Paura di sbagliare ANCORA facoltà universitaria..

PietroB97PietroB97
modificato August 2018 in Orientamento scolastico
Buonasera, sono un nuovo utente di questo sito.
Mi chiamo Pietro, ho 21 anni e ho una storia universitaria alquanto travagliata.
Due anni fa ho finito il liceo scientifico.
Questa scuola non mi ha mai convinto, non mi sono mai piaciuti ambiente e professori e anche le materie studiate (prevalentemente umanistiche) non mi hanno mai fatto impazzire.
Finito il liceo, dopo la maturità, non avevo la più pallida idea di cosa fare.
Sono sempre stato più un tipo da materie tecniche/scientifiche che umanistiche, mi è sempre piaciuto l'ambito scientifico e soprattutto la natura e l'ambiente.
I miei mi ripetevano di prendermi l'anno sabbatico, andare magari un po' all'estero ma io, pur di poter dire "sono uno studente universitario" e potermi mettere sullo stesso piano dei miei ex compagni del liceo (tutti iscritti all'università) , mi sono voluto comunque iscrivere. A cosa? A biologia.
la paura iniziale era tanta, ma essendo una persona molto abitudinaria, mi abituai alla routine per un intero anno accademico: sapevo cosa dovevo fare e come farlo. Gli esami li passavo con voti alti perché erano praticamente le stesse materie de liceo (come matematica, fisica e chimica).
Ma la vera difficoltà iniziò quando dovetti affrontare le materie di "biologia vera e propria", come zoologia, botanica e citologia.
Non mi piacevano, non avevo la testa per mettermi lì e studiarle.
Finito il primo anno, ho deciso di fermarmi per riflettere, consapevole che quella strada non faceva per me.
Mi sono sempre piaciuti l'ambiente, gli animali, l'ecologia, ma mi sono accorto che fossero passioni che volevo rimanessero tali.
Mi sono fermato per praticamente un anno, durante il quale ho lavorato per guadagnare qualcosa e ho iniziato un percorso con una psicologa (che non vedo da quasi due mesi per colpa del lavoro, ecco il perché mi ritrovo qua).
Durante questo anno sabbatico "in ritardo" ho cercato di individuare quella che fosse la mia strada e come poter dare una svolta alla mia vita, consapevole di avere una gran voglia di studiare, di rimettermi in gioco e ricominciare.
Mi sono domandato quali fossero le mie passioni oltre a quelle sopra citate, cosa mi riuscisse fare bene e con leggerezza come se non fosse un peso.. insomma, cose del genere per cercare di orientarmi verso qualcosa.
Questo qualcosa è stato design.
Non ero a conoscenza di questa facoltà ma informandomi ho scoperto che al Politecnico di Milano c'è un corso di laurea molto interessante, ovvero design della comunicazione.
Mi sono così iscritto al test e sono riuscito ad accaparrarmi uno dei pochissimi posti disponibili!
Per me tutto ciò è ancora incredibile, non mi sembra vero di avercela fatta.
Ormai mi sono immatricolato da circa un mese, attendo l'inizio delle lezioni ma... l'ansia di quando mi resi conto che biologia non faceva per me è tornata.
Perché è tornata? Non lo so.
Ricordo quando una sera mia mamma mi fece notare (e so perfettamente che è così), che io sono una di quelle persone che ha mille interessi ma nessuno tanto forte da poterlo chiamare "Passione" con la P maiuscola.
Una di quelle persone che si stufano relativamente velocemente delle cose.
Una di quelle persone che iniziano miliardi di cose per non finirne nemmeno una.
Mi sono accorto quanto in tutti questi anni abbia iniziato tante cose pur di esprimere me stesso e una vena artistica che ho sempre avuto.
Musica (pianoforte), disegno a mano e in digitale, lavorazione del legno, canale YouTube.. sono tutti mezzi che utilizzo/ho utilizzato come valvola di sfogo per cercare di esprimermi.
Vorrei che l'università e che una facoltà creativa come questa possa fare altrettanto, ma sento che questa ansia che mi ha riconquistato sia dovuta ad una sorta di vocina nel mio cervello che mi dice "attento.. prima o poi ti stuferai!".
In più io abito in Toscana e provengo da una famiglia molto, molto umile.
Per me trasferirmi a Milano significa un enorme dispendio di energie ma soprattutto denaro, denaro dei miei genitori che farebbero di tutto pur di vedermi felice.
Mi sento una delusione, sento di non poter reggere un altro "fallimento".
Sento che nulla mi piacerà mai davvero fino in fondo e che inevitabilmente lo mollerò perché "tanto non fa per me"...
Ho paura a dirlo ai miei genitori, perché mi hanno visto sereno per diverse settimane dopo il "crollo" iniziale in seguito all'abbandono dell'iniziale facoltà, e rimetterli al corrente di questa ansia mi terrorizza..
Spero sappiate darmi dei consigli, ho paura di rovinare tutto un'altra volta causando un enorme dispendio di energie, soldi e fiducia da parte dei miei genitori nei miei confronti...
Grazie..

