Reazione esagerata da parte della mia terapeuta: Buonsenso o mancanza di rispetto?

snefruusnefruu
modificato 8 February in Tossicodipendenza

Sono una ragazza di 18 anni e soffro di disturbo di ansia generalizzata e depressione. Premetto che non ho mai avuto esperienze positive con i farmaci che mi sono sempre stati prescritti da un anno a questa parte: sono state più le volte in cui non riuscivo più neanche ad alzarmi dal letto , in più con forti allucinazioni e una palese instabilità emotiva amplificata. Questa estate ho iniziato a bere abbastanza, ma da quando ho mischiato una volta benzodiazepine e alcol e rischiato molto, ho sviluppato una certa repulsione verso queste cose e non ne faccio più uso. Faccio uso di cannabis e, raramente, funghetti/lsd, ma molto moderato, facendo in modo da non compromettere i miei impegni e preferendo momenti di relax in cui non ho scadenze imminenti: non mi sento dipendente, posso stare benissimo senza, ma spesso questi stimolano la mia parte creativa ed empatica, rifletto molto su alcuni aspetti sia di me stessa che del mondo e noto spesso miglioramenti dell'umore anche a lungo termine, anche stando mesi senza fare uso di nulla. In questo momento assumo solo 100mg al giorno di sertralina, ma le mie dottoresse mi hanno detto che le sostanze di cui faccio uso non sono compatibili con la terapia. e che dovrei dunque evitarle. Quando, però, chiedo spiegazioni dal punto di vista scientifico (non metto in dubbio le parole di due persone esperte, semplicemente mi piacerebbe capire meglio alcuni aspetti che nella scienza rimangono spesso in bilico e incerti), puntualmente mi ritrovo con più domande di prima, dato che sviano sempre il discorso. Ieri ero particolarmente felice e, in un momento di convivialità con una mia amica, ho deciso di fumare uno spinello. Sono totalmente consapevole di aver fatto un errore (era la prima volta che succedeva), dal momento che avrei avuto terapia con la mia psicologa dopo neanche un paio d'ore, ma nel momento in cui mi sono presentata da lei ero estremamente cosciente, persistevano solo alcuni effetti fisici come gli occhi gonfi e una risatina ogni tanto. Riuscivo ad avere discorsi decisamente normali e coerenti, rispondendo a tutte le domande poste dalla dottoressa, ma lei si è arrabbiata davvero tanto, sostenendo che io stessi semplicemente idealizzando e minimizzando gli effetti che tali sostanze mi inducono. Il modo in cui si è relazionata con me è stato aggressivo in una maniera assolutamente non necessaria, non credeva a una singola parola detta da me e cercava una contraddizione in ogni singola frase che dicevo (che io puntualmente riuscivo a smontare con tutta la calma del mondo) e mi è dispiaciuto molto dato che in questo periodo sto finalmente meglio e ho trovato il modo per andare avanti nella mia vita con tutta l'esperienza di questi anni duri che hanno forgiato la mia calma, la mia tolleranza e la mia empatia. Mi sento finalmente una brava persona, libera e con una progettualità che è tornata a prendere forma. Ora, mi chiedo: è stata esagerata la sua reazione? Sono maggiorenne e vorrebbe dirlo, oltre che alla mia psichiatra, ai miei genitori e ho anche paura che per così poco mi facciano fare analisi, incontri e cose del genere.

Commenti

  • Franco310Franco310

    Penso che non può dirlo ai tuoi genitori, etc. perché essendo tu maggiorenne non ha l'obbligo credo.

    Non saprei dirti se è stata esagerata o no, bisognerebbe star presente durante la visita, ma comunque non credo sia corretto il modo con cui sei stata trattata, per come l'hai descritto.

    Se non ti senti più a tuo agio, fatti seguire da un'altra persona.

Accedi oppure Registrati per commentare.
Nuovo tema

Categorie