sensazione di vuoto

Vicky63Vicky63
in Paure, ansie e fobie

ciao a tutti, fin da bambina mi svegliavo con una sensazione di vuoto, con il tempo questa condizione non mi ha abbandonato, per paura di essere abbandonata mi sono aggrappata agli altri scordandomi di me stessa, eppure anche se in famiglia ho avuto carenze affettive, ci sono state persone che mi hanno amato e mi amano, compreso mio marito che sono 40 anni che stiamo insieme e quasi 38 anni che siamo sposati. Mi rendo conto che tutto ciò non è reale è racchiuso nell'abitudine dove i pensieri sono sempre andati su sentieri sterili che mi hanno portato solo depressione e nascondere dentro di me la realtà per paura di essere abbandonata! faccio la casalinga cerco di occupare il tempo invece di vivere, mi sento ancora una fallita perchè non ho conseguito il diploma, mi sono sempre sottovalutata pensando che gli altri sono sempre migliori di me, parlano e comunicano mentre io denigro me stessa senza valutare e valorizzare la mia vita. andare verso me stessa veramente sto cercando di farlo senza combattere con la mia mente dicendole perchè mi raccconti questo? io sono anche altro non è reale ciò che mi dici! inciampo sempre sulle stesse cose una routine che si ripete, razionalmente lo capisco ma poi emotivamente scivolo!

Commenti

  • [Utente Cancellato][Utente Cancellato]

    A dir la verità inciampiamo tutti nei nostri punti deboli. Lo facciamo già ogni mattina che ci alziamo. Abbiamo ormai con gli anni sviluppato un automatismo che ci porta a decentrarci e indurci sofferenza. Uno di questi punti deboli è proprio l'immedesimazione nell'autogiudizio.

    GIà individuare quali sono i nostri atteggiamenti ricorrenti che ci provocano sofferenza, riconoscerli, è un ottimo inizio, perché vuol dire che abbiamo preso consapevolezza di un meccanismo deleterio, di cui molti non si rendono nemmeno conto.

  • Vicky63Vicky63

    Ti ringranzio tantissimo vuol dire che non sono matta anche se l'ansia mi costringe tutto il giorno a vivermi con questo pensiero ossessivo, ho deciso di non prendere farmaci anche se la mia psicologa me li ha consigliati prendo solo 6 gocce di rivotril credo di farcela anche senza supporto di stampelle come gli psicofarmaci! se puoi rispondermi mi farebbe un grande piacere

  • Vicky63Vicky63

    andrea volevo dirti che le gocce di rivotril le prendo per dormire! grazie a presto

  • [Utente Cancellato][Utente Cancellato]

    Il rivotril è uno psicofarmaco. Mi risulta strano che te lo abbia prescritto una psicologa, a meno che non sia anche medico.

    Giusto per capire, quindi, al momento sei seguita da qualcuno quindi? Non ne avevi fatto parola inizialmente, ed invece è importante. Che percorso hai intrapreso, da quanto tempo, come procede?

  • Vicky63Vicky63

    ciao io vengo seguita al livello psichiatrico al DSM da circa due anni ho fatto nel 2018 tre interventi alla schiena poi con la separazione con i miei nipoti la situazione psicologica è andata un peggiorando! poi vengo seguita da una psicologa al di fuori del DSM l'ho conosciuta perchè frequento il centro diurno ora lei è andata in pensione mi fa psicoterapia. purtroppo ho smesso di testa mia di prendere aripranzolo Mylan Italia da 10 mg . Comunque è quasi due anni che vado faccio psicoterapia! proprio un'ora fa sono scesa per andare dalla psichiatra perchè non riesco a gestire i continui pensieri che mi martellano conflitto tra razionalità ed emotività i pensieri sono talmente veloci che non mi danno respiro. la psichiatra mi ha detto di prendere la pasticca e di non sentirmi per questo fallita! ho voluto misurare me stessa cercando di riconquistare la fiducia in me! la psicologa è molto accogliente vado da lei una volta alla settimana anche lei non sapeva che avessi smesso lo psicofarmaco lei me l'aveva consigliato l'ho preso per la fiducia un periodo l'ho preso e poi l'ho smesso volevo provare con me stessa senza sempre dipendere dagli altri. spero di essere stata esaustiva se puoi rispondermi mi fa piacere

  • [Utente Cancellato][Utente Cancellato]

    Allora una cosa importante da imparare con gli psicofarmaci (e lo ha purtroppo scoperto sulla sua pelle). Mai usare il fai da te, ma sempre riferirsi allo psichiatra, altrimenti è probabile che si genereranno dei problemi collaterali.

    Quindi io le direi, se già è seguita da psichiatra e psicologo, si affidi a loro, provi a fare ciò che le dicono per un minimo di tempo ragionevole e vedrà come va. Si affidi. Non abbia paura.

    Potrebbe anche associare a tutto ciò l'esercizio della meditazione mindful: se esercitata quotidianamente può darle aiuto nel rasserenamento degli stati emotivi e ad esser più recettiva verso le terapie che sta conducendo.

  • vaterlosa9vaterlosa9

    Thanx for sharing

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