Commenti

  • PietroB97PietroB97
    aggiungo: ho paura che senta la necessità di rifermarmi, e come a settembre dell'anno scorso mi sono bloccato con biologia, adesso, senza neanche aver iniziato, sento la necessità di fermarmi.
    è vero, ultimamente ho avuto davvero poco tempo da dedicare a me stesso, ma sento di riessere punto a capo.
    "è la mia strada?" "fa davvero per me?" "mi piacerà?" "che farò dopo?" e soprattutto... "SARò FELICE?".
    Queste domande mi distruggono, mi fanno sentire un perenne nodo alla gola, un sento continuo di soffocamento che mi porta a dire "devo fermarmi e/o rinunciare".
    Voglio diventare qualcuno un giorno, non di famoso, non una figura di prestigio.
    Con qualcuno intendo dire "qualcuno di felice e soddisfatto di ciò che dal nulla è riuscito a creare". Perché di questo si tratta: non ho nulla.
    La mia famiglia non ha nulla, non siamo ricchi, non siamo in una situazione di tranquillità economica e finanziaria.
    Vorrei riuscire a rendere la mia famiglia orgogliosa di me e soprattutto IO voglio essere orgoglioso di me stesso.
    Ho il terrore che non riesca a concludere questo nuovo percorso da me ancora non iniziato.
    Ho il terrore, sono terrorizzato e continuo a pormi infiniti dubbi.
    La parte razionale del mio cervello sa che ho bisogno di questo cambiamento: vivere in una grande città, da solo e lontano da casa. Studiare qualcosa di creativo e tecnico che sappia stimolarmi e motivarmi e che possa abbracciare diversi miei interessi (disegno, colori, pc) ma... è davvero la scelta giusta?
    un'altra cosa che mi terrorizza è l'idea di passare un altro anno sabbatico del genere.
    Ho voglia di studiare. Mi piace studiare. Preferisco mille volte studiare qualcosa e trovare un lavoro relativo a ciò che ho studiato piuttosto che andare avanti a stagioni estive (come fanno tanti miei amici e la trovo una cosa davvero insopportabile per me)...
    So che dovrei relativizzare. L'università è sì importante ma non è tutto. Idem con il lavoro.
    Le soddisfazioni arrivano anche da altro. Ma sento che, per come sono fatto io, voglio che arrivino anche da questo. Arriveranno? Boh. Sarò felice? Boh...
    So solo di avere tanta, tantissima paura..
  • Lisa56Lisa56
    Appunto, mi sembra che tu abbia paura di fallire. Perché in fin dei conti tu la voglia di fare ce l'hai. Mi sembra che tu ti vedi già nel futuro, che tu pensi a lungo termine: se faccio così diventerò così, se studio cosà diventerò cosà. Il mondo del lavoro è diventato vario e innovativo. Spuntano professioni che prima non esistevano. Per quanto riguarda l'avere mille interessi e non una vera e propria passione, è probabile che la passione tu non la debba esprimere prettamente su quello che fai ma su chi avrai a che fare. Cioè la passione ti nasce quando vedi qualcuno soddisfatto per merito di un qualcosa che tu hai fatto. Un esempio banale (dovresti saperlo visto che hai un canale YouTube), è il successo degli influencers, di chi si mette a video a spiegare le cose e vede i commenti positivi e gli iscritti aumentare ( e gli €).
    Quindi, impara e poi lavorerai per diventare un professionista e un giorno ti metterai in proprio e creerai le tue idee e sarà a quel punto che ti sentirai soddisfatto.
  • PietroB97PietroB97
    Ti do del tu non per mancanza di rispetto/educazione, ma perché mi sento molto tranquillizzato da ciò che hai scritto.
    Lo sviluppo del mio flusso di pensieri è che adesso, ancor prima di aver provato, non mi piacerà. Non mi piacerà studiare grafica. Non mi piacerà studiare l'utilizzo dei programmi per disegnare. Non mi piacerà avere un mio portfolio di lavoro. Non mi piacerà.
    Come faccio a saperlo? Perché l'ho letto sul sito, perché ho visto il video di una ragazza che spiega queste cose. Perché quello ha detto questo e quella ha fatto quest altro.

