Perdita del proprio animale: come mi sento?

DottoressaMariaLuisaDottoressaMariaLuisa
in Elaborazione del lutto

Lo sai che hai fatto la cosa giusta. Prima, quando questo momento era lontano, eri certa che non avresti  avuto nessuna indecisione: sapevi per certo che l’importante era non prolungare la sofferenza di quell’essere che ti aveva accompagnato per una parte così essenziale della tua vita e che  era ora arrivato alla fine della sua.

Adesso che davvero  il momento è giunto devi fare i conti con il distacco, con quello stato confusionale  che ti impedisce di respirare. Le domande si accavallano nel tuo cervello ed il sordo dolore che ti aggredisce cerca di ritardare la presa di quella decisione.

Ci sono quelle due paroline che ti ruotano nel cervello, due paroline  “e”, “se”che separate non fanno male, ma quando sono in sequenza ti lasciano stordita e spaventata: ”E se?”  ….”E se?”

Ma il tempo incalza e devi lasciarlo andare: il tuo adorato compagno di viaggio per  lunghi anni di vita,  condivisa senza se e senza ma …. Devi lasciarlo andare!

Quando poi il destino si è consumato e il dolore si fa più lancinante perché alla decisione segue la solitudine ed il vuoto incolmabile, ecco che giunge la vergogna per la tua sofferenza.

Sì perché ti sembra offensivo soffrire per la morte del tuo gatto. Sì , la tua sofferenza per la morte del tuo cane ti sembra un insulto per chi perde una persona cara, una persona di famiglia …. già il tuo era solo un animale. Anche se per te rappresentava una persona  importante, quella di  cui ti prendevi cura, l’eterno bambino che non cresceva mai: una persona che ha riempito la tua vita.

E quando la gente ti dirà – “ Ma prendine un altro così soffrirai di meno!” -  allora sarai tu a sentirti insultata, a sentirti non capita:  come se il tuo cane o il tuo gatto fosse un pezzo di arredamento che si sostituisce quando non è più intonato al resto. Non contano le notti passate a vegliarlo quando stava male, non sono importanti i giorni in cui, anche se tu non ti sentivi bene, ti alzavi e lo portavi fuori per la passeggiata.

Non erano importanti le corse dal veterinario, magari in piena notte, quando si era inghiottito qualcosa di letale. Erano ininfluenti le angoscianti attese quando era in sala operatoria per un intervento.

Questo è quello che si prova: un senso di vergogna. Non ci si deve vergognare, quell’animale è stato parte integrante della nostra vita, è importante e non dobbiamo dimenticarlo. Abbiamo il diritto di soffrire!

Percorso di sostegno dalla dottoressa Maria Luisa Scarpa -Milano


Commenti

  • India31India31

    La perdita di un animale domestico, per me, è come la perdita di un familiare perché effettivamente lo reputo tale, fa parte della tua vita ed è come un pezzo della tua persona.

    Inoltre, sono una persona molto sensibile verso gli animali in generale e normalmente qualsiasi cosa accada ne risento molto.

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