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Scarsa autostima, repressione emozioni e sensi di colpa

Andrea523Andrea523
modificato July 2016 in Crisi esistenziale
Salve a tutti.

Vorrei un consiglio circa la necessità di iniziare un percorso presso uno psicologo, vi spiego la mia situazione.

Probabilmente la vostra risposta sarà “rinchiudetelo” ma almeno mi sarà servito come sfogo ahah



Sono un ragazzo di 31 anni, sono un libero professionista e negli ultimi anni non mi sento bene psicologicamente, non mi sento me stesso, la mia autostima è nulla e non sono più sicuro di niente, sia della mia vita personale, sia di quella lavorativa.

Credo di sentire il controllo della mia stessa vita scivolare lontano da me e sento che le mie scelte di vita privata e professionali (sempre che si possa chiamare vita privata, la mia), non siano mai adeguate alle richieste ed alle aspettative mie e di altri.

Ogni piccolo problema o imprecisione mi sembra un errore gigantesco e clamoroso, tanto da accusarmi di estrema superficialità od incompetenza..



Caratterialmente sono una persona molto introversa, silenziosa, permalosa ed orgogliosa, ho una grande tendenza ad eseguire qualsiasi attività in solitudine e con grande difficoltà condivido le mie passioni (ne ho tagliate molte fuori dalla mia vita come la chitarra e lo sport e credo di non averne più alcuna) ma soprattutto mi sento completamente annichilito all'idea di parlare di me stesso, di esprimere le mie emozioni e pareri personali su un qualsiasi argomento, a meno che non abbia eseguito una ricerca approfondita ed obiettiva sull'argomento stesso.

Tendo a non dare peso alle emozioni provate, a nasconderle, a reprimerle per non sentirle e credo di non saperle gestire.



Non riesco a capire come mi vedono gli altri, non sono in grado di vedere come vengo giudicato, se come una persona piacevole, lodevole di considerazione, stupido, intelligente, goffo ecc..

Mi dicono gli amici o conoscenti che sono un “precisino”, “sei rigido”, “ti fai troppe paranoie”, “sei ligio solo al protocollo”, “te la devi prendere di meno”, “misantropo”, “asociale o sociopatico”, “tu non ti vedi come sei con le persone”, “sei la neutralità fatta persona”.



Provo pochissima empatia per qualsiasi essere vivente.

Le tragedie in tv non mi toccano, la morte di un conoscente mi scalfisce appena, le vicessitudini delle persone vicine mi sfiorano.

Ultimamente mi sento affezionato (sempre in maniera molto limitata) solo agli oggetti inanimati che hanno significato qualcosa per me, come le mie chitarre ed amplificatori, il dobok e la cintura che portavo agli allenamenti di arti marziali.



Nemmeno un buon risultato presente o passato mi solleva lo spirito, per il mio cervello doveva essere così, è la normalità, l'ordinario.

Per me niente conta qualcosa o è degno di nota.

Ogni complimento è finto o non ha peso, ogni critica o suggerimento ha un peso insostenibile perchè avrei dovuto pensarci.



Perciò non godendomi più nulla, mi sento completamente annullato e vuoto, praticamente un robot..non azzardo quasi mai niente, cerco di pianificare ogni dettaglio, ogni scelta ed ogni frase per cercare di non essere colto alla sprovvista e quindi di evitare il rischio di non saper rispondere o di rispondere male.

Ovviamente tutto non è pianificabile quindi mi ritrovo ancora nel mio circolo vizioso di insoddisfazione, colpa e poca autostima.



A mia memoria, questo comportamento l'ho tenuto per tutta la vita e molte volte mi ha aiutato a crescere in determinati campi, ma ora lo sento come un peso e non credo sia l'unico problema.

Il tutto è stato amplificato a seguito della fine della relazione con la mia ragazza.

Ci siamo lasciati ad Ottobre dopo 10 anni insieme, di cui 2 di convivenza.

In questa occasione non sono stato in grado di decidere se valeva la pena cercare di tenermela stretta o decidere di troncare una relazione macchiata dalla mancanza di comunicazione e condivisione, quindi la nostra relazione è morta lentamente.



Come credo si capisca da quanto scritto, credo di essere molto confuso sulla mia esistenza, sull'utilità della mia esistenza, cerco approvazioni e sicurezze che non arriveranno mai e non si sa nemmeno da chi le cerco.

A dire la verità non so esattamente nemmeno cosa cerco di capire e dove voglio arrivare con questo post.



Forse devo farmi vedere “da uno bravo” come si suol dire.

Commenti

  • GianninaGiannina
    @Filler ciao a me sembri molto confuso ma ti sei chiesto da cosa nasce tutta questa confusione tutto questo malessere
  • GianninaGiannina
    @Filler si in effetti forse la mia domanda era stupida nel senso che se lo avevi capito forse avevi gia risolto tutto ahhaha scusa. ma figurati non devi scusarti per le tue pergamene anche perche in fondo siamo qui per questo ovvero per raccontarci e per leggerci a vicenda. penso che tutti noi grazie al distacco di cui tu parli riusciamo finalmente a sfogarci in qualche strano modo.
  • GianninaGiannina
    @Filler scusa se rispondo cosi tardi ma ti leggo solo ora. guarda ma sai che sta cosa della normalita e della diversita mi fa sempre un po sorridere. voglio dire alla fine cosa e normale e cosa significa questa parola. assolutamente niente perche nessuno puo stabilirlo nel senso che alla fine siamo semplicemente tutti diversi. e sai che ti dico meglio allontanarsi dalla maggioranza e non essere pecore o almeno io la vedo cosi. quindi secondo me questa paranoia puoi ucciderla facilmente o piu o meno. per l autostima beh ti capisco ed e una cosa su cui bisogna lavorare e puo servire una terapia sopratutto se le convinzioni negative sono molto radicatye. poi la questione della selettivita beh insomma non saprei. pure io sono cosi e forse alla fine meglio pochi ma buoni. ma tu non sei sbagliato devi solo essere te stesso. si lo so parlare fa gia bene vero
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