    Non ha il minimo senso, e sono terrorizzato da tutto ciò.
  • Fra_GuidaPsicologiFra_GuidaPsicologi
    Ciao Pietro,
    hai considerato la possibilità di rivolgerti a un professionista per cercare di fare un po' di chiarezza?
  • MaMa1MaMa1
    Potrebbe esserci la possibilità che tu ti forzi a farti piacere l’università a tutti i costi, per non deludere te stesso e chi hai intorno? Io ho avuto un percorso simile al tuo, non ho mai contemplato l’idea di non proseguire gli studi e mi pento di avere insistito, nonostante andassi molto bene, perché mi causavano ansia e mi sentivo in qualche modo fuori posto e poco motivata. I miei amici che si sono fatti meno problemi hanno cercato immediatamente lavoro, hanno messo in atto incentiva e volontà e si sono felicemente realizzati e ora mi pento molto di non aver fatto come loro.
  • Mafalda2Mafalda2
    Pietro, un modo per farti passare l'ansia è responsabillizzarti delle tue scelte. Per esempio lavorando per un periodo in modo parallelo o alternato agli studi. In questo modo potrai restituire parte dei soldi ai tuoi genitori o direttamente pagarti gli studi o, almeno, l'alloggio. Essere indipendenti è la miglior maniera per non sentirsi in colpa.
  • Tania28Tania28
    Ciao con la psicologa cosa avete trattato? Avete parlato di questa situazione? Cosa ti consiglia?
  • Sandra66Sandra66
    Ciao Pietro, come vanno le cose, hai ripreso gli studi dopo le ferie?
  • PietroB97PietroB97
    @Sandra66 ciao, ho ripreso gli studi sì, ma dedicandomi a qualcosa di completamente diverso, ingegneria ambientale.
    Per ora mi piace molto, mi sento totalmente coinvolto dalla città di Milano e sto riacquistando ottimismo nei confronti del mio futuro :)
    Spero che le cose funzionino questa volta, non ho intenzione di cedere tanto facilmente!
  • Sandra66Sandra66
    Bene, mi fa molto piacere. Se non sbaglio era un'opzione che non consideravi all'inizio. Coraggio e in bocca a lupo, vedrai che è la volta buona.
  • PietroB97PietroB97
    @Sandra66 grazie, davvero, crepi questo lupo!! Grazie per tutto il sostegno
  • AnnaRiAnnaRi

    @PietroB97 ciao, sono passati un po' di anni da questo tuo commento però mi sono ritrovata molto nelle tue parole. Sono una studentessa che per paura di restare indietro e di deludere la propria famiglia (la quale mi consigliava di studiare essendo sempre stata una studentessa modello) ha iniziato un'università attinente ai propri studi (liceo linguistico > mediazione linguistica) però iniziai questo percorso dopo il periodo post maturità piena di dubbi e paure (tanto che mi convinsi di iniziare economia ma quando affrontai i primi giorni e già non capivo come e dove studiare essendo senza amici e sola mi trovai persa e decisi di, arrivata agli sgoccioli delle iscrizioni, passare a mediazione che per fortuna ancora non erano iniziate le lezioni. Ero in pieno panico ed iniziai per paura, ora sono al primo anno ed ho fatto anche tutta la prima e seconda sessione con ottimi voti, mi manca l'ultimo esame dell'ultima sessione ma quel periodo di ansia e panico non è passato, con gli esami si è solo attenuato perchè mi concentravo su altro, ma oggi mentre vedo tutti che si realizzano, felici delle proprie facoltà, poi ci sono io che mi chiedo ancora se questa sia la facoltà e la strada giusta per me. Non vedevo un futuro con le lingue, non vedevo una strada, il problema è che non saprei cosa fare, con cosa cambiare e peggio anche se cambiassi ho paura di rifare lo stesso travaglio (iniziare, impegnarmi, trovarmi sola e forse dopo un anno restare con i soliti dubbi). Mi sento inutile e vorrei sapere tu come hai affrontato la situazione.


    Pensavo ad un percorso psicologico ma non me la sento di pesare altri soldi alla mia famiglia, ho due fratelli che hanno un percorso universitario eccezionale, due ingegneri e poi ci sono io che mi sento l'inutilità della famiglia.

  • AnnaRiAnnaRi

    @PietroB97 ciao, sono passati un po' di anni da questo tuo commento però mi sono ritrovata molto nelle tue parole. Sono una studentessa che per paura di restare indietro e di deludere la propria famiglia (la quale mi consigliava di studiare essendo sempre stata una studentessa modello) ha iniziato un'università attinente ai propri studi (liceo linguistico > mediazione linguistica) però iniziai questo percorso dopo il periodo post maturità piena di dubbi e paure (tanto che mi convinsi di iniziare economia ma quando affrontai i primi giorni e già non capivo come e dove studiare essendo senza amici e sola mi trovai persa e decisi di, arrivata agli sgoccioli delle iscrizioni, passare a mediazione che per fortuna ancora non erano iniziate le lezioni. Ero in pieno panico ed iniziai per paura, ora sono al primo anno ed ho fatto anche tutta la prima e seconda sessione con ottimi voti, mi manca l'ultimo esame dell'ultima sessione ma quel periodo di ansia e panico non è passato, con gli esami si è solo attenuato perchè mi concentravo su altro, ma oggi mentre vedo tutti che si realizzano, felici delle proprie facoltà, poi ci sono io che mi chiedo ancora se questa sia la facoltà e la strada giusta per me. Non vedevo un futuro con le lingue, non vedevo una strada, il problema è che non saprei cosa fare, con cosa cambiare e peggio anche se cambiassi ho paura di rifare lo stesso travaglio (iniziare, impegnarmi, trovarmi sola e forse dopo un anno restare con i soliti dubbi). Mi sento inutile e vorrei sapere tu come hai affrontato la situazione.


    Pensavo ad un percorso psicologico ma non me la sento di pesare altri soldi alla mia famiglia, ho due fratelli che hanno un percorso universitario eccezionale, due ingegneri e poi ci sono io che mi sento l'inutilità della famiglia.


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