso anche che nessuno può aiutarmi.. Un tempo sognavo davvero una vita diversa, avrei voluto essere un'altra persona, vorrei fare tante cose.. ma il tempo passa.. e mi sembra solo di fare sempre un passo in più verso la morte

  • SnazSnaziSnazSnazi

    Ti dirò, per quanto nel mio caso non riesco a risolvere così, nelle volte in cui mi sono trovato nel tuo caso era un problema di cronicizzazione di questa condizione. Secondo me puoi provare, tanto da un punto di vista logico non hai nulla da perdere, a forzarti a fare cose che non riesci a fare, come andare in bicicletta o nel parco. O fare cose completamente diverse, come smettere di fare tutto il resto e provare a camminare per la città in strade che non hai mai visto.

    Detto così può sembrare banale, ma il fatto stesso di avere stimoli nuovi è fondamentale, anche se leggendomi non puoi rendertene conto.

    Prova nel caso.

    Per il mio sto provando a darmi le ultime risposte con la filosofia, poi mi do un limite perchè la filosofia è senza fondo, e proverò a: evitare di pensare (molto difficile, ma non impossibile). Smettere di pensare completamente, assorbendo quanto provo, con il rischio che possa ripresentarsi, risolvere con la filosofia (non lo so), ricominciare a fare, sperando di dimenticarmi di tutto il resto.

    Ho solo dei piani d'azione, ma ci sono ancora dentro.

  • SnazSnaziSnazSnazi

    Appena passata una crisi orribile, credo sia stato un attacco di panico, anche se lo ricordavo diverso.

    Mi sono sentito in panico, nauseato, per quello che ho mangiato oggi(un panino), e se provavo a riprendermi il pensiero solito mi riaffogava.

    Una mezz’ora orribile ero in agonia

  • SnazSnaziSnazSnazi

    la domanda che mi facevo era: perché devo riprendermi se tanto morirò? Ora o dopo da vecchio cosa cambia?

  • SnazSnaziSnazSnazi

    Mi sono risposto:”So che voglio vivere”

    anche se non bastava un po’ mi ha aiutato ma ricordo distintamente questa domanda

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